{"id":1212,"date":"2010-05-11T19:39:44","date_gmt":"2010-05-11T19:39:44","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/05\/11\/india-una-condanna-riaccende-la-lotta-contro-la-pena-di-morte\/"},"modified":"2010-05-11T19:39:44","modified_gmt":"2010-05-11T19:39:44","slug":"india-una-condanna-riaccende-la-lotta-contro-la-pena-di-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/05\/11\/india-una-condanna-riaccende-la-lotta-contro-la-pena-di-morte\/","title":{"rendered":"INDIA: Una condanna riaccende la lotta contro la pena di morte"},"content":{"rendered":"<p>New Delhi, 11 maggio 2010 (IPS) &#8211; Mohammed Ajmal Kasab, cittadino pakistano di 22 anni, &egrave; stato condannato all&rsquo;impiccagione per le responsabilit&agrave; avute nell&rsquo;attacco terroristico del 2008 contro la citt&agrave; portuale di Mumbai, nel quale rimasero uccise 166 persone. Una condanna interpretata come un passo indietro nella lotta all&rsquo;abolizione della pena di morte in India.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; un passo indietro nel senso che si sono sollevate poche voci a favore della sua assoluzione&rdquo; ha detto all&rsquo;IPS Colin Gonsalves, avvocato per i diritti umani e attivista nella lotta contro la pena di morte. &ldquo;Nonostante questo, sono ottimista: credo che l&rsquo;opinione pubblica del paese torner&agrave; a sostenere l&rsquo;abolizione&rdquo;. <\/p>\n<p>L&rsquo;India faceva parte dei 54 paesi dell&rsquo;Onu che nel dicembre 2007 votarono contro la moratoria sulle esecuzioni dell&rsquo;Assemblea generale dell&rsquo;Onu, passata con 104 voti a favore e 29 astensioni. Nel 1983, la Corte Suprema indiana stabil&igrave; che la pena di morte poteva essere applicata esclusivamente &ldquo;nei casi pi&ugrave; estremi&rdquo;.<\/p>\n<p>Mentre le sentenze di morte sono state via via ridotte, l&rsquo;impiccagione, unica modalit&agrave; di esecuzione accettata nel paese, viene adottata raramente per diverse ragioni, tra cui il fatto che molte volte i ricorsi vengono accettati dalla Corte Suprema. L&rsquo;ultima impiccagione avvenuta in India risale al 2004. <\/p>\n<p>Il caso di Kasab, secondo alcuni attivisti ed esperti legali, va oltre la categoria dei &ldquo;casi pi&ugrave; estremi&rdquo;. La sua condanna &egrave; stata semplice perch&eacute; era stato ripreso da una telecamera mentre insieme a un complice, Abu Dera Ismail Khan, sparava indiscriminatamente contro i viaggiatori nella stazione principale di Mumbai, il 9 novembre 2008.<\/p>\n<p>&Egrave; emerso che Kasab era l&rsquo;unico sopravvissuto di una squadra di 10 cecchini armati, salpati verso Mumbai dal porto di Karachi, in Pakistan, e che in India si erano separati per attaccare diversi obiettivi strategici. Erano riusciti a colpire due alberghi di lusso e un centro ebraico, e a tenere testa per due giorni a due commando militari prima di rimanere uccisi.<\/p>\n<p>In una registrazione della sua confessione, Kasab ammette di aver partecipato, insieme ad altri membri della sua squadra, ad alcune esercitazioni militari guidate dai Lashkar-e-Toiba, un gruppo jihadista chiamato &ldquo;Soldati di Dio&rdquo; e coinvolto in diversi attacchi terroristici portati a termine in India in passato. <\/p>\n<p>Le prove schiaccianti contro Kasab, insieme all&rsquo;opinione pubblica influenzata dalle notizie riportate quotidianamente dai media sugli attacchi a Mumbai, erano tali che la sua condanna a morte sembrava una conclusione inevitabile alla fine del processo, tenutosi in un tribunale accessibile ai media. <\/p>\n<p>La sentenza contro Kasab dovr&agrave; essere ratificata da una corte suprema, ma lui avr&agrave; il diritto di fare ricorso appellandosi alla Corte Suprema indiana. Se il ricorso dovesse fallire, a Kasab non rester&agrave; che chiedere la grazia al presidente. L&rsquo;intero processo potrebbe richiedere anni, stando alle esperienze passate.<\/p>\n<p>Per esempio, la People&rsquo;s Union of Civil Liberties, una influente associazione per i diritti umani di New Delhi, ha presentato ricorso contro i tempi troppo rapidi con cui le sentenze di condanna vengono eseguite. <\/p>\n<p>Dalla sentenza di Kasab del  6 maggio scorso, i canali TV indiani hanno cominciato a mandare in onda una serie di dibattiti e talk show sul suo caso e in generale sul problema della pena di morte in India. <\/p>\n<p>Madhu Kishwar, una nota attivista per i diritti umani indiano, ha dichiarato durante un dibattito televisivo che quello di Kasab era un caso semplice da risolvere e che condannarlo all&rsquo;ergastolo sarebbe stato un grave rischio per il paese, incoraggiando i tentativi di liberarlo attraverso dirottamenti aerei o rapimenti. <\/p>\n<p>La paura di Kishwar non &egrave; ingiustificata: nel dicembre 1999, un gruppo di cinque pakistani che dichiaravano di appartenere al gruppo islamico Harkat ul Mujahideen dirottarono un aereo di linea carico di passeggeri che viaggiavano da Kathmandu a Kandahar, in Afghanistan, quindi verso un&rsquo;area controllata dai talebani. <\/p>\n<p>Dopo sette giorni di negoziati, i passeggeri vennero scambiati con tre pakistani rinchiusi nelle prigioni indiane con accuse di terrorismo. In seguito uno di loro, Ahmed Omar Saeed Sheikh, di origini britanniche, &egrave; stato arrestato e condannato in Pakistan per l&rsquo;assassinio nel 2002 del corrispondente americano del Wall Street Journal Daniel Pearl. La sentenza contro Sheikh non &egrave; ancora stata eseguita. <\/p>\n<p>Il tentativo di prendere d&rsquo;assalto il parlamento indiano, il dirottamento dell&rsquo;aereo della compagnia di bandiera e gli attacchi terroristici a Mumbai hanno provocato un raffreddamento delle relazioni tra India e Pakistan, che in alcuni casi hanno anche sfiorato lo scontro diretto. Questi elementi fanno pensare che l&rsquo;opinione pubblica sia poco incline al rinvio o a commutare la pena di morte di Kasab.<\/p>\n<p>Ma gli attivisti per i diritti umani e le persone favorevoli all&rsquo;abolizione della pena di morte su entrambi i fronti continuano a far sentire la loro voce contro l&rsquo;impiccagione di Kasab. <\/p>\n<p>&ldquo;Due neri non fanno un bianco&rdquo;, ha detto l&rsquo;attivista pakistana Tehmina Abdullah durante la sua apparizione in un programma TV  indiano, &ldquo;I paesi civilizzati non eseguono condanne a morte&rdquo;. <\/p>\n<p>Maja Daruwala, che guida la Commonwealth Human Rights Initiative, ha detto all&rsquo;IPS di essere contraria alla pena di morte nel caso di un giovane come Kasab, perch&eacute; &ldquo;distrugge ogni possibilit&agrave;&rdquo;. <\/p>\n<p>L&rsquo;avvocato per i diritti umani Gonsalves esprime sentimenti analoghi, sostenendo che Kasab avrebbe potuto ricevere una condanna all&rsquo;ergastolo, &ldquo;una opportunit&agrave; per cambiare, e magari diventare una simbolo di moderazione, parlando dal carcere ai giovani contro la scelta della jihad&rdquo;. <\/p>\n<p>Alla fine, ci&ograve; che potrebbe salvare Kasab dal patibolo &egrave; che &egrave; l&rsquo;unico jihadista ad essere stato catturato vivo in India ed essere ufficialmente riconosciuto dal Pakistan come cittadino di quel paese.<\/p>\n<p>&ldquo;Kasab &egrave; l&rsquo;unica prova vivente che abbiamo per fare pressioni sul Pakistan perch&eacute; chiuda i campi di addestramento dei terroristi, che secondo l&rsquo;India sono tollerati per operare dal territorio pakistano&rdquo;, ha spiegato il professore Kamal Mitra Chenoy, docente di studi internazionali all&rsquo;Universit&agrave; di Jawaharlal Nehru e attivista per i diritti umani. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>New Delhi, 11 maggio 2010 (IPS) &#8211; Mohammed Ajmal Kasab, cittadino pakistano di 22 anni, &egrave; stato condannato all&rsquo;impiccagione per le responsabilit&agrave; avute nell&rsquo;attacco terroristico del 2008 contro la citt&agrave; portuale di Mumbai, nel quale rimasero uccise 166 persone. 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