{"id":1211,"date":"2010-05-10T17:40:21","date_gmt":"2010-05-10T17:40:21","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/05\/10\/gli-usa-e-gli-aiuti-commerciali-ad-haiti\/"},"modified":"2010-05-10T17:40:21","modified_gmt":"2010-05-10T17:40:21","slug":"gli-usa-e-gli-aiuti-commerciali-ad-haiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/05\/10\/gli-usa-e-gli-aiuti-commerciali-ad-haiti\/","title":{"rendered":"Gli Usa e gli aiuti commerciali ad Haiti"},"content":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 10 maggio 2010 (IPS) &#8211; Approvato dal governo Usa un importante piano commerciale per Haiti, volto a incrementare gli investimenti nel settore tessile e dell&rsquo;abbigliamento in seguito al devastante terremoto dello scorso gennaio, durante il quale hanno perso la vita almeno 200mila persone.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La mozione era partita dopo l&rsquo;approvazione la settimana scorsa di una legge bi-partisan proposta da due senatori per la ricostruzione, il supporto e l&rsquo;assistenza ad Haiti (Haiti Empowerment, Assistance and Rebuilding (HEAR) Act) che ha autorizzato un finanziamento di 3,5 miliardi di dollari da stanziare nei prossimi 5 anni per la ricostruzione di Haiti.<\/p>\n<p>La proposta include anche la figura di un coordinatore del progetto per Haiti, nominato da Obama, responsabile di &ldquo;consigliare, supervisionare e coordinare tutte le politiche intraprese dal governo Usa per Haiti&rdquo;.<\/p>\n<p>Lo scorso mese entrambe le Camere avevano approvato una legislazione integrativa secondo cui il segretario del tesoro americano avrebbe dovuto istruire i direttori esecutivi negli Usa di Banca mondiale, Banca inter-americana di sviluppo e altre agenzie multilaterali per lo sviluppo ad &ldquo;utilizzare la voce, il voto e l&rsquo;influenza degli Stati Uniti&rdquo; per cancellare tutti i debiti dovuti da Haiti a quelle istituzioni.<\/p>\n<p>Questa legislazione, gi&agrave; tradotta in legge da Obama, chiede anche a Washington di usare la propria influenza presso le agenzie multilaterali per assicurare che ogni aiuto extra ad Haiti sia concesso sottoforma di sussidi anzich&eacute; di prestiti, in modo che il paese pi&ugrave; povero del continente non contragga ulteriori debiti.<\/p>\n<p>Il debito di Haiti verso le istituzioni internazionali ammonta attualmente a circa 800 milioni di dollari, circa due terzi del suo debito estero totale.<\/p>\n<p>La proposta di legge approvata punta a far ripartire il settore tessile e dell&rsquo;abbigliamento, un tempo promettente ma ora fortemente ridimensionato a causa del terremoto del 12 gennaio, che ha colpito sia fabbriche che strutture portuali e commerciali.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti sono stati a lungo il principale mercato di Haiti per il tessile e l&rsquo;abbigliamento; gi&agrave; prima del terremoto i rivenditori americani e i gruppi umanitari chiedevano al Congresso di aumentare gli investimenti e gli incentivi commerciali nel paese, per consentire ai produttori haitiani di espandere il proprio mercato e di stimolare cos&igrave; l&rsquo;economia locale. L&rsquo;anno scorso, le esportazioni di Haiti con gli USA hanno superato i 500 milioni di dollari.<\/p>\n<p>Tra le altre misure previste, la nuova legislazione permetterebbe ad Haiti di triplicare la quantit&agrave; di tessuti fatti a mano da esportare esenti da dazio negli Stati Uniti (da circa 70 a 200 milioni di metri quadrati). <\/p>\n<\/p>\n<p>L&rsquo;accordo era gi&agrave; stato fortemente sostenuto in passato dai presidenti Usa Bill Clinton e da George W. Bush, ai quali Obama ha chiesto di creare un fondo per raccogliere denaro e altri aiuti destinati alla ricostruzione di Haiti.<\/p>\n<p>Bush e Clinton, in una lettera al legislatore prima dell&rsquo;approvazione del progetto di legge, sostenevano anche la possibilit&agrave; di estendere da 8 a 15 anni le preferenze commerciali per Haiti, incluse nel trattato HOPE II  (Haitian Hemispheric Opportunity Through Partnership Encourage Act). <\/p>\n<p>In una dichiarazione congiunta, si dicevano favorevoli al voto, definendolo &ldquo;un passo importante che risponde ai bisogni della popolazione haitiana, che fornirebbe maggiori strumenti per uscire dalla povert&agrave;, e andrebbe allo stesso tempo a beneficio dei consumatori americani&rdquo;. <\/p>\n<p>L&rsquo;accordo finale, stipulato dopo diverse settimane di contrattazione, ha rappresentato un compromesso tra le pesanti condizioni in cui si trova oggi l&rsquo;industria tessile americana, preoccupata che le aziende di paesi terzi utilizzino Haiti come piattaforma d&rsquo;esportazione verso gli Stati Uniti, e l&rsquo;esigenza di creare condizioni di scambio pi&ugrave; favorevoli per i beni provenienti dall&rsquo;isola.<\/p>\n<p>Dato il forte sentimento di solidariet&agrave; &ldquo;bipartisan&rdquo; nel Congresso nei confronti della ripresa di Haiti, l&rsquo;industria tessile ha deciso di non dichiarare guerra alle importazioni di stoffe e filati provenienti da paesi terzi, come la Cina, come invece aveva fatto in passato, ad esempio con l&rsquo;accordo CAFTA del 2005 (Central American Free Trade Agreement).<\/p>\n<p>Ciononostante, la legislazione approvata prevede il pagamento di quote su alcuni tipi di prodotti d&rsquo;abbigliamento che godrebbero di esenzione, per tutelare alcuni produttori locali.<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;industria tessile, essendo il settore pi&ugrave; produttivo dell&rsquo;economia haitiana, giocher&agrave; un ruolo fondamentale nella ripresa dell&rsquo;intera isola&rdquo;, aveva dichiarato il mese scorso Kevin Burke, presidente e amministratore delegato dell&rsquo;associazione americana per l&rsquo;abbigliamento e le calzature (American Apparel and Footwear Association).<\/p>\n<p>La legge &ldquo;fornisce incentivi importanti che permettono di ampliare il commercio e gli investimenti ad Haiti, e in maniera da conciliare le esigenze dei nostri due paesi&rdquo; ha detto Sander Levin, capo del Ways and Means Committee, che ha contribuito all&rsquo;elaborazione della legislazione in un&rsquo;ottica di compromesso.<\/p>\n<p>Oltre ad autorizzare lo stanziamento di 3,5 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni per gli aiuti, la nuova legge introdotta dal presidente democratico della Commissione relazioni con l&rsquo;estero del Senato John Kerry e il senatore repubblicano Bob Corker, ha chiesto alla USAID (Agenzia americana per lo sviluppo internazionale ) di preparare e presentare un piano completo di ricostruzione e sviluppo &ldquo;in accordo con il governo di Haiti, le organizzazioni della societ&agrave; civile, il settore privato e altri partner, in coordinamento con la comunit&agrave; internazionale&rdquo;.<\/p>\n<p>Si chiede l&rsquo;adozione di un piano strategico rivolto a quattro priorit&agrave; cruciali: buona governance, compresa una riforma del settore della sicurezza; crescita economica e sostenibilit&agrave; di economica, inclusi investimenti in infrastrutture, gestione del territorio e sviluppo dell&rsquo;agricoltura; programmi ecologicamente sostenibili mirati a ripristinare le risorse naturali di Haiti; e &ldquo;investimenti in capitale umano, in particolar modo donne e bambini&rdquo;.<\/p>\n<p> Il piano riguarda anche gli sforzi per la ricostruzione a supporto del piano d&rsquo;azione varato dal governo haitiano e di altri piani di sviluppo esistenti.<\/p>\n<p>Arriva sulla scia di una importante conferenza a New York lo scorso mese in cui decine di governi, istituzioni internazionali e Ong hanno promesso circa 10 miliardi di dollari per la ricostruzione di Haiti nei prossimi dieci anni, di cui 1,15 miliardi dagli Stati Uniti.&copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 10 maggio 2010 (IPS) &#8211; Approvato dal governo Usa un importante piano commerciale per Haiti, volto a incrementare gli investimenti nel settore tessile e dell&rsquo;abbigliamento in seguito al devastante terremoto dello scorso gennaio, durante il quale hanno perso la&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/05\/10\/gli-usa-e-gli-aiuti-commerciali-ad-haiti\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[13,18,1,30,25,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1211","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cooperazione","category-economia","category-headlines","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1211","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1211"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1211\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1211"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1211"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1211"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}