{"id":1188,"date":"2010-03-01T18:29:11","date_gmt":"2010-03-01T18:29:11","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/03\/01\/politica-birmania-donne-capi-villaggio-a-causa-dei-conflitti-etnici\/"},"modified":"2010-03-01T18:29:11","modified_gmt":"2010-03-01T18:29:11","slug":"politica-birmania-donne-capi-villaggio-a-causa-dei-conflitti-etnici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/03\/01\/politica-birmania-donne-capi-villaggio-a-causa-dei-conflitti-etnici\/","title":{"rendered":"POLITICA-BIRMANIA: Donne capi villaggio a causa dei conflitti etnici"},"content":{"rendered":"<p>CHIANG MAI, Tailandia, 1 marzo 2010 (IPS) &#8211; Nello stato di Karen, in Birmania, un ordine sociale fondato sulla tradizione e sul dominio maschile riserva storicamente all&rsquo;uomo il ruolo di capo villaggio. Ma in questa regione orientale del paese, guidato dal regime militare, il vecchio ordine ha cominciato a sgretolarsi, dando vita al nuovo fenomeno delle donne capi villaggio.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&ldquo;Nei villaggi, molte donne karen hanno assunto il ruolo di leader, anche se questo non viene riconosciuto&rdquo;, osserva Blooming Night Zan, della Karen Women&rsquo;s Organisation (KWO), un gruppo formato da oltre 49mila membri che si batte per la causa delle donne karen. &ldquo;Questa nuova responsabilit&agrave; che si assumono per necessit&agrave; deve essere apprezzata&rdquo;. <\/p>\n<p>Il fenomeno apre una nuova dimensione rispetto alla percezione che si ha di queste donne della comunit&agrave; karen nella regione, lacerata dal conflitto, ha spiegato in un&rsquo;intervista Blooming Night Zan. &ldquo;A causa del conflitto, le donne vengono considerate esclusivamente delle vittime. Ma adesso vediamo che assumono anche un ruolo di leadership, che &egrave; molto impegnativo&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;Questo ruolo richiede moltissimo coraggio, perch&eacute; bisogna avere a che fare con l&rsquo;esercito birmano&rdquo;, ha aggiunto. &ldquo;Gli stessi abitanti dei villaggi sono molto sorpresi dall&rsquo;emergere delle donne capi villaggio&rdquo;. <\/p>\n<p>&Egrave; una prospettiva riportata in un rapporto appena pubblicato, che descrive questo cambiamento nei ruoli tradizionali in una regione che &egrave; vittima del pi&ugrave; lungo conflitto separatista in Asia, da quando i ribelli della comunit&agrave; etnica karen lanciarono la loro campagna militare contro lo stato birmano, nel 1949. <\/p>\n<p>Questo conflitto etnico, uno dei principali in Birmania, anche nota come Myanmar, scoppi&ograve; l&rsquo;anno successivo alla conquista dell&rsquo;indipendenza del paese dal colonialismo britannico. <\/p>\n<p>&ldquo;Dopo la caduta della principale roccaforte karen nel 1995 e la conseguente perdita di gran parte del territorio karen, l&rsquo;esercito (birmano) estese ulteriormente la propria presenza nelle pianure vicine al confine tailandese, e molti villaggi di queste regioni cominciarono a nominare le donne capi villaggio&rdquo;, si legge nel rapporto di 105 pagine pubblicato dalla KWO. <\/p>\n<p>Le donne colmavano il vuoto lasciato dagli uomini karen che fuggivano dai villaggi per unirsi alla resistenza, o evitavano di assumere il loro ruolo tradizionale per paura di essere perseguiti. <\/p>\n<p>&ldquo;Quando la persecuzione dell&rsquo;esercito (birmano) divenne pi&ugrave; forte, sempre meno uomini erano disposti a rischiare la loro vita mantenendo quella posizione, e alle donne venne chiesto sempre pi&ugrave; spesso di diventare loro i capi villaggio&rdquo;, si aggiunge nel rapporto &lsquo;Walking Amongst Sharp Knives&rsquo;.<\/p>\n<p>Ma le testimonianze presenti nel dossier rivelano anche che essere capo villaggio ha effetti controversi per le donne leader, la cui et&agrave; varia tra i 15 e gli 82 anni. Alcune di loro sono leader dagli anni &rsquo;80, dall&rsquo;intensificarsi dell&rsquo;escalation del regime militare negli scontri contro la resistenza karen. <\/p>\n<p>&ldquo;La mia famiglia e altri abitanti del villaggio non mi volevano come leader, ma io ho deciso di diventarlo per il futuro della nostra comunit&agrave;&rdquo;, ha dichiarato una donna capo villaggio, tra quelle che la pubblicazione della KWO descrive come dotate di &ldquo;un notevole grado di forza e determinazione nel voler proteggere i diritti delle loro comunit&agrave;, noncuranti di tutti i rischi e i sacrifici personali&rdquo;. <\/p>\n<p>Un&rsquo;altra di queste donne ha raccontato: &ldquo;Sono diventata capo villaggio nel 1985 e sono rimasta in carica per 20 anni. La comunit&agrave; mi ama molto perch&eacute; ho combattuto per loro&rdquo;. <\/p>\n<p>Ma essere a capo della comunit&agrave; &egrave; anche un invito agli abusi da parte dell&rsquo;esercito birmano, noto per le gravi violazioni dei diritti umani, dall&rsquo;estorsione al lavoro forzato, dalla tortura alle esecuzioni extragiudiziali. &ldquo;Hanno cominciato a malmenarmi e a torturarmi. Mi hanno colpito al petto, poi mi hanno legato e picchiato con una canna di bamb&ugrave; fino a farla rompere. Poi mi hanno spinto dentro una stanza buia lasciandomi l&igrave; per due giorni. Avevo dolori terribili in tutto il corpo&rdquo;, racconta una delle 95 donne capo villaggio intervistata per il rapporto. <\/p>\n<p>&ldquo;Quando ero capo villaggio mi hanno costretto a trasportare carichi pesanti, poi mi hanno legato con delle corde durante la notte strattonandomi da una parte all&rsquo;altra. Quando non riuscivo pi&ugrave; a sopportare questa tortura, mi hanno violentata&rdquo;, confida un&rsquo;altra donna, affermando che in generale &ldquo;quasi tutte le donne capo villaggio sono state stuprate&rdquo; dall&rsquo;esercito militare, o costrette a procurare &ldquo;donne di compagnia&rdquo; alle truppe. <\/p>\n<p>Nonostante tutti gli abusi subiti, queste donne non soffrono in silenzio, come nel caso degli uomini che si sono scontrati con l&rsquo;esercito birmano. La loro manifestazione di rabbia &#8211; spesso espressa anche con forti urla contro l&rsquo;esercito birmano &#8211; &egrave; stata osservata anche nella regione che ospita la minoranza etnica Shan, che ha subito simili abusi in un altro conflitto separatista durato decenni. <\/p>\n<p>&ldquo;Le donne in questa situazione resistono molto di pi&ugrave; nel sostegno alla loro comunit&agrave;&rdquo;, osserva Charm Tong, membro fondatore della Shan Women&rsquo;s Action Network (SWAN), un gruppo di donne Shan in esilio che difendono i diritti della loro comunit&agrave;. &ldquo;Dimostrano un grande coraggio rivolgendosi ai soldati in modo irriverente come un metodo per proteggere il loro popolo&rdquo;. <\/p>\n<p>Questo &egrave; il risultato di tanti anni di conflitto, anche in regioni come lo stato di Shan, dove l&rsquo;esercito birmano ha perseguito la &ldquo;tattica della terra bruciata&rdquo;, ha detto Charm Tong all&rsquo;IPS. &ldquo;Il risultato &egrave; stato il trasferimento di ruoli tradizionalmente appartenenti agli uomini, alle donne, che spesso devono accettare passivamente questa imposizione&rdquo;. <\/p>\n<p>L&rsquo;ultimo rapporto della KWO &egrave; la loro terza pubblicazione in cui si racconta il destino delle donne in un conflitto che, insieme a tutti gli altri scontri affrontati dalle etnie shan e karenni nelle loro rispettive terre d&rsquo;origine, ha visto oltre 3.500 villaggi distrutti negli ultimi 15 anni. <\/p>\n<p>Il livello di annientamento di questi villaggi, che va oltre il numero documentato in Darfur, Sudan, ha suscitato diversi appelli della KWO e altri gruppi per la tutela dei diritti umani davanti al Consiglio di Sicurezza dell&rsquo;Onu, per creare una commissione per i crimini di guerra che indaghi su questi &ldquo;crimini contro l&rsquo;umanit&agrave;&rdquo;. <\/p>\n<p>La parte settentrionale e quella orientale della Birmania, vicine al confine del paese con Tailandia e Cina, ospitano anche 500mila sfollati interni. Tra questi, donne e bambine che hanno subito stupri da parte dell&rsquo;esercito birmano come un&rsquo;arma di guerra: un fenomeno documentato in uno scomodo rapporto del 2002 intitolato &ldquo;Licenza di stupro&rdquo;.&copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CHIANG MAI, Tailandia, 1 marzo 2010 (IPS) &#8211; Nello stato di Karen, in Birmania, un ordine sociale fondato sulla tradizione e sul dominio maschile riserva storicamente all&rsquo;uomo il ruolo di capo villaggio. 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