{"id":1179,"date":"2010-01-15T14:44:44","date_gmt":"2010-01-15T14:44:44","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/01\/15\/cambiamenti-climatici-africa-fao-il-lago-ciad-rischia-la-scomparsa\/"},"modified":"2010-01-15T14:44:44","modified_gmt":"2010-01-15T14:44:44","slug":"cambiamenti-climatici-africa-fao-il-lago-ciad-rischia-la-scomparsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/01\/15\/cambiamenti-climatici-africa-fao-il-lago-ciad-rischia-la-scomparsa\/","title":{"rendered":"CAMBIAMENTI CLIMATICI-AFRICA: FAO: Il lago Ciad rischia la scomparsa"},"content":{"rendered":"<p>ROMA, 15 gennaio 2010 (IPS) &#8211; Cinquanta anni fa, il lago Ciad era pi&ugrave; vasto dello stato di Israele. Oggi, ha una superficie dieci volte pi&ugrave; piccola, e si prevede possa scomparire del tutto entro 20 anni.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il cambiamento climatico e il sovrasfruttamento hanno messo in pericolo l&rsquo;esistenza stessa di uno dei pi&ugrave; imponenti laghi africani, e con esso la vita di 30 milioni di persone che dipendono dalle sue acque. <\/p>\n<p>Secondo gli esperti, sta per profilarsi una crisi senza precedenti, che aggraver&agrave; il problema della fame in una regione che gi&agrave; soffre di una grave insicurezza alimentare, creando una seria minaccia per la pace e la stabilit&agrave;.<\/p>\n<p>&ldquo;Se il lago Ciad si prosciugasse, 30 milioni di persone non avrebbero pi&ugrave; nessun mezzo di sostentamento, e questo &egrave; un grosso problema per la sicurezza, a causa della competizione sempre pi&ugrave; aspra per minori quantit&agrave; d&rsquo;acqua&rdquo;, ha spiegato Abdullahi Umar Ganduje, segretario esecutivo della Commissione del Bacino del Lago Ciad (LCBC). <\/p>\n<p>&ldquo;Aumenteranno la fame e la povert&agrave;. E quando manca il cibo, si crea una predisposizione alla violenza&rdquo;.<\/p>\n<p>Il lago, che tra il 1963 e il 2001 si &egrave; ridotto del 90 per cento passando da 25mila a meno di 1.500 chilometri quadrati, &egrave; compreso tra Ciad, Niger, Camerun e Nigeria. <\/p>\n<p>Altri quattro paesi &#8211; Repubblica Centrafricana, Algeria, Sudan e Libia &#8211; condividono il bacino idrologico del lago, e sono perci&ograve; legati alla sua sorte. <\/p>\n<p>&#8220;Il lago Ciad si &egrave; ridotto&rdquo;,  ha affermato il leader libico Muammar Gheddafi alla Conferenza mondiale sulla Sicurezza Alimentare di novembre tenutasi a Roma presso l&rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&rsquo;Alimentazione e l&rsquo;Agricoltura (FAO). &ldquo;Se si prosciugasse, sarebbe un disastro, e voglio avvertire il mondo di questa imminente catastrofe&rdquo;.<\/p>\n<p>Il disastro &egrave; gi&agrave; cominciato. I villaggi che un tempo avevano porti fiorenti sul lago si trovano ora a miglia di distanza dall&rsquo;acqua, e sono stati raggiunti dall&rsquo;avanzata del deserto del Sahara. Pescatori e agricoltori stanno lottando per la sopravvivenza. <\/p>\n<p>&#8220;La situazione drammatica &egrave; gi&agrave; in atto&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS Maher Salman, esperto tecnico della Divisione per la valorizzazione delle acque e delle terre della FAO. &ldquo;&Egrave; chiaro che gi&agrave; si cominciano a sentire gli effetti: comincia l&rsquo;emigrazione; la gente cerca l&rsquo;acqua e perci&ograve; abbandona l&rsquo;area del bacino&rdquo;. <\/p>\n<p>I prodotti della pesca, un tempo abbondanti, si sono sostanzialmente dimezzati. Secondo la FAO, la presenza di pesci nel lago si &egrave; ridotta del 60 per cento, e cos&igrave; la variet&agrave; di pesci pescati. <\/p>\n<p>Gli agricoltori che dipendono dalle acque del lago per l&rsquo;irrigazione devono spostarsi pi&ugrave; vicino al litorale, o sono costretti ad abbondonare la propria attivit&agrave;. La mancanza d&rsquo;acqua ha fatto inaridire i pascoli, con una riduzione del mangime per gli animali, stimata nel 2006 intorno al 46,5 per cento in alcune aree, con la conseguente morte del bestiame e il crollo dell&rsquo;allevamento.    &Egrave; esattamente il genere di situazione che preoccupava l&rsquo;ex vicepresidente della Banca Mondiale Ismail Serageldin nel 1995, quando affermava che &#8220;le guerre del ventesimo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del prossimo secolo saranno combattute per l&rsquo;acqua&rdquo;- un punto di vista sostenuto dai rapporti di molte organizzazioni, tra cui la CIA (U.S. Central Intelligence Agency).<\/p>\n<p>Sebbene molti esperti rimangano scettici sulla prospettiva di guerre totali per l&rsquo;acqua, molti rapporti riferiscono di scontri tra agricoltori e allevatori, che si contendono la gestione delle terre produttive nell&rsquo;area del lago Ciad.<\/p>\n<p>Anche la biodiversit&agrave; ha subito gli effetti della riduzione del lago, cos&igrave; come la situazione sanitaria della regione.<\/p>\n<p> &ldquo;Gli spostamenti della popolazione in cerca di cibo creano alti livelli di interazione, che complicano le cose a causa dell&rsquo;alta incidenza di HIV tra gli abitanti del lago Ciad&rdquo;, dice Ganduje. &ldquo;La Banca Africana per lo Sviluppo &egrave; venuta in nostro soccorso, e stiamo facendo fronte alla situazione&rdquo;.<\/p>\n<p>Non si pu&ograve; far molto a livello regionale per il cambiamento climatico, che sta colpendo il lago su due fronti: riducendo le piogge che lo alimentano, e accelerando l&rsquo;evaporazione delle acque, a causa dell&rsquo;aumento delle temperature. La scarsa profondit&agrave; lo rende inoltre particolarmente vulnerabile a questi eventi. <\/p>\n<p>&Egrave; una situazione grave, ma non senza speranza. L&rsquo;altro aspetto del problema, lo sfruttamento eccessivo, pu&ograve; essere affrontato localmente. <\/p>\n<p>&ldquo;Siamo ottimisti&rdquo;, dice Ganduje. &#8220;Stiamo regolarizzando l&rsquo;uso dell&rsquo;acqua del lago Ciad, e redigendo un trattato affinch&eacute; tutti abbiano regole comuni e regolamenti per l&rsquo;uso dell&rsquo;acqua&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;Stiamo poi controllando le diverse attivit&agrave; sugli affluenti del lago Ciad, come la costruzione di dighe e le attivit&agrave; di irrigazione. Controlliamo il comportamento umano nella risposta ad altri fattori che sono fuori dal nostro controllo&rdquo;. <\/p>\n<p>Questa fiducia &egrave; in parte giustificata dalla crescente consapevolezza sulla necessit&agrave; di una risposta.<\/p>\n<p>&ldquo;Si riconosce la necessit&agrave; di mettere in pratica nuove strategie di gestione&rdquo;, afferma Salman. &ldquo;La maggior parte degli studi riconosce che la riduzione del lago &egrave; causata dallo sfruttamento dell&rsquo;acqua da parte dell&rsquo;uomo cos&igrave; come dal cambiamento climatico. Ma una soluzione &egrave; possibile&rdquo;.  <\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;uso dell&rsquo;acqua deve essere ottimizzato in ogni settore, migliorando la conservazione dell&rsquo;acqua e le tecnologie agricole su piccola scala per un&rsquo;irrigazione pi&ugrave; efficiente. Anche la consapevolezza sull&rsquo;uso dell&rsquo;acqua &egrave; importante, in vista di una sua riduzione&rdquo;.<\/p>\n<p>La LCBC ripone inoltre forti speranze nell&rsquo;ambizioso progetto di riportare il lago ai livelli del 1960, deviando l&rsquo;acqua del fiume Oubangui, uno dei maggiori affluenti del fiume Congo.<\/p>\n<p>&ldquo;Gli studi di fattibilit&agrave; sono partiti ed &egrave; stato stanziato anche un fondo&rdquo;, afferma Ganduje. &ldquo;I capi di stato credono nel progresso. Se gli studi sulla fattibilit&agrave; risultassero positivi, credo che avremo il supporto politico necessario&rdquo;.<\/p>\n<p>La FAO non ha preso posizione sulla possibilit&agrave; che il progetto di trasferimento vada avanti, bench&eacute; abbia richiamato l&rsquo;attenzione sul suo possibile impatto, e anche su quello del sistema del fiume Congo. Il punto chiave secondo la FAO &egrave; presentare piani concreti per salvare il lago, in modo tale che i donatori possano essere incoraggiati ad impegnarsi in una causa che &egrave; cruciale per milioni di persone.<\/p>\n<p>&ldquo;Esiste un piano d&rsquo;azione strategico per lo sviluppo sostenibile del lago Ciad, ma per trasformarlo in azione ci serve un piano d&rsquo;investimento&rdquo;, afferma Salman. &ldquo;Abbiamo bisogno di pi&ugrave; incontri di donatori per far s&igrave; che si impegnino e concretizzino il loro impegno con degli investimenti. La buona notizia &egrave; che c&rsquo;&egrave; consenso sulla necessit&agrave; d&rsquo;agire&rdquo;. &copy;IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA, 15 gennaio 2010 (IPS) &#8211; Cinquanta anni fa, il lago Ciad era pi&ugrave; vasto dello stato di Israele. 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