{"id":1173,"date":"2009-12-21T19:12:22","date_gmt":"2009-12-21T19:12:22","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/12\/21\/cambiamenti-climatici-meno-carne-per-salvare-il-pianeta\/"},"modified":"2009-12-21T19:12:22","modified_gmt":"2009-12-21T19:12:22","slug":"cambiamenti-climatici-meno-carne-per-salvare-il-pianeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/12\/21\/cambiamenti-climatici-meno-carne-per-salvare-il-pianeta\/","title":{"rendered":"CAMBIAMENTI CLIMATICI: Meno carne per salvare il pianeta"},"content":{"rendered":"<p>21 dicembre 2009, ROMA (IPS) &#8211; Per molto tempo i vegetariani hanno sostenuto che mangiare carne &egrave; un &ldquo;assassinio&rdquo; contro gli animali. Adesso hanno un nuovo argomento a sostegno della loro tesi: in questo modo si uccide anche il pianeta, a causa dell&rsquo;enorme emissione di gas serra provocata dagli allevamenti.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1529\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1529\" class=\"size-full wp-image-1529\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/butcher1.jpg\" alt=\"Un macellaio di Roma intento a tagliare il pollo Paul Virgo\/IPS\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1529\" class=\"wp-caption-text\">Un macellaio di Roma intento a tagliare il pollo<br \/>Paul Virgo\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>Secondo l&rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#039;Alimentazione e l&#039;Agricoltura (FAO), il settore dell&rsquo;allevamento produce circa il 18 per cento delle emissioni di gas serra, una quantit&agrave; maggiore di quella prodotta dalle nostre auto che sfrecciano sulle autostrade o dagli aerei che sorvolano interi continenti. <\/p>\n<p>&ldquo;Diventare vegetariano (o ancor meglio, vegano) &egrave; l&rsquo;unica cosa, la migliore e di maggior effetto, che ognuno di noi pu&ograve; fare per l&rsquo;ambiente&rdquo;, &egrave; il commento di un lettore di Berlino in una recente conversazione online sul sito internet del New York Times, a proposito di ci&ograve; che gli individui possano fare per combattere il riscaldamento globale.<\/p>\n<p>Le emissioni vengono scatenate in diversi modi a causa della crescente richiesta di carne &#8211; la produzione mondiale &egrave; aumentata del 400 per cento dal 1961, arrivando a circa 282 tonnellate nel 2009, e si prevede che la richiesta raddoppier&agrave; entro il 2050, secondo la FAO.<\/p>\n<p>&Egrave; una delle principali cause della deforestazione, poich&eacute; i boschi vengono tagliati per far spazio a nuovi pascoli e terre coltivabili, causando il rilascio di diossido di carbonio immagazzinato dagli alberi che vengono tagliati o bruciati. Questo processo ha un impatto enorme anche sulla biodiversit&agrave;.<\/p>\n<p>Il bestiame produce il 37 per cento del metano indotto dall&rsquo;uomo, un gas con un potenziale di riscaldamento globale (GWP) 23 volte maggiore del CO2, principalmente attraverso la flatulenza e l&rsquo;eruttamento. Secondo il rapporto della FAO 2006 &ldquo;La Lunga Ombra dell&rsquo;Allevamento&rdquo;, esso genera inoltre il 65 per cento dell&rsquo;ossido nitroso dell&rsquo;umanit&agrave;, che ha un GWP 296 volte maggiore del CO2, principalmente prodotto dal concime.<\/p>\n<p>Va poi calcolato l&rsquo;effetto sull&rsquo;ambiente nel produrre il cibo per gli animali, cos&igrave; come il carbonio bruciato per dare energia alle imprese agricole, ai macelli, agli impianti di lavorazione e di refrigerazione della carne.<\/p>\n<p>Se tutto ci&ograve; non bastasse, l&rsquo;allevamento &egrave; inoltre causa del degrado del suolo e dell&rsquo;acqua, con grandi agenti inquinanti che includono i rifiuti animali, gli antibiotici e gli ormoni, i prodotti chimici usati nelle concerie e i fertilizzanti e pesticidi usati per far crescere i campi.<\/p>\n<p>Questi fattori hanno fatto dire a Yvo de Boer, segretario esecutivo della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (UNFCCC) che &ldquo;la soluzione migliore sarebbe diventare tutti vegetariani&#8221;.<\/p>\n<p>Rajendra Pachauri, presidente della Commissione Intergovernativa sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite, e il professor Lord Stern della London School of Economicss sono tra i nomi autorevoli che sostengono simili opinioni.<\/p>\n<p>Nonostante ci&ograve;, molti la vedono come una soluzione troppo semplicistica, non ultima l&rsquo;industria della carne stessa.<\/p>\n<p>&ldquo;Penso che si possa essere d&rsquo;accordo con l&rsquo;affermazione &ldquo;mangiate meno carne&rdquo;, ma il messaggio che giunge spesso &egrave; &ldquo;non mangiate pi&ugrave; carne&rdquo;, e questo &egrave; un messaggio fuorviante e allarmista&rdquo;, ha detto ad IPS Giuseppe Luca Capodieci, della European Livestock and Meat Trading Union. Insomma, &egrave; una faccenda complicata.<\/p>\n<p>Per iniziare, l&rsquo;impatto ecologico di una libbra di carne varia per tipo, con il manzo che presenta il pi&ugrave; alto impatto e il pollame il minore. &Egrave; importante vedere come &egrave; prodotto &#8211; mangiare di gusto una fetta di pollo d&rsquo;allevamento a terra &egrave; molto meno problematico che masticare una bistecca di manzo d&rsquo;allevamento.<\/p>\n<p>E non bisogna dimenticare che anche il grano, il riso e le verdure possono avere un grande impatto sull&rsquo;ambiente se vengono coltivate usando pesticidi e diserbanti fatti con olio, in terreni impregnati di fertilizzanti azotati.<\/p>\n<p>In pi&ugrave;, il settore dell&rsquo;allevamento pu&ograve; in realt&agrave; aiutare a diminuire le emissioni, poich&eacute; un terreno gestito bene e un sistema di pastura a rotazione possono agire come filtro per il carbonio negli ambienti naturali, trattenendo il carbonio nel suolo ed evitando che venga rilasciato nell&rsquo;atmosfera.<\/p>\n<p>Non va tralasciata nemmeno l&rsquo;importanza del settore sociale. Secondo il rapporto FAO 2006, questo d&agrave; impiego a 1,3 miliardi di persone e sostentamento a un miliardo di poveri nel mondo, specialmente in Africa ed Asia.<\/p>\n<p> Poich&eacute; l&rsquo;allevamento del bestiame non richiede un&rsquo;educazione formale o un grande capitale, e spesso nemmeno la propriet&agrave; della terra, esso &egrave; spesso l&rsquo;unica attivit&agrave; economica accessibile per i poveri nei paesi in via di sviluppo. Le riserve di bestiame possono inoltre essere una risorsa-cuscinetto di cibo e reddito per i contadini poveri per sopravvivere quando la siccit&agrave; o fenomeni atmosferici estremi causano la perdita dei raccolti.<\/p>\n<p>C&rsquo;&egrave; poi la domanda nutrizionale e il dibattito su come la dieta senza carne possa essere bilanciata, essendo l&rsquo;uomo onnivoro.<\/p>\n<p>Mentre sembra chiaro che il consumo eccessivo di carne nel mondo industrializzato stia contribuendo alla crescente incidenza di problemi di cuore e aumento dei casi di obesit&agrave;, pi&ugrave; carne, latte e uova sarebbero necessari nella dieta di molti poveri nei paesi in via di sviluppo per ovviare alla carenza di proteine e vitamine. L&rsquo;ineguaglianza nel consumo, pi&ugrave; del consumo di carne in s&eacute;, pu&ograve; essere il problema pi&ugrave; grave &#8211; secondo la FAO, la produzione di carne pro capite nel 2008 &egrave; stata di 81,9 chili nei paesi industrializzati, di 31,1 chili pro capite nei paesi in via di sviluppo.<\/p>\n<p>Anche mettendo da parte queste considerazioni, alcuni ambientalisti credono che sarebbe comunque un errore lodare il vegetarianismo come risposta alle disgrazie del pianeta. <\/p>\n<p> &ldquo;&Egrave; una sfortuna che alcuni ambientalisti si siano fissati sull&rsquo;idea del vegetarianismo perch&eacute;, almeno nella cultura occidentale, nella quale si d&agrave; molta importanza alla libert&agrave; individuale, una proibizione totale non avrebbe successo quanto una semplice revisione delle norme alimentari per frenare le proporzioni&rdquo; ha detto ad IPS Erik Assadourian, ricercatore al Worldwatch Institute di Washington.<\/p>\n<p>Secondo Assadourian, riducendo il consumo di carne nei paesi sviluppati, senza necessariamente eliminarlo, sarebbe possibile produrre la carne che mangiamo in modo climaticamente sostenibile, per esempio con animali allevati sull&rsquo;erba invece che alimentati a grano nelle industrie agricole.<\/p>\n<p>Molti esperti concordano, anche se resta un punto controverso in che misura ridurre il consumo.<\/p>\n<p>Un rapporto pubblicato sulla rivista di medicina Lancet del mese di novembre suggerisce di diminuire il consumo di un terzo. Assadourian pensa che bisognerebbe fare ancora di pi&ugrave;, e adottare una dieta a basso consumo di carne chiamata &ldquo;flessibilismo&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;Ieri sera a cena ci hanno servito della pasta aromatizzata con un po&rsquo; di pancetta, seguita da una grossa fetta di maiale come secondo&rdquo;, ha detto. &ldquo;Il parco uso di carne nel primo piatto &egrave; quello che considero un buon modello &#8211; l&rsquo;aggiunta di poca carne solo per dare sapore. Il secondo piatto dovrebbe essere riservato ad occasioni speciali, come Natale o il giorno del Ringraziamento&rdquo;.<\/p>\n<p>Questo dibattito potrebbe non concludersi mai. Ma molti pensano che la cosa importante sia la diffusione di questo argomento, con l&rsquo;aiuto di iniziative come la campagna di Pachauri e dell&rsquo;ex membro dei Beatles Paul McCartney: &ldquo;meno carne = meno riscaldamento&rdquo;, in modo che le persone siano pi&ugrave; consapevoli delle loro scelte.<\/p>\n<p>&Egrave; pi&ugrave; probabile che i consumatori informati facciano pressione sul settore dell&rsquo;allevamento affinch&eacute; migliori la propria condotta, boicottandolo e optando per prodotti pi&ugrave; sostenibili.<\/p>\n<p>&ldquo;Dovremmo parlare del fatto che le persone possano ridurre l&rsquo;impronta al carbonio riducendo il consumo di carne&rdquo; ha detto ad IPS Su Taylor, della Vegetarian Society in Gran Bretagna.<\/p>\n<p>&ldquo;Scegliere di non mangiare la carne un giorno alla settimana &egrave; un modo per fare la differenza, cos&igrave; come cambiare le lampadine o prendere meno volte l&rsquo;aereo&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;Vorremmo che tutti fossero vegetariani, ma siamo realistici e sappiamo che le cose non succedono da un giorno all&rsquo;altro. L&rsquo;importante &egrave; che stiamo parlando del legame tra carne e cambiamento climatico. Un anno fa questo non succedeva&rdquo;. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>21 dicembre 2009, ROMA (IPS) &#8211; Per molto tempo i vegetariani hanno sostenuto che mangiare carne &egrave; un &ldquo;assassinio&rdquo; contro gli animali. 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