{"id":1171,"date":"2009-12-16T13:18:26","date_gmt":"2009-12-16T13:18:26","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/12\/16\/donne-e-ambiente-donne-non-solo-un-gruppo-vulnerabile\/"},"modified":"2009-12-16T13:18:26","modified_gmt":"2009-12-16T13:18:26","slug":"donne-e-ambiente-donne-non-solo-un-gruppo-vulnerabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/12\/16\/donne-e-ambiente-donne-non-solo-un-gruppo-vulnerabile\/","title":{"rendered":"DONNE E AMBIENTE: Donne: non solo un gruppo vulnerabile"},"content":{"rendered":"<p>COPENHAGEN, 16 dicembre 2009 Terraviva COP15* (IPS) &#8211; I cambiamenti climatici si ripercuotono su tutti, ma l&rsquo;onere &egrave; pi&ugrave; gravoso per le donne. Per questo le attiviste di genere affermano che le donne dovrebbero avere pi&ugrave; voce nel coordinamento delle risposte ai cambiamenti climatici.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1526\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1526\" class=\"size-full wp-image-1526\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/20091210_Gender_Phakathi-150x150.jpg\" alt=\"Dorah Lebelo: \"Le donne non dovrebbero essere considerate soltanto vittime dei cambiamenti climatici\" Mantoe Phakathi\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1526\" class=\"wp-caption-text\">Dorah Lebelo: &#8220;Le donne non dovrebbero essere considerate soltanto vittime dei cambiamenti climatici&#8221;<br \/>Mantoe Phakathi<\/p><\/div><\/div>\n<p>Secondo Dorah Lebelo, milioni di donne nel mondo lavorano nell&rsquo;agricoltura di sussistenza, e le condizioni atmosferiche irregolari hanno ridotto la loro possibilit&agrave; di produrre a sufficienza per sfamarsi, e ancor pi&ugrave;, di ricavare un surplus da vendere. Le donne &#8211; spiega Lebelo &#8211; dipendono fortemente dalle risorse naturali, quali acqua, legna per il fuoco, frutti selvatici da vendere.<\/p>\n<p>Lebelo &egrave; membro del Gender CC, una rete internazionale per i diritti delle donne che sta facendo pressione affinch&eacute; il documento finale della conferenza sui cambiamenti climatici di Copenhagen includa una prospettiva di genere.<\/p>\n<p>E afferma che &ldquo;bisogna garantire l&rsquo;avanzamento delle donne, la loro leadership, una partecipazione significativa, il loro impegno come parti attive paritarie in tutti i processi legati al clima&rdquo;.<\/p>\n<p>Gender CC si prefigge di evidenziare a chiare lettere i diritti delle donne e dei bambini nel contesto dei cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>Gotelind Alber, ricercatrice per l&rsquo;agenzia delle Nazioni Unite per l&rsquo;edilizia abitativa, UN-HABITAT, ha studiato le politiche sui cambiamenti climatici di molti paesi, compreso il Sud Africa e il Kenya, riscontrando che le questioni di genere non hanno voce. &ldquo;In queste politiche le donne &#8211; dice Alber &#8211; sono classificate semplicemente come gruppi vulnerabili; un concetto piuttosto vago&rdquo;.<\/p>\n<p>Alber, che ha illustrato i risultati delle proprie ricerche in un workshop su genere, citt&agrave; e cambiamenti climatici, ha rilevato che in seguito a catastrofi ambientali le donne sono pi&ugrave; vulnerabili negli slum metropolitani; che le donne spesso sono le ultime a ricevere i segnali di allerta catastrofi, e non riescono a spostarsi rapidamente, perch&eacute; devono proteggere i figli; infine, sono esposte alla violenza nel disordine che irrompe solitamente in questi casi.<\/p>\n<p>&ldquo;Dobbiamo riconoscere la particolare vulnerabilit&agrave; delle donne legata ai cambiamenti climatici&rdquo; &#8211; ha detto Alber.<\/p>\n<p>Gender CC &#8211; Women for Climate Justice, vuole che l&rsquo;accordo finale includa tutte le tematiche di genere sull&rsquo;adattamento, la mitigazione, la condivisione tecnologica, i finanziamenti e lo sviluppo di capacit&agrave;.<\/p>\n<p>Secondo la keniota Catherine Mungai, solo cos&igrave; i governi locali e nazionali di ogni paese includeranno nelle proprie politiche sui cambiamenti climatici specifici programmi rivolti a donne e bambini; la loro tutela, sostiene Mungai, oggi brilla per assenza nella maggior parte delle politiche.<\/p>\n<p>&ldquo;Una dichiarazione che esprima una posizione molto chiara in tema di diritti delle donne e dei bambini aiuter&agrave; le Ong a richiamare all&rsquo;ordine i governi, vincolandoli alle proprie responsabilit&agrave;&rdquo;, ha aggiunto Mungai.<\/p>\n<p>Per ora, ha affermato Lebelo, le trattative sui cambiamenti climatici non riflettono i temi che toccano i diritti delle donne e dei bambini, il che &egrave; una omissione gravissima. Lebelo ha poi aggiunto che sebbene si discuta della perdita di biodiversit&agrave;, perdita di possesso delle foreste, aumento delle temperature, malattie, agricoltura, e insicurezza alimentare, nessuno ne riconosce gli effetti su donne e minori.<\/p>\n<p>&ldquo;Continueremo a fare pressione fino alla fine della conferenza, perch&eacute; vogliamo giustizia&rdquo;, ha concluso.<\/p>\n<p>Secondo Lebelo, le donne non dovrebbero essere percepite solo come vittime dei cambiamenti climatici, ma dovrebbero anche essere parte attiva dei processi decisionali su questo fenomeno globale.<\/p>\n<p>&ldquo;Le donne hanno saputo adattarsi impiegando le conoscenze indigene. Bisogna coinvolgerle a tutti i livelli decisionali &#8211; dal pi&ugrave; basso al pi&ugrave; alto&rdquo; afferma Lebelo.<\/p>\n<p>Un accordo che non tenga conto del genere, ha concluso l&rsquo;attivista, non pu&ograve; chiamarsi accordo. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COPENHAGEN, 16 dicembre 2009 Terraviva COP15* (IPS) &#8211; I cambiamenti climatici si ripercuotono su tutti, ma l&rsquo;onere &egrave; pi&ugrave; gravoso per le donne. 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