{"id":1168,"date":"2009-12-04T12:43:28","date_gmt":"2009-12-04T12:43:28","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/12\/04\/media-america-latina-le-donne-meritano-un-giornalismo-migliore\/"},"modified":"2009-12-04T12:43:28","modified_gmt":"2009-12-04T12:43:28","slug":"media-america-latina-le-donne-meritano-un-giornalismo-migliore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/12\/04\/media-america-latina-le-donne-meritano-un-giornalismo-migliore\/","title":{"rendered":"MEDIA-AMERICA LATINA: Le donne meritano un giornalismo migliore"},"content":{"rendered":"<p>LIMA, 4 dicembre 2009 (IPS) &#8211; &ldquo;La stampa cambier&agrave; quando si smetter&agrave; di dare notizie solo dal punto di vista maschile&rdquo;, ha detto Norma A&ntilde;a&ntilde;os, viceministro per le Donne del Per&ugrave;, durante il seminario internazionale per i giornalisti &ldquo;Donne al Lavoro, Donne Leader&rdquo;, tenutosi nella capitale peruviana.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1519\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1519\" class=\"size-full wp-image-1519\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/SeminarioPeruLuisGamero_IPS1.jpg\" alt=\"Prima giornata del seminario \"Mujeres trabajando, Mujeres liderando\" Luis Gamero\/IPS\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1519\" class=\"wp-caption-text\">Prima giornata del seminario &#8220;Mujeres trabajando, Mujeres liderando&#8221;<br \/>Luis Gamero\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>Il rimprovero di A&ntilde;a&ntilde;os si riferisce soprattutto al modo in cui i media hanno riportato la notizia dei 116 &ldquo;femminicidi&rdquo; (omicidi di donne basati sul genere) perpetrati in Per&ugrave; tra gennaio e ottobre dai partner delle vittime, la gran parte in ambito domestico. <\/p>\n<p>&ldquo;Quasi tutte le notizie dei delitti vengono dalla sezione omicidi, il che &egrave; di per s&egrave; una forma di discriminazione&rdquo;, ha affermato A&ntilde;a&ntilde;os. &ldquo;Sembra che, per la stampa, le donne siano importanti e meritino la prima pagina solo quando vengono uccise. Questo deve cambiare&rdquo;, ha sottolineato. <\/p>\n<p>Il seminario &egrave; stato organizzato a fine novembre dall&rsquo;agenzia di stampa Inter Press Service (IPS), il Comitato dell&rsquo;America Latina e dei Caraibi per la Difesa dei Diritti delle Donne (CLADEM) e l&rsquo;Associazione dei Comunicatori Sociali Calandria, ed &egrave; stata sponsorizzata dal Fondo per il Terzo Obiettivo di Sviluppo del Millennio (Fondo MDG3) del governo olandese. <\/p>\n<p>Il terzo obiettivo del millennio &#8211; per promuovere la parit&agrave; di genere e l&rsquo;empowerment delle donne &#8211; &egrave; uno degli otto obiettivi dello sviluppo adottati dalla comunit&agrave; internazionale nel 2000, che includono inoltre la riduzione della povert&agrave; e della fame, il miglioramento della salute e dell&rsquo;educazione e la protezione dell&rsquo;ambiente, con traguardi specifici da raggiungere entro il 2015.<\/p>\n<p>L&rsquo;incontro &egrave; stato convocato da Ong quali il Centro per la Difesa dei Diritti delle Donne (DEMUS), l&rsquo;Associazione di Sviluppo Comunale (ADC) e l&rsquo;Associazione Nazionale dei Giornalisti (ANP), con la partecipazione del blocco commerciale Comunit&agrave; Andina, il Fondo delle Nazioni Unite per le Donne (UNIFEM) e l&rsquo;Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL). <\/p>\n<p>I rappresentanti della societ&agrave; civile e delle istituzioni statali, insieme a molti giornalisti, si sono occupati di parit&agrave; di genere, eguaglianza nel mondo del lavoro, partecipazione politica delle donne.<\/p>\n<p>In agenda, un problema concreto: come fare per rendere questi temi pi&ugrave; allettanti per i mezzi di comunicazione? <\/p>\n<p>Durante il seminario, IPS ha lanciato il manuale &ldquo;Le relazioni di genere nel lavoro produttivo e riproduttivo&rdquo;, scritto dalle esperte uruguayane Lili&aacute;n Celiberti e Serrana Mesa.<\/p>\n<p>L&rsquo;antropologa Mesa, che ha partecipato alla cerimonia di presentazione del 24 novembre, ha spiegato che il manuale &egrave; pensato per aiutare ad apportare &ldquo;quei piccoli cambiamenti&rdquo; nel modo in cui i giornalisti e i media affrontano questi argomenti, che possono provocare nel tempo un cambiamento culturale. <\/p>\n<p>In chiusura, la parlamentare peruviana Hilaria Supa ha ringraziato il pubblico nella sua lingua nativa, il Quechua, e ha raccontato la sua esperienza di vita di sfruttamento, di lotta e rivendicazione in nome delle donne indigene.<\/p>\n<p>Mezzi di comunicazione e genere<\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; impensabile che le donne, che costituiscono met&agrave; della razza umana, subiscano atti di violenza, e che la stampa non rifletta su questo, se non nelle pagine di cronaca nera&rdquo;, ha affermato Lola Valladares, rappresentante per la regione andina di &ldquo;Governance e Violenza contro le donne&rdquo; di UNIFEM. <\/p>\n<p>I rappresentanti delle Ong si sono uniti all&rsquo;ondata di critiche contro i media, che invece di promuovere un&rsquo;informazione equa per uomini e donne, continuano a ricreare stereotipi sessisti sulle donne. <\/p>\n<p>Una contadina ha chiesto la parola per raccontare la sua interessante esperienza: Rosa Palomino, proveniente da Puno, sul Lago Titicaca, negli altipiani del sud est peruviano, si &egrave; definita una comunicatrice del popolo Aymara. <\/p>\n<p>Palomino ha parlato ai presenti del programma radio settimanale della durata di un&rsquo;ora &ldquo;Wi&ntilde;ay Pankara&#8221; (che in lingua aymara significa &ldquo;sempre in fiore&rdquo;), che ha condotto per 21 anni e che intende continuare a produrre fino al giorno della sua morte. <\/p>\n<p>Al contrario di molti oratori, Palomino non si &egrave; lamentata delle lacune dell&rsquo;informazione. &ldquo;Visto che nessuna della stazioni radio dava informazioni sulle donne, e certo non in lingua aymara, mi sono incaricata di produrre da sola il programma&rdquo;, ha detto. <\/p>\n<p>&ldquo;Non traduco quello che dicono i giornali o le altre stazioni radio, n&eacute; quello che trasmette la TV. Io visito le comunit&agrave; affinch&eacute; le donne possano parlarmi dei loro problemi, delle loro delusioni e speranze. E poi vado in onda e trasmetto ci&ograve; che dicono. A volte non vogliono parlare, quindi chiedo loro di cantare. Lo fanno, e poi si sentono meglio&rdquo;, ha aggiunto. <\/p>\n<p>Il capo dell&rsquo;Associazione Calandria, Mirtha Correa, ha riconosciuto le ragioni della giornalista aymara quando ha affermato che i media ignorano molte notizie importanti, come la sempre pi&ugrave; scarsa partecipazione delle donne in politica. <\/p>\n<p>&ldquo;Viviamo in un paese in cui le statistiche mostrano una sensibile crescita del PIL e una riduzione della povert&agrave;, nonostante la crisi economica mondiale, ma sono ancora i fattori economici che limitano la partecipazione politica delle donne&rdquo;, ha affermato. <\/p>\n<p>Ad esempio, Correa ha sottolineato come il cinque per cento dei sindaci &ldquo;erano donne tra il 1999 e il 2002, ma adesso raggiungono appena il due per cento. Tra il 2003 e il 2006 tre donne erano governatori regionali, mentre ora nessuna. Questo dovrebbe fare notizia, ma non &egrave; cos&igrave;&rdquo;. <\/p>\n<p>Al seminario di Lima, Mariela Jara di DEMUS ha presentato l&rsquo;Osservatorio Regionale sulle Donne nei Media, un progetto condiviso da organizzazioni in Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador e Per&ugrave;, con lo scopo di monitorare e analizzare la copertura dei giornali sulla violenza di genere.<\/p>\n<p>&ldquo;Lo scopo &egrave; promuovere un tipo di giornalismo che sostenga l&rsquo;eguaglianza, invece della violenza di genere&rdquo; ha aggiunto.<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;osservatorio fornir&agrave; indicatori per avvisare i media sui messaggi trasmessi alla gente che sanciscono la violenza di genere, e incoraggeremo la stampa a chiedersi se esiste parit&agrave; nelle loro stesse redazioni&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Inseguire le notizie<\/p>\n<p>Diana Cariboni, editore regionale di IPS per l&rsquo;America Latina, ha dimostrato invece come secondo l&rsquo;esperienza di questa agenzia stampa, &egrave; possibile coprire le notizie sostenendo una prospettiva di genere. Ha per&ograve; puntualizzato come questo dipenda pi&ugrave; dai giornalisti stessi che dalle testate per cui essi lavorano. <\/p>\n<p>Citando il rapporto del 2005 del Global Media Monitoring Project, ha sottolineato come le donne rappresentino solo il 21 per cento delle fonti cui la stampa si affida. Per i temi economici, solo il 20 per cento delle fonti sono donne, e sui temi di politica e governo, appena il 14 per cento. <\/p>\n<p>Tra i portavoce citati dalla stampa, l&rsquo;86 per cento sono uomini, cos&igrave; come l&rsquo;83 per cento degli esperti consultati. Quando si tratta invece di esperienze personali, le donne vengono citate nel 31 per cento dei casi. <\/p>\n<p>&ldquo;I risultati del monitoraggio mostrano chiaramente una discriminazione nei confronti delle donne nell&rsquo;informazione, il che significa una mancanza di equilibrio, e senza equilibrio non si pu&ograve; fare un buon giornalismo&rdquo;, ha detto Cariboni. <\/p>\n<p>&ldquo;Ma come si pu&ograve; raggiungere un equilibrio? Prima di tutto, abbandonando l&rsquo;uso di fonti stereotipate. E possiamo iniziare a farlo ora, invertendo i ruoli. Per esempio, in una storia sulla crisi economica, intervistare un&rsquo;esperta, e invece che parlare con una casalinga che brontola, trovare per la strada un uomo da intervistare&rdquo;. <\/p>\n<p>Attraverso alcuni esempi della copertura mondiale dell&rsquo;IPS, Cariboni ha poi sfidato i giornalisti ad andare a cercare le notizie. &ldquo;Le notizie non cadono dal cielo, dobbiamo uscire per andare a cercarle perch&eacute; questo &egrave; il nostro lavoro, e questo &egrave; ci&ograve; che la gente si aspetta da noi&rdquo;, ha sottolineato. <\/p>\n<p>&ldquo;Dobbiamo parlare con le persone, visitare le comunit&agrave; in cui vivono, e dare notizie dai luoghi in cui gli eventi stanno accadendo. Nessuno lo far&agrave; al posto nostro&rdquo;, ha affermato. <\/p>\n<p>Cariboni ha inoltre parlato della necessit&agrave; di sviluppare una rete di fonti non tradizionali, e di mostrare le donne non solo come vittime o soggetti passivi, ma anche come attori chiave e personaggi centrali. &ldquo;Se vogliamo che si smetta di parlarne in modo discriminatorio nelle notizie, registriamo il loro nome per intero, e smettiamola di chiamare le donne povere solo con il loro nome&rdquo;. <\/p>\n<p>Cariboni ha presentato numerosi articoli di IPS caratterizzati da ricerche approfondite, dall&rsquo;uso di diverse fonti, con un&rsquo;immediata analisi degli eventi, e che in particolar modo riportano le voci di persone che difficilmente fanno notizia.<\/p>\n<p>&ldquo;Il nostro lavoro non &egrave; riprodurre comunicati ufficiali e dichiarazioni, ma andare fuori e pubblicare le notizie di cui la gente ha bisogno&rdquo;, ha concluso l&rsquo;editrice regionale. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LIMA, 4 dicembre 2009 (IPS) &#8211; &ldquo;La stampa cambier&agrave; quando si smetter&agrave; di dare notizie solo dal punto di vista maschile&rdquo;, ha detto Norma A&ntilde;a&ntilde;os, viceministro per le Donne del Per&ugrave;, durante il seminario internazionale per i giornalisti &ldquo;Donne al&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/12\/04\/media-america-latina-le-donne-meritano-un-giornalismo-migliore\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":176,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[12,16,1],"tags":[],"class_list":["post-1168","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-comunicazione-nuove-tecnologie-e-media","category-donne-e-sviluppo","category-headlines"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1168","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/176"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1168"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1168\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}