{"id":1164,"date":"2009-11-04T14:46:59","date_gmt":"2009-11-04T14:46:59","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/11\/04\/diritti-la-potenza-cinese-un-pericolo-per-la-pace-secondo-i-premi-nobel\/"},"modified":"2009-11-04T14:46:59","modified_gmt":"2009-11-04T14:46:59","slug":"diritti-la-potenza-cinese-un-pericolo-per-la-pace-secondo-i-premi-nobel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/11\/04\/diritti-la-potenza-cinese-un-pericolo-per-la-pace-secondo-i-premi-nobel\/","title":{"rendered":"DIRITTI: La potenza cinese, un pericolo per la pace secondo i Premi Nobel"},"content":{"rendered":"<p>NUOVA DELHI, 4 novembre 2009 (IPS) &#8211; Una Cina sempre pi&ugrave; potente che ignora i diritti umani in Tibet e nello Xinjiang rappresenta un pericolo per la pace mondiale, hanno dichiarato i Premi Nobel per la pace Mairead Corrigan Maguire e Jody Williams.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1512\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1512\" class=\"size-full wp-image-1512\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/nobel_Laureates.jpg\" alt=\"I Premi Nobel per la pace Jody Williams (a sinistra) e Mairead Maguire (a destra) Ranjit Devraj\/IPS\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1512\" class=\"wp-caption-text\">I Premi Nobel per la pace Jody Williams (a sinistra) e Mairead Maguire (a destra)<br \/>Ranjit Devraj\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>&ldquo;Non vogliamo vedere una Cina leader mondiale perseguire il cammino dell&rsquo;egemonia&rdquo;, ci ha detto Maguire. &ldquo;Abbiamo visto come simili politiche adottate dagli Stati Uniti abbiano condotto il mondo alla guerra, in Iraq, in Afghanistan e in altre parti del mondo&rdquo;. <\/p>\n<p>Secondo Williams, la Cina, in quanto &ldquo;nuovo impero economico&rdquo; mondiale, &egrave; riuscita a portare avanti la sua politica di repressione in Tibet e a negare una vera autonomia ai tibetani. La donna ha definito &ldquo;terrificante&rdquo; il rifiuto del presidente Usa Barack Obama (Premio Nobel per la Pace di quest&rsquo;anno) di incontrare il leader spirituale tibetano, il Dalai Lama (Nobel per la pace nel 1989). <\/p>\n<p>&ldquo;Non consentiremo un predominio di questo tipo [della Cina]&rdquo;, ha detto Williams. Maguire, Williams e Shirin Ebadi, Premio Nobel per la pace 2003, si trovavano nella capitale indiana lo scorso weekend dopo aver incontrato il Dalai Lama presso la sede del governo tibetano in esilio, a Dharamsala, ed aver espresso il loro supporto all&rsquo;impegno del leader tibetano per una vera autonomia del Tibet, a nome di otto Premi Nobel. <\/p>\n<p>Maguire vinse il Nobel per la pace nel 1976 per le sue attivit&agrave; contro le violenze settarie nella natia Irlanda del Nord, mentre Williams &egrave; vincitrice del Premio 1997, per il lavoro svolto a favore della rimozione delle mine antipersona. Ad Ebadi, fu conferito il Premio Nobel nel 2003 per la promozione dei diritti umani in Iran, in particolare i diritti di donne, bambini e prigionieri politici. <\/p>\n<p>Tra gli altri firmatari della lettera di sostegno consegnata al Dalai Lama la scorsa settimana, i Premi Nobel Desmond Tutu, Rigoberta Menchu Tum, Adolfo Perez Esquivel, Betty William e Wangari Maathai. <\/p>\n<p>Con questa lettera, i Nobel chiedono a Pechino di mettere in atto le leggi consacrate dalla Costituzione cinese per riconoscere ai tibetani i loro diritti legittimi e un&rsquo;autonomia vera.<\/p>\n<p>&ldquo;Per 50 anni, il Dalai Lama e il popolo tibetano hanno condotto una battaglia pacifica per preservare la loro antica cultura, religione, lingua e identit&agrave;&rdquo;, recita la dichiarazione, in riconoscimento del fatto che mezzo secolo fa il Dalai Lama dovette fuggire dal suo palazzo nella capitale tibetana di Lhasa e dopo aver attraversato l&rsquo;Himalaya si rifugi&ograve; in esilio in India. <\/p>\n<p>La presenza del Dalai Lama in India &egrave; da sempre motivo di attrito tra Cina e India, e non ha certo contribuito alla risoluzione della storica disputa sulla loro frontiera comune, sfociata in guerra aperta nel 1962. <\/p>\n<p>Negli ultimi mesi, Pechino &egrave; tornata ad avanzare pretese sullo stato nord-orientale indiano dell&rsquo;Arunachal Pradesh, che chiama &ldquo;Piccolo Tibet&rdquo;, e ha bocciato i programmi del Dalai Lama di visitare il territorio a novembre. Ma il governo indiano ha risposto ribadendo che l&rsquo;Arunachal Pradesh rimane parte integrante dell&rsquo;India, e che il Dalai Lama &egrave; libero di recarsi ovunque desideri nel paese. <\/p>\n<p>&ldquo;Visto che la questione tibetana resta tragicamente irrisolta e i tibetani continuano a sopportare uno stato di repressione in Tibet, vogliamo esprimere la nostra preoccupazione e il nostro sostegno al Dalai Lama per il suo impegno non violento in favore dell&rsquo;autonomia per il popolo tibetano&rdquo;, si legge nella dichiarazione. <\/p>\n<p>I Premi Nobel sollecitano il governo cinese a &ldquo;adottare misure immediate e concrete per risolvere il problema dello status del Tibet mettendo fine a politiche oppressive che continuano ad emarginare e ad impoverire i tibetani nella loro stessa terra&rdquo;. Le autorit&agrave; cinesi accusano il Dalai Lama di essere un elemento &ldquo;divisionista&rdquo; avendo strappato il Tibet alla Cina, e lo descrivono come un &ldquo;lupo in abiti da monaco, e un diavolo dal volto umano&rdquo;.<\/p>\n<p>In un libro bianco pubblicato lo scorso marzo, un anno dopo le violente repressioni governative delle proteste scoppiate tra i monaci buddisti tibetani contro la Cina, Pechino parla di progressi importanti raggiunti nella causa dei diritti umani in Tibet, e di miglioramenti nelle condizioni di vita del popolo tibetano. <\/p>\n<p>Il documento mette poi in guardia il Dalai Lama e i suoi seguaci contro i tentativi di separatismo, dal momento che &ldquo;la storia ha chiaramente dimostrato che &egrave; impossibile restaurare il vecchio ordine&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo Maguire, la comunit&agrave; internazionale non pu&ograve; ignorare il Dalai Lama e i suoi fedeli, in quanto essi &ldquo;hanno affermato valori fondamentali che il mondo rischia di perdere&rdquo;, e rappresentano &ldquo;un modello&rdquo; poich&eacute; &ldquo;nonostante gli attacchi contro il loro popolo e la loro cultura, pregano e praticano la compassione e il rispetto per la dignit&agrave; di tutti gli esseri umani&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;Con la loro transizione pacifica dalla antica tradizione di supremazia di un gruppo ristretto di sovrani ereditari, verso un governo di leader democraticamente eletti, i tibetani costituiscono un esempio virtuoso&rdquo;, ha osservato Maguire, riferendosi al governo tibetano in esilio a Dharamsala. <\/p>\n<p>&ldquo;Se una comunit&agrave; esiliata dalla propria terra d&rsquo;origine e dispersa per il mondo riesce a ricongiungersi e ad evolversi in una societ&agrave; democratica che rispetta i diritti umani, allora ogni comunit&agrave; pu&ograve; farlo&rdquo;, sostiene Maguire. &ldquo;I tibetani hanno anche dimostrato come i valori umani comuni fondamentali possono e devono trascendere la geografia, l&rsquo;etnia e la cultura&rdquo;.<\/p>\n<p>I tibetani hanno compiuto la scelta straordinaria di impegnarsi in una protesta pacifica, non violenta, contro la distruzione della loro cultura e l&rsquo;occupazione della loro terra. &ldquo;In questo modo, hanno seguito il grande esempio indiano di Mahatma Gandhi, che &egrave; stato un modello per i movimenti per la pace e la democrazia in Irlanda del Nord e Iran&rdquo;, ha aggiunto Maguire. <\/p>\n<p>I Premi Nobel stanno esortando i governi della regione e del mondo intero a fare pressioni su Pechino perch&eacute; avvii un dialogo costruttivo con i rappresentanti del popolo tibetano, e prenda in considerazione la proposta del Dalai Lama di trasformare il Tibet in una zona di pace, libera dalle armi nucleari, dove i diritti umani e le libert&agrave; democratiche fondamentali siano rispettate e l&rsquo;ambiente naturale ripristinato e tutelato&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;Non c&rsquo;&egrave; ragione per cui il governo della Cina e i leader mondiali che nel mondo sostengono i tibetani non possano lavorare insieme per ascoltare e rispondere agli appelli del popolo tibetano, impegnandosi in seri negoziati sul futuro status del Tibet e delle relazioni tra il popolo tibetano e quello cinese&rdquo;, si legge ancora nella dichiarazione dei Premi Nobel. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NUOVA DELHI, 4 novembre 2009 (IPS) &#8211; 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