{"id":1163,"date":"2009-10-30T18:04:48","date_gmt":"2009-10-30T18:04:48","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/10\/30\/sviluppo-produrre-pi-cibo-non-significa-ridurre-la-fame\/"},"modified":"2009-10-30T18:04:48","modified_gmt":"2009-10-30T18:04:48","slug":"sviluppo-produrre-pi-cibo-non-significa-ridurre-la-fame","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/10\/30\/sviluppo-produrre-pi-cibo-non-significa-ridurre-la-fame\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: Produrre pi&ugrave; cibo non significa ridurre la fame"},"content":{"rendered":"<p>ROMA, 30 ottobre 2009 (IPS) &#8211; Il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di produzione fissati dall&rsquo;Organizzazione per l&rsquo;alimentazione e l&rsquo;agricoltura (FAO) per far fronte alle crescenti richieste di cibo non sfamer&agrave; il mondo, e una produzione agricola eccessiva potrebbe addirittura essere dannosa, avvertono gli esperti.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>All&rsquo;inizio di ottobre, l&rsquo;agenzia delle Nazioni Unite con sede a Roma ha segnalato che la produzione alimentare dovr&agrave; aumentare del 70 per cento entro il 2050, per sostenere una popolazione mondiale che potrebbe aver raggiunto quota 9,1 miliardi. E questo sar&agrave; possibile se i paesi in via di sviluppo &#8211; dove presumibilmente si concentrer&agrave; la maggiore crescita, su un aumento totale di 2.3 miliardi di persone &#8211; aumenteranno i propri investimenti agricoli di circa 83 miliardi di dollari all&rsquo;anno. <\/p>\n<p>Tuttavia, secondo stime della FAO, oltre un miliardo di persone (circa un sesto dell&rsquo;umanit&agrave;) soffre la fame, in un mondo che gi&agrave; oggi sarebbe in grado di sfamare l&rsquo;intera popolazione del pianeta. La questione pare mal posta dunque. <\/p>\n<p>&#8220;Ci chiediamo come sfamare l&rsquo;umanit&agrave; nel 2050, ma dovremmo chiederci anche come debellare la povert&agrave;, entro quella data&#8221;, ci ha detto Hasan Sahin, funzionario della Economic Cooperation Organisation, con sede a Teheran. <\/p>\n<p>Anche Marco Contiero, esperto di ingegneria genetica e agricoltura sostenibile presso l&rsquo;unit&agrave; europea di  Greenpeace, ritiene pericoloso restringere la prospettiva alla produzione. &#8220;Il &lsquo;dogma&rsquo; secondo cui basta aumentare la produzione &egrave; sbagliato&#8221;, ci ha detto l&rsquo;esperto. <\/p>\n<p>&#8220;Ovviamente, dove &egrave; a livelli minimi, dobbiamo aumentare la produzione &#8211; ha aggiunto Contiero -. Ma anche se produciamo gi&agrave; moltissimo cibo, un miliardo di persone soffre la fame, mentre 1,6 miliardi &egrave; in sovrappeso e 500 milioni di persone sono obese. I dati parlano chiaro: il problema &egrave; pi&ugrave; complesso&#8221;. <\/p>\n<p>Alcuni analisti temono che la smania di raggiungere gli obiettivi quantitativi faccia diffondere le grandi colture industriali in un numero limitato di colture; questi metodi hanno garantito la pancia piena al Primo mondo, ma potrebbero non essere idonei ai paesi in via di sviluppo. <\/p>\n<p>Il rischio di aggravare ulteriormente lo stato di indigenza delle persone povere che vivono nelle zone rurali pi&ugrave; colpite dalla fame, dove spesso la situazione diviene irrisolvibile, &egrave; uno dei motivi che rende inadatti i metodi intensivi.<\/p>\n<p>&#8220;Quando i prezzi si abbassano troppo, gli agricoltori non hanno denaro. Se il prezzo limite diventa perfino insufficiente a ripagarli delle calorie consumate arando i campi, la situazione non ha senso. I poveri, tuttavia, sono vulnerabili anche quando i prezzi sono alti&#8221;, ci ha spiegato Roberto Ridolfi, direttore dell&rsquo;ufficio di cooperazione della Commissione europea Europe Aid F3. &#8220;Sia come sia, le notizie non sono buone per i poveri&#8221;. <\/p>\n<p>Aiutare i piccoli produttori dei paesi in via di sviluppo a uscire dalla povert&agrave; potrebbe comunque creare un circolo virtuoso, trasformandoli da parte del problema in parte della soluzione. <\/p>\n<p>&#8220;Sono gli agricoltori che sfamano il mondo, non noi. Il nostro compito &egrave; incoraggiarli a incrementare la produttivit&agrave;; gli agricoltori devono diventare una nostra priorit&agrave;&#8221;, ha dichiarato Benyamin Lakitan, segretario del Ministero indonesiano per la ricerca e lo sviluppo. <\/p>\n<p>&#8220;Nei paesi in via di sviluppo il problema &egrave; che da decenni la prosperit&agrave; degli agricoltori non aumenta. Dobbiamo fare uno sforzo ulteriore per farla crescere. Solo cos&igrave; gli agricoltori ci aiuteranno ad aumentare la produzione alimentare. Il punto chiave per questo cambiamento sono gli incentivi economici per gli agricoltori&#8221;. <\/p>\n<p>Secondo Ridolfi, responsabile dello strumento europeo Food Facility, che stanzia 1 milione di euro per aiutare le persone pi&ugrave; colpite dall&rsquo;impennata dei prezzi alimentari del 2007-08, &egrave; necessario agire su tre livelli. <\/p>\n<p>&#8220;Per prima cosa bisogna stimolare la produzione nei paesi poveri, non ovunque. In secondo luogo, bisogna garantire che i piccoli investimenti confluiscano nella comunit&agrave;: piccole dighe, piccoli sistemi di irrigazione, piccoli raccordi, che sono molto importanti, perch&eacute; permettono agli agricoltori disagiati di produrre e poi portare i prodotti al mercato. Il terzo aspetto sono le reti di sicurezza, che servono a garantire che per i gruppi vulnerabili delle zone rurali coltivare la terra non diventi impossibile&#8221;. <\/p>\n<p>Secondo Warwick Easdown del World Vegetable Centre di Taiwan, un&rsquo;eccessiva attenzione alla produzione potrebbe andare a discapito di alcuni altri fattori cruciali. &#8220;Ci si concentra solo sulla produzione e sulle tecnologie per la produzione&#8221;, ha affermato Easdown. &#8220;Cos&igrave; facendo, per&ograve;, a mio avviso tralasciamo alcuni punti chiave; uno fra tutti &egrave; il fatto che negli ultimi 30 anni circa il 95 per cento della ricerca si &egrave; concentrato sull&rsquo;aumento della produzione, anzich&eacute; sul contenimento delle perdite&rdquo;. <\/p>\n<p>&#8220;Se davvero vogliamo sfamare il mondo entro il 2050, dobbiamo mettere il cibo in bocca alla gente. Tra produrre il cibo e portarlo sulla tavola delle persone il passo &egrave; ancora lungo&rdquo;. <\/p>\n<p>&#8220;Io mi occupo di ortaggi, un ambito con molti prodotti deperibili, dove il tasso di perdita &egrave; davvero molto elevato: solitamente si aggira intorno al 50 per cento. Ma sappiamo che anche nei paesi industrializzati le perdite post-raccolta sono del 15 per cento. La cosa non suscita molto interesse, eppure riducendo le perdite potremmo aumentare notevolmente la quantit&agrave; di cibo disponibile. Per questo credo che dovremmo andare oltre una prospettiva agronomica che mira solo a incrementare la produzione&#8221;. <\/p>\n<p>Easdown &egrave; anche preoccupato che la corsa frenetica all&rsquo;aumento delle derrate di base per sfamare l&rsquo;umanit&agrave; comporti una disattenzione alla qualit&agrave; del cibo, con possibili conseguenze sanitarie molto gravi. <\/p>\n<p>&#8220;Il numero di raccolti su cui ci siamo concentrati &egrave; davvero esiguo: parliamo di soli 4 alimenti base &#8211; ma &egrave; evidente che non possiamo nutrirci solo di riso&rdquo;,  ha precisato Easdown. <\/p>\n<p>&#8220;Sappiamo bene che in molti paesi il 70 per cento dell&rsquo;apporto energetico proviene da un solo alimento base,  con la conseguenza che si hanno regimi alimentari decisamente malsani. Continuare a produrre solo alimenti base riduce la biodiversit&agrave; agricola e la qualit&agrave; dell&rsquo;alimentazione&#8221;. <\/p>\n<p>Secondo Easdown, ridurre il consumo eccessivo di cibo nelle zone pi&ugrave; ricche del mondo sarebbe gi&agrave; un buon inizio per ribilanciare l&rsquo;annosa questione del sistema alimentare planetario. <\/p>\n<p>&#8220;Oggi come oggi ci sono pi&ugrave; persone in sovrappeso e obese che persone che soffrono la fame, eppure vogliamo continuare ad aumentare la produzione di cibo&rdquo; &#8211; ha osservato Easdwon. &#8220;Moltissime persone mangiano troppo, ma a quanto pare non ci facciamo nemmeno caso&#8221;. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA, 30 ottobre 2009 (IPS) &#8211; Il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di produzione fissati dall&rsquo;Organizzazione per l&rsquo;alimentazione e l&rsquo;agricoltura (FAO) per far fronte alle crescenti richieste di cibo non sfamer&agrave; il mondo, e una produzione agricola eccessiva potrebbe addirittura essere&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/10\/30\/sviluppo-produrre-pi-cibo-non-significa-ridurre-la-fame\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":393,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,38,5,8,13,22,1,26,28,30,25,33],"tags":[],"class_list":["post-1163","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-sviluppo","category-america-latina","category-asia-e-oceania","category-cooperazione","category-europa","category-headlines","category-iraq-e-asia-centrale","category-medioriente","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1163","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/393"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1163"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1163\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}