{"id":1112,"date":"2009-04-09T20:44:03","date_gmt":"2009-04-09T20:44:03","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/04\/09\/diritti-umani-giustizia-per-le-vittime-di-crimini-orrendi\/"},"modified":"2009-04-09T20:44:03","modified_gmt":"2009-04-09T20:44:03","slug":"diritti-umani-giustizia-per-le-vittime-di-crimini-orrendi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/04\/09\/diritti-umani-giustizia-per-le-vittime-di-crimini-orrendi\/","title":{"rendered":"DIRITTI UMANI: &quot;Giustizia per le vittime di crimini orrendi&quot;"},"content":{"rendered":"<p>JOHANNESBURG, 9 aprile 2009 (IPS) &#8211; Lo Statuto di Roma, adottato nel luglio 1998, ha permesso la formazione della Corte penale internazionale (CPI) nel 2002. Da allora, il tribunale dell&rsquo;Aia ha emesso 12 mandati d&rsquo;arresto, tutti contro africani.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Proprio per la sua attenzione sull&rsquo;Africa, la CPI &egrave; stata accusata di prendere di mira solo i paesi emarginati. Le critiche sono aumentate negli ultimi mesi, dopo la condanna del capo di stato del Sudan Omar al-Bashir, accusato di crimini di guerra e contro l&rsquo;umanit&agrave;, tra cui omicidi, stupri e torture, perpetrati nella regione del Darfur. <\/p>\n<p>Richard Dicker, direttore del dipartimento giustizia internazionale dell&rsquo;Ong Human Rights Watch (HRW), che ha promosso la creazione CPI negli anni &rsquo;90, ha parlato della realt&agrave; che sta dietro al tribunale e di come le accuse al leader africano abbiano cambiato il panorama della CPI.<\/p>\n<p>D: Nonostante le critiche contro la CPI, lei la considera importante per l&rsquo;Africa. Perch&eacute;?<\/p>\n<p>RD: Alcune critiche puntano in realt&agrave; a distogliere l&rsquo;attenzione da crimini efferati e dal tentativo di consegnare alla giustizia i responsabili di uccisioni di massa di civili, stupri e intimidazioni come arma di guerra, sfollamenti coatti di intere popolazioni per le loro differenze etniche o razziali. La Corte vuole fare giustizia per le popolazioni africane, vittime di crimini orrendi, che resterebbero impuniti se la CPI non esistesse.<\/p>\n<p>D: Lei &egrave; tra coloro che hanno difeso la CPI nonostante esistesse gi&agrave; la Corte internazionale di giustizia (CIG).<\/p>\n<p>Sono tribunali molto diversi, che si occupano di leggi e di questioni diverse. La CIG risolve controversie come questioni di confine, diritti di pesca, che riguardano il diritto civile tra gli stati.<\/p>\n<p>La CPI lavora sulla responsabilit&agrave; individuale per delitti pi&ugrave; gravi: genocidi, crimini contro l&rsquo;umanit&agrave; e di guerra. Non hanno lo stesso compito. Data l&rsquo;impunit&agrave; associata a questo tipo di delitti nell&rsquo;ultima parte del XX secolo, serviva un tribunale permanente che si occupasse di questi casi, dove l&rsquo;autorit&agrave; nazionale non era in grado di farlo.<\/p>\n<p>D: Dalla sua creazione nel 2002, crede che la CPI abbia risposto al suo mandato?<\/p>\n<p>RD: Ha fatto molti progressi. Dopo soli sei anni dalla sua apertura, ha avviato indagini in quattro paesi; emesso 12 ordini di arresto, e sta considerando di indagare in altri paesi come Colombia, Afghanistan, Georgia, Kenya e un altro paio. <\/p>\n<p>&Egrave; stato molto attiva, ha impiegato molte energie. I testimoni si sono presentati perch&eacute; confidavano nella protezione della CPI. Le vittime si sono presentate spontaneamente per partecipare, non solo come testimoni ma come partecipanti veri e propri. Penso che la Corte abbia avuto molti risultati positivi. <\/p>\n<p>Human Rights Watch per&ograve; vede anche alcune lacune nel suo lavoro.<\/p>\n<p>D: Per la prima volta la CPI ha emesso un mandato contro un capo di stato in carica. A quali rischi va incontro la Corte, soprattutto visto il sostegno dei paesi vicini nei confronti di Omar al-Bashir? <\/p>\n<p>RD: Chiariamo una cosa: questo mandato ha cambiato il panorama. Ha suscitato molta attenzione e molte critiche, quasi tutte, credo, scorrette e guidate da interessi personali; che per&ograve; hanno senz&rsquo;altro scatenato una dura controversia intorno alla Corte penale. Mi ricorda la polemica scoppiata negli Usa, quando nel 2003-2004 l&rsquo;amministrazione Bush aveva cercato di impedire che la Corte potesse fare il suo lavoro. <\/p>\n<p>In altre parole, la Corte &egrave; sotto attacco da parte di alcuni stati arabi e africani in particolare, che non fanno parte dello Statuto di Roma, che sono praticamente portavoce di Al-Bashir e che con la loro propaganda distorcono enormemente l&rsquo;immagine reale della Corte. In fin dei conti, per quanto questo attacco sia serio, fallir&agrave;. <\/p>\n<p>D: Possono essere utilizzati gli stessi principi che portarono alle accuse contro Al-Bashir, di fronte a governi e figure molto potenti, come per l&rsquo;ex presidente Usa George Bush sul tema della tortura? <\/p>\n<p>Negli ultimi cinque anni, HRW ha fatto continue pressione per creare negli Usa una commissione indipendente che indagasse su accuse di tortura da cui potrebbero emergere responsabilit&agrave; di Bush e di altri. <\/p>\n<p>Noi pensiamo sia giusto che le autorit&agrave; Usa cerchino di indagare, e se le prove porteranno a dover presentare accuse penali, vorremmo che almeno ci sia la possibilit&agrave; di giudicarle nei tribunali di quel paese. Non sto dicendo che Bush sia responsabile perch&eacute; non ho tutte le prove, ma bisogna aprire un&rsquo;inchiesta. E se le indagini dimostreranno che ci sono le basi per accusarlo, e se i tribunali statunitensi non si daranno da fare per aprire un processo, allora dobbiamo guardare oltre gli Usa. <\/p>\n<p>Ma gli Usa non fanno parte dello Statuto di Roma, perci&ograve; non ci sono basi giuridiche perch&eacute; la CPI abbia autorit&agrave; su un ex presidente e funzionario di quel paese. <\/p>\n<p>Questo dimostra l&rsquo;ineguaglianza che esiste sul panorama della giustizia internazionale: una realt&agrave; che non voglio negare. Il punto &egrave; che i leader dei governi potenti sono pi&ugrave; tutelati dalla giustizia internazionale. <\/p>\n<p>&Egrave; vergognoso. Dobbiamo lavorare per ridurre questa disparit&agrave;, cos&igrave; che se i tribunali dei paesi pi&ugrave; potenti, come Usa e Russia, non indagheranno sulle accuse per crimini di massa, i suoi funzionari possano essere giudicati dalla CPI. <\/p>\n<p>Non siamo ancora a questo punto. Abbiamo il modo per farlo, ma &egrave; questo il senso di tutto il processo, portare giustizia e avere legittimit&agrave;.<\/p>\n<p>D: Si accusa la CPI di prendere di mira solo i governi deboli e emarginati dell&rsquo;Africa. La preoccupa che questa visione possa compromettere il sostegno alla corte nel continente? <\/p>\n<p>RD: S&igrave;, ovviamente mi preoccupa. Penso sia una visione nociva. Ancora di pi&ugrave; perch&eacute; il tribunale &egrave; stato creato con la partecipazione attiva e vigorosa di stati africani, latinoamericani, europei e anche asiatici. <\/p>\n<p>&Egrave; sarebbe piuttosto grave che questa unit&agrave; si rompesse a causa di accuse distorte. Il motore che muove tutto questo &egrave; il governo del Sudan e altri governi che hanno spinte e orientamenti simili: temono la giustizia internazionale e faranno qualunque cosa per fermarla. Penso che questo finir&agrave;, ma la questione &egrave; seria e non dovrebbe essere presa troppo alla leggera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>JOHANNESBURG, 9 aprile 2009 (IPS) &#8211; Lo Statuto di Roma, adottato nel luglio 1998, ha permesso la formazione della Corte penale internazionale (CPI) nel 2002. 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