{"id":1106,"date":"2009-03-27T18:12:21","date_gmt":"2009-03-27T18:12:21","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/03\/27\/politica-usa-neocon-nuova-strategia-per-la-politica-estera\/"},"modified":"2009-03-27T18:12:21","modified_gmt":"2009-03-27T18:12:21","slug":"politica-usa-neocon-nuova-strategia-per-la-politica-estera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/03\/27\/politica-usa-neocon-nuova-strategia-per-la-politica-estera\/","title":{"rendered":"POLITICA-USA: Neocon, nuova strategia per la politica estera"},"content":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 27 marzo 2009 (IPS) &#8211; Una nuova organizzazione neocon per la politica estera, da poco formata negli Usa e con obiettivi ancora poco chiari, riporta alle mente gli anni &rsquo;90, quando i precursori formulavano la nuova strategia di politica estera aggressiva e unilaterale che fu poi messa in atto dall&rsquo;amministrazione di George W. Bush.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Chiamata banalmente &ldquo;Iniziativa per la politica estera&rdquo; (Foreign Policy Initiative, FPI) &#8211; da un&rsquo;idea dell&rsquo;editor del Weekly Standard William Kristol, del guru della politica estera neoconservatrice Robert Kagan e dell&rsquo;ex funzionario del governo Bush Dan Senor &#8211; il gruppo finora ha mantenuto un profilo basso: la sua unica attivit&agrave; ad oggi, la promozione di un convegno sulla strategia della &ldquo;surge&rdquo;, un&rsquo;escalation della presenza militare degli Stati Uniti in Afghanistan. <\/p>\n<p>Ma qualcuno vede nella FPI l&rsquo;erede del gruppo di Kristol e Kagan, l&rsquo;ormai defunto &ldquo;Progetto per un nuovo secolo americano&rdquo; (Project for the New American Century, PNAC), lanciato nel 1997 e divenuto noto soprattutto per aver guidato la campagna nazionale per spodestare l&rsquo;ex presidente iracheno Saddam Hussein, sia prima che dopo gli attacchi dell&rsquo;11 settembre. <\/p>\n<p>Tra i soci fondatori del PNAC vi erano diverse figure poi salite ai piani alti nell&rsquo;amministrazione Bush, come il vicepresidente Dick Cheney, il segretario della difesa Donald Rumsfeld, e il suo vice, Paul Wolfowitz. <\/p>\n<p>La FPI &egrave; stata fondata all&rsquo;inizio di quest&rsquo;anno, ma mancano informazioni sul gruppo, che finora &egrave; stato per lo pi&ugrave; ignorato dai media. Sul sito web dell&rsquo;organizzazione, nella lista dei tre membri del consiglio di amministrazione figurano Kagan, Kristol e Senor, salito alla ribalta come portavoce delle autorit&agrave; d&rsquo;occupazione in Iraq. <\/p>\n<p>Due dei tre membri dello staff della FPI, i direttori politici Jamie Fly e Christian Whiton, vengono direttamente dalle poltrone della politica estera dell&rsquo;amministrazione Bush, mentre il terzo, Rachel Hoff, arriva dalla Commissione nazionale repubblicana del Congresso. Contattato per un&rsquo;intervista presso la sede del gruppo, Fly ha riferito tutte le domande a Senor, che non ha voluto rispondere. <\/p>\n<p>Quanto alla missione dell&rsquo;organizzazione, si dichiara che &ldquo;gli Stati Uniti sono ancora una nazione indispensabile per il mondo&rdquo;, e si avverte che &ldquo;il problema non &egrave; puntare in alto, e trincerarsi non &egrave; la soluzione&rdquo; alle attuali disgrazie finanziarie e strategiche di Washington. Si chiede poi un &ldquo;continuo impegno &#8211; diplomatico, economico e militare &#8211; nel mondo, e il rifiuto di politiche che ci porterebbero a cadere sulla via dell&rsquo;isolazionismo&rdquo;. <\/p>\n<p>La dichiarazione di missione si apre con una litania di minacce assai familiare per gli Usa, come &ldquo;stati canaglia&rdquo;, &ldquo;stati falliti&rdquo;, &ldquo;autocrazie&rdquo; e &ldquo;terrorismo&rdquo;, ma mette in primo piano le &ldquo;sfide&rdquo; poste dai &ldquo;poteri emergenti e rinascenti&rdquo;, tra cui vengono citate solo Cina e Russia. <\/p>\n<p>La centralit&agrave; attribuita a questi due paesi sembra riflettere l&rsquo;influenza di Kagan, che negli ultimi anni ha sempre sostenuto che il XXI secolo sar&agrave; dominato da una lotta tra le forze della democrazia (guidata dagli Usa) e l&rsquo;autocrazia (guidata da Cina e Russia). Kagan ha proposto la creazione di una &ldquo;Lega delle democrazie&rdquo; come meccanismo per combattere il potere russo e cinese, e la dichiarazione della FPI sottolinea la necessit&agrave; di un &ldquo;forte sostegno agli alleati democratici dell&rsquo;America&rdquo;. <\/p>\n<p>Questa enfasi sembra suggerire che la FPI intende fare del confronto con Cina e Russia la colonna portante della propria posizione in politica estera. In questo caso, sarebbe segnato il ritorno ai primi tempi dell&rsquo;amministrazione Bush, prima dell&rsquo;11 settembre, quando il Weekly Standard di Kristol cominciava a lanciare una serie di attacchi contro Washington per la sua presunta &ldquo;pacificazione&rdquo; con Pechino. <\/p>\n<p>Per il suo debutto ufficiale, per&ograve;, la FPI ha scelto di promuovere un&rsquo;escalation dell&rsquo;impegno militare americano in Afghanistan. Il primo evento dell&rsquo;organizzazione, previsto per il 31 marzo a Washington, sar&agrave; infatti un convegno intitolato &ldquo;Afghanistan: pianificare il successo&rdquo;. <\/p>\n<p>Principale relatore alla conferenza, il senatore John McCain, candidato repubblicano alle presidenziali del 2008 e da tempo favorito sia di Kagan che di Kristol. A febbraio, McCain aveva pronunciato un discorso, ben propagandato, sostenendo che gli Usa non si sarebbero potuti permettere di ridimensionare il loro impegno militare in Afghanistan, e chiedendo invece di raddoppiare gli sforzi per vincere la guerra. <\/p>\n<p>Tra gli altri partecipanti, l&rsquo;analista dell&rsquo;American Enterprise Institute (AEI), fratello di Robert e tra i principali fautori della strategia di aumento delle truppe in Iraq, &ldquo;surge&rdquo;; l&rsquo;esperto di controinsorgenza tenente colonnello John Nagl; e la nuova direttrice del Centre for a New American Security e rappresentante democratica dei falchi Jane Harman. <\/p>\n<p>La FPI ha inevitabilmente suscitato paragoni con il PNAC, una &ldquo;organizzazione sulla carta&rdquo; fondata da Kristol e Kagan poco dopo la loro pubblicazione su &ldquo;Foreign Affairs&rdquo;dell&rsquo;articolo &ldquo;Verso una nuova politica estera neo-reaganiana&rdquo;, che chiedeva a Washington di praticare una &ldquo;egemonia globale benevola&rdquo; e avvertiva contro ci&ograve; che vedevano come la deriva post-guerra fredda del Partito repubblicano verso un &ldquo;neoisolazionismo&rdquo; dopo il passaggio di consegne a Bill Clinton alla Casa Bianca.    &rdquo;Mi ricorda il Progetto per un nuovo secolo americano&rdquo;, ha osservato Steven Clemons, direttore dell&rsquo;American Strategy Programme alla New American Foundation. &ldquo;Come il PNAC, diventer&agrave; un luogo d&rsquo;incontro per chi desidera vedere rafforzata la macchina militare Usa e chi divide il mondo tra chi rappresenta il male e chi dovr&agrave; sconfiggerlo. <\/p>\n<p>La dichiarazione di principi del giugno 1997 chiedeva una &ldquo;politica reaganiana di forza militare e chiarezza morale&rdquo;, che comportasse un &ldquo;aumento significativo della spesa per la difesa&rdquo; ed una &ldquo;sfida ai regimi ostili ai nostri interessi e valori&rdquo;.<\/p>\n<p>Nel gennaio 1998, il PNAC pubblic&ograve; una lettera aperta al presidente Clinton chiedendo di &ldquo;rimuovere dal potere il regime di Saddam Hussein&rdquo;, con la forza militare se necessario. La lettera era firmata da molti di coloro che sarebbero diventati gli architetti e i sostenitori dell&rsquo;invasione dell&rsquo;Iraq del 2003, da Rumsfeld, a Wolfowitz e Abrams, dal futuro vicesegretario di stato Richard Armitage, al futuro ambasciatore Usa John Bolton. <\/p>\n<p>Nel settembre 2001, appena pochi giorni dopo gli attacchi dell&rsquo;11 settembre, un&rsquo;altra lettera del PNAC chiedeva al presidente Bush di estendere la portata della &ldquo;guerra al terrore&rdquo;, al di l&agrave; delle persone immediatamente responsabili degli attacchi, per includere l&rsquo;Iraq e gli Hezbollah libanesi. <\/p>\n<p>E nell&rsquo;aprile 2002, il gruppo definitva Yasser Arafat e l&rsquo;Autorit&agrave; palestinese (AP) &ldquo;una rotella nell&rsquo;ingranaggio del terrorismo in Medio Oriente&rdquo;, paragonava Arafat al leader di Al Qaeda Osama bin Ladem, e chiedeva agli Usa di mettere fine al sostegno sia all&rsquo;AP che ai negoziati di pace israelo-palestinesi. <\/p>\n<p>&rdquo;La lotta di Israele contro il terrorismo &egrave; la nostra lotta&rdquo;, diceva, sollecitando Bush ad &ldquo;accelerare i piani per spodestare Saddam Hussein&rdquo;.<\/p>\n<p>Che il debutto pubblico dell&rsquo;FPI sia incentrato proprio sul perch&eacute; Washington dovrebbe aumentare il proprio impegno in Afghanistan &egrave; un fatto curioso, visto il ruolo avuto dal PNAC e da altri falchi dentro e fuori l&rsquo;amministrazione nel premere per l&rsquo;invasione dell&rsquo;Iraq, subito dopo la campagna Usa per fermare i talebani e Al Qaeda in Afghanistan alla fine del 2001. Molti esperti ritengono che il trasferimento delle risorse militari e di intelligence verso l&rsquo;Iraq abbia permesso sia ai talebani che alla leadership di Al Qaeda di sopravvivere e di riorganizzarsi. <\/p>\n<p>L&rsquo;assoluta priorit&agrave; data dall&rsquo;amministrazione Bush all&rsquo;Iraq &#8211; ancora una volta, con il forte incoraggiamento del PNAC e dei suoi sostenitori &#8211; in quanto &ldquo;fronte centrale nella guerra al terrore&rdquo;, ha anche comportato la mancata disponibilit&agrave; di risorse per sostenere il governo filo-occidentale del presidente Hamid Karzai. <\/p>\n<p>Il PNAC ha di fatto cessato le sue attivit&agrave; all&rsquo;inizio del secondo mandato di Bush. Questo pu&ograve; essere in parte dovuto alla pessima pubblicit&agrave; che il gruppo si &egrave; guadagnato per il ruolo determinante avuto nel provocare la guerra in Iraq.    Ma la formazione della FPI potrebbe essere sintomatico del fatto che i suoi fondatori sperano ancora una volta di coltivare una politica estera pi&ugrave; aggressiva durante il loro esilio dalla Casa Bianca, preparandosi alla loro futura riconquista del potere politico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 27 marzo 2009 (IPS) &#8211; Una nuova organizzazione neocon per la politica estera, da poco formata negli Usa e con obiettivi ancora poco chiari, riporta alle mente gli anni &rsquo;90, quando i precursori formulavano la nuova strategia di politica&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/03\/27\/politica-usa-neocon-nuova-strategia-per-la-politica-estera\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":357,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[18,1,30,25,32],"tags":[],"class_list":["post-1106","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","category-headlines","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1106","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/357"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1106"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1106\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1106"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1106"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1106"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}