{"id":1103,"date":"2009-03-25T16:29:36","date_gmt":"2009-03-25T16:29:36","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/03\/25\/diritti-usa-guantanamo-libert-in-cambio-del-silenzio-sulle-torture\/"},"modified":"2009-03-25T16:29:36","modified_gmt":"2009-03-25T16:29:36","slug":"diritti-usa-guantanamo-libert-in-cambio-del-silenzio-sulle-torture","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/03\/25\/diritti-usa-guantanamo-libert-in-cambio-del-silenzio-sulle-torture\/","title":{"rendered":"DIRITTI-USA: Guantanamo, libert&agrave; in cambio del silenzio sulle torture"},"content":{"rendered":"<p>NEW YORK, 25 marzo 2009 (IPS) &#8211; Un tribunale britannico ha decretato luned&igrave; scorso che le autorit&agrave; Usa avrebbero promesso di concedere la libert&agrave; a un detenuto di Guantanamo in cambio del silenzio sulle torture subite.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Secondo la sentenza di due giudici della Corte suprema britannica, lo scorso ottobre gli Stati Uniti avrebbero offerto a Binyam Mohamed un patteggiamento. Mohamed avrebbe per&ograve; rifiutato l&rsquo;accordo, e alla fine dell&rsquo;anno scorso gli Usa avrebbero infine fatto cadere ogni accusa contro di lui. <\/p>\n<p>Mohamed &egrave; un etiope emigrato in Gran Bretagna durante l&rsquo;adolescenza. Fu arrestato in Pakistan nel 2002, e secondo quanto ha dichiarato avrebbe subito torture sia nel paese asiatico che in Marocco. &Egrave; stato poi trasferito a Guantanamo nel 2004, per fare ritorno in Gran Bretagna alla fine del febbraio 2009, dopo che era stata ritirata ogni accusa contro di lui. <\/p>\n<p>Mohamed ha fatto causa al governo britannico, sostenendo che i loro servizi di intelligence sarebbero stati complici della CIA nel favorire la sua &ldquo;extraordinary rendition&rdquo;, il trasferimento illegale, e la tortura sotto custodia. <\/p>\n<p>Secondo la corte, la proposta di patteggiamento prevedeva che Mohamed si dichiarasse colpevole di due accuse e accettasse di non parlare pubblicamente della sua terribile esperienza.<\/p>\n<p>Zachary Katznelson, responsabile legale di Reprieve, una associazione per la difesa dei diritti umani che da quattro anni si occupa della difesa legale di Mohamed, ha spiegato che &ldquo;nel caso di Binyam Mohamed, gli Stati Uniti chiaramente preferiscono la segretezza alla giustizia. Semplicemente non vogliono che la verit&agrave; venga a galla&rdquo;.   &ldquo;Questo &#8211; ha aggiunto &#8211; non c&rsquo;entra niente con la sicurezza nazionale, ma piuttosto rischia di essere fonte di imbarazzo nazionale. Se davvero vogliamo combattere il terrorismo, dobbiamo utilizzare gli strumenti della democrazia &#8211; apertura, trasparenza, giustizia &#8211; non rinunciarvi, per poi cercare disperatamente di nascondere le nostre colpe&rdquo;. <\/p>\n<p>Nella sentenza di luned&igrave;, i giudici britannici hanno rivelato come il governo Usa abbia tentato di far firmare a Mohamed un accordo in cui doveva dichiarare di non aver mai subito torture, promettere di non parlare con i media del suo rilascio, e dichiararsi colpevole come condizione per essere liberato e tornare in Gran Bretagna &#8211; e tutto senza che i suoi avvocati avessero accesso alle prove che potevano dimostrare la sua innocenza. <\/p>\n<p>In un primo momento, questa parte della sentenza era stata tenuta segreta dalla corte Britannica a causa delle norme della commissione militare Usa, che proibivano di rendere pubblico il materiale. <\/p>\n<p>I giudici britannici hanno anche dichiarato che l&rsquo;esercito Usa voleva che Mohamed rinunciasse ad ogni diritto di risarcimento da parte del governo Usa. Insistevano che accettasse una condanna a 10 anni &#8211; bench&eacute; l&rsquo;esercito non gli avesse comunicato quali sarebbero state le accuse contro di lui. <\/p>\n<p>A Mohamed &egrave; stato anche chiesto di rinunciare a ogni diritto di accedere alle prove in grado di discolparlo, individuate dai giudici britannici. &ldquo;Se Mohamed avesse chiesto di vedere queste prove, l&rsquo;&lsquo;accordo&rsquo; sarebbe saltato&rdquo;, ha riferito un portavoce di Reprieve.    &ldquo;I fatti hanno rivelato come il governo Usa abbia ripetutamente tentato di nascondere la verit&agrave; sulle torture nei confronti di Binyam Mohamed&rdquo;, ha detto il direttore di Reprieve Clive Stafford Smith. &ldquo;Gli &egrave; stato detto che non avrebbe mai lasciato Guantanamo se non avesse promesso di non parlare mai delle torture, e che non avrebbe mai intentato causa contro gli americani o i britannici per costringerli a rivelare i maltrattamenti subiti&rdquo;.    Durante il suo periodo di detenzione a Guantanamo, l&rsquo;esercito Usa ha tentato di accusarlo attraverso le commissioni militari, definite dall&rsquo;ex giudice della Corte d&rsquo;appello Johan Steyn un vero e proprio &ldquo;tribunale clandestino&rdquo;. <\/p>\n<p>Secondo Reprieve, &ldquo;questa proposta discussa dalle corti britanniche &egrave; stata avanzata dall&rsquo;esercito militare in un momento in cui l&rsquo;uomo non aveva ricevuto ancora nessuna accusa. &Egrave; arrivata anche dopo gli infiniti tentativi di portare Mohamed a dichiararsi colpevole di crimini che lui assicura di non aver mai commesso&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;Avrebbe voluto dichiarare di &lsquo;non aver commesso il fatto&rsquo; &#8211; che in sostanza significa negare la colpa, ma andare al patteggiamento perch&eacute; riconosci che &egrave; l&rsquo;unico modo per risolvere il caso &#8211; a condizione di essere condannato &lsquo;time served&rsquo; (quando il tempo gi&agrave; passato in prigione equivale, o supera, quello della condanna, o condannato a pena gi&agrave; scontata), e immediatamente rimandato in Gran Bretagna&rdquo;. <\/p>\n<p>All&rsquo;inizio del 2009, accusa Reprieve, &ldquo;l&rsquo;esercito Usa stava ancora cercando di dichiarare Mohamed colpevole di qualcosa &#8211; qualsiasi cosa &#8211; per salvare la faccia. L&rsquo;ultima &lsquo;offerta&rsquo; che gli venne fatta era che l&rsquo;uomo, in origine ritenuto un pericolosissimo terrorista, si riconoscesse colpevole con una pena di soli dieci giorni di carcere, meno di quanto ci si possa aspettare per un reato di guida. <\/p>\n<p>Mohamed ha rifiutato l&rsquo;offerta, continuando a ribadire la sua innocenza. &ldquo;Proporre di concedere la libert&agrave; ad un uomo che si professa innocente solo a condizione di dichiararsi colpevole di qualcosa, e scontare una pena di 10 giorni di carcere, &egrave; chiaramente solo per salvare la faccia, a livelli scandalosi&rdquo;, ha dichiarato il direttore esecutivo di Reprieve Clare Algar. <\/p>\n<p>Il caso ha fatto scalpore in Gran Bretagna, e ha creato un grosso problema al Dipartimento di Stato Usa. La Corte Suprema britannica si &egrave; rifiutata di diffondere sette paragrafi redatti in una precedente sentenza, in cui si dava credito alle accuse di tortura di Mohamed. La corte avrebbe preso la sua decisione per ci&ograve; che ha definito una minaccia ricevuta dagli Usa di riprendere in considerazione lo scambio di informazioni con i britannici. <\/p>\n<p>Esprimendo una critica quanto mai inusuale, la Corte suprema si &egrave; per&ograve; detta sgomenta per il fatto che una democrazia &ldquo;governata dalla legge&rdquo; avrebbe tentato di nascondere le prove &ldquo;relative alle accuse di tortura e di trattamento crudele, disumano o degradante, per quanto politicamente imbarazzante potesse essere&rdquo;. <\/p>\n<p>La corte ha ammesso che l&rsquo;amministrazione di George W. Bush avrebbe avanzato la minaccia con una lettera rivolta al ministero degli Esteri lo scorso settembre; e la stessa Corte ha dichiarato di aver chiesto all&rsquo;amministrazione Obama di cambiare posizione. <\/p>\n<p>Il segretario degli Esteri britannico David Miliband ha negato che fosse stata avanzata qualsiasi minaccia dagli Usa. <\/p>\n<p>Dopo la cattura di Mohamed, l&rsquo;allora procuratore generale John Ashcroft aveva sostenuto la complicit&agrave; di Mohamed con Jose Padilla nell&rsquo;elaborazione di un piano per far scoppiare una &ldquo;bomba radioattiva&rdquo; negli Stati Uniti. Padilla non &egrave; mai stato accusato del complotto, ma &egrave; stato condannato per terrorismo da una corte federale nel 2007. Lo scorso anno, il Dipartimento di giustizia ha fatto cadere le accuse relative al piano della bomba contro Mohamed, e lo scorso ottobre l&rsquo;uomo &egrave; stato completamente scagionato. <\/p>\n<p>Mohamed ha attualmente fatto richiesta d&rsquo;appello ad un altro tribunale Usa, a nome suo e di altri quattro sospetti terroristi. In questo caso, gli avvocati dell&rsquo;amministrazione Obama hanno cercato di prendere una decisione per non riaprire un caso che era stato gi&agrave; respinto lo scorso anno da una corte minore, perch&eacute; a loro parere portare avanti il caso avrebbe compromesso la sicurezza nazionale Usa.    Per opporsi alla riapertura del caso, gli avvocati di Obama sono ricorsi allo stesso privilegio del &ldquo;segreto di stato&rdquo; utilizzato dagli avvocati di Bush nel primo caso. La corte d&rsquo;appello non ha ancora preso una decisione sul caso, in cui si accusa una filiale dell&rsquo;impresa Boeing, la Jeppesen Dataplan, di aver volutamente fornito veicoli e servizi logistici per favorire il trasferimento forzato di Mohamed da parte della CIA verso carceri d&rsquo;oltremare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NEW YORK, 25 marzo 2009 (IPS) &#8211; Un tribunale britannico ha decretato luned&igrave; scorso che le autorit&agrave; Usa avrebbero promesso di concedere la libert&agrave; a un detenuto di Guantanamo in cambio del silenzio sulle torture subite.<\/p>\n","protected":false},"author":139,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[15,1,30,25],"tags":[],"class_list":["post-1103","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diritti-umani","category-headlines","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1103","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/139"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1103"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1103\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1103"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1103"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1103"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}