{"id":1099,"date":"2009-03-11T11:18:22","date_gmt":"2009-03-11T11:18:22","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/03\/11\/ambiente-foresta-scomparsa-2026-il-destino-dellamazzonia\/"},"modified":"2009-03-11T11:18:22","modified_gmt":"2009-03-11T11:18:22","slug":"ambiente-foresta-scomparsa-2026-il-destino-dellamazzonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/03\/11\/ambiente-foresta-scomparsa-2026-il-destino-dellamazzonia\/","title":{"rendered":"AMBIENTE: Foresta scomparsa: 2026, il destino dell&#8217;Amazzonia"},"content":{"rendered":"<p>RIO DE JANEIRO, 11 marzo 2009 (IPS) &#8211; Il bacino amazzonico cattura tra i 12mila e i 16mila km cubici di acqua l&#039;anno, di cui solo il 40% scorre lungo i fiumi. Il resto viene restituito all&rsquo;atmosfera mediante evapotraspirazione delle foreste, e si distribuisce a tutta l&rsquo;America del Sud.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1404\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1404\" class=\"size-full wp-image-1404\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/quemas_bosque_amazonico_Greenpeace1.jpg\" alt=\"La foresta amazzonica in fiamme Greenpeace\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1404\" class=\"wp-caption-text\">La foresta amazzonica in fiamme<br \/>Greenpeace<\/p><\/div><\/div>\n<p>La deforestazione riduce l&rsquo;umidit&agrave; che, trasportata dai venti, contribuisce all&rsquo;equilibrio idrico di vaste aree del continente, oltre ad accentuare l&rsquo;erosione e il drenaggio superficiale, che sottrae acqua non solo all&rsquo;irrigazione naturale dell&rsquo;Amazzonia, ma anche ai terreni agricoli pi&ugrave; lontani.<\/p>\n<p>Nel 2026, una Amazzonia &ldquo;ultima riserva mondiale di cereali&rdquo;, attraversata da nuove strade e megaprogetti per l&rsquo;energia e l&rsquo;integrazione regionale, attirer&agrave; investimenti per miliardi di dollari, ma con una riduzione delle foreste e dell&rsquo;acqua pulita, provocando un grave degrado ambientale accentuato dal cambiamento climatico.<\/p>\n<p>&Egrave; questo lo scenario di &ldquo;Sull&rsquo;orlo del baratro&rdquo;, il rapporto di Geo Amazonia elaborato negli ultimi due anni con il contributo di 150 scienziati di otto paesi della regione amazzonica, coordinati dal Centro de Investigaci&oacute;n de la Universidad del Pac&iacute;fico, con sede a Lima, Per&ugrave;.<\/p>\n<p>Lo studio &ldquo;Prospettive ambientali in Amazzonia&rdquo;, patrocinato dal Programma delle Nazioni Unite per l&rsquo;Ambiente (Unep) e l&rsquo;Organizzazione del Trattato di cooperazione amazzonica (Acto), e diffuso la scorsa settimana, delinea quattro possibili scenari futuri, secondo diverse variabili. <\/p>\n<p>Il pi&ugrave; ottimistico, &ldquo;Amazzonia emergente&rdquo;, prevede per il 2026 una migliore gestione ambientale e controllo delle attivit&agrave; produttive, in base al principio &ldquo;chi inquina paga&rdquo;, ma ancora con un ritardo nelle tecnologie ad efficienza energetica e nello sfruttamento efficace della biodiversit&agrave;.<\/p>\n<p>Secondo un altro scenario, &ldquo;Luci ed ombre&rdquo;, la regione star&agrave; ancora cercando percorsi di sviluppo sostenibile, con uno specifico accento su scienza, tecnologia e innovazione, e tentando di frenare le attivit&agrave; produttive pi&ugrave; dannose. &ldquo;L&rsquo;inferno &egrave; verde&rdquo;, prospetta un futuro pi&ugrave; drammatico, con una &ldquo;perdita irreversibile della ricchezza naturale e culturale&rdquo;, pi&ugrave; povert&agrave; e maggiori disuguaglianze. <\/p>\n<p>La metodologia Geo (Global Environment Outlook) elaborata dall&rsquo;Unep, &egrave; interessante perch&eacute; offre una visione d&rsquo;insieme e descrive &ldquo;possibili situazioni condizionate da diversi fattori e incertezze&rdquo; per orientare le decisioni, ha commentato Marcos Ximenes, direttore dell&rsquo;Istituto di ricerca ambientale dell&rsquo;Amazzonia (Ipam), che ha contribuito alla stesura del rapporto. <\/p>\n<p>La grande sfida &egrave; che poi tutte queste informazioni e conoscenze devono essere &ldquo;prese seriamente dai responsabili delle decisioni&rdquo;, ha detto Ximenes, ricordando la sua esperienza con altri rapporti GEO che alla fine non hanno portato a nessun risultato concreto.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, questo processo di conoscenze deve diventare permanente, con maggiori risorse e pi&ugrave; promozione. Questo primo rapporto &egrave; stato elaborato con pochi fondi e contributi volontari, ha lamentato.<\/p>\n<p>I dati e le analisi di Geo Amazonia non sono nuovi n&eacute; attuali o completi, ma il fatto di averli raccolti in modo sistematico &egrave; una novit&agrave;, anche perch&eacute; includono l&rsquo;intera regione e non solo le componenti nazionali, ha commentato Adalberto Ver&iacute;ssimo, dell&rsquo;Istituto per l&rsquo;uomo e l&rsquo;ambiente dell&rsquo;Amazzonia (Imazon).<\/p>\n<p>Per la prima volta, sono stati presentati i dati sul disboscamento dell&rsquo;intero bacino amazzonico, anche se &ldquo;sicuramente sottovalutati&rdquo;, poich&eacute; i diversi paesi, eccetto il Brasile, non hanno ancora sviluppato sistemi di misurazione adeguati, ha spiegato. <\/p>\n<p>L&rsquo;area disboscata totale, secondo il rapporto, era di 857.666 chilometri quadrati nel 2005, equivalente al 17% dell&rsquo;intera regione amazzonica. L&rsquo;espansione della deforestazione ha raggiunto la media annuale di 27.218 chilometri quadrati tra il 2000 e il 2005.<\/p>\n<p>La deforestazione riguarda gi&agrave; il 18% dell&rsquo;Amazzonia, di cui un 15% in Brasile, ha stimato Ver&iacute;ssimo, responsabile del monitoraggio del fenomeno nella parte brasiliana. <\/p>\n<p>Secondo l&rsquo;esperto, sarebbe &ldquo;ottimistico&rdquo; il bilancio sulle minacce alla biodiversit&agrave; &#8211; che stima 26 specie gi&agrave; estinte; 644 &ldquo;ad alto rischio&rdquo; e 3.827 &ldquo;in pericolo&rdquo; e &ldquo;vulnerabili&rdquo; &#8211; poich&eacute; basato su informazioni di diversi anni fa.<\/p>\n<p>Geo Amazonia avrebbe per&ograve; un ruolo positivo, in quanto stimolerebbe i paesi a migliorare le capacit&agrave; di ricerca e di monitoraggio, orientando studi e stabilendo priorit&agrave;, ammette lo studioso. <\/p>\n<p>&Egrave; fondamentale l&rsquo;aggiornamento costante. Il rapporto, per esempio, non riporta la riduzione della deforestazione in Brasile dello scorso anno, che ha smentito una correlazione fino a oggi comune, secondo cui l&rsquo;aumento dei prezzi agricoli nel mondo comportava un aumento della deforestazione per fare spazio a nuove colture, ha osservato Paulo Barreto, di Imazon.<\/p>\n<p>Di fatto, la deforestazione in Brasile continua a ridursi da prima della crisi economica mondiale, quando erano ancora molto alti i prezzi della soia e della carne di manzo &#8211; fattori tradizionalmente legati all&rsquo;espansione dell&rsquo;attivit&agrave; agricola e dell&rsquo;allevamento in Amazzonia, ha spiegato. <\/p>\n<p>Lo scenario che emerge dal rapporto non lascia molto spazio all&rsquo;ottimismo. L&rsquo;allevamento, attivit&agrave; maggiormente responsabile della deforestazione, &egrave; passato da 34,7 milioni di capi di bestiame nel 1994 a 73,7 milioni nel 2006 nell&rsquo;Amazzonia brasiliana, e si espande a un ritmo accelerato nelle aree amazzoniche di Bolivia e Colombia.<\/p>\n<p>Anche la soia, l&rsquo;estrazione del legno e mineraria, i grandi progetti idroelettrici brasiliani e altri portati avanti dalla Iniziativa per l&rsquo;Integrazione dell&rsquo;infrastruttura regionale sudamericana (IIRSA), considerati prioritari per il governo brasiliano, esercitano pressioni economiche sulle foreste e la biodiversit&agrave; amazzoniche.<\/p>\n<p>La pressione demografica &egrave; evidente in una popolazione che cresce pi&ugrave; rapidamente della media nazionale. I poco pi&ugrave; di cinque milioni di abitanti del 1970 si sono moltiplicati per sei, raggiungendo i 33,5 milioni nel 2007, cio&egrave; l&rsquo;11% del totale della popolazione degli otto paesi amazzonici. Diviso in sette capitoli, il rapporto Geo Amazonia copre dagli aspetti territoriali alla situazione attuale e agli scenari futuri.<\/p>\n<p>Dalle conclusioni emerge un crescente degrado dell&rsquo;ecosistema e la necessit&agrave; di una maggiore partecipazione delle comunit&agrave; locali nella discussione per definire &ldquo;linee d&rsquo;azione&rdquo;, come costruire una visione integrale, armonizzare politiche pubbliche, delineare strategie comuni e promuovere la valorizzazione economica dei servizi ambientali. &copy; il manifesto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIO DE JANEIRO, 11 marzo 2009 (IPS) &#8211; Il bacino amazzonico cattura tra i 12mila e i 16mila km cubici di acqua l&#039;anno, di cui solo il 40% scorre lungo i fiumi. 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