{"id":1097,"date":"2009-03-09T18:05:23","date_gmt":"2009-03-09T18:05:23","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/03\/09\/media-tailandia-nuovi-attacchi-alla-libert-despressione\/"},"modified":"2009-03-09T18:05:23","modified_gmt":"2009-03-09T18:05:23","slug":"media-tailandia-nuovi-attacchi-alla-libert-despressione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/03\/09\/media-tailandia-nuovi-attacchi-alla-libert-despressione\/","title":{"rendered":"MEDIA-TAILANDIA: Nuovi attacchi alla libert&agrave; d&#8217;espressione"},"content":{"rendered":"<p>BANGKOK, 9 marzo 2009 (IPS) &#8211; Come se le rigorose leggi di lesa maest&agrave; del paese non fossero gi&agrave; abbastanza dure, la polizia tailandese ha a disposizione un&rsquo;altra arma per censurare la libert&agrave; d&rsquo;espressione: la legge sui reati informatici.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Venerd&igrave; scorso, il paese del Sud-est asiatico ha subito una nuova minaccia alla libera espressione, quando la polizia ha fatto irruzione negli uffici di Bangkok del &ldquo;Pratachai&rdquo;, un popolare sito web di notizie alternative, per arrestare la sua editor, Chiranuch Premchaiporn.<\/p>\n<p>La donna era accusata di aver violato l&rsquo;articolo 15 di questa legge, entrata in vigore nel 2007, quando il paese era stretto nella morsa della giunta salita al potere con il colpo di stato del settembre 2006.<\/p>\n<p>Secondo la legge, i moderatori di siti web come Chiranuch rischiano l&rsquo;arresto se il loro sito pubblica messaggi che possano &ldquo;minare la sicurezza nazionale&rdquo; e che non vengano immediatamente ritirati. Qualsiasi commento che offenda l&rsquo;immagine della monarchia del paese, in quanto atto di lesa maest&agrave;, viene visto sotto questa luce.<\/p>\n<p>Il motivo dell&rsquo;arresto, un commento pubblicato sulla &lsquo;bacheca web&rsquo; del Pratachai il 15 ottobre 2008: la polizia ha accusato il sito web di aver pubblicato sul proprio sito il commento, giudicato offensivo nei confronti della famiglia reale, e di averlo tenuto on-line per 20 giorni.<\/p>\n<p>&ldquo;Era un lungo commento (in tailandese) denso di metafore. Non era chiaro se nel messaggio si stesse effettivamente violando la legge di lesa maest&agrave;&rdquo;, ha commentato Chiranuch, di 42 anni, che per il momento &egrave; stata rilasciata su cauzione.<\/p>\n<p>&ldquo;Sono rimasta sconvolta quando ho saputo del mandato d&rsquo;arresto. Non me lo aspettavo&rdquo;, ha rivelato l&rsquo;editor del sito web, lanciato nel 2004 per diffondere notizie e commenti che la stampa e i media ufficiali evitano.<\/p>\n<p>&ldquo;Il suo arresto ha creato tensioni nella comunit&agrave; di Internet in Tailandia&rdquo;, ha spiegato Supinya Klangnarong, attivista per la difesa dei diritti dei media che dirige la Thai Netizens Network, un gruppo per la tutela dei diritti degli utenti di Internet. &ldquo;Se la societ&agrave; tailandese non pu&ograve; accettare la libera natura di Internet, abbiamo un grosso problema&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; stato davvero eccessivo fare irruzione nell&rsquo;ufficio e costringerla a seguire la polizia&rdquo;, ha aggiunto Supinya in un&rsquo;intervista. &ldquo;Non vogliamo vedere la gente andare in prigione per aver fatto uso di Internet&rdquo;.<\/p>\n<p>L&rsquo;arresto di Chiranuch, che se giudicata colpevole rischia cinque anni di carcere, sembra l&rsquo;indice di una tendenza inquietante: prima di lei, altri quattro tailandesi erano stati accusati di crimini informatici. &ldquo;Erano tutti utenti Internet privati; Chiranuch &egrave; la prima moderatrice di un sito di notizie on-line ad essere incriminata&rdquo;, segnala Supinya.<\/p>\n<p>E non &egrave; tutto. Il ministero delle comunicazioni e dell&rsquo;informazione del paese ha confermato di aver bloccato 2.300 siti web per commenti che compromettono l&rsquo;immagine della famiglia reale tailandese, e altri 400 sarebbero gi&agrave; sulla lista della censura.<\/p>\n<p>Il ministero di giustizia ha dichiarato di sottoporre a regolare controllo pi&ugrave; di 10mila siti web, per individuare possibili attacchi contro la monarchia. E sembra che le autorit&agrave; abbiano anche investito 1,28 milioni di dollari Usa per creare un firewall, un sistema di protezione informatico, e bloccare i siti web dove compaiano commenti contro la monarchia.<\/p>\n<p>&rdquo;Per coordinare questo sforzo, il governo ha creato una sorta di &lsquo;stanza della guerra&rsquo;: non solo controlla i siti web, ma indaga sulle persone che inseriscono commenti offensivi per riuscire a scovarle&rdquo;, ha spiegato una fonte interna all&rsquo;operazione, escogitata per dare pi&ugrave; vigore alla legge sui crimini cibernetici.<\/p>\n<p>C&rsquo;&egrave; poco da meravigliarsi se il clima di terrore e censura che si sta diffondendo sempre pi&ugrave; nel paese ha scatenato una forte protesta. Il 4 marzo, oltre 50 studiosi internazionali hanno lanciato un appello chiedendo di mettere fine agli &ldquo;abusi della legge di lesa maest&agrave;&rdquo;, che &ldquo;hanno portato al deterioramento delle libert&agrave; civili fondamentali&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;Basta con le misure sempre pi&ugrave; oppressive contro individui, siti web e contro la pacifica espressione di idee&rdquo;, hanno scritto in una lettera indirizzata al primo ministro tailandese Abhisit Vejjajiva. &ldquo;Accusare giornalisti, accademici e altri cittadini per le loro opinioni e azioni solo in base all&rsquo;accusa che recherebbero offesa alla famiglia reale impedisce ogni possibile dibattito su temi pubblici fondamentali&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;La legge di lesa maest&agrave; &egrave; stata male interpretata ed abusata&rdquo;, ha dichiarato in una conferenza stampa via Internet Thongchai Winichakul, un accademico tailandese che vive negli Stati Uniti e coordina la campagna. &ldquo;Le autorit&agrave; tailandesi credono che la risposta sia la repressione totale&rdquo;.<\/p>\n<p>Gli studiosi che hanno aderito all&rsquo;iniziativa provengono da Australia, Gran Bretagna, Hong Kong, India, Italia, Olanda e Stati Uniti. Tra loro, figure mondiali di spicco come Noam Chomsky, e riconosciuti accademici tailandesi come Charles Keyes.<\/p>\n<p>Prima che venisse approvata la legge sui crimini informatici per proteggere l&rsquo;immagine della monarchia, da cento anni la legge di lesa maest&agrave; serviva allo scopo. Chi veniva riconosciuto colpevole di insulti o diffamazione contro la monarchia tailandese con le parole o con i fatti poteva incorrere in una pena fino a 15 anni di reclusione.<\/p>\n<p>Dopo il colpo di stato del settembre 2006, il paese ha visto aumentare le denunce per lesa maest&agrave;. Sotto accusa sono finiti: un noto filosofo buddista, un ex portavoce governativo, un corrispondente della BBC e due attiviste politiche donne.<\/p>\n<p>A febbraio, un&rsquo;altra vittima di questa legge, Giles Ungpakorn, ha lasciato il paese per rifugiarsi in esilio in Gran Bretagna. Giles, che era uno scienziato politico presso l&rsquo;Universit&agrave; Chulalongkorn di Bangkok, era stato incriminato per diffamazione della monarchia, in un libro che aveva scritto dopo il colpo di stato del 2006, &ldquo;Il 18esimo putsch in Tailandia&rdquo;.<\/p>\n<p>Questa forma di censura, che fa della Tailandia un caso pi&ugrave; unico che raro, non &egrave; passata inosservata dagli organismi internazionali che vigilano sul rispetto dei diritti dei media. &ldquo;Le autorit&agrave; tailandesi continuano a reprimere ogni offesa percepita contro la famiglia reale, in particolare contro il re ottantenne Bhumibol Adulyadej&rdquo;, osserva la Commissione per la tutela dei giornalisti (CPJ) nel suo report annuale &ldquo;Attacchi alla stampa 2008&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;La Tailandia continua a tenere in piedi una delle leggi di lesa maest&agrave; pi&ugrave; severe al mondo&rdquo;, ha dichiarato la CPJ, con sede a New York. &ldquo;La polizia tailandese ha anche avviato delle indagini sui siti web con contenuti che secondo le autorit&agrave; sarebbero potenzialmente offensivi nei confronti della monarchia&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BANGKOK, 9 marzo 2009 (IPS) &#8211; Come se le rigorose leggi di lesa maest&agrave; del paese non fossero gi&agrave; abbastanza dure, la polizia tailandese ha a disposizione un&rsquo;altra arma per censurare la libert&agrave; d&rsquo;espressione: la legge sui reati informatici.<\/p>\n","protected":false},"author":50,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[8,12,15,1,25],"tags":[],"class_list":["post-1097","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-asia-e-oceania","category-comunicazione-nuove-tecnologie-e-media","category-diritti-umani","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1097","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/50"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1097"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1097\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1097"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1097"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1097"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}