{"id":1087,"date":"2009-02-12T19:07:30","date_gmt":"2009-02-12T19:07:30","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/02\/12\/iraq-anche-il-fiume-racconta-la-storia\/"},"modified":"2009-02-12T19:07:30","modified_gmt":"2009-02-12T19:07:30","slug":"iraq-anche-il-fiume-racconta-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/02\/12\/iraq-anche-il-fiume-racconta-la-storia\/","title":{"rendered":"IRAQ: Anche il fiume racconta la storia"},"content":{"rendered":"<p>BAGHDAD, 12 febbraio 2009 (IPS) &#8211; C&rsquo;&egrave; meno acqua oggi nel Tigri, ed &egrave; meno pulita. Nel fiume c&rsquo;&egrave; meno pesce, e con gli aumenti dei costi di carburante e altri prodotti la pesca diventa pi&ugrave; cara. Non &egrave; un buon momento per i pescatori, come racconta Hamza Majit.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&ldquo;La situazione peggiora di giorno in giorno&rdquo;, ha lamentato Majit parlando dalla sua barca da pesca.<\/p>\n<p>&ldquo;Vedi quant&rsquo;&egrave; basso il livello dell&rsquo;acqua&#8221;, ha osservato, mentre con un bastone toccava il fondo del fiume, profondo appena due metri. &ldquo;Per le reti serve un&rsquo;acqua pi&ugrave; alta. E questo &egrave; il punto pi&ugrave; profondo del Tigri nella zona. Con un livello cos&igrave; basso, &egrave; difficile prendere i pesci&rdquo;.<\/p>\n<p>Adesso ci sono bottiglie, buste di plastica e altra spazzatura galleggiante, dove un tempo c&rsquo;era acqua pulita. &ldquo;Il pesce &egrave; una dono prezioso che ci ha dato Dio, ma adesso per troppe ragioni &egrave; diventato impossibile raccogliere il nostro dono&rdquo;, spiega Majit.<\/p>\n<p>Prima dell&rsquo;invasione americana dell&rsquo;Iraq, spiega, ogni giorno si pescavano diverse dozzine di pesci, mentre oggi &ldquo;siamo fortunati se riusciamo a prenderne una decina&rdquo;.<\/p>\n<p>Anche il governo &egrave; in allarme.<\/p>\n<p>&ldquo;Il Tigri &egrave; estremamente inquinato, e la situazione continua a peggiorare&rdquo;, ha detto il ministro per l&rsquo;Ambiente Narmin Othman. &ldquo;Tanti iracheni ne subiscono le conseguenze. &Egrave; una situazione di vera e propria crisi, e il governo sta pensando a possibili soluzioni per cominciare a risolvere la questione&rdquo;.<\/p>\n<p>Il problema &egrave; urgente, ha osservato. &ldquo;Dobbiamo occuparcene, perch&eacute; altrimenti nessun&rsquo;altro lo far&agrave;, e i problemi continueranno. Il Tigri &egrave; uno dei doni preziosi dell&rsquo;Iraq, e non esiste nessun progetto per impedire la sua distruzione&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;La situazione &egrave; critica&rdquo;, aveva dichiarato nel 2007 Ratib Mufid, esperto ambientale presso l&rsquo;Universit&agrave; di Baghdad. &ldquo;Il fiume si sta gradualmente distruggendo, e non ci sono progetti per impedirlo&rdquo;.<\/p>\n<p>Da allora, le cose sono solo peggiorate. Le recenti difficolt&agrave; cominciano alla fonte, e si moltiplicano lungo il percorso.<\/p>\n<p>&ldquo;Il problema della riduzione del flusso d&rsquo;acqua comincia nelle montagne Taurus, in Turchia&rdquo;, avvertiva nello stesso periodo del 2007 Seif Barakah, addetto stampa del ministero dell&rsquo;Ambiente. &ldquo;Nell&rsquo;area tra la Turchia e il Kurdistan, sono state costruite molte dighe per ridurre la corrente. L&rsquo;idea era impedire che negli anni venissero colpite le comunit&agrave; del nord, ma le conseguenze oggi sono evidenti, con una riduzione del flusso d&rsquo;acqua di quasi la met&agrave;&rdquo;.<\/p>\n<p>Il Tigri nasce nelle montagne della Turchia sud-orientale e scorre attraverso l&rsquo;Iraq prima di sfociare nel Golfo Persico.<\/p>\n<p>Majit fa il pescatore dall&rsquo;et&agrave; di 10 anni, e come molti altri pescatori del Tigri, ha ereditato l&rsquo;impresa di famiglia che si tramanda da generazioni. Due dei suoi figli lavorano con lui.<\/p>\n<p>La pesca oggi non &egrave; solo difficile, ma anche spiacevole e rischiosa. Il cattivo odore della plastica bruciata, o delle zone in cui si concentrano i liquami, &egrave; insostenibile. Per di pi&ugrave;, racconta Majit, una volta un soldato americano gli ha sparato contro dalla Green Zone, i cui muri di cemento costeggiano le sponde lungo un tratto del fiume.<\/p>\n<p>Gli ambientalisti iracheni spiegano che il Tigri &egrave; contaminato dai resti della guerra, dai derivati del petrolio, scarti industriali, e tossine. &ldquo;Alle volte trovo petrolio greggio nelle reti quando le ritiro&rdquo;, lamenta Majit. &ldquo;E a volte il pesce sa di petrolio&rdquo;.<\/p>\n<p>Lungo le rive del fiume marciscono enormi cumuli di immondizia. All&rsquo;epoca del dittatore Saddam Hussein, chi scaricava i rifiuti nel fiume veniva punito. Oggi niente pu&ograve; fermare chi lo fa.<\/p>\n<p>L&rsquo;effetto di espansione della scarsit&agrave; di pesce ha inevitabilmente colpito i mercati, facendo salire il costo medio del pesce da due a otto dollari (8mila dinari iracheni).<\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; troppo caro, perci&ograve; sempre meno persone lo comprano&rdquo;, afferma Amar Hamsa, venditore di pesce di 25 anni. &ldquo;Gli affari vanno male, oggi non &egrave; una buona situazione per noi&rdquo;.<\/p>\n<p>Il pesce arrosto un tempo veniva considerato una delizia, spiega Ali Sabri, che prosegue la sua attivit&agrave; mentre intorno a lui ci sono tantissime buche per il fuoco abbandonate dai commercianti che hanno dovuto chiudere. &ldquo;Oggi poche persone a Baghdad possono ancora permettersi di comprarlo come prima&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BAGHDAD, 12 febbraio 2009 (IPS) &#8211; C&rsquo;&egrave; meno acqua oggi nel Tigri, ed &egrave; meno pulita. 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