{"id":1082,"date":"2009-01-29T18:23:28","date_gmt":"2009-01-29T18:23:28","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/01\/29\/cambiamento-climatico-foreste-tropicali-lotta-per-la-sopravvivenza\/"},"modified":"2009-01-29T18:23:28","modified_gmt":"2009-01-29T18:23:28","slug":"cambiamento-climatico-foreste-tropicali-lotta-per-la-sopravvivenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/01\/29\/cambiamento-climatico-foreste-tropicali-lotta-per-la-sopravvivenza\/","title":{"rendered":"CAMBIAMENTO CLIMATICO: Foreste tropicali, lotta per la sopravvivenza"},"content":{"rendered":"<p>UXBRIDGE, Canada, 29 gennaio 2009 (IPS) &#8211; Al ritmo attuale di deforestazione, le foreste tropicali rischiano di scomparire nel giro di 20 anni. Il 60 per cento delle foreste pluviali, che sopravvivono da 50 milioni di anni, si sono gi&agrave; estinte.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1380\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1380\" class=\"size-full wp-image-1380\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/tropical_forest.jpg\" alt=\"La foresta vergine lungo le rive del fiume Lukenia, nella provincia di Bandundu, Repubblica Democratica del Congo Greenpeace\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1380\" class=\"wp-caption-text\">La foresta vergine lungo le rive del fiume Lukenia, nella provincia di Bandundu, Repubblica Democratica del Congo<br \/>Greenpeace<\/p><\/div><\/div>\n<p>Ma secondo alcuni esperti, gli interventi diffusi di rimboschimento delle foreste disboscate aprono nuove speranze per la conservazione della ricca e unica biodiversit&agrave; della regione. <\/p>\n<p>Da alcuni recenti dati satellitari &egrave; emerso che circa 350mila chilometri quadrati delle aree boschive originarie si starebbero riformando, ha dichiarato Greg Asner dell&rsquo;Istituto Carnegie di Washington in un convegno tenutosi il 12 gennaio presso il Museo nazionale Smithsonian di storia naturale, nella capitale USA. <\/p>\n<p>Si sarebbe conservato solo l&rsquo;1,7 per cento dell&rsquo;immensa superficie planetaria di foreste originarie che un tempo ricopriva 20 milioni di chilometri quadrati di territorio. Dodici milioni di chilometri quadrati si sarebbero gi&agrave; estinti, mentre altri cinque milioni sono stati rimboscati in maniera sistematica, ha riferito Asner. <\/p>\n<p>&rdquo;In futuro ci saranno ancora molte foreste tropicali, ma saranno di tipo diverso&rdquo;, ha spiegato Joseph Wright del Smithsonian Tropical Research Institute (STRI) di Panama.    Nei tropici, le terre agricole marginali vengono abbandonate, e c&rsquo;&egrave; una forte migrazione dalle aree rurali alle citt&agrave;. <\/p>\n<p>&rdquo;Il punto &egrave; qual &egrave; il valore di conservazione di queste terre?&rdquo;, ha detto Wright a Tierramerica da Washington. &ldquo;Credo che ci sar&agrave; un alto grado di biodiversit&agrave;&rdquo;. <\/p>\n<p>Si stima che le foreste pluviali tropicali contengano l&rsquo;80 per cento della biodiversit&agrave; terrestre del pianeta. Producono inoltre il 20, 30 per cento dell&rsquo;ossigeno mondiale, e fanno parte del sistema di regolazione del clima planetario. <\/p>\n<p>Ira Rubinoff, direttore emerito del STRI, si chiede se la nuova foresta di seconda crescita sar&agrave; in grado di ospitare specie tropicali uniche e gli stessi ecosistemi.<\/p>\n<p>&ldquo;Non sono interrogativi banali. I servizi forniti dalle foreste tropicali sono estremamente importanti per l&rsquo;intero pianeta&rdquo;, ha detto Rubinoff a Tierramerica. <\/p>\n<p>&rdquo;Non conosciamo le risposte. Sappiamo pi&ugrave; cose sulla luna che sulla foresta amazzonica&rdquo;, ha aggiunto. <\/p>\n<p>Se le foreste di seconda crescita resteranno collegate alle antiche foreste primarie, allora le specie potrebbero riuscire a vivere. E le aree di ricrescita forestale dovrebbero anche essere sufficientemente estese e restare indisturbate per molti decenni per poter offrire un habitat di qualit&agrave;, sostiene Eldredge Bermingham, direttore e scienziato dello STRI. <\/p>\n<p>In gioco ci sono anche molti altri fattori, come la qualit&agrave; del suolo, i cambiamenti nei modelli dei venti e delle precipitazioni, e il pericolo della caccia. <\/p>\n<p>&rdquo;Lo STRI ha elaborato un nuovo studio per esaminare la ricrescita di 650 ettari di vecchi pascoli lungo il Canale di Panama, nella speranza di poter rispondere ad alcune delle domande che rimangono aperte&rdquo;, ha segnalato. Ma lo studio durer&agrave; 25 anni. <\/p>\n<p>Per i parametri temporali umani, le foreste tropicali sono molto antiche.<\/p>\n<p>&rdquo;Nelle foreste primarie ci sono tantissimi alberi tra i 500 e 1.500 anni di et&agrave;&rdquo;, osserva William Laurance, ricercatore dello STRI e presidente del Smithsonian symposium. <\/p>\n<p>Pur essendo pascoli ottimali, le foreste secondarie e degradate potranno ospitare solo una minima parte delle specie animali esistenti, ha spiegato Laurance a Tierramerica in un&rsquo;intervista dalla citt&agrave; di Panama. <\/p>\n<p>&rdquo;Quanto alla biodiversit&agrave;, si pu&ograve; dire che &egrave; come chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati&rdquo;, ha commentato. <\/p>\n<p>Le foreste secondarie sono anche molto pi&ugrave; soggette agli incendi rispetto a quelle primarie, che sono pi&ugrave; umide, spiega.<\/p>\n<p>Inoltre, sembra improbabile che gli attuali responsabili della deforestazione &#8211; disboscamento, industria mineraria, agricoltura industriale e anche i biocarburanti &#8211; lasceranno intatte le foreste di seconda crescita.    La deforestazione delle antiche foreste insostituibili si sta realizzando a un ritmo pi&ugrave; veloce che mai nella storia. L&rsquo;Indonesia sta perdendo pi&ugrave; di due milioni di ettari di foresta all&rsquo;anno, e il Borneo viene devastato, secondo Laurance. <\/p>\n<p>Dall&rsquo;altra parte del pianeta, viene abbattuta la seconda foresta pluviale pi&ugrave; grande del mondo, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC): &ldquo;La Cina sta comprando fino all&rsquo;ultimo pezzo di legname&rdquo;, racconta. &ldquo;Il mondo sta perdendo l&rsquo;equivalente di 50 campi di calcio di antiche foreste originarie al minuto&rdquo;. <\/p>\n<p>Ma quello che davvero preoccupa Laurance &egrave; il cambiamento climatico. Animali e piante tropicali si sono sviluppati in condizioni climatiche molto stabili, e non sono in grado di tollerare forti sbalzi di temperatura come le specie delle regioni temperate, ha spiegato.    &rdquo;Un aumento di temperatura di due gradi Celsius sarebbe sufficiente a far scomparire alcune specie&rdquo;. E alcune ondate di calore avrebbero gi&agrave; provocato l&rsquo;estinzione di determinate specie, ha osservato. <\/p>\n<p>Un&rsquo;ondata di calore verificatasi tre anni fa nelle foreste tropicali australiane si pensa abbia causato l&rsquo;estinzione dell&rsquo;opossum australiano bianco. Pi&ugrave; di recente, nella stessa regione sarebbero morte migliaia di volpi volanti, o rossette, quando le temperature hanno raggiunto i 40 gradi celsius. <\/p>\n<p>Wright concorda che il cambiamento climatico &egrave; un &ldquo;enorme problema&rdquo; per la biodiversit&agrave; delle regioni tropicali. L&rsquo;ampia maggioranza delle foreste tropicali sopravvive ad una temperatura media annuale di 25, 26 gradi Celsius. <\/p>\n<p>Prima della fine di questo secolo, si prevede che le temperature nelle regioni tropicali saliranno di 3 gradi centigradi. <\/p>\n<p>Oggi non esistono foreste con una temperatura media annuale di 28 gradi C, spiega Wright. &ldquo;Ci&ograve; non significa che qualcos&rsquo;altro non potr&agrave; sostituirsi alle foreste tropicali, ma non sappiamo che cosa&rdquo;. <\/p>\n<p>Proteggere le foreste dal cambiamento climatico significa preservare le foreste primarie esistenti, spiega Laurance. <\/p>\n<p>&rdquo;Ci auguriamo che questo convegno porter&agrave; all&rsquo;attenzione (del nuovo presidente USA) Obama l&rsquo;importanza di tutelare le foreste tropicali&rdquo;,  ha aggiunto.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti dovranno assumere un ruolo significativo nel mercato del carbonio, e aiutare paesi come Brasile e Indonesia a capire che con questo meccanismo potrebbero trarre molto profitto, ha sottolineato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UXBRIDGE, Canada, 29 gennaio 2009 (IPS) &#8211; Al ritmo attuale di deforestazione, le foreste tropicali rischiano di scomparire nel giro di 20 anni. 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