{"id":1051,"date":"2008-11-24T11:24:25","date_gmt":"2008-11-24T11:24:25","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/11\/24\/sviluppo-africa-violenza-sulle-donne-il-momento-di-agire\/"},"modified":"2008-11-24T11:24:25","modified_gmt":"2008-11-24T11:24:25","slug":"sviluppo-africa-violenza-sulle-donne-il-momento-di-agire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/11\/24\/sviluppo-africa-violenza-sulle-donne-il-momento-di-agire\/","title":{"rendered":"SVILUPPO-AFRICA: Violenza sulle donne, &egrave; il momento di agire"},"content":{"rendered":"<p>ADDIS ABEBA, 24 novembre 2008 (IPS) &#8211; La violenza contro le donne &egrave; stato uno dei temi centrali dell&#039;incontro continentale che ha passato in rassegna i progressi compiuti verso il raggiungimento dell&rsquo;uguaglianza di genere in Africa.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>I partecipanti al sesto Forum sullo sviluppo dell&rsquo;Africa (ADF VI) di Addis Abeba, capitale dell&rsquo;Etiopia, hanno chiesto ai loro leader di impegnarsi di fronte al fallimento nell&rsquo;attuazione delle dichiarazioni internazionali per porre fine alla violenza contro le donne.<\/p>\n<p>&ldquo;Si parla tanto e si firmano accordi su questi temi, ma c&rsquo;&egrave; pochissima azione&rdquo;, ha dichiarato all&rsquo;IPS, a margine dell&rsquo;incontro, Botha Mbuyiselo, della Sonke Gender Justice Network in Sud Africa. <\/p>\n<p>&rdquo;I nostri politici devono passare dalla retorica all&rsquo;azione. Devono trovare un approccio proattivo per agire collettivamente contro la violenza&rdquo;, ha sottolineato. <\/p>\n<p>Il presidente dell&rsquo;Etiopia Girma Wolde-Giorgis ha espresso sentimenti analoghi nel suo appello in apertura all&rsquo;incontro (19-21 nov). &ldquo;&Egrave; tempo di passare dalle parole ai fatti. &Egrave; il momento di attuare ci&ograve; che abbiamo dichiarato, e di elaborare piani per verificare i progressi concreti&rdquo;. <\/p>\n<p>Tra le dichiarazioni citate all&rsquo;incontro, e firmate dai leader del continente, il Protocollo della Carta Africana sui diritti umani e dei popoli: adottato nel 1998 a Banjul, Gambia, il documento &egrave; molto chiaro sul tema della lotta contro la violenza sulle donne. <\/p>\n<p>I leader hanno poi aderito alla Convenzione sull&rsquo;eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne, del 1979; un accordo che prevedeva la creazione di strutture specifiche per combattere la violenza sulle donne. Un fenomeno che &egrave; ancora molto diffuso in Africa; e che si &egrave; perpetuato anche grazie alle scappatoie nelle legislazioni nazionali, che hanno spianato il terreno agli abusi contro le donne. <\/p>\n<p>Per esempio, la legge sui reati sessuali del Kenya approvata nel 2006 contiene una clausola che molti ritengono possa penalizzare le donne che denunciano i colpevoli degli abusi sessuali, pregiudicando l&rsquo;efficacia stessa della legge. <\/p>\n<p> &ldquo;Possono essere imputate di falsa accusa di stupro, per la mancanza di prove da presentare. Ed &egrave; chiaro che non sempre le donne riescono a denunciare subito una violenza; cos&igrave;, quando lo fanno, potrebbero non esserci pi&ugrave; le prove&rdquo;, ha spiegato all&rsquo;IPS nell&rsquo;incontro di Addis Abeba Kacinta Muteshi, ex presidente della &ldquo;Commissione di genere&rdquo; del Kenya. <\/p>\n<p>Per di pi&ugrave;, la legge &egrave; stata criticata perch&eacute; prevede una pena massima per stupro &#8211; l&rsquo;ergastolo &#8211; ma non stabilisce la sentenza minima, che &egrave; lasciata alla discrezione del giudice. Questa ambiguit&agrave;, spiegano le attiviste per i diritti delle donne, rischia di sminuire la gravit&agrave; del reato. <\/p>\n<p>Nel caso del Sud Africa, anche se la legislazione stabilisce una sentenza minima tra 10 e 25 anni per i reati di stupro, la pena non sempre viene rispettata, sostiene Mbuyiselo. &ldquo;I nostri governi devono assicurare l&rsquo;osservanza della legge, per mandare un chiaro messaggio ai colpevoli e impedire ogni ulteriore atto di violenza contro le donne&rdquo;, ha affermato.<\/p>\n<p>Il suo paese registra ogni anno 55mila casi di stupro, secondo i dati ufficiali: il pi&ugrave; alto numero di casi in tutto il continente.<\/p>\n<p>In diversi paesi africani ci sono ritardi sui possibili miglioramenti nella legislazione. In Kenya, la Legge sulla violenza domestica (di tutela della famiglia) &egrave; ancora sospesa, dopo essere stata introdotta in parlamento otto anni fa. Nella vicina Uganda, la analoga Legge sulle relazioni domestiche langue in parlamento da circa dieci anni.<\/p>\n<p>Tra gli obiettivi dell&rsquo;ADF VI, la creazione di un piano d&rsquo;azione per stabilire tra le altre cose una rigida attuazione delle legislazioni nazionali ed internazionali sulla violenza contro le donne, e i successivi controlli.<\/p>\n<p>Ma secondo molti attivisti presenti all&rsquo;incontro, una migliore legislazione non &egrave; sufficiente per porre fine a questo fenomeno. La cultura &egrave; ancora un forte ostacolo che bisogna affrontare. La convinzione ancora diffusa che le donne africane siano propriet&agrave; degli uomini e che perci&ograve; devono essere maltrattate &egrave; solo una delle norme culturali riconosciute come disastrose per le donne.<\/p>\n<p>La storia di Naisianoyi Parakuyo &egrave; un caso tra i tanti: &ldquo;Mio marito mi picchiava ogni giorno, dicendo che ero di sua propriet&agrave; visto che aveva pagato la dote, e che mi avrebbe fatto ogni cosa avesse voluto. Ho sopportato questa situazione per molti anni, finch&eacute; un giorno mi ha ferita con un colpo di spada sulla mano, che avevo alzato per proteggere il petto, che era il suo obiettivo&rdquo;, ha raccontato, indicando una profonda cicatrice sulla mano sinistra.<\/p>\n<p>In un&rsquo;intervista all&rsquo;IPS a margine dell&rsquo;incontro, Parakuyo, una Masai del Kenya, ha raccontato di come &egrave; fortunata ad essere ancora viva dopo essere scampata ai brutali attacchi del marito, pur essendo rimasta colpita nella sua autostima. Oggi &egrave; un&rsquo;attivista che parla alle comunit&agrave; della violenza femminile.<\/p>\n<p>Tra le altre pratiche che promuovono la violenza contro le donne, l&rsquo;eredit&agrave; sulla moglie, ancora profondamente radicata in diverse societ&agrave; africane. Una vedova viene &ldquo;ereditata&rdquo; dal cognato o da un pretendente scelto dagli anziani del villaggio, dopo la morte del marito. In alcuni casi, le vedove vengono ereditate con la forza; se rifiutano, vengono maltrattate fisicamente oppure cacciate dal nucleo familiare.<\/p>\n<p>Queste tradizioni e pratiche culturali si sono dimostrate difficili da spezzare, nella lotta contro la violenza sulle donne. &ldquo;&Egrave; facile dire che la cultura rappresenta una grande sfida alla lotta contro questo tipo di violenza. Ma quanto alle risposte effettive nella cultura, credo sia un lavoro che non &egrave; ancora neanche cominciato&rdquo;, ha detto Muteshi all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>&rdquo;&Egrave; importantissimo cominciare a guardare seriamente a quali tipi di intervento sono necessari per affrontare il problema culturale, poich&eacute; &egrave; nella cultura che si scrive il copione del [conflitto di] genere. &Egrave; nella cultura che viene rappresentato il copione dei rapporti di potere&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Alcuni interventi pratici, &egrave; stato suggerito all&rsquo;incontro, dovrebbero cominciare a livello della famiglia: i genitori devono insegnare ai figli, e trattare allo stesso modo i maschi e le femmine. &ldquo;Non dobbiamo far pensare ai maschi che sono superiori alle figlie femmine; non dobbiamo separare i ruoli domestici, mostrando che alcune funzioni spettano solo ai maschi, o solo alle femmine. &Egrave; qui che comincia la lotta alla violenza sulle donne&rdquo;, sottolinea Barry Bibita Niandou, ministro del Niger per la promozione della donna e la tutela dell&rsquo;infanzia.<\/p>\n<p>Organizzato da Unione Africana, Commissione economica delle Nazioni Unite per l&rsquo;Africa e Banca di sviluppo africana, il tema dell&rsquo;incontro era l&rsquo;Azione sulla parit&agrave; di genere, l&rsquo;empowerment femminile e porre fine alla violenza contro le donne in Africa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ADDIS ABEBA, 24 novembre 2008 (IPS) &#8211; La violenza contro le donne &egrave; stato uno dei temi centrali dell&#039;incontro continentale che ha passato in rassegna i progressi compiuti verso il raggiungimento dell&rsquo;uguaglianza di genere in Africa.<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,38,14,15,16,1,25],"tags":[],"class_list":["post-1051","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-sviluppo","category-cultura","category-diritti-umani","category-donne-e-sviluppo","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1051","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1051"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1051\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1051"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1051"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1051"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}