{"id":1038,"date":"2008-10-16T16:00:59","date_gmt":"2008-10-16T16:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/10\/16\/ambiente-oltre-il-cambiamento-climatico\/"},"modified":"2008-10-16T16:00:59","modified_gmt":"2008-10-16T16:00:59","slug":"ambiente-oltre-il-cambiamento-climatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/10\/16\/ambiente-oltre-il-cambiamento-climatico\/","title":{"rendered":"AMBIENTE: Oltre il cambiamento climatico"},"content":{"rendered":"<p>BARCELLONA, 16 ottobre 2008 (IPS) &#8211; Mentre il caos finanziario continua a dominare le prime pagine dei giornali, i costi del persistente declino della biodiversit&agrave; devono ancora essere valutati. Ma gi&agrave; si pensa che saranno pi&ugrave; alti di quelli della crisi economica, e in molti casi anche irreparabili.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1311\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1311\" class=\"size-full wp-image-1311\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/KHOSLA1.jpg\" alt=\"Ashok Khosla Fernanda Zanuzzi\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1311\" class=\"wp-caption-text\">Ashok Khosla<br \/>Fernanda Zanuzzi<\/p><\/div><\/div>\n<p>Adesso l&#039;Unione mondiale per la conservazione della natura (IUCN) vuole raccogliere le prove inconfutabili dell&#039;importanza di preservare la biodiversit&agrave;, e dei costi generati dalla sua perdita. La pi&ugrave; antica e principale rete ambientalista mondiale assegner&agrave; questo compito alle sue diverse commissioni scientifiche.<\/p>\n<p>Questo &egrave; uno dei pilastri delle priorit&agrave; strategiche della IUCN, come ha dichiarato il nuovo presidente dell&#039;organizzazione Ashok Khosla.<\/p>\n<p>L&#039;idea di fondo, sostenuta dalla IUCN al Congresso mondiale sulla conservazione della natura (Barcellona, 4-14 ottobre), &egrave; proteggere la biosfera, con particolare attenzione alla conservazione della biodiversit&agrave; in tutte le sue espressioni.<\/p>\n<p>&#8220;Ci&ograve; significa che dobbiamo fare il necessario per portare il tema della biodiversit&agrave; in primo piano nella coscienza delle persone, nell&#039;attenzione dei media e nei processi decisionali, a livello locale, nazionale e globale&#8221;, ha detto Khosla ai delegati nella sessione conclusiva.<\/p>\n<p>Ci&ograve; che &egrave; emerso al Congresso &egrave; che si possono senz&#039;altro trarre lezioni chiare dal dibattito sul cambiamento climatico. Anche se molti hanno messo in dubbio le basi scientifiche del legame tra cambiamento climatico e attivit&agrave; umana, &egrave; stata la visione autorevole e inequivocabile della Commissione intergovernativa sul cambiamento climatico (IPCC), risultato del lavoro scientifico congiunto di oltre tremila scienziati, che ha pi&ugrave; o meno messo fine al dibattito. La IUCN &egrave; ovviamente l&#039;organizzazione che pu&ograve; e deve fare ci&ograve; che la IPCC sta facendo con il cambiamento climatico.<\/p>\n<p>&#8220;Il messaggio chiaro emerso dall&#039;incontro (di Barcellona) &egrave; che la biodiversit&agrave; &egrave; alla base del benessere delle societ&agrave; umane e delle loro economie&#8221;, ha dichiarato la direttrice generale della IUCN Julia Marton-Lef&egrave;vre. &#8220;Ma la conservazione pu&ograve; funzionare solo se andiamo ad incidere sulle cause che sono all&#039;origine della perdita di biodiversit&agrave;, e se contemporaneamente vengono attivate iniziative per ridurre l&#039;impatto di questa perdita&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo il programma della IUCN 2009-2012, &#8220;Delineare un futuro sostenibile&#8221;, l&#039;Unione contribuir&agrave; direttamente agli obiettivi concordati dai governi a livello mondiale per ridurre il tasso di perdita di biodiversit&agrave;.<\/p>\n<p>Proporr&agrave; poi una nuova prospettiva ambientale per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio (fissati nel 2000 da 189 paesi), un piano per l&#039;attuazione del Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile (concordato nel settembre 2002 a Johannesburg), e altri importanti impegni internazionali.<\/p>\n<p>Fondata nel 1948 a Fontainebleau (Svizzera), tre anni dopo la nascita delle Nazioni Unite, la IUCN, con circa mille affiliati provenienti da tutto il mondo, tra cui governi e Ong internazionali, si prepara ad adeguarsi alle nuove realt&agrave; in rapida trasformazione del mondo globalizzato.<\/p>\n<p>Non solo deve affrontare le questioni ambientali pi&ugrave; impegnative della storia &#8211; il cambio climatico e il declino di biodiversit&agrave; &#8211; ma i membri della IUCN stanno anche chiedendo cambiamenti di fondo delle attivit&agrave; stesse dell&#039;organizzazione.<\/p>\n<p>In questo senso, l&#039;elezione di Khosla &egrave; di vitale importanza. Il nuovo presidente dirige il Development Alternatives Group con sede in India, un&#039;organizzazione non profit istituita nel 1983 per la &#8220;creazione di un sostentamento sostenibile su larga scala&#8221;, ma presiede anche il Club di Roma, un istituto di ricerca globale e centro di innovazione e di iniziative.<\/p>\n<p>Tra le sue priorit&agrave;, istituire una commissione internazionale in collaborazione con il WWF e il Programma Onu per lo sviluppo (Unep) per indagare sulle implicazioni profonde del &#8220;carbonio verde&#8221;, come il sequestro del carbonio, il REED (un meccanismo di indennizzo per i paesi che riducono le emissioni provocate dalla deforestazione e dal degrado forestale) e i biocarburanti.<\/p>\n<p>La commissione proposta riunirebbe, come la Commissione mondiale sulle dighe, persone con diversi percorsi e visioni della vita che abbiano la possibilit&agrave; di capire come intervenire sul cambiamento climatico e sulla biodiversit&agrave; nel modo pi&ugrave; significativo possibile.<\/p>\n<p>Un altro punto importante sull&#039;agenda della IUCN per gli anni a venire &egrave; &#8220;la formazione di nuove partnership tra le istituzioni pi&ugrave; eccellenti per mettere insieme i diversi approcci e produrre soluzioni efficaci per la gestione di questioni interconnesse come popolazione, risorse naturali, ambiente e sviluppo&#8221;.<\/p>\n<p>La IUCN dovr&agrave; poi capire su che basi stabilire relazioni appropriate con le imprese. A giudicare dalle diverse proposte emerse nei dibattiti del congresso di Barcellona su questo tema, sembra esserci un ampio consenso sul fatto che la IUCN debba impegnarsi con le aziende, grandi, medie e piccole.<\/p>\n<p>Ma i termini di questo impegno devono essere tali da produrre risultati positivi rispetto alla tutela, e assicurare che in nessun momento risulti compromessa l&#039;integrit&agrave; o la capacit&agrave; della IUCN di portare a termine la sua missione.<\/p>\n<p>Marton-Lef&egrave;vre ribadisce quest&#039;idea: &#8220;Ho sempre pensato che la IUCN fosse nata per influenzare, incoraggiare e aiutare la societ&agrave; nel gestire la natura e le risorse naturali nel modo pi&ugrave; sostenibile e socialmente equo &#8211; e le imprese sono parte della societ&agrave;, che piaccia o meno ad alcuni dei nostri componenti. Quindi sono convinto che dobbiamo impegnarci, ma che nel farlo non dobbiamo perdere la nostra voce&#8221;, ha spiegato all&#039;IPS.<\/p>\n<p>Ma Khosla fa un passo oltre, quando afferma nelle sue dichiarazioni conclusive: &#8220;I comitati nazionali e regionali dovranno essere investiti del ruolo sia di esperti che di watchdog, a livello della base&#8221;.<\/p>\n<p>Una task force per definire i termini di questo impegno e i cambiamenti di funzione necessari dovrebbe essere istituita dal consiglio di 32 membri che rappresenta il consiglio di amministrazione dell&#039;organizzazione.<\/p>\n<p>Il congresso ha lavorato molto anche per promuovere miglioramenti nella governance delle acque extraterritoriali: essendo zone al di fuori delle giurisdizioni nazionali, spesso vengono sfruttate da tutti, mentre non c&#039;&egrave; nessuno a gestirle.<\/p>\n<p>Anche i diritti delle comunit&agrave; vulnerabili e indigene sono stati tre le priorit&agrave; del congresso di Barcellona, e i membri della IUCN hanno sollecitato i governi a tenere conto delle conseguenze sui diritti umani di tutte le attivit&agrave; legate alla conservazione della natura.<\/p>\n<p>Il congresso ha visto nascere una nuova &#8220;rete etica&#8221; per l&#039;orientamento delle attivit&agrave; di tutela, dove la riduzione della povert&agrave;, l&#039;approccio basato sui diritti e il principio del &#8220;non nuocere&#8221; possono essere applicati per ridefinire la relazione con la natura.<\/p>\n<p>Con uno sguardo alla Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico prevista per dicembre in Polonia, la IUCN ha chiesto obiettivi pi&ugrave; specifici in linea con il piano d&#039;azione di Bali &#8211; cio&egrave; dal 50 all&#039;85 per cento di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2050 e mantenere l&#039;aumento delle temperature al di sotto dei due gradi centigradi.<\/p>\n<p>Al congresso sono stati presi impegni importanti per sostenere la missione della IUCN: la Fondazione MacArthur investir&agrave; 50 milioni di dollari per mitigare il cambiamento climatico e adattarsi ai suoi effetti, mentre il Mohammed Bin Zayed Species Conservation Fund investir&agrave; 25 milioni di euro per la biodiversit&agrave; globale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BARCELLONA, 16 ottobre 2008 (IPS) &#8211; Mentre il caos finanziario continua a dominare le prime pagine dei giornali, i costi del persistente declino della biodiversit&agrave; devono ancora essere valutati. 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