{"id":1036,"date":"2008-10-14T16:49:59","date_gmt":"2008-10-14T16:49:59","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/10\/14\/economia-fondo-monetario-e-banca-mondiale-aumentano-i-richiami-al-cambiamento\/"},"modified":"2008-10-14T16:49:59","modified_gmt":"2008-10-14T16:49:59","slug":"economia-fondo-monetario-e-banca-mondiale-aumentano-i-richiami-al-cambiamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/10\/14\/economia-fondo-monetario-e-banca-mondiale-aumentano-i-richiami-al-cambiamento\/","title":{"rendered":"ECONOMIA: Fondo Monetario e Banca Mondiale, aumentano i richiami al cambiamento"},"content":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 14 ottobre 2008 (IPS) &#8211; &Egrave; finito il tempo degli assembramenti di piazza. Di fronte alla recessione globale, gli appelli al cambiamento rivolti ai padroni dell&rsquo;economia globale sembrano arrivare dall&rsquo;interno, mentre Fondo monetario internazionale (FMI) e Banca mondiale tengono i loro incontri annuali.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>A sentire Robert Zoellick, presidente della Banca, il Gruppo dei sette (G7) ministri delle finanze dei paesi industrializzati, da tempo incarnazione dell&rsquo;ordine economico mondiale, &ldquo;non sta funzionando&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;Ci serve un gruppo migliore, adesso che i tempi sono cambiati&rdquo;, ha dichiarato Zoellick questa settimana. <\/p>\n<p>Ci vuole un nuovo &ldquo;gruppo direttivo&rdquo;, ha sollecitato, composto da Brasile, Cina, India, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sud Africa e membri del G7 (Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Giappone e Stati Uniti). <\/p>\n<p>Il nuovo raggruppamento includerebbe pi&ugrave; del 70 per cento della produzione economica globale, il 56 per cento della popolazione mondiale e il 62 per cento della produzione energetica del pianeta. E riunirebbe i principali responsabili delle emissioni di anidride carbonica, donatori umanitari, poteri regionali, e i protagonisti del capitale globale e dei mercati dei beni primari. <\/p>\n<p>La nuova entit&agrave; non andrebbe a sostituire l&rsquo;attuale gruppo dei sette con un&#039;altra istituzione due volte pi&ugrave; grande, ha insistito Zoellick. Si tratterebbe di una membership piuttosto fluida e aperta ai poteri pi&ugrave; dinamici, &ldquo;in particolare se la loro accresciuta influenza sar&agrave; compensata dalla volont&agrave; di assumersi le proprie responsabilit&agrave;&rdquo; e di scoprire i trucchi della cooperazione economica e finanziaria. <\/p>\n<p>Dall&rsquo;altra parte, il direttore generale dell&#039;FMI Dominique Strauss-Kahn ha approfittato dei colloqui della scorsa settimana per invitare i ministri delle finanze a superare gli interessi di parte e intervenire &ldquo;rapidamente, con forza, e con spirito cooperativo&rdquo; per evitare, o almeno contenere, la recessione globale.<\/p>\n<p>&rdquo;Non esistono soluzioni nazionali a crisi come questa&rdquo;, ha commentato Strauss-Khan dopo le iniziative isolate intraprese da alcuni governi europei. &ldquo;Ogni forma di cooperazione deve essere lodata, e ogni azione isolata deve essere evitata, se non condannata&rdquo;.<\/p>\n<p>Le parole dei due guardiani della finanza e dello sviluppo riflettono il timore crescente della mancanza di una leadership globale effettiva, proprio nel momento della peggiore crisi finanziaria dopo il crollo della borsa del 1929, che inaugur&ograve; la &ldquo;Grande depressione&rdquo;. <\/p>\n<p>Ad alimentare questo timore, un messaggio del presidente uscente George W. Bush trasmesso in televisione venerd&igrave; scorso.    &rdquo;Sappiamo quali sono i problemi, abbiamo gli strumenti per risolverli; stiamo lavorando rapidamente per farlo&rdquo;, ha detto Bush agli investitori statunitensi &#8211; solo per vedere i mercati crollare, amplificando una serie di sconfitte che hanno vaporizzato trilioni di dollari di fondi pensione. <\/p>\n<p>E questo dopo che i ministri delle finanze e i capi delle banche centrali dei paesi del G7 avevano annunciato tagli congiunti ai tassi di interesse, misure individuali per stimolare la liquidit&agrave; dei mercati, un piano di salvataggio Usa per 700 miliardi di dollari, e le iniziative di alcuni governi per acquisire partecipazioni azionarie nelle banche non erano riuscite a recuperare la fiducia degli investitori. <\/p>\n<p>In attesa di vedere quali saranno i passi successivi dei governi del G7 e degli altri grandi attori globali per riuscire a scongiurare ulteriori catastrofi, Strauss-Khan avrebbe chiesto al consiglio dell&#039;FMI di riattivare un piano finanziario d&rsquo;emergenza come quello adottato dopo la crisi finanziaria asiatica del 1997. I paesi a corto di liquidit&agrave; potrebbero cos&igrave; immettere i prestiti dell&#039;FMI in sole due settimane, e con meno condizioni rispetto a quelle normalmente richieste dal Fondo. <\/p>\n<p>Marita Hutjes, portavoce dell&rsquo;organizzazione umanitaria Oxfam, ha messo in dubbio l&rsquo;adeguatezza del piano di emergenza per le nazioni pi&ugrave; povere e ha sollecitato il Fondo a mantenere la sua promessa di rafforzare la partecipazione dei diversi paesi nei propri processi decisionali.    &rdquo;Le recenti riforme del Fondo, quanto alle facilitazioni previste per i paesi in via di sviluppo colpiti da shock, sono assai deludenti. Non possono prendere in prestito il denaro sufficiente ai loro bisogni, e il prestito &egrave; quasi interamente soggetto a un numero infinito di condizioni&rdquo;, spiega Hutjes. <\/p>\n<p>&ldquo;Un FMI che possa davvero aiutare i paesi colpiti dalla crisi a combattere il surriscaldamento finanziario globale dovrebbe vedere questi stessi paesi seduti al tavolo delle decisioni. Ma non &egrave; ancora cos&igrave;. Anche Strauss-Khan ha detto che tutte le nazioni dovrebbero prendere parte alla soluzione. Il Fondo dovrebbe assaggiare la sua stessa medicina&rdquo;, ha aggiunto. <\/p>\n<p>I funzionari giapponesi hanno suggerito che il primo prestito d&rsquo;emergenza venga assegnato all&rsquo;Islanda, sull&rsquo;orlo della bancarotta. Fino a venerd&igrave; scorso, il governo di quest&rsquo;isola atlantica aveva rifiutato di chiedere fondi di aiuto. <\/p>\n<p>&Egrave; da vedere, poi, tra i paesi in via di sviluppo &#8211; gi&agrave; colpiti dall&rsquo;impennata nei prezzi di cibo e carburante e adesso schiacciati dal rallentamento della domanda occidentale e schivati dagli investitori nel panico &#8211; chi deciderebbe di ricorrere al FMI. Venerd&igrave;, comunque, il Gruppo dei 24 (G24) paesi poveri &egrave; tornato a chiedere che il Fondo, il &lsquo;watchdog globale&rsquo;, assicuri una &ldquo;maggiore vigilanza sui sistemi finanziari, sulle politiche e sulle economie pi&ugrave; avanzate&rdquo;. <\/p>\n<p>I leader mondiali dovrebbero essere in grado di evitare l&rsquo;Armageddon se agiscono all&rsquo;unisono, ha suggerito Strauss-Kahn, ma nessuno nella sua agenzia sembra scommettere su una ripresa economica troppo imminente.    &rdquo;L&rsquo;economia mondiale sta entrando in una importante fase discendente, di fronte al pi&ugrave; pericoloso shock dei mercati finanziari maturi dagli anni &lsquo;30&rdquo;, ha dichiarato il FMI nell&rsquo;ultimo rapporto sul Panorama economico mondiale (World Economic Outlook), pubblicato mercoled&igrave; scorso. Nel documento, il Fondo prende le distanze dalle sue ultime previsioni, avanzate appena pochi mesi prima. <\/p>\n<p>In una delle sue dichiarazioni pi&ugrave; cupe, il FMI riduce le previsioni sulla crescita economica mondiale per il 2009 dal 3,9 al 3 per cento. Sarebbero i rendimenti pi&ugrave; anemici dal 2002, aggirandosi intorno ad una soglia che per i parametri del FMI vorrebbe dire recessione globale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 14 ottobre 2008 (IPS) &#8211; &Egrave; finito il tempo degli assembramenti di piazza. 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