{"id":1019,"date":"2008-09-01T18:48:09","date_gmt":"2008-09-01T18:48:09","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/09\/01\/israele-dove-impera-il-traffico-di-schiavi\/"},"modified":"2008-09-01T18:48:09","modified_gmt":"2008-09-01T18:48:09","slug":"israele-dove-impera-il-traffico-di-schiavi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/09\/01\/israele-dove-impera-il-traffico-di-schiavi\/","title":{"rendered":"ISRAELE: Dove impera il traffico di schiavi"},"content":{"rendered":"<p>GERUSALEMME, 1 settembre 2008 (IPS) &#8211; Israele continua ad essere meta privilegiata del traffico di donne per l&rsquo;industria del sesso, anche noto come commercio di schiave bianche, ma anche di un&rsquo;altra forma di moderna schiavit&ugrave;: lo sfruttamento dei lavoratori migranti provenienti dai paesi in via di sviluppo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Nel rapporto 2007 del Dipartimento di Stato USA sul traffico di esseri umani, Israele figura al secondo posto. E un tribunale israeliano ha deliberato contro la politica dei visti per lavoro del paese, che costringe i lavoratori stranieri a contratti vincolanti con un solo datore di lavoro. <\/p>\n<p>&#8220;Israele &egrave; passato al secondo posto solo lo scorso anno&rdquo;, ha dichiarato all&rsquo;IPS Romm Lewkowicz, portavoce della Hotline di Israele per i lavoratori migranti, un gruppo di difesa dei diritti dei lavoratori stranieri.<\/p>\n<p>Il Dipartimento di Stato USA suddivide i diversi paesi in tre gruppi: nel primo rientrano i paesi che hanno attuato con successo misure per il controllo del traffico di esseri umani (categoria che comprende la maggior parte dei paesi occidentali). Al secondo gruppo appartengono i paesi che stanno cercando di sradicare questa nuova forma di schiavit&ugrave;, ma che non hanno raggiunto gli standard richiesti. Il terzo gruppo, infine, include i paesi che non hanno ancora attuato nessuna misura per fronteggiare il problema. <\/p>\n<p>Nel 2006, Israele rientrava nella Watch List del Dipartimento di Stato USA per il traffico di persone.<\/p>\n<p>&ldquo;Questa posizione si colloca tra la seconda e la terza categoria. Gli USA applicano sanzioni economiche ai paesi che rientrano nel terzo gruppo, ma date le sue forti relazioni economiche con gli USA, Israele ha ricevuto un avvertimento ed &egrave; stato incluso in una categoria un po&rsquo; pi&ugrave; alta&rdquo;, ha spiegato Lewkowicz. <\/p>\n<p>Il governo di Israele ha anche ricevuto nette critiche dagli USA per la sua politica di visti di lavoro ritenuta costrittiva, che di fatto vincola il lavoratore migrante &#8211; soprattutto se proveniente dai paesi in via di sviluppo e dei paesi orientali dell&rsquo;ex blocco sovietico impiegati nell&rsquo;industria edilizia, nella manodopera, nei servizi di assistenza domestica e nell&rsquo;agricoltura &#8211; al rapporto con il datore di lavoro menzionato sul visto. <\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;emissione di questi visti &egrave; soggetta alla condizione che il lavoratore rimanga legato al datore di lavoro dichiarato nel visto; quando questa condizione viene infranta, il lavoratore migrante diventa illegale ed &egrave; passibile di espulsione senza possibilit&agrave; di presentare ricorso in tribunale&rdquo;, ha spiegato all&rsquo;IPS Sigal Rosen di Hotline. <\/p>\n<p>Questo ha incoraggiato i datori di lavoro senza scrupoli a trattenere i salari e ad estorcerli ai loro impiegati, sapendo di poterli sostituire in qualsiasi momento senza essere penalizzati. <\/p>\n<p>Uno dei casi pi&ugrave; noti &egrave; quello dell&rsquo;accordo &ldquo;turchi in cambio di carri armati&rdquo; (Turks for Tanks) del 2002, grazie a cui l&rsquo;industria militare israeliana (Ta&rsquo;as) vendette 200 carri armati alla Turchia per 687 milioni di dollari, in uno dei pi&ugrave; grandi accordi di esportazioni di armi del paese. Il patto prevedeva la concessione di 800 permessi ad altrettanti lavoratori turchi da impiegare nell&rsquo;edilizia in Israele, collocati dall&rsquo;agenzia di lavoro turca Yilmazlar. <\/p>\n<p>Uno dei lavoratori contrattati da Yilmazlar, Shaheen Yelmaz, &egrave; arrivato in Israele nel 2006, sperando di poter aiutare il padre a saldare i suoi forti debiti, e avendo ricevuto la promessa di un buon posto di lavoro in Israele, per 1.400 dollari al mese &#8211; una fortuna per gli standard della Turchia, che registra alti tassi di disoccupazione. <\/p>\n<p>Al suo arrivo, il lavoro che Yelmaz sognava si &egrave; trasformato in un incubo: passaporto e telefono cellulare gli sono stati sequestrati, ed &egrave; stato alloggiato insieme ad altri lavoratori turchi in condizioni pessime. <\/p>\n<p>&rdquo;La sera non potevamo lasciare il posto di lavoro; ci facevano uscire solo nel nostro giorno libero. E non ci hanno pagato per i primi tre mesi&rdquo;, ha raccontato Yelmaz all&rsquo;IPS.    L&rsquo;ambasciata turca non &egrave; voluta intervenire, per i forti interessi nell&rsquo;accordo con Israele. <\/p>\n<p>Yelmaz e le altre persone assunte con lui, quasi tutte con uno scarso livello di istruzione, sono state costrette a firmare alcuni documenti in bianco prima di lasciare la Turchia, che garantivano la loro dipendenza da Yilmazlar.<\/p>\n<p>&rdquo;Il nostro datore di lavoro israeliano ci ha anche detto che se non eravamo soddisfatti potevamo licenziarci. La polizia ci avrebbe arrestato come illegali e saremmo stati espulsi&rdquo;, ha proseguito Yelmaz.   In seguito a una serie di casi analoghi, Hotline e altre organizzazioni israeliane per i diritti umani hanno presentato un&rsquo;istanza alla Corte Suprema di Israele. Il tribunale ha riconosciuto l&rsquo;iniquit&agrave; del sistema, ma ha sentenziato che il contratto di Yilmazlar con l&rsquo;industria della difesa di Israele rappresentava un caso unico, e che il contratto dell&rsquo;impresa con Israele era limitato. <\/p>\n<p>Ma nel 2006 la Corte aveva dichiarato illegale la politica restrittiva dei visti di Israele, e ordinato allo stato di proporre un&#039;alternativa. Ma secondo Rosen, lo stato non avrebbe ancora dato una risposta definitiva. <\/p>\n<p>Yelmaz &egrave; stato quindi deportato in Turchia, con 15mila dollari di debiti, e il contratto di Israele con Yilmazlar &egrave; stato rinnovato. <\/p>\n<p>&ldquo;Mentre la situazione dei lavoratori vincolati rimane grave, il traffico di donne bianche &egrave; in qualche modo migliorato&rdquo;, ha commentato Lewcowicz all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>&ldquo;Da quando il Dipartimento di Stato Usa ha inserito Israele nella sua Watch List nel 2006, &egrave; sceso il numero delle vittime del traffico di donne, che adesso &egrave; stato dichiarato illegale&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;Per di pi&ugrave;, oggi il governo garantisce alle prostitute un visto di riabilitazione di un anno. Anche se, a causa della burocrazia, la concessione di questi visti &egrave; spesso problematica&rdquo;, ha spiegato Lewcowicz.<\/p>\n<p>Sono sorti anche nuovi problemi. &ldquo;Israele non &egrave; pi&ugrave; soltanto un importatore, ma &egrave; anche diventato un esportatore di prostitute. Lo scorso anno abbiamo scoperto un nuovo business in cui donne israeliane vengono mandate in Gran Bretagna e Irlanda per lavorare nell&rsquo;industria del sesso&rdquo;, ha segnalato. <\/p>\n<p>La prostituzione &egrave; anche diventata clandestina in Israele. &ldquo;Prima veniva esercitata apertamente per le strade, mentre adesso molti sono tornati a lavorare negli appartamenti privati, in seguito all&rsquo;azione repressiva di polizia e governo sul traffico&rdquo;, ha proseguito Lewcowicz.<\/p>\n<p>Secondo la Task Force on Human Trafficking (TFHT) con sede a Gerusalemme, circa mille delle 10mila prostitute stimate in Israele sono minorenni. Gli immigrati provenienti dai paesi dell&rsquo;ex blocco sovietico, coinvolti nella mafia russa, gestiscono circa il 20 per cento del commercio, mentre il restante 80 per cento &egrave; israeliano, ha detto il portavoce di Hotline.<\/p>\n<p>Il rapporto &ldquo;Analisi sul terrorismo globale&rdquo; pubblicato dalla Jamestown Foundation di Washington dichiara che molte delle donne vittime del traffico vengono introdotte clandestinamente dal Sinai egiziano dai beduini, coinvolti anche nel contrabbando di armi. L&rsquo;industria si &egrave; rivelata molto redditizia per i trafficanti di esseri umani, laddove il guadagno per ogni donna venduta in Israele &egrave; tra i 50mila e i 100mila dollari. <\/p>\n<p>Ma anche lo stato ottiene profitti rilevanti dal traffico di schiave bianche, secondo Hotline.<\/p>\n<p>I fornitori di servizi, come gli autisti di taxi che trasportano le prostitute, gli avvocati che rappresentano i clienti, i locatori che affittano i locali per i bordelli, pagano tutti le imposte sul reddito, che vanno a finire nelle casse dello stato. Per non parlare dei casi dei funzionari di polizia corrotti che fanno la loro parte incassando bustarelle.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GERUSALEMME, 1 settembre 2008 (IPS) &#8211; Israele continua ad essere meta privilegiata del traffico di donne per l&rsquo;industria del sesso, anche noto come commercio di schiave bianche, ma anche di un&rsquo;altra forma di moderna schiavit&ugrave;: lo sfruttamento dei lavoratori migranti&hellip; <a href=\"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/09\/01\/israele-dove-impera-il-traffico-di-schiavi\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":314,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[38,15,16,1,28,29,25],"tags":[],"class_list":["post-1019","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sviluppo","category-diritti-umani","category-donne-e-sviluppo","category-headlines","category-medioriente","category-migrazioni","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1019","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/314"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1019"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1019\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1019"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1019"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1019"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}