IPS Inter Press Service Agenzia Stampa

MESSICO: Un’oasi millenaria a rischio di scomparsa

CITTÀ DEL MESSICO, 27 dicembre 2011 (IPS) – Un rarissimo ecosistema paludoso nel deserto di Chihuahua, Messico settentrionale, che potrebbe custodire informazioni fondamentali sull’origine della vita sulla terra – e perfino sulla possibilità di forme di vita su Marte – rischia di scomparire, se non si fermerà l’estrazione dell’acqua per l’agribusiness, avvertono gli scienziati.

Instituto Estatal de Turismo de Coahuila
Instituto Estatal de Turismo de Coahuila

La valle di Cuatrociénegas, che si estende per 200 chilometri a circa 1000 chilometri a nord di Città del Messico, è un complesso sistema millenario di pozzi, fiumi sotterranei, sorgenti, laghi e paludi, circondato da una catena montuosa di oltre 3000 metri sopra il livello del mare.

È “l’unica finestra sul passato del pianeta, per capire perché esiste la vita, ma non lo stiamo curando come dovremmo”, ha denunciato Valeria Souza, ricercatrice dell’Instituto de Ecología della Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM).

“Invece di capire come funziona l’ecosistema, le autorità lo hanno sfruttato per ricavarne tutto il possibile in cambio di niente”, ha detto a IPS la scienziata, vincitrice di diversi premi per lo studio dell’ambiente, e che dal 2000 si dedica allo studio di quest’area, insieme ad altri colleghi sia messicani che stranieri.

Paragonabile alle isole Galapagos per la sua ricchezza biologica, Cuatrociénegas, che include un’area protetta di 84.350 ettari, ospita più di 70 specie endemiche, tra cui diverse varietà di pesci tropicali, la lucertola dorata di Gunther e le tartarughe scatola acquatiche, uniche al mondo.

“Viene estratta e trasportata moltissima acqua verso le valli vicine, per produrre erba medica, che ne richiede molta”, ha spiegato a IPS l’ambientalista Francisco Valdés, docente all’Instituto Tecnológica de La Laguna, nella città di Torreón, non lontana dal sito naturale.

“Anche se dal 2000 ad oggi abbiamo avuto diversi anni umidi e le falde tornavano a riempirsi, l’acqua scorreva nei canali sotterranei. Ma quest’anno il clima è stato molto secco”, ha avvertito.

Per la Commissione nazionale per la conoscenza e l’utilizzo della biodiversità , la valle è minacciata dall’aumento dell’estrazione dell’acqua di superficie e sotterranea per l’irrigazione, la trasformazione dell’habitat, la diffusione delle specie esotiche, il pascolo del bestiame, il disboscamento, l’estrazione illegale di cactus, la caccia illegale di rettili, lo sfruttamento di gesso e il turismo sregolato.

Gli esperti attribuiscono le responsabilità dell’esaurimento delle risorse idriche di Cuatrociénegas ai coltivatori di erba medica – utilizzata per il pascolo del bestiame – ma soprattutto all’industria casearia locale, che con circa 500mila mucche produce sette milioni di litri di latte per il mercato interno e le esportazioni.

In Messico, per produrre un litro di latte sono necessari circa 2.500 litri d’acqua, secondo il rapporto “L’impronta idrica delle nazioni”, dell’Istituto per l’educazione idrica dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura.

Secondo la Commissione nazionale dell’acqua (Conagua), nella regione esistono nove falde acquifere, tutte sovrasfruttate e che annualmente apportano 1.23 milioni di metri cubi di acqua, mentre la ricarica è di appena 868 milioni di metri cubi.

Cuatrociénegas è una delle 55 terre paludose in Messico dichiarate priorità nazionale secondo la Convenzione di Ramsar, un trattato intergovernativo per la conservazione e l’uso corretto delle zone umide e delle loro risorse in vigore dal 1975.

Il prosciugamento del Pozo del Churince, la laguna più antica dell’ecosistema, non è un segnale incoraggiante per la zona, avverte Evan Carson, professore del Dipartimento di biologia della statale Università del New Mexico, del vicino stato Usa.

Dopo aver visitato l’area a marzo e a maggio, Carson, che dal 1998 studia l’ecosistema della regione, ha certificato nel suo rapporto “stato della fauna acquatica del sistema Churince” l’estinzione della laguna.

L’esperto conclude che “a questo punto, il sistema Churince è fondamentalmente un sistema morto, almeno relativamente alla sua precedente condizione”. Almeno tre specie di pesci e due di lumache marine endemiche potrebbero essere scomparse, e “anche altre specie si sono ridotte quanto a dimensioni della popolazione e variazione della loro distribuzione geografica nel sistema”, ha scritto Carson.

Nonostante le promesse fatte dal 2007 dal presidente del Messico Felipe Calderón di investire circa 75 milioni di dollari, finora ne sono stati erogati solo otto milioni circa.

A settembre, Conagua ha firmato un trattato con la Commissione nazionale delle aree protette, per trasferire 100 litri di acqua al secondo a Churince, con un aumento di 300 litri a dicembre, ma l’accordo è stato sospeso, a quanto pare per le pressioni dei grandi agricoltori.

Gli scienziati, che da diversi anni lanciano segnali di allarme ma continuano ad essere ignorati, raccomandano il blocco immediato dell’estrazione dell’acqua e l’attuazione di progetti agricoli alternativi, per ottimizzare l’utilizzo dell’acqua.

Il problema delle autorità “è che pensano all’acqua non come un elemento fondamentale per la vita, ma come qualcosa che si può vendere e comprare”, sostiene Souza.

“Questo ha causato un ecocidio. Adesso è impossibile rimediare al danno, visto che l’acqua originaria è scomparsa. L’acqua in profondità si sta esaurendo e senza di essa, Cuatrociénegas non esisterà più”, ha affermato.

La ricercatrice, secondo cui il sito non sopravviverà per più di due estati boreali in queste condizioni, ha avviato una raccolta di firme via Internet, che ha già superato i 3.000 consensi, per chiedere al governo di salvare l’habitat.

Souza ha iniziato a settembre 2010 a fare un inventario della biodiversità dell’area, nell’ambito di un progetto patrocinato dall’ufficio messicano del Fondo mondiale per la natura e la Fondazione Carlos Slim, per “capire chi vive e dove, dal più piccolo virus fino ai coyotes, e chi dà da mangiare a chi”.

“In gioco ci sono interessi economici molto potenti. Bisogna smettere di coltivare erba medica a Cuatrociénegas, perché non dà benefici economici alla comunità, e riconvertire la produzione”, ha detto Valdés.

L’Amministrazione nazionale dell’aeronautica e dello spazio degli Stati Uniti (NASA) ha lanciato il 25 di questo mese un missile con un laboratorio di esobiologia chiamato Curiosity che dovrà esplorare uno dei crateri del pianeta Marte che presenta caratteristiche simili a quelle di Churince, per questo motivo Souza era presente al lancio. © IPS