SANTA BARBARA, California, 24 febbraio 2011 (IPS) – Le armi nucleari sono l’arma estrema del terrorismo, che siano in possesso di un’organizzazione terroristica o di un governo. Sono armi di distruzione di massa, che uccidono indiscriminatamente uomini, donne e bambini. Molti temono che possano cadere nelle mani di gruppi terroristici, ma non pensano al fatto che chiunque le detenga sono sempre e comunque armi terroristiche.
www.wagingpeace.org
www.wagingpeace.org
Data la natura terroristica e distruttiva delle armi nucleari, che cosa le rende accettabili agli occhi di così tante persone? E perché tanta gente è compiacente di fronte alla minaccia nucleare? Sono domande che mi pongo da diversi anni.
Questa accettazione delle armi nucleari è radicata nella teoria della deterrenza nucleare, che secondo i suoi fautori ha mantenuto e continuerà a mantenere la pace nel mondo, e si basa su diverse supposizioni circa la natura del comportamento umano. Per esempio, presuppone la razionalità dei leader politici e militari, mentre è evidente che non tutti i leader agiscono in modo razionale in ogni momento e circostanza. La teoria della deterrenza esige una comunicazione chiara, e minacciare l’uso di armi nucleari come forma di rappresaglia deve risultare credibile per i leader della fazione opposta, ma come sappiamo, non sempre la comunicazione è così chiara e un’errata percezione può influire sulle convinzioni assunte.
Un altro aspetto di questa teoria è che ha bisogno di un territorio contro il quale scatenare la rappresaglia. E questo non vale per un’organizzazioni terroristica che non sia uno stato. Se un paese non ha uno spazio contro il quale esercitare la rappresaglia, allora non ci può essere deterrenza nucleare. Se un’organizzazione terroristica acquisisce armi nucleari, non verrà dissuasa dalla minaccia di rappresaglia nucleare, che quindi diventa inutile. Perciò, deve esserci tolleranza zero per un’organizzazione terroristica non statale che intenda acquisire capacità nucleare.
E tolleranza zero anche per gli stati che vogliano dotarsi di armi nucleari. Intendo non solo gli stati che cercano di sviluppare un arsenale nucleare, ma tutti gli stati, soprattutto quelli che già possiedono queste armi. Gli attuali arsenali potrebbero essere usati per sbaglio, per un errore di calcolo oppure intenzionalmente. E finché alcuni stati saranno in possesso armi nucleari e baseranno su di esse la loro sicurezza, esisterà un incentivo alla proliferazione nucleare.
La diffusa compiacenza di fronte al nucleare è difficile da capire. La maggior parte dell’opinione pubblica è consapevole del terribile danno che le armi nucleari possono arrecare, ma forse si sente rassicurata dal fatto che non vengono usate dal 1945. Queste armi sono lontane dalla vista e dalla mente delle persone, forse anche perché si sentono impotenti di fronte alla possibilità di influenzare le politiche nucleari, e per questo delegano la questione a esperti e politici. Ciò è deplorevole, perché se un’ampia maggioranza di persone non farà valere la propria volontà di abolire le armi nucleari, i paesi che le possiedono continueranno a contare su di esse.
Il nuovo accordo START tra Russia e Stati Uniti è un modesto passo avanti nella riduzione del numero di armi nucleari strategiche detenuto da ognuna delle parti, a 1.550, e il numero di veicoli per il loro trasporto a 700. Il principale valore del trattato è nella ripresa delle ispezioni reciproche degli arsenali. Ma questi passi rappresentano solo piccoli progressi. Alla Fondazione per la pace nell’era nucleare, chiediamo di realizzare i seguenti passi:
– ridurre il numero totale di armi nucleari strategiche, tattiche e di riserva a meno di 1000 per ogni parte;
– sottoscrivere un impegno vincolante per non usare per primi (no first use) queste armi in nessuna circostanza contro stati non dotati di armi nucleari;
– annullare lo stato d’allerta per tutte le armi nucleari, per evitarne l’uso accidentale, per errore di calcolo o ira incontrollata;
– porre limiti sui sistemi di difesa missilistici e proibire le armi spaziali;
– avviare negoziati multilaterali per una Convenzione sulle armi nucleari, per proibire tutte le armi nucleari nel mondo in modo progressivo, verificabile, irreversibile e trasparente.
Questi passi rappresenterebbero una chiara indicazione che l’immoralità, l’illegalità, la codardia insite nel minacciare l’uso di armi nucleari, si stanno fronteggiando seriamente. L’ignoranza, l’apatia e la compiacenza non devono dominare lo scenario nucleare. Con il dovuto rispetto per la sacralità della vita e per le generazioni future, possiamo e dobbiamo fare di più che limitarci a vivere nell’inerzia. Possiamo eliminare un’arma che minaccia la civiltà e la sopravvivenza degli esseri umani. Questa è la maggiore sfida del nostro tempo, una sfida cui dobbiamo rispondere con impegno e tenacia. È ora di sostituire la “Distruzione reciproca assicurata” (MAD, nell’acronimo inglese) con la Sicurezza e la sopravvivenza planetarie garantite (PASS). © IPS