PORT-AU-PRINCE, 2 dicembre 2010 (IPS) – Sono continuate mercoledì ad Haiti le furiose manifestazioni dopo le elezioni del 28 novembre in cui in migliaia si sono visti negare il diritto di voto.
Un’ urna elettorale galleggia in un lago di spazzatura accanto al seggio Building 2004, nel quartiere di Delmas.
Wadner Pierre/IPS
Lanci di pietre e proteste in strada sono state segnalate a Les Cayes, Hinche, Petit Goave e Archaie. Martedì scorso, i manifestanti si sono scontrati con i soldati ONU a St. Marc e Gonaives. Le Nazioni Unite avevano allertato più volte il loro personale e avevano limitato gli spostamenti.
Dodici dei diciannove candidati presidenziali hanno richiesto domenica di cancellare i risultati elettorali per il sospetto di brogli da parte del governo per favorire il candidato del partito al potere, Jude Celestin.
Il cantante Michel Martelly e un altro candidato hanno poi ritrattato le dichiarazioni.
“Ha visto tutti i brogli che ci sono stati nel giorno delle elezioni”, dice il conducente di taxi Weed Charlot. “Ma adesso lui sa di avere potere e qualche voto. Quindi accetterà il risultato delle elezioni.”
Il Consiglio Elettorale Provvisorio di Haiti (CEP) e il principale osservatorio internazionale sostiene che, nonostante le “irregolarità”, non vi sia un sufficiente motivo per invalidare le elezioni.
“Se richiesto, sono sicuro che la comunità internazionale sarà pronta a supportare l'inchiesta sulle irregolarità segnalate”, ha detto mercoledì l'Assistente del Segretario Generale dell'Organizzazione degli Stati Americani Albert R. Ramdin.
L'Ambasciata degli Stati Uniti appoggia le raccomandazioni della OAS, ha detto un portavoce.
IPS ha constatato che diversi seggi elettorali nella capitale hanno aperto con ore di ritardo il giorno delle elezioni. Centinaia di cittadini haitiani non sono riusciti a trovare i loro nomi sulle liste elettorali e sono stati allontanati.
Al Building 2004, nel centro di Port-au-Prince, regnava il caos.
“Siamo venuti a votare questa mattina e non riusciamo a trovare le schede di voto. Un gruppo di sostenitori di Jude Celestin sono arrivati con le loro armi e hanno terrorizzato il seggio. Nessuno li ha fermati”, dice Celito Cesard, un elettore.
Nel pomeriggio la folla urlava “Se ci impediscono di votare diamo fuoco a tutto”. “Accorsi nel palazzo, hanno afferrato le urne e le hanno gettate mezzo alla strada tra le pozzanghere.
La Canadian Broadcasting Corporation ha riferito di brogli elettorali in un altro seggio elettorale.
Fuori la capitale ci sono stati solo 39 elettori registrati a Camp Corail, un insediamento di almeno 6 mila vittime del terremoto di gennaio. I residenti del campo le cui registrazioni non sono state aggiornate erano così infuriati che hanno attaccato il seggio elettorale con pietre e hanno forzato la serratura. La polizia ONU è stata sopraffatta e costretta ad evacuare il campo. Alcune fonti a Hinche, capoluogo di medie dimensioni, raccontano che molte persone sono rimaste a casa.
Come St. Jerome Jacques, che vive ancora con la sua famiglia sotto un telone a Petionville. Domenica si è seduto tristemente su un gradino di cemento alla periferia di un campo di fronte a un seggio elettorale. Una protesta silenziosa di elettori indignati che sventolavano manifesti di Martelly si è avvicinata.
“Le elezioni sono un indicatore di sviluppo, sin da bambini ci è stato detto che è un diritto civico che dovremmo poter esercitare. Ma per me queste elezioni non ci sono davvero mai state”.
Persa la sua carta d'identità, ha cercato invano di ottenerne una nuova dall'ufficio governativo vicino in tempo per le elezioni.
“Molte persone non riuscivano a trovare i loro documenti – li hanno persi ed è questo il motivo per cui sono finite in strada”. “Sono qui dal 12 gennaio! Hanno detto che ci avrebbero aiutato ad uscire da qui. Ma non è successo niente, loro non fanno niente”.
I voti ora vengono conteggiati e il risultato finale sarà annunciato il 20 dicembre. Ci sarà un breve periodo in cui candidati potranno ufficialmente contestare i risultati, prima di un ballottaggio tra i due vincitori il previsto il 16 gennaio.
Il Senatore americano Richard Lugar domenica ha incolpato dei disordini il presidente uscente Rene Préval. Il governo Préval ha ignorato le raccomandazioni del senatore riguardo la nomina di un nuovo CEP e l’inclusione di partiti come Fanmi Lavalas, rimasti invece fuori dalle elezioni.
“Come risultato, ci sono state molte segnalazioni di irregolarità e brogli nelle elezioni, ha detto Lugar mercoledi.
Sei gruppi della società civile haitiana hanno incolpato Preval e il CEP per aver organizzato elezioni fortemente irregolari e per la rabbia che hanno scatenato.
In due documenti segreti del dipartimento di Stato recentemente pubblicati da Wikileaks, Préval è descritto come un capo di stato distaccato e passivo. Tollera poco il dissenso del suo gabinetto e non legge le notizie, ma dicono che sia 'incline ad essere guidato'.
I documenti forniscono un profilo dettagliato di Préval, analizzano le sue relazioni più importanti e la particolare attenzione alla salute, riportano l’abitudine di riposare due o tre ore ogni pomeriggio e la pesante inclinazione al bere.
Il suo nazionalismo e indipendenza sono visti come ulteriori problemi. Le fonti dicono di “trovare modi creativi per lavorare con lui, 'influenzarlo' e 'gestirlo'.
“Rimane scettico sull'impegno della comunità internazionale nel raggiungimento degli obiettivi del suo governo, per esempio mi diceva di avere dubbi su come sarebbe stato usato il rapporto Collier”, spiega un documento del giugno 2009 proveniente dall'ambasciatore americano di Haiti dell'amministrazione W. Bush.
L'economista britannico Paul Collier è stato l'autore del rapporto su Haiti commissionato dall'ONU nel gennaio dello scorso anno. Ha chiesto maggiori investimenti privati nel settore dell'abbigliamento e dell'esportazione di prodotti agricoli per creare posti di lavoro. Da allora, il documento è stato considerato dalla comunità internazionale e dal governo haitiano come base di una strategia di sviluppo a lungo termine.
Ci sono ancora 1.212 documenti dell'ambasciata americana di Port-au-Prince non ancora pubblicati.