AMERALEJA, Portogallo, 2 gennaio 2009 (IPS) – Il progetto per l’energia solare più importante e innovativo al
mondo ha dato il calcio d’inizio il 29 dicembre, in questo modesto
villaggio del distretto portoghese di Moura, una delle regioni più
povere dell’Unione europea (Ue).
La centrale fotovoltaica di Ameraleja, 150 chilometri a sud di Lisbona, ha cominciato a funzionare a pieno ritmo e produce energia sufficiente per rifornire 30mila nuclei familiari della regione meridionale di Alentejo.
Quasi contemporaneamente, il sindaco di Moura, José María Prazeres Pós-de-Mina, è stato nominato Personaggio dell’Anno 2008 dall’organizzazione non governativa One World, uno degli organismi internazionali di difesa dell’ambiente più riconosciuti.
Pós-de-Mina, nato 50 anni fa nel villaggio di Pías, distretto di Moura, è considerato un sindaco discreto, ma talmente efficiente che quando si parla di lui in Europa viene chiamato “il sindaco del futuro”.
Nipote e figlio di noti antifascisti che subirono i rigori delle carceri sotterranee della dittatura corporativista de “O Estado Novo” (1926-1974), ha cominciato a militare in tenera età, come attivista politico nella Unione degli Studenti comunisti, un’organizzazione conosciuta per le sue attività anti-regime.
Nonostante i suoi precedenti proselitisti, Pós-de-Mina è un imprenditore attento, specialista in gestione d’impresa, ed è in questa veste che si è aggiudicato l’incarico di costituire l’impresa Amper Solar, ossia la principale centrale solare al mondo esistente.
Situata nella valle di Baldio da Ferraría, una pianura di 250 ettari baciata dall’abbondante sole della zona, ci sono voluti 410 milioni di dollari per costruire questa centrale nella regione più calda e meno coperta da nubi del Portogallo, il paese con più ore di cielo terso nel continente europeo.
La fama dell’amministratore di questa modesta località portoghese ha già oltrepassato i confini nazionali, come autore del più grande progetto di energia rinnovabile al mondo; “senza rendermi conto di come sia potuto succedere”, come confessa con modestia, si è guadagnato l’appellativo di One World di “sindaco del futuro”.
Il progetto della Centrale di Ameraleja consiste nell’utilizzare la tecnologia fotovoltaica con materiali semiconduttori che trasformano la radiazione solare in elettroenergia. Si prevede che avrà una capacità di 46 megawatt (MW).
Dovrebbe funzionare a pieno ritmo per il 2010, quando dovrebbe arrivare a produrre 64 MW con 2.520 “inseguitori solari” per 262 moduli con 268mila pannelli fotovoltaici che produrranno 93 megawatt/ora all’anno, rifornendo di energia elettrica 30mila famiglie.
Il suo funzionamento permetterà di ridurre drasticamente il cosiddetto effetto serra, eliminando le emissioni di 152mila tonnellate l'anno di biossido di carbonio (CO2). “È molto importante per Moura, per Alentejo e per contribuire allo sviluppo del Portogallo, ma avrà anche molto rilievo a livello europeo, visto che con la trasformazione dei raggi solari in 64 milioni di watt sarà 12 volte più potente della principale centrale solare esistente oggi nell’Unione europea, che si trova in Germania e produce cinque MW”, ha spiegato Pos-de-Mina in un’intervista all’IPS.
Allo stesso tempo, il comune di Moura ha lanciato il progetto Sunflower, una rete di municipalità di otto paesi europei (Bulgaria, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Portogallo e Repubblica Ceca), che fanno parte del progetto Comunità “zero carbonio” dell’Ue, destinato a promuovere l’utilizzo di energie alternative.
Sunflower intende “trasformare queste aree dell’Ue in comunità libere da emissioni di carbonio, che utilizzeranno esclusivamente energie rinnovabili”, ha aggiunto. Si tratta di “realizzare campagne di sensibilizzazione sull’impiego di energie rinnovabili e sui suoi benefici per le popolazioni”, ha osservato.
È grazie ad Ameraleja e a Sunflower che Pós-de-Mina si è guadagnato la nomina di One World. Entrambi sono cominciati come progetti per ridurre le sempre più gravi difficoltà economiche della zona, ma hanno finito per rappresentare iniziative pionieristiche che servono da stimolo anche per altre aree del pianeta.
Per il pragmatico sindaco, amministratore d’impresa e militante comunista, l’utilizzo dell’abbondante sole di Alentejo è sembrato “il cammino più ovvio” per lo sviluppo delle fonti alternative rinnovabili, generatore tra le altre cose di posti di lavoro in una regione colpita da una disoccupazione intorno al 15 per cento, il doppio della media nazionale. Nel 2007, il comune di Moura ha venduto all’impresa spagnola Acciona, unica proprietaria della centrale solare, l’88 per cento delle azioni detenute da Amer Solar, la società che possiede i diritti per l’installazione della centrale, e anche altri piccoli azionisti hanno fatto lo stesso.
I progetti portoghesi per l’energia solare, eolica e per l’utilizzo delle onde oceaniche sono stati appoggiati senza riserve dalla Commissione europea, braccio esecutivo dell’Ue, che vuole accelerare il passaggio ad un’economia a bassa emissione di CO2 nell’atmosfera. Fino ad aprile 2004, l’energia solare ed eolica veniva prodotta a livelli molto modesti, nonostante le caratteristiche del Portogallo, paese con sole abbondante e forti venti.
Quanto all’energia eolica, prima del 2007 il Portogallo aveva una produzione sostanzialmente simbolica. Attualmente, considerando le sue dimensioni di 92mila chilometri quadrati e di 10,2 milioni di abitanti, è ai primi posti nell’Unione. Tra il 2004 e il 2006 il paese iberico ha costruito diversi parchi eolici, che producono 500 MW, collocandosi al terzo posto dopo la Germania (357mila chilometri quadrati e 82 milioni di abitanti), che produce 1.808 MW, e la Spagna (504mila chilometri quadrati e 46 milioni di abitanti), con 1.764 MW; e prima dell’Italia (301mila chilometri quadrati e 59 milioni di abitanti), con 452 MW. La trasformazione è stata talmente radicale che dagli ultimi posti nell’Ue, il Portogallo andrà a collocarsi nel 2009 tra i primi paesi per l’impiego di energie rinnovabili.