LONDRA, 22 luglio 2008 (IPS) – Alcuni referti medici esaminati dall'IPS sembrano confermare la testimonianza del corrispondente dell'IPS a Gaza Mohammed Omer circa l'aggressione fisica subita il mese scorso per mano degli israeliani.
Mohammed Omer
Omer ha riferito di aver subito maltrattamenti fisici e psicologici presso il confine di Allenby per entrare a Gaza, mentre tornava a casa dopo un viaggio in Europa. A Londra aveva ritirato il premio giornalistico Martha Gellhorn.
Omer era partito per l'Europa grazie ad un accordo con alcuni diplomatici olandesi, che gli avevano garantito di accompagnarlo per uscire e rientrare a Gaza. Gli abusi sarebbero avvenuti il 26 giugno, quando Omer è stato fermato e perquisito presso il confine sotto la custodia degli israeliani, mentre uno dei diplomatici olandesi aspettava fuori.
Secondo la testimonianza del corrispondente dell'IPS, un funzionario israeliano in uniforme di polizia lo ha costretto a spogliarsi completamente. Omer è stato poi immobilizzato a terra, con uno stivale puntato al collo, ed è svenuto; quando ha ripreso i sensi qualcuno gli stava sollevando le palpebre con forza. È stato infine trascinato per i piedi da un funzionario dei servizi di sicurezza interni israeliani (Shin Bet).
Omer è stato portato in ambulanza dal confine di Allenby all'ospedale di Gerico, nei territori palestinesi della West Bank. Da qui, dopo alcune ore è stato trasferito a Gaza.
Un comunicato dell'Ufficio stampa governativo israeliano (GPO) nega che Omer abbia subito abusi fisici sotto la custodia degli israeliani. “Contrariamente alle sue dichiarazioni, in nessun momento il querelante ha subito violenze, né fisiche né mentali”.
Ma nel rapporto di servizio dell'ambulanza della Mezzaluna Rossa palestinese (l'equivalente della Croce Rossa) si legge: “Il referto dell'European Hospital di Gaza del Ministero della Sanità dell'Autorità nazionale palestinese, dopo la visita effettuata a Omer, comprende le seguenti annotazioni: “Si sono riscontrate ecchimosi (emorragie sottocutanee, tipicamente provocate da contusioni) nella zona superiore della parete toracica”.
Il rapporto prosegue con altre due osservazioni: “Sensibilità nella parte anteriore del collo e nella parte alta della schiena in particolare lungo le costole nella parte destra del torace dolore moderato-grave”, e “dopo un'ispezione dello scroto per un varicocele (vene varicose nel funicolo spermatico) individuato nella parte sinistra è stato deciso un intervento chirurgico”.
Il GPO israeliano ha ammesso di aver effettuato la perquisizione di Omer e del suo bagaglio, “perché sospettato di essere entrato in contatto con elementi ostili che gli avrebbero chiesto di consegnare alcuni oggetti in Giudea e Samaria (il nome dato da Israele alla West Bank)”.
Omer nega di essere stato in contatto con “elementi ostili” durante il suo tour in Europa. “E non avevo nessuna intenzione di andare nella West Bank”, ha chiarito. “Avevo il permesso per uscire e rientrare a Gaza solo se scortato dai diplomatici olandesi, in un veicolo diplomatico chiuso. Non consegno nessuna merce, e in ogni caso non mi sono mai diretto verso la West Bank”. Per di più, il rapporto del GPO non specifica cosa stessero cercando di preciso”.
Il rapporto del GPO israeliano osserva ancora: “Riguardo all'episodio di svenimento del querelante, bisogna notare che il paramedico che lo ha visitato non ha riscontrato nessuna prova di cedimento per cause fisiche. Il comportamento del querelante solleva dubbi sulla sincerità della situazione. In ogni caso, il querelante è stato mandato in infermeria ed è stata chiamata un'ambulanza”.
Secondo un rapporto della AP, il dottor Diaa Husseini, che ha visitato Omer presso l'ospedale di Gerico, non avrebbe riscontrato nessun segno di lesioni fisiche. Husseini avrebbe diagnosticato a Omer un esaurimento nervoso dovuto a stress emotivo, e gli avrebbe prescritto un farmaco per lo stomaco dimettendolo dopo due ore.
In un'intervista telefonica, Husseini ha confermato all'IPS di non avere in effetti riscontrato lesioni fisiche su Omer. “Comunque, è possibile che avesse altre ferite interne, ma non ho approfondito questa possibilità poiché lui non ha mai lamentato nessun dolore interno né ferite di altro tipo”, ha dichiarato.
Omer ha raccontato che Husseini gli avrebbe somministrato una terapia endovenosa e prescritto alcune medicine perché avrebbe dovuto lasciare Gerico dopo due ore. “Credo che il compito del dottor Husseini fosse in sostanza di riportarmi in condizioni stabili, cosa di cui poi si è occupato il suo paramedico”.
Omer contesta altre affermazioni del comunicato del GPO israeliano: “Dobbiamo sottolineare diverse altre contraddizioni che emergono dalle dichiarazioni del querelante”, dice la nota del GPO. “Per esempio, (l'uomo) ha riferito ai media di essere stato umiliato e costretto a spogliarsi, con una pistola puntata alla testa. Invece, nella denuncia presentata al portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), il querelante ha sostenuto che due individui in uniforme gli avrebbero spruzzato uno spray in faccia”.
Omer ripete: “Sono stato costretto con la pistola puntata a togliermi tutti i vestiti”. E avrebbe anche riferito alle IDF di aver “sentito qualcuno versarmi un liquido nel naso e negli occhi, per farmi risvegliare”.
Di fronte alle accuse e alle smentite del GPO israeliano, l'attenzione si sposta adesso sulla documentazione medica, che sembra indicare l'uso della forza, come Omer aveva inizialmente testimoniato.
I gruppi internazionali per la libertà di stampa hanno chiesto un'indagine immediata e pubblica per il trattamento subito da Omer.
Ahmed Dadou, portavoce del ministero degli Esteri olandese a L'Aja, aveva riferito all'IPS subito dopo i fatti: “Stiamo prendendo molto seriamente l'intera vicenda, poiché riteniamo che il comportamento dei funzionari israeliani non sia in accordo con una moderna democrazia”.