PORT-AU-PRINCE, 18 aprile 2008 (IPS) – Un ombrello a righe verdi, rosse e gialle è la sola protezione di Hernite Joseph contro il sole cocente, mentre divide con un cacciavite un pollo surgelato, e ne riordina i pezzetti in pile ordinate di tre.
Nick Whalen/IPS
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”Molto tempo, fa, quando le cose andavano bene, andavo a lavorare e avevo abbastanza cibo per nutrire i miei due figli più piccoli”, racconta Joseph, che vende parti di pollo importato dagli Stati Uniti.
Ma ultimamente, l’aumento dei prezzi del cibo ha reso quasi impossibile per Joseph sfamare i suoi figli.
”I miei bambini sono degli stecchini”, racconta la donna, seduta a un tavolo di legno ricoperto di carta nel mercato La Saline, uno dei più grandi della capitale. “Non ho abbastanza per farli mangiare”.
”Prima, con un dollaro e venticinque [centesimi], si potevano comprare verdure, un po’ di riso, 10 centesimi di carbone e un po’ d’olio per cucinare”, ha detto. “Adesso, una lattina di riso costa 65 centesimi, e non è nemmeno buono. L’olio costa 25 centesimi. Il carbone 25 centesimi. Con un dollaro e venticinque non si prepara neanche un piatto di riso”.
L’aumento dei prezzi alimentari riguarda tutto il mondo, ma Haiti ne è stata particolarmente colpita. Il paese più povero dell’emisfero importa la maggior parte del cibo che consuma, conseguenza delle politiche liberiste che hanno devastato la produzione nazionale.
Sabato scorso, il presidente Rene Preval ha promesso di ridurre il prezzo del riso e il Senato haitiano ha votato per mandare a casa il primo ministro Jacques-Edouard Alexis, per non aver saputo arrestare l'aumento vertiginoso dei prezzi alimentari.
Tutto questo avviene dopo dieci anni di proteste sul costo elevato della vita, a causa del quale almeno tre haitiani sono morti. Il malcontento è iniziato a Okay, la terza città di Haiti, e si è rapidamente diffuso in tutto il paese.
Secondo i piani di Preval, il riso di importazione sarà sovvenzionato dal governo di Haiti con denaro proveniente dalla comunità internazionale e dal settore privato. Attualmente, gli importatori vendono un sacco di circa 50 chili di riso a 51 dollari.
Il governo taglierà 5 dollari per ogni sacco, e i tre principali importatori di riso toglieranno dai loro guadagni 3 dollari a sacco. Con i nuovi sussidi, il prezzo di un sacco di circa 50 chili dovrebbe costare 43 dollari, diminuendo del 16 per cento circa.
Tuttavia, l’accordo tra il governo e gli importatori durerà solo un mese e non esiste alcuna garanzia che il nuovo prezzo del riso realmente diminuirà del 16 per cento una volta sul mercato.
Il piano segna un’inversione di rotta per Preval, che in passato aveva negato i sussidi per il riso importato al fine di evitare la vendita sottocosto per i produttori locali.
”Il riso importato a buon mercato ha distrutto il riso [coltivato a livello nazionale]”, ha detto. “Oggi, il riso importato è diventato costoso, la nostra produzione nazionale è crollata, e la miseria è aumentata”.
Un consulente del presidente ha dichiarato che il riso coltivato ad Haiti non può essere facilmente sovvenzionato dato l’elevato numero di produttori e distributori.
Con l’aiuto del governo venezuelano, Preval ha anche promesso di dimezzare il prezzo dei fertilizzanti. Il costo di 50 chili di fertilizzante è di circa 43 dollari, e i poveri agricoltori sono costretti a scegliere tra il fertilizzante e la scuola per i figli.
Ora il governo spera di fare scorta di fertilizzanti, in vista della stagione della semina tra giugno e luglio.
Trent’anni fa, Haiti produceva quasi tutto il riso che consumava. Ma alla fine degli anni ‘80, il riso sottocosto importato dagli Usa ha invaso il paese, dopo che la giunta militare aveva iniziato a liberalizzare l’economia con il supporto del Fondo Monetario Internazionale (FMI).
Le prime partite di riso proveniente dagli Usa venivano scortate da convogli armati nella valle di Artibonite – la principale regione di Haiti per la produzione del riso. I coltivatori consideravano l’importazione dagli Stati Uniti una minaccia alla loro produzione e sostentamento.
I timori si sono rivelati legittimi. Nel 1994, un piano sponsorizzato dall’FMI ha tagliato le tariffe sul riso di importazione dal 35 al 3 per cento, le più basse in tutta la regione. In un anno, l'importazione di riso è raddoppiata.
Mentre il governo Usa sovvenziona i suoi agricoltori, alla controparte haitiana è stato proibito di farlo in base ai termini dell’accordo stipulato con l’FMI. Negli ultimi 20 anni, la produzione del riso ad Haiti è dimezzata, e oggi le importazioni dominano il mercato.
A La Saline, il tanfo di pesce e di pollo impregna l’aria, mentre Hernite Joseph continua a spezzettare il mucchio di polli surgelati di fronte a lei.
Per Hermite e per i suoi tre figli il futuro è incerto e il costo della vita continua a crescere, e la donna pensa di non avere scelta: “Morirò”, conclude.