BRUXELLES, 31 ottobre 2007 (IPS) – Gli Usa stanno guidando le iniziative contro il divieto assoluto sulle bombe cluster, lamentano gli attivisti per i diritti umani.
Ma una conferenza indetta dai governi europei a Bruxelles martedì viene vista come un passo avanti verso un accordo internazionale per eliminare le armi a grappolo, ordigni contenenti centinaia di piccole submunizioni pronte ad esplodere nell’impatto.
Benché si intravedano le possibilità di un accordo per il 2008, gli attivisti si dicono preoccupati delle manovre diplomatiche di Washington per un trattato non eccessivamente rigoroso.
I rappresentanti degli Usa, numero uno al mondo per l’utilizzo delle bombe a grappolo, hanno organizzato di recente incontri bilaterali con alcuni governi europei nel tentativo di scoraggiare qualsiasi intesa possibile. L’amministrazione Bush ha lo status di osservatore nella conferenza di Bruxelles, nonostante sia un’iniziativa europea.
A febbraio di quest’anno, alcuni governi e organizzazioni umanitarie hanno unito i loro sforzi a Oslo per sollecitare l’applicazione di un accordo internazionale legalmente vincolante per vietare queste armi entro il 2008.
”Quasi 90 paesi hanno aderito al processo di Oslo”, ha segnalato Stan Brabant di Handicap International, uno dei gruppi più attivi contro le bombe cluster. ”Crediamo sia un processo molto forte, inarrestabile”, ha detto all’IPS. “Gli sforzi degli Usa hanno avuto successo? Finora, non tanto. Ma dovremo vigilare attentamente le loro mosse”.
Branislav Kapetanovic, ex membro dell’esercito serbo, ha perso le braccia e le gambe in un incidente nel novembre 2000, mentre tentava di disinnescare le bombe a grappolo lanciate l’anno prima dall’Organizzazione del Trattato del Nord-Atlantico (NATO). Ha riportato danni anche all'udito e la vista è stata danneggiata per diversi mesi.
“Queste armi sono mostruose, e non possono essere controllate”, ha spiegato. “L’unica via un divieto totale. Senza eccezioni, e senza scuse”.
Le bombe cluster sono state al centro dell’attenzione internazionale durante la guerra in Libano, lo scorso anno. Nelle ultime 72 ore di conflitto, le forze di difesa israeliane hanno utilizzato all’incirca quattro milioni di submunizioni cluster.
Quest’arma ha una lunga storia. Le bombe a grappolo furono usate per la prima volta dall’Unione sovietica e dalla Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale. Da allora, negli ultimi 60 anni, ne sono state trovate in almeno 25 paesi.
In questo arco di tempo, i dati ufficiali parlano di circa 5.500 persone rimaste uccise, e 7.300 menomate a causa di questi ordigni. Ma il bilancio effettivo si pensa sia molto più alto. Tutte le vittime confermate erano civili.
Dal momento che possono non essere individuate ancora molto tempo dopo essere state lanciate, le bombe cluster continuano ad uccidere anche quando la guerra è finita.
In Iraq, sono state usate almeno 50 milioni di submunizioni nelle operazioni guidate dagli Usa tra il 1991 e il 2006, registrando circa 3mila morti.
In Europa, Gran Bretagna, Germania e Francia hanno cercato di fare in modo che i futuri accordi prevedessero delle eccezioni per le loro armi.
La Gran Bretagna, che nel 1999 lanciò 755 ordigni cluster contro la Serbia, la scorsa settimana è stata condannata per la sua posizione dai parlamentari europei (MEP), con l’approvazione di una risoluzione formale che chiede il divieto totale delle bombe cluster.
“Le manovre diplomatiche del governo britannico e di altri che propongono di distinguere tra bombe a grappolo ‘stupide’ e ‘intelligenti’ devono essere screditate”, secondo la parlamentare europea liberale britannica Liz Lynne. “Tutte [queste bombe] sono responsabili di morte e menomazioni”.
Belgio, Norvegia, Ungheria e Austria, dall’altra parte, si sono mosse per eliminare le armi cluster, introducendo moratorie o divieti.
Secondo Mark Hiznay, esperto di armi per l’organizzazione Human Rights Watch, anche la Russia si oppone al divieto internazionale. La Russia è stata accusata di aver intenzionalmente preso di mira i civili con le bombe cluster, negli scontri con la Repubblica Cecena.
”La Russia ha sostenuto che queste armi sono essenziali per il paese, adesso che ha ridimensionato il suo esercito”, ha detto, aggiungendo che la Russia ha utilizzato le bombe a grappolo “ampiamente, sia all’estero – in Afghanistan – che nel proprio territorio, in Cecenia”.
Hiznay sostiene che le bombe cluster siano un relitto della Guerra fredda, e che la Russia dovrebbe ritenerle obsolete, dopo la dissoluzione dell’Unione sovietica. Questa idea, ha spiegato, è ampiamente condivisa dai funzionari militari.
Quando si avanzano argomentazioni in favore delle bombe cluster, “l’esercito non riesce a mantenere un’espressione impassibile”, ha detto. “Queste armi hanno 20 o 30 anni, perciò dovranno comunque liberarsene”.
Le bombe che Israele ha sganciato sul Libano lo scorso anno erano state fabbricate negli anni ’70, e la loro percentuale di fallimento è “verosimilmente alta”, segnala Hiznay.
Nel mese successivo al cessate il fuoco del 14 agosto 2006 in Libano, le bombe a grappolo hanno provocato in media tre morti ogni giorno. Per il resto dell’anno, la media è stata di due morti al giorno. Molte delle vittime stavano semplicemente camminando verso casa.