HARARE, 26 giugno 2007 (IPS) – L’escalation della crisi alimentare in Zimbabwe è accompagnata da nuove accuse sull'utilizzo 'politico' degli aiuti alimentari.
Secondo la FAO e il Programma alimentare mondiale (PAM), più di 2,1 milioni di abitanti dello Zimbabwe sia delle aree rurali che urbane avrebbero urgente bisogno di aiuti alimentari entro il terzo trimestre di quest’anno.
E questo dato dovrebbe salire a 4,1 milioni entro l’inizio del 2008, ossia più di un terzo dell’intera popolazione del paese. Le organizzazioni stimano un calo del 44 per cento nelle tonnellate di raccolto di quest’anno rispetto al 2006.
Il problema degli scarsi raccolti colpisce lo Zimbabwe da quando il governo ha avviato un caotico programma di riforma agraria nel 2000. Le prospettive annunciate per un certo numero di anni dal ministero dell’agricoltura, di un “raccolto eccezionalmente abbondante”, non si sono mai tradotte in realtà.
”L’incombente crisi alimentare dello Zimbabwe è ancora il risultato di un altro raccolto insufficiente, aggravato dal declino economico senza precedenti del paese, dall’altissimo tasso di disoccupazione e dall’impatto dell’Hiv/Aids”, ha dichiarato Amir Abdulla, direttore regionale del PAM per l’Africa meridionale. ”La crisi di quest’anno è dovuta solo in parte alla siccità, ma non possiamo negare che le cause principali siano la crisi economica e la scarsa pianificazione”, ha sottolineato Vincent Gwaradzimba, segretario per l’agricoltura del partito politico d’opposizione Movimento per il cambiamento democratico (MDC).
Per di più, al culmine della stagione di raccolta 2006/7, il governo ha sbagliato acquistando dal Sud Africa un fertilizzante non conforme agli standard. Questo errore imbarazzante non ha avuto solo un costo per le casse dello stato, ma anche un impatto sul raccolto.
Secondo il rapporto FAO/PAM, le regioni che soffrono di siccità cronica come Matabeleland Sud, Matabeleland Nord, Midlands, Manicaland e Masvingo sono in fase di allarme, con molte famiglie che hanno avuto un raccolto nullo, e rischiano di rimanere senza cibo già il mese prossimo.
”Ma in realtà non è vero che cominceremo a morire di fame solo da luglio. La realtà sul campo mostra che nei granai manca già il cibo. Gli studenti devono disertare le scuole per questo motivo”, ha spiegato all’IPS un insegnante delle primarie della provincia di Masvingo.
”Abbiamo ricevuto solo del mais due settimane fa, nel corso della campagna [del partito al governo] Zanu PF per chiedere elezioni parlamentari straordinarie”, ha aggiunto l’insegnante, che ha chiesto di rimanere anonimo.
Sembra inoltre che alcuni alti funzionari di governo stiano minacciando le agenzie di aiuti. Tineyi Chigudu, governatore della provincia di Manicaland, si sarebbe scagliato contro i partner responsabili dell’attuazione del PAM per aver lavorato “in combutta” con l’MDC.
Nella provincia di Matebeleland Sud, il parlamentare del Zanu PF Abednigo Ncube ha minacciato di chiudere i programmi di World Vision Zimbabwe. Paradossalmente, si tratta proprio delle regioni più colpite dalla scarsità di cibo.
Le accuse hanno portato l’Associazione nazionale delle organizzazioni non governative (Nango) a respingere ancora una volta le dichiarazioni dei membri di Zanu PF sulla loro presunta complicità con l’MDC. ”Per quanto ne sappiamo, non ci sono organizzazioni non governative che tentano di appoggiare i politici dell’opposizione. Le Ong sono lì per attuare i programmi di governo di sviluppo delle comunità”, ha detto Fambai Ngirande, portavoce di Nango.
Il presidente Robert Mugabe ha annunciato che il governo istituirà un programma di meccanizzazione per fornire attrezzature agricole a nuovi agricoltori promettenti, a prescindere dalla loro appartenenza politica.
”È un evento nazionale… è importante capire che ci devono essere occasioni in cui dobbiamo stare insieme. Dopotutto, mangiamo insieme”, ha detto Mugabe, secondo quanto riportato dai media di stato.
Gli esperti della Crop and Food Supply Assessment Mission (Cfsam) di FAO e PAM avvertono che le aree urbane sono ugualmente colpite dalla crisi alimentare: si stima che circa un milione di persone delle aree urbane dovrà affrontare carenze di cibo nei prossimi mesi, e potrebbe aver bisogno di aiuti alimentari.
Il governo dello Zimbabwe ha firmato un contratto per ricevere 400.000 tonnellate di mais dal Malawi, e dovrebbe poi importare 239.000 tonnellate di frumento e riso.
Altre 61.000 tonnellate dovrebbero arrivare nel paese attraverso il commercio informale transfrontaliero e le rimesse, in particolare dal Sud Africa. Rimarrebbe perciò ancora un buco di 352.000 tonnellate di cereali da colmare con gli aiuti alimentari.
Nel frattempo, la sezione per il cambiamento climatico del ministero dell'ambiente e del turismo ha puntato il dito contro il riscaldamento globale, che sarebbe all’origine delle tendenze climatiche imprevedibili dello Zimbabwe. Secondo Washington Zhakata, a capo della sezione, il paese sarebbe colpito da una serie di fattori legati al riscaldamento globale.
”Ci siamo accorti un po’ tardi che ci sono meno piogge e più siccità, perciò saremo certamente colpiti da questa tendenza”, prevede Zhakata.