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ITALIA: Un patto fra enti locali e media per la salvaguardia dell’ambiente

FIRENZE, 18 giugno 2007 (IPS) – Una svolta 'sostenibile' nella gestione del territorio. E' questa la sfida lanciata ai comuni e alle regioni italiane da professionisti dell'informazione, ambientalisti e singoli cittadini riuniti a Firenze per la quarta edizione del Forum Nazionale dell'Informazione Cattolica.

Ministro dell’Ambiente alla conferenza di Firenze. Credit: Greenaccord

Organizzata dall'associazione Greenaccord, la tre giorni di Firenze dal titolo 'La via della sostenibilità per le amministrazioni locali', ha animato un ampio dibattito sulla responsabilità dei cittadini e delle amministrazioni locali nel salvaguardare la sostenibilità ambientale e su quella degli informatori nel garantire un'informazione puntuale e non sensazionalistica sulle problematiche ambientali.

Secondo Greenaccord – che non si definisce un’associazione 'ambientalista', ma piuttosto un’associazione di servizio, un tavolo di confronto virtuale aperto ai professionisti gli dell'informazione e della comunicazione – per promuovere scelte ecologiche consapevoli bisogna partire proprio dalla 'formazione degli informatori'.

Acquisti verdi, gestione consapevole e responsabile dei materiali, delle risorse e dell’energia, partecipazione dei cittadini alle scelte in materia di ambiente. Sono queste le richieste non più rinviabili rivolte al governo e alle amministrazioni locali.

Sfide che il Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha detto di voler raccogliere. “Un Paese storicamente ricco di comunità locali non può prescindere dalla partecipazione diretta dei cittadini”, ha detto il ministro in apertura del Forum, legando il problema della sostenibilità ambientale locale al più ampio dibattito in corso a livello mondiale.

“Cambiare gli stili di vita ed i modelli di sviluppo è una delle cinque grandi priorità a livello planetario per affrontare il cambiamento climatico globale, insieme alla riforma dell’energia, dei trasporti, dell’edilizia e dell’agricoltura”.

Secondo il ministro Pecoraio Scanio, occorre “un grande investimento sull’educazione ambientale e gli stili di vita”, indispensabile per cambiare pericolosi comportamenti contrari alla tutela ambientale. “Sprechiamo energia e risorse: bisogna imparare ad utilizzarle con equilibrio, migliorare il nostro benessere riducendo gli sprechi e invertendo il trend della cultura dell’obesità dello sviluppo”, ha dichiarato il ministro dell'ambiente.

“Sostenibilità è la parola chiave per le città del futuro”, ha dichiarato Gian Paolo Marchetti, Presidente di Greenaccord.

Per garantirla, è necessario monitorare i comportamenti dei cittadini e renderli partecipi dei processi decisionali a livello locale. Soprattutto – ha ricordato il ministro dell'ambiente – in un paese come l'Italia, dove i problemi ambientali occupano le prime pagine dei giornali in misura scandalosamente inferiore rispetto a tutti gli altri paesi europei in questo momento.

Il dialogo fra cittadini e istituzioni può invece, da questo punto di vista, rafforzare la cultura della prevalenza del bene comune sull'interesse individuale.

Per stimolare una maggiore consapevolezza ecologica e il coinvolgimento attivo dei cittadini, Greenaccord ha lanciato a Firenze il progetto di un eco-censimento che, a partire dal prossimo autunno, interesserà un campione di 1.500 famiglie italiane.

L'indagine sarà condotta con lo strumento di misurazione, ormai consolidato a livello mondiale, dell'impronta ecologica.

“In questo caso però”, ha spiegato all'IPS Andrea Masullo, Presidente del comitato scientifico di Greenaccord, “il nostro campione sarà rappresentato dalle diocesi, dalle comunità parrocchiali suddivise tra nord, centro e sud Italia”. Perché le parrocchie, ha aggiunto, sono considerate punto d'osservazione privilegiato per monitorare l'impatto delle scelte e dei comportamenti dei cittadini e dei nuclei familiari rispetto all'ambiente.

Il primo studio sull'impronta ecologica delle parrocchie prende le mosse dal metodo ideato tredici anni fa dagli studiosi Mathis Wackernagel e William Rees, e utilizzato oggi da centinaia di associazioni ambientaliste in tutto il mondo per misurare la “porzione di territorio” – sia essa terra o acqua – di cui una popolazione necessita per produrre in maniera sostenibile tutte le risorse che consuma e per assimilare tutti i rifiuti che genera.

“L'indagine, ha detto Masullo all'IPS, “permette di calcolare il nostro impatto sul pianeta”, oltre a stimolare l'adozione di comportamenti più 'ecologicamente corretti' nella vita di tutti i giorni. Uno strumento che potrebbe rivelarsi particolarmente utile anche agli enti e alle amministrazioni che hanno competenza nella gestione del territorio e nella pianificazione dei servizi.

Dal calcolo dell'impronta ecologica globale emerge un dato preoccupante: da circa 20 anni l'umanità sta utilizzando più risorse di quanto la Terra riesca a rigenerarne. Nel 2001 questo disavanzo fra consumo e produzione aveva già raggiunto il 20 per cento.

Nel caso dell'iniziativa avviata dal Forum di Firenze, i comportamenti 'ecologicamente corretti' assumono una valenza non solamente sociale me etica, nella convinzione che tutti, governi, enti locali e singoli individui, abbiano un precisa responsabilità morale nei confronti del 'creato', e che ciascuno debba “fare la sua parte” per salvaguardarlo.