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AFGHANISTAN: Attacchi NATO, il Parlamento indaga sulle vittime civili

KABUL, 6 novembre 2006 (IPS) – Mentre cresce la preoccupazione per l’aumento delle vittime civili nelle sanguinose battaglie del sud dell’Afghanistan tra soldati della coalizione e combattenti talebani, un gruppo di parlamentari si prepara a un’indagine lampo sulle vittime tra i non combattenti nel distretto di Panjwayi.

Mentre cresce la preoccupazione per l’aumento delle vittime civili nelle sanguinose battaglie del sud dell’Afghanistan tra soldati della coalizione e combattenti talebani, un gruppo di parlamentari si prepara a un’indagine lampo sulle vittime tra i non combattenti nel distretto di Panjwayi.

Circa 90 civili sono morti recentemente in due attacchi aerei della International Security Assistance (ISAF) nella provincia di Kandahar, riferiscono gli abitanti. Tuttavia, il portavoce dell’ISAF, il Maggiore Usa Luke Knittig, ha dichiarato alla stampa: “Abbiamo ucciso 38 ribelli, colpendo con estrema accuratezza specifici gruppi sovversivi che cercavano di infiltrarsi nelle province di Zhari e Panjwayi”.

Nei loro primi rapporti, gli alleati riportavano la morte di 12 civili, ma funzionari afgani stimano tra 30 e 80 il numero delle vittime, comprese molte donne e bambini.

Per due settimane il distretto, circa 35 km a ovest della città di Kandahar, è stato sede di una dura battaglia durante l’Operazione Medusa, la più grande offensiva contro i talebani condotta dalla NATO (Organizzazione del trattato del Nord Atlantico). Gli ex leader afgani si sono nuovamente uniti nelle province meridionali dominate dai Pashtun per sfidare le autorità di Kabul.

Ahmadullah, residente nel villaggio di Zangawad, il 25 ottobre ha riferito al Pajhwok Afghan News che 50 case di civili erano state distrutte dal bombardamento. Secondo il testimone, gli abitanti del villaggio avevano recuperato 30 corpi tra le rovine, mentre altri erano rimasti sotto le macerie.

Agha, che ha trasportato tre familiari feriti all’Ospedale civile di Kandahar, ha dichiarato in un’intervista che alcuni suoi parenti erano dispersi, probabilmente sepolti dai detriti delle loro abitazioni.

Il 30 ottobre, la Camera Bassa del parlamento afgano, Wolesi Jirga, ha incaricato sette dei suoi membri di visitare Panjwayi e compilare un rapporto sulle vittime civili. Tutti i sette uomini appartengono alla sicurezza interna e a commissioni parlamentari d’accusa.

Secondo Pacha Khan Zadran, un membro del parlamento (MP) della provincia sud-orientale di Paktika, i civili sono morti durante la battaglia per mancanza di coordinamento tra le truppe straniere comandate dalla NATO e le forze di sicurezza afgane.

La sua dichiarazione conferma le parole del presidente afgano Hamid Karzai, che il 27 ottobre aveva detto ai giornalisti: “Nelle aree controllate dalle forze afgane, il coordinamento è migliore e le perdite sono inferiori. In quelle zone le nostre direttive e i nostri principi vengono rispettati”.

Il presidente ha chiesto alla comunità internazionale di sostenere le forze afgane. “Il terrorismo non può essere eliminato con operazioni militari nei nostri villaggi. Le radici del terrore non sono in Afghanistan”, ha dichiarato.

Karzai ha nominato una commissione guidata da un ex leader della jihad, il Mullah Naqibullah Akhunzada, per indagare sulle morti di Kandahar. “Vogliamo sapere se i talebani hanno attaccato, e se si sono serviti di edifici pubblici, oppure no”, ha detto.

Il sito web della NATO riferisce che il Segretario Generale Jaap de Hoop Scheffer ha recentemente incontrato il presidente Bush a Washington per discutere sull’uso dei civili afgani come scudi umani da parte dei talebani.

Alcuni membri del Wolesi Jirga e della Camera Alta del parlamento hanno accusato il governatore di Kandahar Asadullah Khalid. Il governo locale era responsabile della sicurezza dei civili nella zona di guerra, e vorrebbe accusare l’ISAF, hanno dichiarato.

Una parlamentare, Noorzia Atmar, ha detto che Karzai non avrebbe dovuto conferire il 29 ottobre la medaglia nazionale Ghazi Amanullah Khan al generale Usa James L. Jones, comandante supremo delle forze alleate NATO per l’Europa. Nella successiva conferenza stampa presso la base aerea di Bagram, Jones si è detto addolorato per le vittime civili nel sud del paese, aggiungendo che la guerra non è una soluzione. Priorità della NATO era quella di portare sicurezza e stabilità in Afghanistan attraverso gli sforzi di ricostruzione, ha proseguito. Gruppi per i diritti umani e la Missione di assistenza dell’Onu in Afghanistan (UNAMA) hanno condannato le morti civili, chiedendo agli alleati di fermare questo strazio. In una dichiarazione rilasciata alla stampa, i membri della Missione Onu hanno ribadito che le vittime civili sono inammissibili, senza eccezione.

Sam Zarifi, direttore della ricerca per l’Asia di Human Rights Watch, con sede a New York, ha dichiarato che le strategie NATO sempre più mettono a repentaglio la vita dei civili e creano odio tra la popolazione locale e le forze alleate.

Criticando la NATO, Zarifi riferisce che le recenti operazioni hanno portato all’uccisione di decine di civili. Il gruppo ha anche duramente criticato i talebani per l'utilizzo di aree popolate per lanciare attacchi sulle forze NATO e afgane.

Secondo Zarifi, le forze NATO non hanno fatto abbastanza per contenere il numero di vittime tra i civili. “La condotta della NATO mette sempre più a rischio quei civili che dovrebbe proteggere, attirando su di sé la rabbia della popolazione”.

In una dichiarazione separata, il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha chiesto “a tutte le parti coinvolte nel conflitto” di rispettare le leggi internazionali umanitarie (IHL). “Tutte le parti devono costantemente prendere ogni precauzione possibile per difendere dagli attacchi i civili e le loro proprietà”, si legge nel documento.

Secondo la stessa dichiarazione, le ostilità in Afghanistan si sono intensificate negli ultimi mesi, mettendo a repentaglio la vite dei civili. Le vittime per esplosioni ai bordi della strada, attacchi suicidi, bombardamenti e offensive di terra sono notevolmente aumentate, suscitando seria preoccupazione. (*Pubblicato in accordo con Pajhwok Afghan News)