OUAGADOUGOU, 30 settembre 2005 (IPS) – Nel 1990, il linguista burkinabe Benoit Ouoba ha usato i suoi fondi personali per istituire un nuovo programma di insegnamento che puntava sull’uso delle lingue locali al posto della abituale lingua francese per sviluppare il grado di istruzione.Quindici anni più tardi, il metodo di insegnamento “Tin Tua” ha migliorato in maniera significativa l’alfabetizzazione nella regione orientale di Gulmu dove era stato introdotto, attirando l’attenzione dei donatori internazionali.
Tin Tua, che significa “Sviluppiamo noi stessi attraverso noi stessi”, viene dal gulmancema, una delle lingue più diffuse in Burkina Faso.
Il metodo di insegnamento richiede che lo studente apprenda il gulmancema o un’altra lingua locale, come il fulfulde, moore o haussa, prima del francese. Questo procedimento è associato a un tentativo di aumentare la consapevolezza culturale degli studenti dando loro accesso a una selezione di racconti tradizionali locali.
Il programma si rivolge a quattro diversi gruppi d’età. Secondo Ouoba, circa un terzo della popolazione adulta del Gulmu è passata da centri di alfabetizzazione Tin Tua, dove uomini e donne sono ugualmente rappresentati. I centri vengono chiamati “Banma Nuara”, che in gulmancema significa “Sveglia”.
”Gli adulti che non possono frequentare la scuola superiore, sanno almeno leggere e scrivere nella loro lingua. Questo è progresso”, ha detto all’IPS Moussa Sanou, linguista dell’Università di Montreal in Canada.
Sanou conduce una ricerca in Burkina Faso sulla relazione tra il francese e le lingue burkinabe.
Nel 1992, il progetto Tin Tua ha finanziato un giornale dal titolo ‘Laabaali’, che significa “Notizie” in varie lingue dell’Africa occidentale. Vengono pubblicati articoli in lingue locali per permettere a chi le ha studiate di tenersi in esercizio.
L’efficacia dell’approccio Tin Tua si può riscontrare nelle alte percentuali di successo degli studenti che affrontano l’esame della scuola primaria in Burkina Faso. In molti proseguono per il diploma di scuola secondaria.
Coloro che sono troppo adulti per la scuola superiore possono frequentare un istituto Tin Tua aperto nel 2004, dove si tengono lezioni di agricoltura, alimentazione degli animali e artigianato. Agli studenti viene insegnata anche la matematica, concetti base di economia, e nozioni di igiene e ambiente.
Gli orari dei corsi lasciano inoltre tempo libero, durante il quale si può partecipare ad attività che generano reddito, come la produzione di sapone.
”Penso che si dovrebbe seguire l’esempio del metodo Tin Tua. Il governo si assocerà con partner tecnici e finanziari per riprodurlo in tutte le regioni”, ha dichiarato il primo ministro Ernest Paramanga Yonli all’inizio di quest’anno, durante le cerimonie per il quindicesimo anniversario di Tin Tua.
Di fatto, il metodo ha già iniziato a farsi strada nel sistema di istruzione nazionale. Appena dieci anni fa, solo due classi in tutto il paese davano lezioni sia nelle lingue locali che in francese. Oggi, diverse scuole primarie offrono un’istruzione bilingue, anche se ancora nessuna scuola secondaria fa lo stesso.
Il novanta per cento dell’istruzione in queste scuole primarie avviene inizialmente nelle lingue native e il rimanente 10 per cento in francese. Il francese assume maggior importanza nei successivi cinque anni, con il 90 per cento dell’istruzione in francese e solo il 10 per cento nelle lingue locali.
Gli insegnanti ricevono formazione continua sull’insegnamento delle lingue locali.
La percentuale di successo degli allievi di queste scuole dimostra ancora una volta l’efficacia dell’educazione bilingue. Più del 94 per cento degli studenti hanno superato l’esame nel 2004, mentre, a livello nazionale, il tasso è appena del 74 per cento.
”La sua utilità (istruzione nelle lingue locali) è rendere più facile l’apprendimento”, ha dichiarato Sanou. “Con le lingue locali, i bambini imparano più velocemente. Si può terminare la scuola primaria in cinque anni anziché in sei”.
Tuttavia, le alte percentuali di successo nelle scuole bilingue non hanno convinto tutti delle virtù di quell’approccio.
”Ritengo che l’utilità sia puramente locale… Fuori da Burkina, cosa si può fare con una lingua locale? Puoi mandare a qualcuno che non conosci e-mail in moore o in gulmancema?” chiede Nestor Coulibaly, che insegna in una scuola bilingue al nord del paese.
Sanou difende comunque il bilinguismo: “Per una democrazia dell’istruzione in Africa, è necessaria una strategia efficace per l’uso di lingue locali e native da insegnare”.
Il metodo di istruzione Tin Tua può infine richiamare l’attenzione molto oltre i confini del Gulmu, e attrarre quei governi che si stanno confrontando con la sfida di assicurare l’istruzione primaria universale entro il 2015.
Questo è uno degli otto punti raccolti negli Obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite (MDG, Millennium Development Goals), concordati dai leader mondiali al Summit del Millennio nel 2000. Gli MDG si propongono anche di dimezzare fame e povertà estrema, e di ridurre la mortalità infantile e materna.(FINE/2005)