LONDRA, 23 luglio 2004 (IPS) – Nuove pressioni per gli otto Grandi e per i paesi dell´Unione Europea dopo la decisione della Gran Bretagna di portare allo 0,7 per cento la quota del PIL per gli aiuti allo sviluppo entro il 2013.
L´anno prossimo la Gran Bretagna sarà alla presidenza sia dei G8 – Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Cina e Russia – che dell’Unione Europea.
Howard Mollett della BOND, un gruppo che riunisce circa 280 organizzazioni di beneficenza inglesi, ha detto all´IPS che il Primo Ministro Tony Blair e il Cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown hanno “affermato chiaramente l´intenzione di spronare gli altri paesi a sostenere gli aiuti allo sviluppo con un maggiore impegno”.
“L´obiettivo del governo è portare la percentuale del PIL destinata agli aiuti allo sviluppo allo 0,47 entro il 2007-2008 e allo 0,7 entro il 2013. Con queste premesse, il prossimo anno la Gran Bretagna potrà esercitare forti pressioni su G8 e Ue”, ha detto Mollett.
Già nel 1970, la Gran Bretagna insieme ad altri paesi industrializzati, si erano impegnati a investire 0,7 per cento del PIL per gli Aiuti pubblici allo sviluppo (APS, in inglese ODA, Official Development Assistance). Ad oggi, solo Norvegia, Olanda, Svezia, Lussemburgo e Danimarca hanno raggiunto e superato questa quota.
Ora, anche Francia, Irlanda, Belgio, Spagna e Finlandia hanno stabilito un termine entro il quale raggiungere lo 0,7 per cento. Spagna e Francia hanno fissato la scadenza al 2012.
“Abbiamo cercato di ottenere il massimo, ma questo è già un ottimo risultato”, ha detto Mollett. “Finalmente è stato fissato un obiettivo, anche se si tratta del 2013”. La Gran Bretagna investirà più del doppio dell´attuale 0,34 per cento, un aumento del 140 per cento dal 1997 – da quando i laburisti sono al governo.
Le Nazioni Unite hanno apprezzato l´iniziativa.
Will Day, consulente del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) ha affermato che questa decisione “non significa solo mantenere un impegno, ma compiere un passo importante nella lotta alla povertà”. Secondo i recenti dati che documentano l´aumento di casi di HIV e AIDS conclamato, un impegno maggiore è più che benvenuto, ha detto Day.
“Servirà da esempio per quei paesi che devono prendere decisioni importanti. Tutti i governi devono far seguire l´azione all´impegno”, ha aggiunto Day.
L´aumento del budget si tradurrà in 4,2 miliardi di dollari di aiuti ai paesi poveri, di cui 2,8 miliardi per combattere l´AIDS.
Entro il 2013, i fondi per gli aiuti allo sviluppo in Gran Bretagna supereranno i 12 miliardi di dollari l´anno rispetto agli attuali 7,6. Il governo ha però annunciato che se l´economia non dovesse seguire l´andamento previsto, si dovrà riconsiderare l´impegno preso.
La decisione della Gran Bretagna è stata anche il risultato di una forte mobilitazione. Più di 100.000 persone hanno inviato e-mail e cartoline agli uffici del Tesoro chiedendo che il governo s´impegnasse per l´obiettivo del 0,7 per cento. In totale, 232 membri del parlamento hanno firmato una Early Day Motion (EDM).
Accanto alle Ong si sono schierate associazioni religiose, leader sindacali e del settore privato che hanno fatto pressione sul Cancelliere e sul Primo Ministro.
Si prevede che l´iniziativa britannica porterà gli Stati Uniti a modificare il loro impegno, attualmente dello 0,12 per cento del PIL. Anche se, date le dimensioni della loro economia, questa percentuale supera – in termini reali – il contributo di molti altri paesi.
Oxfam International stima che l´incremento dall’attuale 0,34 per cento allo 0,47 del 2008, garantirebbe acqua pulita e cure sanitarie di base a 14 milioni di persone, la scuola a 2 milioni di bambini e potrebbe prevenire la morte di 250 milioni di bambini.
Brown ha dichiarato, annunciando l´iniziativa, che “la Gran Bretagna non lascerà che le ingiustizie nel mondo continuino”. Molti dei nuovi aiuti dovrebbero essere destinati all´Africa.