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AMBIENTE: Asia, sviluppo pericoloso

NUOVA DELHI, 14 aprile 2004 (IPS) – L’Asia è vittima del suo sviluppo rapido e incontrollato, hanno affermato alcuni esperti in emissioni veicolari riunitisi per discutere i modi per migliorare la qualità dell’aria in questo continente di 2 miliardi e mezzo di abitanti

I delegati della conferenza “Il fattore cavallina: verso un’aria più pulita nelle città dell’Asia”, tenutasi a fine marzo a Nuova Delhi, hanno concordato sulla necessità di approvare velocemente norme più rigide per controllare una situazione già pericolosa per la salute umana.

Fu Lixin, direttore dell’Istituto di ricerche sull’inquinamento dell’aria nell’Università di Tsinghua (Cina), ha segnalato che bisogna trovare un equilibrio tra la produzione di veicoli di prezzo accessibile e la tutela della salute umana.

La Cina, il paese più popolato del pianeta con 1300 milioni di abitanti, è anche quello con la più rapida crescita economica del mondo. Secondo fonti ufficiali, nel 2003 il prodotto interno lordo è aumentato del 9,1 per cento, ma alcuni economisti occidentali ritengono che la percentuale sia stata maggiore.

Altri partecipanti alla conferenza hanno suggerito che la soluzione sarebbe nell’adottare combustibili meno inquinanti. Kong Ha, del Dipartimento di emissioni di veicoli a motore di Hong Kong, ha evidenziato il successo dell’uso di gas petrolio liquefatto in questa ex colonia britannica e attuale “regione amministrativa speciale” della Cina.

Supat Wangwongwatana, vicedirettore generale del Dipartimento di controllo dell’inquinamento della Tailandia, ha spiegato che il suo paese ha adottato un approccio tridimensionale per controllare le emissioni nocive dei veicoli, basato su tecnologia, rigide norme di controllo e un programma sostenibile di ispezione e manutenzione veicolare.

La strategia ha avuto molto successo: la vendita di veicoli con motori a due tempi, altamente inquinanti, è scesa dal 54 per cento nel 1999 a circa il due per cento nel 2003. La presenza di queste automobili su strada si è ridotta al 40 per cento a marzo di quest’anno.

I motori a due tempi sono proibiti a Dacca, capitale del Bengladesh. S.M. Bari, direttore dell’Autorità del trasporto su strada di questo paese dell’Asia meridionale, ha riferito che la misura ha ricevuto l’ampio sostegno da parte della gente, in particolare perché è noto il miglioramento della qualità dell’aria sin dal 2002, quando è cominciata la graduale applicazione del divieto.

“Adesso promuoviamo l’uso del gas naturale compresso”, ha spiegato Bari.

Gli incentivi regolatori e fiscali hanno aiutato Mary Jane Ortega, sindaco della città filippina di San Fernando, a stimolare la conversione di tricicli con motori a due tempi a motori a quattro tempi, più puliti.

La conversione sarà graduale, “ma tutti i tricicli a due tempi saranno scomparsi entro la fine del 2004”, ha precisato Ortega.

Ma il cambiamento più radicale e positivo è avvenuto a Nuova Delhi, capitale dell’India, dove la Corte Suprema è dovuta intervenire per risolvere ciò che considerava un problema di salute pubblica, più che tecnologico o economico.

Il tribunale ha ordinato allo Stato di Delhi di eliminare in forma graduale non solo i motori a due tempi, ma anche il combustibile diesel per autobus, taxi e altri mezzi di trasporto pubblico, scontrandosi con fabbricanti, proprietari di flotte e persino scienziati che promuovevano un “misto di combustibili e tecnologia”.

Sheila Dixit, ministro capo dello Stato di Delhi, ha dichiarato alla conferenza che il miglioramento della qualità dell’aria è stato un fattore importante nella rielezione della sua amministrazione l’anno scorso.

L’urgenza della misura giudiziaria è stata evidenziata dopo la presentazione di studi realizzati da Twisha Lahiri, capo del dipartimento di neurobiologia dell’Istituto Nazionale sul cancro di Chittaranjan, con sede nella città orientale di Kolkata (ex Calcutta).

Lahiri ha messo a confronto 1600 adulti non fumatori di Delhi e Kolkata con un gruppo delle isole Sunderbans, un territorio relativamente libero dall’inquinamento dello Stato del Bengala occidentale, e 6200 scolari delle due metropoli con alcuni bambini di aree rurali.

Circa il 58 per cento degli adulti di Delhi e il 74 per cento di quelli di Kolkata soffriva di problemi respiratori acuti, come raffreddori, riniti, sinusiti e mal di gola, contro appena il 34 per cento delle statistiche locali.

Nel frattempo, il 70 per cento dei bambini e bambine di Kolkata e il 68 per cento di quelli di Delhi soffriva di questi problemi respiratori, contro il 41 per cento dei bambini delle zone rurali.

Inoltre, il 46 per cento degli adulti di Delhi e il 56 per cento di quelli di Kolkata soffriva di infezioni polmonari, contro il 21 per cento del gruppo di controllo.

“Abbiamo anche comprovati cambiamenti sistemici, come le alterazioni del sistema immunitario, anomalie ematologiche, disturbi della funzione epatica, cambiamenti genetici e problemi neuroconduttivi in diversi abitanti urbani”, ha detto Lahiri nel suo intervento.

John Rogers, esperto internazionale in ispezione e manutenzione di veicoli residente a Città del Messico, una delle più inquinate nel mondo, ha affermato che il problema più pressante nelle città asiatiche è l’emissione di particelle di veicoli a gasolio.

“L’emissione di particelle di veicoli diesel è assai superiore a quanto suggerisce il numero di quei veicoli, ed esige l’introduzione immediata di programmi efficaci di ispezione e manutenzione”, ha sollecitato Rogers.