BRUXELLES, 23 febbraio (IPS) – Secondo alcune organizzazioni della società civile, gli aiuti allo sviluppo dell’Unione europea (Ue) saranno duramente colpiti nei prossimi anni a causa della crescente priorità che dà il blocco alla sicurezza e al commercio
La Commissione europea, braccio esecutivo dell’Ue, ha presentato un progetto di bilancio generale in cui propone di aumentare la spesa annuale a quasi 200.000 milioni di dollari per il periodo 2007-2013, un aumento di circa il 50 per cento rispetto all’ammontare annuale.
L’attuale bilancio raggiunge i 120.000 milioni di dollari, che equivalgono all’1 per cento del prodotto interno lordo (PIL) delle 15 economie che compongono la Ue.
La Commissione ha spiegato che l’aumento è necessario per affrontare i cambiamenti che si produrranno a partire da maggio, quando il blocco sarà ampliato a 25 paesi membri.
Nel pacchetto, l’esecutivo ha previsto una quota di circa 20.000 milioni annuali, che gli attivisti ritengono insufficiente, per sostenere lo sviluppo dei paesi poveri.
Il progetto sarà presentato ufficialmente a giugno, dopo l’elezione del nuovo Parlamento.
Il 73,4 per cento delle entrate del blocco proviene dai paesi comunitari, mentre il 14,1 dalla riscossione dell'Iva, il 10,4 dai dazi doganali e l’1,3 per cento dai diritti agricoli.
Il bilancio generale è suddiviso in sette settori: agricoltura, piani strutturali, politiche interne, azioni esterne, procedimenti amministrativi, riserve e aiuti ai paesi che accederanno al blocco.
L’esecutivo assicura che la spesa di bilancio riflette gli impegni verso gli obiettivi dei Millennium Goals, approvati dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) nel settembre 2000.
Il primo obiettivo dei Millennium Goals è ridurre della metà, tra il 1990 e il 2015, la percentuale di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno e di coloro che soffrono la fame.
Tra gli altri traguardi per il 2015: garantire l’educazione primaria, l’uguaglianza tra i generi a tutti i livelli dell’istruzione e ridurre di due terzi la mortalità infantile.
Anche i membri dell’Onu si sono proposti di migliorare l’assistenza sanitaria alle madri, combattere l’Aids, la malaria e altre malattie, assicurare lo sviluppo sostenibile dell’ambiente e promuovere un’associazione mondiale per lo sviluppo.
Ma la Commissione segnala che nel periodo 2007-2013 ci saranno anche altri settori su cui puntare l’attenzione, come la sicurezza e il commercio.
Il presidente della Commissione, Romano Prodi, ha dichiarato che “con l’allargamento, l’Unione europea dovrà svolgere un ruolo più importante come leader a livello regionale e come socio mondiale. Per raggiungere questi obiettivi, la Ue deve diventare un attore politico responsabile capace di far sentire il proprio peso”.
Il principale interesse della Ue nel prossimo periodo sarà rispondere alle “minacce fondamentali come il terrorismo, la proliferazione di armi di distruzione di massa e i conflitti regionali e interni”.
Per questo, le organizzazioni non governative (Ong) temono che i fondi per la cooperazione e l’assistenza umanitaria vengano deviati in favore delle spese per la sicurezza, finendo per ridursi sempre di più.
Simon Stocker, attivista e direttore di Eurostep, una rete di Ong con sede a Bruxelles, ha osservato che “le crescenti responsabilità esterne della Ue non sono andate di pari passo con un aumento di denaro destinato alla cooperazione per lo sviluppo”.
“Se vogliamo colpire alla radice le cosiddette minacce fondamentali e rispondere alle domande del 63 per cento degli europei, che chiedono un aumento degli aiuti allo sviluppo, bisognerà stanziare una parte maggiore del bilancio per la lotta contro la povertà”, ha aggiunto Stocker.
I gruppi della società civile sostengono che la Commissione sta dando priorità ad altre questioni, come l’agricoltura. Il blocco destinerà più di 384.000 milioni di dollari in sussidi per la produzione agricola.
Stocker ritiene che anche questo sia in contrasto con l’impegno per lo sviluppo dei paesi poveri.
“Non ha senso mantenere alti i sussidi per i prodotti agricoli, poiché ciò impedisce lo sviluppo dei paesi del Sud, proprio quelli che l’Europa vuole aiutare con una strategia per lo sradicamento della povertà”, ha rilevato.
L’attivista ha dichiarato che il blocco europeo “si autopromuove davanti al mondo in modo ideologico”, ma in realtà dà una falsa impressione di sé. Questo sarà molto nocivo nel lungo periodo, ha avvertito Stocker.
Le autorità del blocco “danno uno spazio insufficiente alla pluralità dei punti di vista tra i cittadini europei sul ruolo da svolgere sul piano interno ed esterno”, ha proseguito il direttore di Eurostep.
La proposta di bilancio presentata dalla Commissione europea sottolinea l’importanza della cooperazione per lo sviluppo e gli aiuti umanitari, ma gli attivisti sostengono che, in concreto, si tratta di politiche incoerenti.
Allo stesso tempo, “si pone l’accento sulla necessità che la politica commerciale europea promuova la creazione di mercati aperti e competitivi in tutto il mondo, e sul bisogno di lottare contro le 'minacce fondamentaliste'”, ha sottolineato Stocker.