LONDRA, gen (IPS) – Il nuovo anno è arrivato famelico quanto il precedente per centinaia di milioni di persone nel mondo. E tutto lascia pensare che continuerà così.
“Le crisi non spariscono con le pagine del calendario”, ha affermato all’IPS Brenda Barton, portavoce del Programma mondiale per l’alimentazione (PAM).
Gli aiuti alimentari del PAM – un’agenzia dell’Onu che è anche la principale istituzione umanitaria nel mondo – ha raggiunto centodieci milioni di persone nel 2003, il numero maggiore nei suoi 40 anni di vita. Nel 2002, aveva assistito 72 milioni di persone in 82 paesi.
Ma questi numeri rappresentano solo una piccola parte della popolazione mondiale che soffre cronicamente la fame, circa ottocento milioni di persone. Sono loro che dovrebbero ricevere gli aiuti in questo nuovo anno, a meno che nuove crisi non li facciano precipitare ancora una volta nell’oblio.
E le nuove crisi abbondano all’orizzonte. “Esaminiamo alcuni paesi come lo Zimbabwe e la Corea del nord – ha dichiarato la Barton –. Molte persone in Zimbabwe hanno salutato il nuovo anno a stomaco vuoto, e questo è un problema grave per gran parte dell’Africa australe”.
Questo mese nella regione comincia una stagione fondamentale di raccolti. “Ma ci sono segnali inquietanti, poiché le piogge non sono state sufficienti”, ha osservato l’esperta.
Il PAM vede il fantasma della fame in molte zone dell’Africa. “L’anno scorso, l’Eritrea non è riuscita ad attirare l’attenzione internazionale. È stata vittima degli effetti sia della siccità che della guerra civile, che avranno ripercussioni per tutto il 2004”, ha spiegato ancora la Barton.
Nel 2003, il PAM è riuscito a distribuire alimenti a trecentomila individui, sull’1,4 milioni di persone bisognose in questo paese dell’Africa nord-orientale, di quattro milioni di abitanti.
Il quadro è più confortante nel vicino Sudan, che s’incammina verso la pace dopo trent’anni di conflitti e guerra civile. Ma resta ancora preoccupante la situazione alimentare di alcune aree, come la regione occidentale di Darfur, in questo paese di 40 milioni di abitanti.
Il PAM cerca di raccogliere fondi per gli aiuti all’occidentale Costa d’Avorio, con una popolazione di 18 milioni d’abitanti, alla centrale Repubblica democratica del Congo, con 58 milioni, e altre nazioni africane.
In Asia, la Corea del nord vive in un’estrema penuria di risorse. Secondo il PAM, 2,2 milioni di nordcoreani non hanno razioni di cereali sufficienti a trascorrere l’attuale inverno e il loro numero potrebbe salire rapidamente a 3,8 milioni se i donatori non interverranno urgentemente.
Per di più, la crisi alimentare sta colpendo questo paese asiatico di 25 milioni d’abitanti mentre è alle prese con un freddo estremo.
La comunità internazionale ha destinato 4,3 milioni di dollari in aiuti alimentari nel 2003, quasi il doppio di ciò che ha raccolto l’anno scorso: 2,2 milioni. Russia e India sono diventati nuovi donatori.
Ma gli aiuti tendono a seguire le prime pagine dei giornali, e gran parte si è concentrata su paesi come l’Iraq e altre aree indicate nei notiziari.
Il PAM ha inviato biscotti ad alto contenuto calorico alla città iraniana meridionale di Bam, devastata da un terremoto alla fine di dicembre. Questo tipo di aiuti è cruciale, ma fa sì che le crisi di basso impatto siano ignorate.
Senza la volontà politica per affrontare il problema della fame, a parte quando la guerra o i disastri naturali riescono ad attirare l’attenzione e la compassione globali, uno degli obiettivi dello sviluppo del millennio dell’Onu, cioè ridurre della metà la popolazione malnutrita entro il 2015, rimarrà irrealizzabile, secondo un comunicato del PAM.
Brenda Barton ha spiegato che “è sempre difficile trovare risorse per gli aiuti che non siano un ripiego d’emergenza. Il nostro programma di alimentazione scolastica in Kenya, ad esempio, è in pericolo perché non ci sono i fondi sufficienti”.
Nel 2004, un milione di bambine e bambini potrebbero restare senza un pasto giornaliero basilare, che normalmente ricevono nelle scuole di questo paese di 33,5 milioni d’abitanti.
Il programma è stato implementato per dare una risposta sia alla fame che alla povertà. Gli alimenti nutrono e l’educazione offre un’opportunità di sfuggire a un destino miserabile.
La campagna globale per l’alimentazione scolastica del PAM si propone di garantire che trecento milioni di bambini malnutriti in tutto il mondo abbiano accesso all’educazione.
Ma i fondi del PAM non sono sufficienti a combattere la fame, che aggrava la pandemia di Aids (sindrome d’immunodeficienza acquisita) nelle aree più povere del pianeta. Secondo il comunicato dell’agenzia, “l’anno 2003 ha dimostrato che l’Aids non è solo una causa primaria della fame, ma esso accelera anche la propagazione e l’impatto letale della malattia”.
“Dopo l’esperienza della crisi alimentare in Africa australe, il PAM si è impegnato maggiormente ad inserire la prevenzione e la riduzione dell’Aids in tutti i suoi programmi di emergenza”, ha concluso la Barton.