{"id":989,"date":"2008-06-19T16:37:55","date_gmt":"2008-06-19T16:37:55","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/06\/19\/cultura-ricordare-vuol-dire-imparare\/"},"modified":"2008-06-19T16:37:55","modified_gmt":"2008-06-19T16:37:55","slug":"cultura-ricordare-vuol-dire-imparare","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/06\/19\/cultura-ricordare-vuol-dire-imparare\/","title":{"rendered":"CULTURA: Ricordare vuol dire imparare"},"content":{"rendered":"<p>ROMA, 19 giugno 2008 (IPS) &#8211; I luoghi che richiamano alla memoria i Gulag sparsi in tutta la Russia, e quelli che ricordano il terrorismo di Stato in America Latina non sono poi molto diversi tra loro. Le loro storie sembrano parallele, e simile il loro compito nel presente.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1223\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1223\" class=\"size-full wp-image-1223\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Liz.jpg\" alt=\"Liz Sevcenko Coalizione internazionale dei Musei della Coscienza\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1223\" class=\"wp-caption-text\">Liz Sevcenko<br \/>Coalizione internazionale dei Musei della Coscienza<\/p><\/div><\/div>\n<p>Oltre a preservare la memoria, questi &ldquo;siti della coscienza cercano di creare dei laboratori per l&rsquo;impegno democratico in ciascuno dei diversi contesti che rappresentano, per capire come poter costruire e preservare la cultura dei diritti umani&rdquo;, ha spiegato Liz Sevcenko alla corrispondente dell&rsquo;IPS Sabina Zaccaro.<\/p>\n<p>Sevcenko &egrave; direttrice della Coalizione internazionale dei Musei della Coscienza, con sede a New York. La Coalizione riunisce diversi siti storici che sono stati teatro di crimini di massa, o di battaglie per la giustizia e i diritti umani. <\/p>\n<p>Fu il Lower East Side Tenement Museum di New York a lanciare, circa dieci anni fa, un appello ai responsabili dei siti storici di tutto il mondo sul loro possibile ruolo nel promuovere un impegno democratico su diversi temi sociali. <\/p>\n<p>Risposero in otto, inizialmente. Tra questi, il District Six Museum in Sud Africa, che ricorda i trasferimenti forzati durante l&rsquo;apartheid; il Museo del Gulag, l&rsquo;unico campo di lavoro stalinista ancora conservato in Russia; il Museo della guerra di Liberazione in Bangladesh, in memoria del genocidio contro il popolo del Bangladesh durante la guerra di liberazione del 1971; e la senegalese Maison Des Esclaves, una stazione di passaggio degli schiavi del diciottesimo secolo. <\/p>\n<p>Altri sono arrivati in seguito, dall&rsquo;Argentina alla Repubblica Ceca, compresa la Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole in Italia. Oggi, la Coalizione internazionale &egrave; guidata da 17 &ldquo;Siti della Coscienza&rdquo; e comprende oltre 150 membri e 1.800 sostenitori in 90 paesi.<\/p>\n<p>L&rsquo;Italia ospita il summit della Coalizione di quest&rsquo;anno (16-20 giugno).<\/p>\n<p>IPS:  Perch&eacute; la Coalizione ha deciso di organizzare il suo incontro annuale in Italia?<\/p>\n<p>LS: La Coalizione internazionale &egrave; venuta in Italia per imparare dal modello della Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole, uno dei Siti della Coscienza accreditati della Coalizione. <\/p>\n<p>Monte Sole fu il teatro di un massacro nazista nel 1944, compiuto con la collaborazione dei fascisti italiani. Pi&ugrave; di 700 persone rimasero uccise, e diversi villaggi dell&rsquo;area vennero distrutti. <\/p>\n<p>La Scuola di Pace ha sviluppato programmi innovativi che si avvalgono della difficile storia di questo posto per promuovere il dialogo, in particolare tra i giovani, sulle sfide attuali della violenza, il razzismo e la xenofobia.<\/p>\n<p>IPS: Qual &egrave; il ruolo di questi siti storici nella costruzione di una cultura dei diritti umani oggi?<\/p>\n<p>LS: I siti storici ci aiutano a ricordare sia gli eventi dolorosi che quelli positivi, e le esperienze che hanno plasmato la storia dei diritti umani nelle nostre societ&agrave; odierne. Come nel caso del Memorial Terezin nella Repubblica Ceca, un carcere della Gestapo durante l&rsquo;occupazione nazista della zona Ceca della Cecoslovacchia, durante la seconda guerra mondiale.    Ma sono i siti storici a costruire di per s&eacute; una cultura dei diritti umani. Dobbiamo essere noi a compiere uno sforzo deliberato e consapevole per far rivivere i siti storici, attraverso dei programmi innovativi che uniscano le persone al di l&agrave; delle differenze, per riflettere sul passato, e per capire come potersi confrontare con i suoi retaggi contemporanei. <\/p>\n<p>IPS: Come si realizza concretamente questo nel caso del Memorial Terezin?    LS: Il Memorial Terezin accoglie studenti e insegnanti provenienti da tutta la Repubblica Ceca, per riflettere sulle storie individuali di questo ghetto dell&rsquo;olocausto, e concentrarsi sulle responsabilit&agrave; personali che queste evocano. Ma non &egrave; tutto. Si lavora con studenti e insegnanti per individuare dei temi specifici legati al razzismo o alla violenza che emergono nelle loro scuole e comunit&agrave; oggi, e capire cosa i giovani possono fare a questo riguardo. <\/p>\n<p>E&#039; per via di programmi come questo che gli stessi membri della Coalizione si autodefiniscono non solo siti della memoria, ma Siti della Coscienza. <\/p>\n<p>IPS: Cosa possono imparare le persone &#8211; e in particolare i giovani &#8211; visitano questi luoghi?   LS: I giovani, e in realt&agrave; tutti gli individui, si trovano davanti a diversi attacchi ai diritti umani, che si tratti di violazioni pi&ugrave; palesi e visibili, o di minacce pi&ugrave; crescenti e insidiose.<\/p>\n<p>Esaminando gli esempi del passato, i Siti della Coscienza ci propongono dei modi per capire il cammino e le decisioni individuali che hanno portato a sviluppare una cultura di tolleranza o di intolleranza. Inoltre, mettono in relazione le questioni sociali pi&ugrave; importanti con le responsabilit&agrave; e il potere individuale di ogni persona.<\/p>\n<p>Su questa base, aiutiamo i giovani a individuare i ruoli che possono svolgere come individui di fronte alle difficili questioni che abbiamo davanti a noi oggi.<\/p>\n<p>Per esempio, il campo estivo della Scuola di Pace di Monte Sole, &ldquo;Pace a quattro voci&rdquo;, riunisce 40 giovani provenienti da zone attualmente in conflitto o che lo sono state in passato &#8211; come Germania, Italia, Israele, e Palestina &#8211; e che a partire dalla storia del violento conflitto a Monte Sole cercano di leggere le proprie esperienze personali.<\/p>\n<p>IPS: Qual &egrave; il legame tra le vecchie battaglie e le sfide attuali come il razzismo e la xenofobia crescente, e cosa rimane oggi delle lotte del passato?<\/p>\n<p>LS: Alcuni Siti della Coscienza si rivolgono al tempo stesso a temi che sono direttamente, o letteralmente, legati ai fatti del passato.<\/p>\n<p>Il Lower East Side Tenement Museum conserva ancora gli appartamenti degli immigranti del diciannovesimo e ventesimo secolo a New York, e utilizza le loro storie quotidiane come catalizzatore per le &#8220;conversazioni informali&#8221;, dialoghi pubblici su come le esperienze dell&rsquo;immigrazione possano essere pi&ugrave; o meno simili tra il passato e il presente, e come poterle migliorare. <\/p>\n<p>Altri siti affrontano temi che hanno assunto una forma completamente diversa. Ad esempio, la Scuola di Pace di Monte Sole non d&agrave; informazioni sugli eventi della Seconda guerra mondiale, ma aiuta ad analizzare i sistemi o le culture di fondo che hanno portato alle violenze perpetrate. Anche se &egrave; improbabile oggi in Italia la minaccia imminente di un massacro da parte di un qualche esercito d&rsquo;occupazione, la Scuola di Pace utilizza la storia di Monte Sole per esaminare le culture di violenza o di intolleranza che si stanno sviluppando oggi e che potrebbero provocare episodi di violenza, o che li hanno gi&agrave; provocati, contro alcuni gruppi in particolare. <\/p>\n<p>In entrambi questi contesti, il risentimento contro gli immigrati &egrave; in aumento. I siti offrono diversi modi per tracciare una connessione tra le lotte del passato e i problemi attuali; e poi ci poniamo continuamente delle sfide per capire dove questi problemi stanno assumendo nuove forme, e come possiamo risolverli.    IPS: Quali sono le sfide che devono affrontare i Siti della Coscienza oggi?<\/p>\n<p>LS: In alcuni contesti, la lotta specifica che un sito richiama alla memoria potrebbe sembrare risolta. Di fatto, molti governi e societ&agrave; decidono di commemorare la storia attraverso i siti proprio per suggerire che un certo problema &egrave; stato risolto e che non ha pi&ugrave; bisogno di essere ricordato.<\/p>\n<p>Per esempio, un visitatore di Villa Grimaldi &#8211; un ex centro di tortura e detenzione clandestino in Cile &#8211; potrebbe pensare che essendo oggi il Cile una democrazia, quel metodo ufficiale di repressione sia stato sradicato, e il problema dei diritti umani nel paese sia stato risolto. <\/p>\n<p>Invece, la Corporacion Parque por la Paz Villa Grimaldi in Cile si serve della storia di questo sito per aiutare i giovani a capire meglio i diversi temi sui diritti umani che loro stessi devono affrontare oggi nelle scuole &#8211; come la xenofobia e il bullismo &#8211; e in che modo la cultura della violenza e della repressione possa svilupparsi.<\/p>\n<p>Cos&igrave;, il sito aiuta i giovani a stabilire una connessione tra l&rsquo;autoritarismo di stato, la repressione dei diritti umani, e il conflitto dei giorni nostri. <\/p>\n<p>IPS: Questa connessione &egrave; comunemente accettata? <\/p>\n<p>LS: Anche se i siti ricevono spesso degli aiuti per preservare i loro edifici, o per raccontare le storie del passato, talvolta devono affrontare qualche opposizione al lavoro molto pi&ugrave; difficile di aprire un dialogo sulle complessit&agrave; e le contraddizioni della storia, e per aver rifiutato di relegare al passato i temi sui diritti umani, rifiutando di etichettarli come definitivamente risolti. <\/p>\n<p>Invece, i Siti della Coscienza cercano di ispirare le nuove generazioni perch&eacute; possano identificare i problemi della propria generazione e avere gli strumenti per affrontarli.   IPS: Esiste una qualche forma di cooperazione tra i siti della memoria in Europa, o ci state lavorando?<\/p>\n<p>LS: Siamo molto entusiasti che il nostro vertice internazionale di quest&rsquo;anno metta insieme diversi luoghi della memoria in Europa.<\/p>\n<p>La nostra speranza &egrave; che alla chiusura del summit, sotto la guida di Monte Sole, lanceremo il nostro primo progetto dei Siti della Coscienza europei. In questi giorni, i siti di tutta Europa stanno cercando di capire come intraprendere delle iniziative efficaci per risolvere le sfide specifiche e pi&ugrave; urgenti dell&rsquo;Europa oggi; come potersi sostenere l&rsquo;uno con l&rsquo;altro lavorando insieme di fronte a questi sfide, e come la Coalizione internazionale pu&ograve; sostenerli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA, 19 giugno 2008 (IPS) &#8211; I luoghi che richiamano alla memoria i Gulag sparsi in tutta la Russia, e quelli che ricordano il terrorismo di Stato in America Latina non sono poi molto diversi tra loro. 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