{"id":955,"date":"2008-04-23T13:02:23","date_gmt":"2008-04-23T13:02:23","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/04\/23\/africa-dimenticati-i-bisogni-di-milioni-di-bambini\/"},"modified":"2008-04-23T13:02:23","modified_gmt":"2008-04-23T13:02:23","slug":"africa-dimenticati-i-bisogni-di-milioni-di-bambini","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/04\/23\/africa-dimenticati-i-bisogni-di-milioni-di-bambini\/","title":{"rendered":"AFRICA: Dimenticati i bisogni di milioni di bambini"},"content":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 23 aprile 2008 (IPS) &#8211; Una parte consistente dei 2,2 miliardi di bambini nel mondo &#8212; molti dei quali vittime di violenze, abusi sessuali, sfruttamento sul lavoro e malattie prevenibili &#8212; proviene dal continente africano lacerato dalla crisi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Secondo le Nazioni Unite, troppi bambini nel mondo, soprattutto africani, vengono &ldquo;comprati e venduti, sfruttati e maltrattati, feriti e resi orfani&rdquo;. <\/p>\n<p>Degli 11 paesi dove almeno il 20 per cento dei bambini muore prima di compiere i cinque anni, 10 sono in Africa: Angola, Burkina Faso, Ciad, Repubblica Democratica del Congo (RDC), Guinea equatoriale, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Niger e Sierra Leone. Il solo paese non africano della lista &egrave; l&rsquo;Afghanistan.<\/p>\n<p>&ldquo;Le condizioni in molti paesi africani, soprattutto per i bambini, sono molto gravi&rdquo;, ha spiegato all&rsquo;IPS Mustafa Ali, segretario generale del Consiglio africano dei leader religiosi (African Council of Religious Leaders), con sede in Kenya. <\/p>\n<p>Dopo un recente tour in diversi paesi africani, tra cui Liberia, Sierra Leone e Costa d&rsquo;Avorio, il funzionario ha lamentato il fatto che &ldquo;in alcuni paesi, la situazione peggiora di giorno in giorno&rdquo;.<\/p>\n<p>Il numero dei bambini affetti da Hiv\/Aids &egrave; passato da 1,5 milioni nel 2001 a 2,5 milioni nel 2007. E quasi il 90 per cento di tutti i bambini positivi all&rsquo;Hiv si trovano nell&rsquo;Africa sub-sahariana, secondo i dati delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Secondo Ali, &ldquo;la povert&agrave; crescente ha cospirato con l&rsquo;implacabile ma prevenibile Hiv\/Aids, cos&igrave; come con il flagello della malaria, per distruggere quasi tutto ci&ograve; che era rimasto delle strutture sociali che tradizionalmente si prendevano cura dell&rsquo;infanzia&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; soprattutto a causa della povert&agrave; che questi bambini vengono ridotti in schiavit&ugrave; per procurarsi cibo, mentre altri finiscono vittime del traffico di bambini di fronte alla promessa di una vita migliore&rdquo;, ha segnalato Ali, che &egrave; anche coordinatore in Africa per la Global Network of Religions for Children (GNRC), con sede a Tokyo. <\/p>\n<p>L&rsquo;agenzia Onu per l&rsquo;infanzia Unicef ha avvertito di recente che circa 90mila bambini in una Somalia devastata dalla guerra potrebbero morire, senza un intervento alimentare supplementare e un&rsquo;alimentazione terapeutica. <\/p>\n<p>Christian Balslev-Olesen dell&rsquo;Unicef ha osservato che &ldquo;se non riusciremo a portare avanti le attivit&agrave; che abbiamo sostenuto finora, si rischia una grossa crisi&rdquo;. <\/p>\n<p>L&rsquo;agenzia dell&rsquo;Onu, che ha chiesto 10 milioni di dollari per i suoi programmi alimentari, sanitari e per l&rsquo;acqua, ha avvertito che potrebbe ritrovarsi costretta a chiudere alcuni dei suoi centri in Somalia,  se non arriveranno i finanziamenti necessari. <\/p>\n<p>Mentre in Somalia continuano i combattimenti, il Consiglio di sicurezza dell&rsquo;Onu sta discutendo una proposta per la creazione di una nuova forza di peacekeeping nel paese. <\/p>\n<p>Secondo Radhika Coomaraswamy, rappresentante speciale dell&rsquo;Onu per l&rsquo;infanzia e i conflitti armati, solo nella RDC migliaia di bambini sono vittime dell&rsquo;arruolamento militare forzato e della violenza sessuale. <\/p>\n<p>A suo parere, la notizia positiva che arriva dall&rsquo;Africa &egrave; che con la fine delle guerre in Liberia e Sierra Leone, potrebbe essersi ridotto il numero dei bambini soldato: da circa 300mila a 250mila. <\/p>\n<p>Ma secondo le stime dell&rsquo;Onu, c&rsquo;&egrave; ancora un numero inaccettabile di bambini costretti alla leva militare &#8211; quasi sempre forzata, e soprattutto in Africa. <\/p>\n<p>Alla domanda su quale responsabilit&agrave; abbiano i paesi africani per questa situazione, Ali ha risposto che &ldquo;quasi tutti i leader e i burocrati africani sono responsabili del caos in cui si ritrovano i bambini oggi. Devono assumersi le loro responsabilit&agrave;&rdquo;. <\/p>\n<p>Ha poi aggiunto che anche altri avrebbero direttamente causato le terribili sofferenze che affliggono l&rsquo;infanzia, reclutando i bambini alla barbarie, facendoli diventare macchine da guerra. <\/p>\n<p>&ldquo;Non li si dovrebbe mai pi&ugrave; lasciare liberi di andarsene a spasso indisturbati&rdquo;, ha detto. &ldquo;Sono appena tornato dalla Liberia, Sierra Leone e Costa d&rsquo;Avorio, dove ho visto con i miei occhi ci&ograve; che il conflitto ha fatto ai bambini di questi paesi&rdquo;. <\/p>\n<p>Charles Taylor (ex presidente della Libera, oggi sotto processo davanti al Tribunale penale internazionale dell&rsquo;Aia), e tutti gli altri signori della guerra, compresi alcuni che sono tuttora ministri e parlamentari in paesi come la Liberia e la Sierra Leone, devono essere ritenuti responsabili a tutti gli effetti dei loro crimini contro i bambini e contro l&rsquo;umanit&agrave;, ha aggiunto Ali. <\/p>\n<p>Il funzionario ha poi sottolineato che &ldquo;moralmente ed eticamente, i paesi occidentali devono interrompere la vendita di armi ai paesi africani&rdquo;.<\/p>\n<p>&rdquo;Non c&rsquo;&egrave; nessuna giustificazione alla vendita di armi alle nazioni africane, i cui popoli muoiono di fame e non possono permettersi di prendersi cura dei propri bambini&rdquo;, ha proseguito. <\/p>\n<p>Alla domanda sul ruolo della religione e dell&rsquo;educazione etica nell&#039;affrontare il problema dell&rsquo;infanzia in Africa, e in particolare sul ruolo della Global Network of Religions for Children, Ali ha risposto che lo specifico approccio multireligioso della GNRC pu&ograve; fare molto &ldquo;per educare i nostri popoli al bisogno di cambiare il nostro stesso ambiente e quello altrui &#8211; in meglio&rdquo;. <\/p>\n<p>Ha poi aggiunto che questo &egrave; in linea con la filosofia tradizionale africana accreditata dell&rsquo;&rdquo;ubuntu&rdquo; &#8211; che significa &ldquo;dobbiamo prenderci cura l&rsquo;uno dell&rsquo;altro perch&eacute; tutti possano sentirsi pi&ugrave; sicuri&rdquo;. Gli importanti valori spirituali, morali e sociali delle religioni possono far s&igrave; che la maggior parte dei problemi che colpiscono l&rsquo;infanzia vengano risolti, se si lavora insieme&rdquo;; ha sostenuto.  Alla domanda se le Nazioni Unite e la comunit&agrave; internazionale stanno facendo abbastanza per aiutare l&rsquo;infanzia africana, Ali ha risposto che &ldquo;l&rsquo;Onu, le sue agenzie e la comunit&agrave; internazionale hanno fatto molto poco per alleviare le sofferenze di questi bambini&rdquo;. <\/p>\n<p>&rdquo;Ci sono troppi sprechi e processi burocratici&rdquo;, ha lamentato Ali. &ldquo;In Africa, non serve organizzare workshop sulla povert&agrave; e lo sviluppo, sprecando soldi in ricerche costose e inchieste sui livelli della povert&agrave;&rdquo;. Piuttosto, ha sostenuto, questi fondi dovrebbero essere reindirizzati a salvare la vita della gente in Africa, dove ogni tre secondi una persona muore per una qualche causa che sarebbe prevenibile o curabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAZIONI UNITE, 23 aprile 2008 (IPS) &#8211; Una parte consistente dei 2,2 miliardi di bambini nel mondo &#8212; molti dei quali vittime di violenze, abusi sessuali, sfruttamento sul lavoro e malattie prevenibili &#8212; proviene dal continente africano lacerato dalla crisi.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,38,13,15,1,25,33],"tags":[],"class_list":["post-955","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-sviluppo","category-cooperazione","category-diritti-umani","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/955","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=955"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/955\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=955"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=955"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=955"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}