{"id":924,"date":"2008-03-03T15:27:36","date_gmt":"2008-03-03T15:27:36","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/03\/03\/libano-ancora-bambini-vittime-delle-bombe-a-grappolo\/"},"modified":"2008-03-03T15:27:36","modified_gmt":"2008-03-03T15:27:36","slug":"libano-ancora-bambini-vittime-delle-bombe-a-grappolo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/03\/03\/libano-ancora-bambini-vittime-delle-bombe-a-grappolo\/","title":{"rendered":"LIBANO: Ancora bambini vittime delle bombe a grappolo"},"content":{"rendered":"<p>SARAFAND, Libano, 3 marzo 2008 (IPS) &#8211; Rasha Zayoun aspetta silenziosamente nell&rsquo;affollata sala d&rsquo;attesa del medico, con la sua figura minuta curva sulla sedia, mentre la madre racconta il terribile incidente.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Un anno fa, Rasha, 17 anni, ha perso parte della gamba sinistra a causa di una bomba a grappolo inesplosa nascosta dentro un sacco di timo, portato accidentalmente in casa dai campi che circondano la sua citt&agrave; natale, Maarake, nel sud del Libano. <\/p>\n<p>Rasha ha subito diversi interventi chirurgici, ma il ginocchio non &egrave; mai guarito, n&eacute; sono cessati i problemi con la nuova protesi meccanica. Il problema principale per&ograve;, spiega la madre Alia &#8211; che in quella stessa esplosione ha riportato delle ferite alla testa &#8211; &egrave; psicologico.<\/p>\n<p>&rdquo;Non esce con gli amici per due ragioni: si stanca molto presto, e deve regolare la protesi; e poi ha paura che la prendano in giro. Preferisce rimanere chiusa dentro casa. Esce solo con il cugino che abita nella casa accanto&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;Rasha &egrave; un caso molto complicato&rdquo;, spiega Maha Shuman Gebai, direttrice del Centro di riabilitazione Nabih Berri a Sarafand, vicino alla citt&agrave; costiera di Sidon, dove pi&ugrave; di 200 vittime delle munizioni cluster del sud del Libano hanno cercato sostegno medico e psicologico. &ldquo;Le &egrave; stata amputata una gamba, ma ha tante altre ferite che hanno fortemente influito sulle sue capacit&agrave;&rdquo;.<\/p>\n<p>Le vittime delle bombe cluster hanno bisogno di un&rsquo;intensa riabilitazione, spiega. &ldquo;Sono i casi pi&ugrave; complicati, perch&eacute; hanno ferite multiple. Hanno molti problemi &#8211; generalmente perdono una mano, una gamba, molti perdono l&rsquo;udito, alcuni la vista&rdquo;.<\/p>\n<p>Durante gli ultimi giorni del conflitto tra Libano e Israele, durato 34 giorni, nell&rsquo;estate del 2006, e dopo il cessate il fuoco concordato con la risoluzione Onu 1701 &#8211; Israele avrebbe lanciato quattro milioni di munizioni cluster nel sud del Libano. Le centinaia di migliaia di sottomunizioni rivelatesi difettose e rimaste inesplose, la maggior parte fabbricate dagli Usa negli anni &rsquo;70 e &rsquo;80, oggi terrorizzano una popolazione civile che dipende principalmente dall&rsquo;agricoltura per la sua sopravvivenza. <\/p>\n<p>Fino a  oggi, 240 civili sono rimasti feriti o uccisi per mano di queste bombe mortali, oltre alle 47 vittime tra le squadre di bonifica dalle mine. <\/p>\n<p>In un rapporto dettagliato pubblicato questo mese, Human Rights Watch ha criticato i risultati delle ricerche dell&rsquo;esercito israeliano e della Commissione Winograd nominata dal governo d&rsquo;Israele sul conflitto della scorsa estate, da cui emergeva che Israele non era colpevole di aver infranto il diritto umanitario internazionale (DIU). <\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;uso di munizioni cluster da parte dell&rsquo;esercito israeliano &egrave; stato tanto indiscriminato quanto sproporzionato, in violazione del DIU, e in alcuni casi costituisce un possibile crimine di guerra&rdquo;, secondo HRW. &ldquo;In decine di citt&agrave; e villaggi, Israele ha usato le bombe cluster che contengono sottomunizioni con un alto tasso di fallimento. Hanno lasciato dietro di s&eacute; case, giardini, campi e spazi pubblici pieni di centinaia di migliaia e forse fino a un milione di sottomunizioni inesplose&rdquo;. <\/p>\n<p>Associazioni di volontariato, imprese commerciali, peacekeeper dell&rsquo;Onu e esercito libanese, tutti hanno delle squadre sul posto impegnate a liberare il sud del Libano dagli ordigni letali entro la scadenza di fine anno. Il Mine Action Coordination Centre nel sud del Libano (MACC-SL) ha registrato fino a oggi 964 aree colpite, con 27 milioni di metri quadrati di terra oggi bonificati, e oltre 140mila munizioni cluster distrutte dalla fine del conflitto. <\/p>\n<p>Intanto a Wellington, Nuova Zelanda, la quarta conferenza per la messa al bando globale delle munizioni cluster si &egrave; conclusa con un impegno dell&rsquo;ultimo minuto per i colloqui sulla versione finale del trattato a maggio a Dublino. <\/p>\n<p>&rdquo;Ottanta paesi hanno firmato una dichiarazione che li impegna a negoziare sulla base della bozza di trattato a Dublino&rdquo;, spiega Thomas Nash, coordinatore della Coalizione per le munizioni cluster (Cluster Munitions Coalition, CMC), una rete di organizzazioni della societ&agrave; civile che vogliono portare avanti il Processo di Oslo, avviato dal governo norvegese lo scorso anno e poi ospitato da Lima e Vienna. <\/p>\n<p>Mentre pi&ugrave; di 120 stati fanno parte dei negoziati, i principali fabbricanti di munizioni come Usa, Cina, Russia e Israele si sono tirati completamente fuori dai colloqui sul trattato, mentre altri firmatari, come i paesi produttori Francia, Germania, Gran Bretagna, Canada e Olanda, si stanno battendo per contemplare delle eccezioni al divieto. &ldquo;&Egrave; una battaglia difficile tra paesi che tirano in ballo le nuove tecnologie&rdquo;, sostiene Richard Moyes, direttore di Landmine Action (GB) e membro della coalizione CMC. <\/p>\n<p>Per esempio, il divieto include le munizioni cluster con meccanismi di &ldquo;autodistruzione&rdquo;, come il modello israeliano M-85, che la Gran Bretagna definisce &ldquo;sicuro&rdquo;, con un tasso di fallimento dell&rsquo;uno per cento. Ma secondo il MACC-SL, l&rsquo;M-85 ha una percentuale di insuccesso tra il cinque e il dieci per cento, vicino alla Blue Line, il confine stabilito dall&rsquo;Onu tra Israele e Libano. <\/p>\n<p>Altri motivi di disaccordo sono la durata dei tempi di transizione prima della distruzione delle riserve e il divieto di utilizzo, oltre al divieto di effettuare operazioni congiunte con i paesi che ne fanno uso, come gli Stati Uniti. &ldquo;&Egrave; un testo forte, con un chiaro divieto delle munizioni cluster&rdquo;, secondo Moyes. &ldquo;Le eccezioni non sono previste, e ci vuole una maggioranza di due terzi per poterle ammettere, quindi dovranno lottare molto&rdquo;, ha detto. &ldquo;La maggior parte del mondo in via di sviluppo non vuole eccezioni&rdquo;. <\/p>\n<p>Finora ha ottenuto un forte sostegno la parte della bozza in cui si parla dell&#039;assistenza alle vittime, per cui sarebbe lo stato ad assumersi la responsabilit&agrave; della riabilitazione medica e psicologica degli infortunati. Questo &egrave; particolarmente importante per i pazienti poveri come Rasha, che al culmine degli stenti fisici e mentali dipendono completamente dagli aiuti per potersi permettere le spese sempre pi&ugrave; alte delle protesi e di una lunga e complessa riabilitazione. <\/p>\n<p>Cos&igrave;, mentre gli stati si preparano alla battaglia finale a Dublino, i civili nel centro di riabilitazione di Sarafand lottano per riprendere la loro vita normale. &ldquo;Una persona che ha perso un arto prova un forte senso di inadeguatezza &#8211; all&rsquo;inizio attraversa una fase di rifiuto. Si chiede: Perch&eacute; &egrave; successo proprio a me?, spiega Gebai. &ldquo;Ma la disabilit&agrave; non &egrave; mai un ostacolo per le persone ambiziose. Il nostro slogan &egrave; &lsquo;trasformare una disabilit&agrave; in una capacit&agrave;&rsquo;&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SARAFAND, Libano, 3 marzo 2008 (IPS) &#8211; Rasha Zayoun aspetta silenziosamente nell&rsquo;affollata sala d&rsquo;attesa del medico, con la sua figura minuta curva sulla sedia, mentre la madre racconta il terribile incidente.<\/p>\n","protected":false},"author":267,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[11,15,1,27,28,25,33],"tags":[],"class_list":["post-924","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-columnas","category-diritti-umani","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-medioriente","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/924","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/267"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=924"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/924\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=924"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=924"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=924"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}