{"id":851,"date":"2007-10-04T17:49:56","date_gmt":"2007-10-04T17:49:56","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/10\/04\/birmania-indagata-la-total\/"},"modified":"2007-10-04T17:49:56","modified_gmt":"2007-10-04T17:49:56","slug":"birmania-indagata-la-total","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/10\/04\/birmania-indagata-la-total\/","title":{"rendered":"BIRMANIA: Indagata la Total"},"content":{"rendered":"<p>BRUXELLES, 4 ottobre 2007 (IPS) &#8211; Total, gigante francese del petrolio, potrebbe essere accusata di favoreggiamento nei crimini contro l&rsquo;umanit&agrave; commessi dalla giunta militare in Birmania.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Un procuratore federale del Belgio ha deciso di riaprire un caso di denuncia contro la Total avanzata da quattro rifugiati birmani, che accusavano l&rsquo;impresa di aver dato aiuti finanziari e logistici, negli anni &rsquo;90, ad un regime responsabile di utilizzare il lavoro forzato, di perpetrare omicidi, esecuzioni arbitrarie e torture.<\/p>\n<p>Il procuratore dovrebbe decidere alla fine di questo mese se dare seguito al procedimento penale.<\/p>\n<p>La riapertura del caso &egrave; stata annunciata il 2 ottobre da Alexis Deswaef, il legale dei rifugiati.<\/p>\n<p>La denuncia venne depositata inizialmente nel 2002, e tre anni dopo fu dichiarata ammissibile da una corte costituzionale belga. Ma a marzo di quest&rsquo;anno &egrave; stata rinviata dalla corte d&rsquo;appello, in quanto le parti civili non erano cittadini belgi. <\/p>\n<p>Secondo la corte costituzionale per&ograve;, il diritto internazionale prevede che un rifugiato riconosciuto tale ha lo stesso diritto di accesso alla giustizia di un cittadino belga. <\/p>\n<p>Il Belgio ha anche varato una legge di &ldquo;competenza universale&rdquo;, attribuendo ai propri tribunali il potere di giudicare i casi legati agli abusi dei diritti umani, a prescindere dal luogo in cui questi abusi sono stati perpetrati. La nuova legge era gi&agrave; stata invocata nel caso di un ricorso presentato contro l&rsquo;ex premier israeliano Ariel Sharon, e contro diverse figure coinvolte nel genocidio che sconvolse il Ruanda nel 1994. <\/p>\n<p>La denuncia &egrave; stata presentata contro l&rsquo;ex capo della Total Thierry Desmarest, e l&rsquo;ex direttore dell&rsquo;impresa per le operazioni in Birmania, Herv&eacute; Madeo.<\/p>\n<p>L&rsquo;industria del gas birmana ha fruttato pi&ugrave; di 2 miliardi di dollari di profitto all&rsquo;esercito del paese lo scorso anno, rappresentando la principale singola fonte di reddito. La maggior parte del denaro proveniva da due sole zone ricche di gas, Yetagun e Yadana. Quest&rsquo;ultima, situata nella Birmania meridionale, &egrave; stata sviluppata da un consorzio gestito dalla Total dal 1992. <\/p>\n<p>Human Rights Watch ha denunciato questa settimana la scarsa trasparenza sull&rsquo;uso che viene fatto dei ricavi ottenuti dalle vendite del gas, ma si pensa che l&rsquo;esercito faccia la parte del leone, e che una somma piuttosto irrilevante sia destinata alla salute, all&rsquo;educazione e ad altri servizi sociali. <\/p>\n<p>Gli investitori nel settore del petrolio e del gas birmani provengono in particolare da Australia, Cina, Isole Vergini britanniche, Tailandia, Malaysia, Corea del Sud, Russia, Francia, Stati Uniti, Giappone, Singapore e India.<\/p>\n<p>Queste imprese dovrebbero esercitare pressioni sul Consiglio di stato per la pace e lo sviluppo &#8211; il nome ufficiale del governo birmano &#8211; perch&eacute; ponga fine alle azioni repressive verso la campagna per la democrazia dei monaci buddisti; avvii un dialogo con l&rsquo;opposizione e i diversi gruppi etnici, e liberi tutti i prigionieri politici, secondo Human Rights Watch. L&rsquo;organizzazione ha sollecitato le imprese a considerare la possibilit&agrave; di ritirarsi dalla Birmania se queste iniziative non verranno messe in atto. <\/p>\n<p>&ldquo;Le imprese che fanno affari in Birmania sostengono che loro presenza sarebbe costruttiva e darebbe beneficio alla popolazione birmana, ma non hanno ancora condannato gli abusi del governo verso i loro cittadini&rdquo;, ha detto Arvind Ganesan di Human Rights Watch. &ldquo;Restare in silenzio mentre i monaci e gli altri dimostranti pacifici vengono uccisi e messi in carcere, non d&agrave; certamente prova di un impegno costruttivo&rdquo;.<\/p>\n<p>Lo scorso anno, Yadana ha prodotto pi&ugrave; di 19 milioni di metri cubi di gas al giorno, utilizzati in gran parte per alimentare le centrali energetiche della vicina Tailandia. Yadana ha una capacit&agrave; di circa 150 miliardi di metri cubi di gas. La Total ha calcolato che il suo progetto sul posto durer&agrave; per altri 30 anni. <\/p>\n<p>Il presidente francese Nicholas Sarkozy ha annunciato la settimana scorsa che nessuna impresa francese far&agrave; nuovi investimenti in Birmania. Nessun accenno, per&ograve;, alla possibilit&agrave; che la Total lasci il paese.<\/p>\n<p>Jean-Fran&ccedil;ois Lassalle, vicepresidente della Total, ha detto che costringere l&rsquo;impresa a ritirarsi dalla Birmania significherebbe soltanto &ldquo;che altri operatori arriveranno al nostro posto&rdquo;.<\/p>\n<p>Ha ammesso che l&rsquo;esercito birmano ha utilizzato il lavoro forzato nell&rsquo;area circostante i campi di Yadana.<\/p>\n<p>Ma ha aggiunto: &ldquo;La Total non ha mai fatto uso del lavoro forzato, n&eacute; direttamente n&eacute; indirettamente, attraverso appaltatori. Ci siamo sempre assicurati che il lavoro forzato non fosse utilizzato nelle zone in cui noi operiamo. Non appena abbiamo appreso di episodi di lavoro forzato nel &lsquo;corridoio&rsquo; del gasdotto nonostante la nostra vigilanza, abbiamo immediatamente pagato un risarcimento, su basi umanitarie&rdquo;. <\/p>\n<p>Harn Yanghwe, dell&rsquo;ufficio Euro-Birmania di Bruxelles, ha dichiarato: &ldquo;Non  credo che la Total sia coinvolta direttamente negli abusi dei diritti umani. Tuttavia, per poter mantenere operativo il gasdotto, l&rsquo;impresa ha contrattato la SPDC per la sicurezza, ed &egrave; proprio qui che sta il problema. Ci sono tantissimi abusi dei diritti umani, ma che la Total ne sia a conoscenza &egrave; un&#039;altra faccenda&rdquo;. <\/p>\n<p>Pur essendo un aperto critico del regime birmano, secondo Yanghwe il fatto che le imprese che fanno affari con i militari debbano restare nel paese o meno &egrave; una &ldquo;questione delicata&rdquo;. Qualsiasi impresa che abbia lasciato la Birmania &egrave; stata in genere sostituita da un&rsquo;altra, ha osservato. Le quote di propriet&agrave; dell&rsquo;industria petrolifera britannica, per esempio, sono state vendute alla Petronas, della Malaysia. <\/p>\n<p>&ldquo;Emotivamente, la maggior parte dei birmani vorrebbe tenere fuori queste imprese dal paese&rdquo;, ha spiegato Yanghwe all&rsquo;IPS. &ldquo;D&rsquo;altra parte, credo che dovremo rivedere questa posizione&rdquo;. <\/p>\n<p>&ldquo;Al momento, tutti i nostri investitori sono imprese asiatiche. Ma credo che dovremo avere investimenti e imprese straniere con standard internazionali, soprattutto se ci sar&agrave; un cambiamento in Birmania&rdquo;.<\/p>\n<p>Human Rights Watch ha fatto notare che fare affari in Birmania vuol dire anche avere commercianti di gemme che portano rubini e giada in occidente. Pietre che poi vengono vendute nelle gioiellerie europee. <\/p>\n<p>&ldquo;I maggiori partner commerciali della giunta dovrebbero insistere perch&eacute; i governanti della Birmania smettano di riempirsi le tasche e utilizzino invece questi enormi ricavi per migliorare la vita della popolazione&rdquo;, secondo Arvind Ganesan.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BRUXELLES, 4 ottobre 2007 (IPS) &#8211; Total, gigante francese del petrolio, potrebbe essere accusata di favoreggiamento nei crimini contro l&rsquo;umanit&agrave; commessi dalla giunta militare in Birmania.<\/p>\n","protected":false},"author":228,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[8,11,15,22,1,27,25,32,33],"tags":[],"class_list":["post-851","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-asia-e-oceania","category-columnas","category-diritti-umani","category-europa","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/851","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/228"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=851"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/851\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=851"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=851"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=851"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}