{"id":848,"date":"2007-10-01T14:01:17","date_gmt":"2007-10-01T14:01:17","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2007\/10\/01\/africa-orientale-le-donne-restano-intrappolate-nel-commercio-informale\/"},"modified":"2007-10-01T14:01:17","modified_gmt":"2007-10-01T14:01:17","slug":"africa-orientale-le-donne-restano-intrappolate-nel-commercio-informale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2007\/10\/01\/africa-orientale-le-donne-restano-intrappolate-nel-commercio-informale\/","title":{"rendered":"AFRICA ORIENTALE: Le donne restano intrappolate nel commercio informale"},"content":{"rendered":"<p>LILONGWE, 1 ottobre 2007 (IPS) &#8211; In Malawi, un quarto dei nuclei familiari &egrave; guidato dalle donne. L&rsquo;agricoltura &egrave; il perno dell&rsquo;economia, e circa l&rsquo;80 per cento della popolazione dipende direttamente da questo settore. Con in media sei figli per famiglia, la maggior parte delle donne si imbarca in piccoli progetti d&rsquo;impresa per integrare il reddito proveniente dalle attivit&agrave; agricole.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>In uno scenario commerciale che diventa sempre pi&ugrave; sofisticato e globale, le piccole imprenditrici del Malawi devono superare enormi sfide per riuscire a stare al passo con i cambiamenti &#8211; in particolare perch&eacute; le donne adulte che sanno leggere e scrivere sono appena il 44 per cento (e il 72 per cento della popolazione maschile). <\/p>\n<p>Appena il cinque per cento delle donne in Malawi, Zambia, Zimbabwe, Swaziland, Namibia e Repubblica Democratica del Congo conosce i meccanismi e le opportunit&agrave; del mercato nella regione, secondo uno studio del 2007 condotto per conto del Mercato comune per l&#039;Africa orientale e meridionale (COMESA). <\/p>\n<p>La ricerca mostra anche che le imprenditrici di COMESA devono affrontare sfide comuni quanto alla capacit&agrave; di accesso al mercato delle esportazioni. Questi dati possono rappresentare uno stimolo per le donne nella regione, secondo Mary Malunga, presidente della Federazione di Associazioni nazionali delle donne imprenditrici di COMESA (FEMCOM) e a capo dell&rsquo;Associazione nazionale delle donne imprenditrici del Malawi (NABW).<\/p>\n<p>FEMCOM lavora dal luglio 1993 nella promozione di programmi per integrare le donne nel commercio e lo sviluppo. Uno dei recenti progetti mira a sviluppare la consapevolezza delle donne sul mercato delle esportazioni nell&rsquo;area di libero scambio di COMESA (FTA), che comprende Gibuti, Egitto, Zimbabwe, Zambia, Madagascar, Sudan, Mauritius, Malawi e Kenya. <\/p>\n<p>Vogliamo costruire le capacit&agrave; nei membri di FEMCOM di operare nel mondo imprenditoriale, e le competenze di gestione nelle esportazioni, cos&igrave; che le donne nella regione siano in grado di fare una concorrenza favorevole sia sul mercato regionale che su quello globale, ha detto Malunga all&rsquo;IPS. <\/p>\n<p>I settori su cui punta FEMCOM sono l&rsquo;agricoltura, la pesca, l&rsquo;attivit&agrave; mineraria, l&rsquo;energia, i trasporti e le comunicazioni. L&rsquo;organizzazione guarda poi alle risorse naturali con l&rsquo;obiettivo di migliorare le condizioni economiche delle donne.<\/p>\n<p>La politica di COMESA verso le tematiche di genere mette in luce l&rsquo;importante ruolo delle donne nelle attivit&agrave; regionali. Ma nonostante le politiche e la nobile visione e obiettivi di COMESA, secondo Malunga le ineguaglianze di genere restano un grande problema che interferisce negli sforzi di integrazione regionale. <\/p>\n<p>Le donne in particolare tendono ad avere un accesso limitato ai mercati regionale e internazionale. Ma i fattori che sono all&rsquo;origine di questa situazione non sono stati documentati in modo adeguato, teme Malunga. <\/p>\n<p>&Egrave; stato riscontrato che la conoscenza del regime di scambi di COMESA, in particolare tra le imprenditrici donne del Malawi, &egrave; minima. La natura e il livello della loro partecipazione nel commercio interregionale di COMESA riguarda soltanto il commercio transfrontaliero informale. <\/p>\n<p>FEMCOM ha riscontrato che nonostante l&rsquo;avvio della FTA di COMESA nel 2000, le commercianti donne dei diversi stati membri sono ancora soggette a forme di molestie sul lavoro.<\/p>\n<p>Come, per esempio, perquisizioni e confische arbitrarie di merci da parte di funzionari di dogana insensibili alla questione di genere. Tutte esperienze che scoraggiano molte donne dall&rsquo;intraprendere attivit&agrave; al di l&agrave; dei propri confini.<\/p>\n<p>Altre difficolt&agrave; che le donne devono superare nel COMESA sono procedure complicate e inusuali nella gestione delle esportazioni, scarse capacit&agrave; sui controlli di qualit&agrave;, imballaggi, tecniche e gestione delle importazioni. <\/p>\n<p>Anche un accesso inadeguato alle informazioni sugli scambi e alle ricerche di mercato &egrave; un fattore chiave che ostacola la partecipazione delle donne nel commercio. Questi problemi tendono a colpire pi&ugrave; le donne che gli uomini, a causa degli scarsi livelli di istruzione tra la maggioranza delle donne nel COMESA, sottolinea Malunga.<\/p>\n<p>L&rsquo;esperta teme poi che le donne possano essere escluse anche involontariamente dai benefici dell&rsquo;area regionale di libero scambio, a causa di procedure complicate come la conformit&agrave; delle merci alle norme d&rsquo;origine che comporta sgravi sul pagamento dei dazi. <\/p>\n<p>Gran parte delle donne non &egrave; a conoscenza di questi requisiti, a causa dell&rsquo;analfabetismo e delle scarse informazioni, mentre la maggioranza rischia di non avere i requisiti per ottenere le certificazioni d&rsquo;origine a causa dei processi produttivi utilizzati, spiega Malunga.<\/p>\n<p>Anche un accesso inadeguato al credito e ai finanziamenti figura, secondo la presidente di FEMCOM, tra le principali barriere alla effettiva partecipazione nel commercio regionale e internazionale. L&rsquo;esigenza di garanzie accessorie, sostiene, fa s&igrave; che molte donne non siano qualificate per poter accedere al credito, per il loro limitato accesso e controllo della propriet&agrave;. <\/p>\n<p>La scarsa qualit&agrave; delle merci prodotte dalle donne &egrave; un&rsquo;altra barriera che impedisce loro di competere in modo efficace nelle economie liberalizzate.<\/p>\n<p>Altri fattori che costituiscono una sfida sono l&rsquo;incapacit&agrave; di formare partenariati e joint ventures; inadeguate fonti di capitale per le donne imprenditrici; e la scarsa capacit&agrave; delle associazioni di donne imprenditrici.<\/p>\n<p>La formazione necessaria, secondo FEMCOM, include perci&ograve; una sensibilizzazione sul regime di scambio di COMESA, sulla gestione della qualit&agrave;, imballaggi, informazioni di mercato, gestione degli standard e manageriale.<\/p>\n<p>Le donne del Malawi hanno le potenzialit&agrave; per entrare sul mercato regionale con merci e prodotti fabbricati localmente, sostiene Evans Lwanga, consulente del segretariato di COMESA che si occupa di formazione delle donne in marketing delle esportazioni.<\/p>\n<p>Ci sono tantissime potenzialit&agrave;. Queste donne si stanno dando molto da fare. Il problema &egrave; che non hanno informazioni sui mercati. COMESA ha cominciato a costruire le capacit&agrave;, in modo che le donne possano conoscere gli accordi commerciali nella regione, secondo Lwanga. <\/p>\n<p>Il progetto a lungo termine di FEMCOM &egrave; costruire le capacit&agrave; per riuscire a provvedere autonomamente alle risorse tecniche e finanziarie. Il suo obiettivo &egrave; permettere alle donne imprenditrici di partecipare attivamente al commercio interregionale a livello formale. <\/p>\n<p>FEMCOM Malawi lavora poi nella creazione di un&rsquo;associazione di donne esportatrici, che intende battersi attivamente per politiche favorevoli al coinvolgimento delle donne nel mercato delle esportazioni; e fare pressioni sugli organi decisionali per richiamare l&rsquo;attenzione sui problemi che le donne in particolare devono affrontare ai posti di frontiera.<\/p>\n<p>FEMCOM ha chiesto al governo del Malawi di coinvolgere le associazioni imprenditoriali e i singoli imprenditori nella formulazione delle politiche che hanno un impatto diretto sulle loro attivit&agrave;. Inoltre, le dogane e i posti di frontiera ufficiali dovrebbero essere istruiti sull&rsquo;assistenza al cliente e sul regime di scambi di COMESA.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LILONGWE, 1 ottobre 2007 (IPS) &#8211; In Malawi, un quarto dei nuclei familiari &egrave; guidato dalle donne. L&rsquo;agricoltura &egrave; il perno dell&rsquo;economia, e circa l&rsquo;80 per cento della popolazione dipende direttamente da questo settore. 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