{"id":423,"date":"2005-11-06T21:43:32","date_gmt":"2005-11-06T21:43:32","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/11\/06\/migrazione-laltra-faccia-della-fuga-di-cervelli\/"},"modified":"2005-11-06T21:43:32","modified_gmt":"2005-11-06T21:43:32","slug":"migrazione-laltra-faccia-della-fuga-di-cervelli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/11\/06\/migrazione-laltra-faccia-della-fuga-di-cervelli\/","title":{"rendered":"MIGRAZIONE: L&#8217;altra faccia della &#8216;fuga di cervelli&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 6 novembre 2005 (IPS) &#8211; Alcune delle nazioni pi&ugrave; piccole e pi&ugrave; povere del mondo hanno perso un sorprendente 89 per cento dei loro lavoratori specializzati in favore dei paesi pi&ugrave; ricchi, ma potrebbero anche guadagnarci economicamente grazie alle rimesse estere, ha dichiarato la Banca Mondiale.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Nella ricerca &ldquo;Migrazioni internazionali, rimesse e fuga di cervelli&rdquo;, l&rsquo;ente finanziario con sede a Washington riferisce che in futuro le migrazioni internazionali potrebbero aumentare, ma con qualche vantaggio finanziario per i paesi in via di sviluppo. <\/p>\n<p>Lo studio di 288 pagine rivela che le divergenti tendenze demografiche tra i paesi in via di sviluppo e i paesi sviluppati e il rapido calo nel costo di trasporti e telecomunicazioni rendono sempre pi&ugrave; difficile per i governi frenare gli spostamenti di popolazione. <\/p>\n<p>&rdquo;Per questo motivo, le migrazioni internazionali e le questioni associate occuperanno un posto sempre pi&ugrave; importante nell&rsquo;agenda globale dell&rsquo;immediato futuro&rdquo;, prosegue il rapporto. <\/p>\n<p>Le nazioni povere e con un numero limitato di lavoratori istruiti e specializzati stanno perdendo un numero sempre maggiore di ingegneri, dottori, infermiere e talvolta artisti, che preferiscono un salario e standard di vita migliori nei paesi ricchi. <\/p>\n<p>&rdquo;Secondo il rapporto, nelle piccole e povere nazioni in via di sviluppo la fuga di cervelli &egrave; massiccia &ldquo;,  afferma Maurice Schiff, economista della Banca Mondiale. <\/p>\n<p>L&rsquo;indagine dimostra che i primi 10 punti percentuali sul totale della forza lavoro istruita vengono da Africa, Carabi e America Centrale. <\/p>\n<p>Nel 2000, pi&ugrave; del 50 per cento dei cittadini dotati di istruzione universitaria delle nazioni centroamericane e insulari dei Caraibi era residente all&rsquo;estero. <\/p>\n<p>Nell&rsquo;Africa sub-sahariana, pi&ugrave; del 40 per cento di tutti i migranti sono lavoratori specializzati, e, nonostante la percentuale di mano d&rsquo;opera professionale nella forza lavoro totale dell&rsquo;Africa sub-sahariana sia appena del quattro per cento, quasi il 20 per cento dei lavoratori specializzati provengono da paesi dell&rsquo;Africa sub-sahariana, escluso il Sud Africa. <\/p>\n<p>In Asia, la mano d&rsquo;opera specializzata raggiunge circa il 50 per cento del totale di migranti. <\/p>\n<p>Secondo lo studio, l&rsquo;89 per cento dei lavoratori specializzati della Guyana lasciano il paese, mentre la percentuale in Giamaica &egrave; dell&rsquo;85 per cento, ad Haiti dell&rsquo;84 per cento, in Ghana del 47 per cento, in Laos del 37,4 per cento e in Kenya del 39 per cento. <\/p>\n<p>Tuttavia, secondo gli economisti della Banca Mondiale, pi&ugrave; grande &egrave; il paese, minore &egrave; il problema della fuga di cervelli. In nazioni come Cina e India, la percentuale di laureati residenti all&rsquo;estero va dal tre al cinque per cento circa; cifre analoghe sono state registrate in grandi paesi come Brasile, Indonesia ed ex Unione Sovietica. <\/p>\n<p>&rdquo;Nella media degli stati con pi&ugrave; di 30 milioni di abitanti, la fuga di cervelli &egrave; inferiore al cinque per cento della popolazione con un&rsquo;istruzione universitaria&rdquo;, ha dichiarato Schiff. &rdquo;La ragione&rdquo;, prosegue l&rsquo;economista, &ldquo;&egrave; che in quegli stati, gran parte della popolazione &egrave; professionalizzata, quindi, nonostante l&rsquo;alto numero di migranti tra i lavoratori specializzati, la percentuale rimane bassa&rdquo;. <\/p>\n<p>Il rapporto analizza inoltre la situazione nei paesi di destinazione, soprattutto nelle nazioni ricche, affermando che in Australia, Canada e Nuova Zelanda i migranti rappresentano circa il 20 per cento della forza lavoro, negli Stati Uniti l&rsquo;11,7 per cento e nell&rsquo;Unione Europea solo il 6,7 per cento. <\/p>\n<p>La ricerca sottolinea che non solo gli abitanti delle nazioni povere cercano futuri pi&ugrave; lucenti oltreoceano; milioni di cittadini dell&rsquo;Unione Europea vivono all&rsquo;estero, soprattutto in altri paesi dell&rsquo;Ue, rendendo quasi nulla la migrazione netta di cervelli verso la Ue, e piuttosto alta quella verso Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda. <\/p>\n<p>Esaminando i collegamenti tra migrazioni e sviluppo, esistono, secondo il rapporto, guadagni potenziali notevoli dalla &ldquo;liberalizzazione&rdquo; delle politiche di immigrazione, che si distribuirebbero tra nazioni d&rsquo;origine, paesi di destinazione e gli stessi migranti. <\/p>\n<p>Secondo lo studio, il danaro inviato dai migranti &ldquo;aiuta ad alleviare la povert&agrave; nella loro terra&rdquo;. Una pubblicazione di prossima uscita della Banca, &ldquo;Aspettative economiche globali 2006&rdquo;, stima che quest&rsquo;anno, circa 200 milioni di individui residenti fuori dal proprio paese hanno inviato denaro per circa 225 miliardi di dollari. <\/p>\n<p>Secondo Fran&ccedil;ois Bourguignon, economista capo della Banca Mondiale, i risultati dell&rsquo;indagine ufficiale sulle famiglie riportati dallo studio dimostrano il collegamento diretto tra migrazione e riduzione della povert&agrave;. Una ricerca sui nuclei familiari filippini dimostra come le rimesse ricevute si siano tradotte in un calo del lavoro minorile, maggior scolarizzazione infantile e aumento delle ore di autoimpiego. <\/p>\n<p>Viene riportato anche l&rsquo;esempio del Guatemala, dove le spedizioni di denaro hanno ridotto il livello di povert&agrave;. L&rsquo;impatto pi&ugrave; rilevante era proprio sul grado di indigenza, con rimesse che raggiungevano oltre met&agrave; del reddito del 10 per cento delle famiglie pi&ugrave; povere. <\/p>\n<p>Tuttavia, sulla base di una ricerca diffusa all&rsquo;inizio di ottobre dal Centro per lo sviluppo globale (CGD, Centre for Global Development) con sede a Washington, i miliardi di dollari che i migranti inviano a casa ogni anno     compensano solo in parte le perdite del mondo in via di sviluppo dovute alla fuga di cervelli. <\/p>\n<p>&rdquo;E&rsquo; assolutamente infondata l&rsquo;idea che la migrazione di una porzione significativa dei migliori e pi&ugrave; brillanti cervelli del paese non sia particolarmente nociva e possa essere anche vantaggiosa per un paese&rdquo;, rivela lo studio del CGD, aggiungendo che &ldquo;se individui con talento e determinazione sono fondamentali per costruire le istituzioni, perderli pu&ograve; avere gravi conseguenze&rdquo;.<\/p>\n<p>La Banca Mondiale riconosce un qualche impatto negativo delle migrazioni, evidenziandone il prezzo da pagare. Per i paesi d&rsquo;origine, i costi comprendono la perdita di elementi positivi per la societ&agrave; e delle risorse investite nella loro istruzione; i migranti possono inoltre subire la separazione da famiglia, amici e cultura, nonch&eacute; la perdita di una effettiva protezione legale nei paesi d&rsquo;arrivo. I costi nei paesi di destinazione, secondo la Banca, comprendono invece la percezione di una minaccia all&rsquo;identit&agrave; culturale e il fenomeno della concorrenza lavorativa per gli autoctoni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>WASHINGTON, 6 novembre 2005 (IPS) &#8211; Alcune delle nazioni pi&ugrave; piccole e pi&ugrave; povere del mondo hanno perso un sorprendente 89 per cento dei loro lavoratori specializzati in favore dei paesi pi&ugrave; ricchi, ma potrebbero anche guadagnarci economicamente grazie alle&hellip; <a href=\"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/11\/06\/migrazione-laltra-faccia-della-fuga-di-cervelli\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[38,11,18,1,27,25,33],"tags":[],"class_list":["post-423","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sviluppo","category-columnas","category-economia","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/423","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=423"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/423\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=423"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=423"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=423"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}