{"id":336,"date":"2005-07-23T11:59:33","date_gmt":"2005-07-23T11:59:33","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2005\/07\/23\/popolazione-il-portogallo-riconosce-i-suoi-figli-naturali\/"},"modified":"2005-07-23T11:59:33","modified_gmt":"2005-07-23T11:59:33","slug":"popolazione-il-portogallo-riconosce-i-suoi-figli-naturali","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2005\/07\/23\/popolazione-il-portogallo-riconosce-i-suoi-figli-naturali\/","title":{"rendered":"POPOLAZIONE: Il Portogallo riconosce i suoi figli naturali"},"content":{"rendered":"<p>LISBONA, 23 luglio 2005 (IPS) &#8211; Africani che non hanno mai vissuto n&eacute; viaggiato in Africa, brasiliani che conoscono il loro paese solo dalla televisione e dai racconti dei genitori: sono i cosiddetti &ldquo;immigrati di seconda e terza generazione&rdquo;. Sono nati e cresciuti in Portogallo, ma rimangono degli stranieri.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Sono soprattutto figli e nipoti dei lavoratori di paesi di lingua lusitana come l&rsquo;Angola, il Brasile, Capo Verde, Guinea-Bissau, Mozambico, Sao Tom&eacute; e Principe e Timor est, ai quali si sono aggiunti negli ultimi anni gli immigrati di Ucraina e Moldavia.<\/p>\n<p>Il Portogallo &egrave; l&rsquo;unico paese che conoscono, ma sono stranieri nella terra che li ha visti nascere, e contraddicono la premessa storica del governatore dell&rsquo;Impero portoghese in Oriente nel secolo XVI, Don Afonso de Albuquerque: &ldquo;Il meticciato &egrave; il dizionario privilegiato della nostra cultura&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;La cittadinanza non &egrave; solo un dettaglio. Essere straniero nell&rsquo;unico paese che si conosce genera conflitti di identit&agrave;&rdquo;, avverte l&rsquo;analista Alexandra Correia nel suo studio &ldquo;Figli di una patria minore&rdquo;, pubblicato a met&agrave; luglio dalla rivista portoghese Vis&atilde;o, in coincidenza con l&rsquo;annuncio del governo socialista di una riforma della legge di nazionalit&agrave;.<\/p>\n<p>La legge attuale si basa sul principio dello &ldquo;jus sanguini&rdquo; (diritto del sangue, dal latino), che conferisce la nazionalit&agrave; in base ai genitori.<\/p>\n<p>Il governo del primo ministro Jos&eacute; Socrates, al governo da aprile, vuole introdurre lo &ldquo;jus soli&rdquo; (diritto del suolo), per gli immigrati di terza generazione, cio&egrave; quelli nati in Portogallo da genitori nati anch&rsquo;essi qui, ma da progenitori stranieri.<\/p>\n<p>Con questa misura, il governo vuole evitare che persone con un visto da turista facciano dei figli in Portogallo per i quali possano reclamare la cittadinanza portoghese, il che sarebbe &ldquo;un invito all&rsquo;immigrazione clandestina&rdquo;, ha avvertito il ministro della Presidenza del Consiglio, Pedro Silva Pereira.<\/p>\n<p>Oggi, &ldquo;un passaporto non &egrave; solo portoghese, ma dell&rsquo;Unione europea e dobbiamo assumerci questa responsabilit&agrave; di fronte ai nostri partner&rdquo;, ha aggiunto il ministro, dal cui portafoglio dipendono gli affari legati alla politica dell&rsquo;immigrazione, mentre il controllo &egrave; di competenza del Ministero dell&rsquo;Interno.<\/p>\n<p>La riforma di legge si considera gi&agrave; approvata, visto che i socialisti hanno la maggioranza assoluta nel parlamento unicamerale di S&atilde;o Bento.<\/p>\n<p>Silva Pereira spera che questo cambiamento &ldquo;apporti un forte contributo per rafforzare l&rsquo;integrazione, una questione di giustizia e di pace sociale&rdquo;. Il funzionario ha spiegato che gli stessi diritti saranno estesi agli immigrati di seconda generazione, purch&eacute; i genitori provengano da un paese di lingua portoghese e abbiano un permesso di residenza da almeno sei anni.<\/p>\n<p>Per chi invece proviene da altri paesi, le trafile sono pi&ugrave; complicate. Il termine minimo &egrave; di dieci anni di residenza legale, che si pu&ograve; ottenere dopo cinque anni di permesso di permanenza, una categoria intermedia creata all&rsquo;inizio degli anni &rsquo;90 per controllare i grandi flussi migratori provenienti dall&rsquo;Europa orientale.<\/p>\n<p>Anche il governo cerca di accelerare le trafile in corso del Servizio stranieri e frontiere (SEF), come le richieste di permesso di residenza che talvolta richiedono tre anni, a causa di una burocrazia che &ldquo;semina l&rsquo;angoscia&rdquo;, ha ammesso Silva Pereira.<\/p>\n<p>Anche il SEF accumula ritardi nei procedimenti per le domande di nazionalit&agrave;. Su quasi 5000 pratiche presentate nel 2004, meno della met&agrave; sono state concluse, sebbene la cifra appaia irrilevante di fronte ai 400.000 immigrati registrati che vivono in Portogallo.<\/p>\n<p>La grande maggioranza delle domande proviene da immigrati luso-africani. Capo Verde &egrave; in cima alla lista, con 1790 domande, seguito da Guinea-Bissau, con 1654, Angola, con 475, Sto Tom&eacute; e Principe, 269 e Mozambico, con 109 domande di residenza.<\/p>\n<p>I cittadini latinoamericani hanno presentato 338 domande di cittadinanza, di cui 293 provengono da brasiliani. Lo scarso numero &egrave; dovuto al fatto che buona parte dei 100.000 residenti di questo paese sudamericano sono figli o nipoti di portoghesi, il che d&agrave; loro diritto a ottenere la nazionalit&agrave; lusitana con una semplice pratica che pu&ograve; richiedere da una settimana a un mese.<\/p>\n<p>Nel progetto di legge che sar&agrave; presentato al parlamento nei prossimi giorni, i partiti della sinistra all&rsquo;opposizione riconoscono dei progressi in materia di integrazione degli immigrati. Ma secondo il deputato comunista Antonio Filipe, &ldquo;molti casi di seconda generazione non si risolveranno a causa dei criteri troppo rigidi&rdquo; per le pratiche.<\/p>\n<p>Mentre i comunisti difendono il &ldquo;jus soli&rdquo; per i figli di residenti del paese, il Blocco di sinistra (ex trotskista) va oltre, esigendo il diritto automatico alla nazionalit&agrave; &ldquo;di ogni individuo nato in Portogallo, indipendentemente dalla situazione dei genitori&rdquo;.<\/p>\n<p>I due partiti dell&rsquo;opposizione di destra non si sono ancora pronunciati, in attesa dei rispettivi dibattiti interni, nei quali si prender&agrave; in considerazione la situazione nel resto dell&rsquo;Unione europea (Ue).<\/p>\n<p>Nel blocco predomina il diritto di sangue, ma quattro dei 25 paesi hanno adottato il &ldquo;jus soli&rdquo; nel caso degli immigrati opportunamente registrati.<\/p>\n<p>La Francia &egrave; il paese pi&ugrave; aperto dell&rsquo;Ue: per scegliere la nazionalit&agrave; &egrave; sufficiente essere nati in territorio francese, o avervi risieduto cinque anni come immigrato e parlare la lingua nazionale.<\/p>\n<p>In Germania, bambine e bambini possono acquisire la nazionalit&agrave; se il padre o la madre hanno vissuto nel paese per almeno otto anni, se si sono integrati nella comunit&agrave; e dominano la lingua. In Olanda, la nazionalit&agrave; &egrave; automatica per la terza generazione; per la seconda, viene concessa dopo cinque anni di residenza nel paese, conoscenza della lingua e integrazione nella societ&agrave;.<\/p>\n<p>La Spagna &egrave; la pi&ugrave; flessibile con gli immigrati di alcuni paesi dell&rsquo;America Latina, Portogallo e Filippine, che possono aspirare alla cittadinanza dopo due anni di residenza legale nel paese. La legge prevede inoltre che i figli di genitori ignoti o di apolidi ricevano automaticamente la nazionalit&agrave; spagnola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LISBONA, 23 luglio 2005 (IPS) &#8211; Africani che non hanno mai vissuto n&eacute; viaggiato in Africa, brasiliani che conoscono il loro paese solo dalla televisione e dai racconti dei genitori: sono i cosiddetti &ldquo;immigrati di seconda e terza generazione&rdquo;. 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