{"id":1797,"date":"2013-09-25T18:55:06","date_gmt":"2013-09-25T18:55:06","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2013\/09\/25\/editoriale-i-giornali-stanno-diventando-i-nuovi-giocattoli-dei-miliardari\/"},"modified":"2013-09-25T18:55:06","modified_gmt":"2013-09-25T18:55:06","slug":"editoriale-i-giornali-stanno-diventando-i-nuovi-giocattoli-dei-miliardari","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2013\/09\/25\/editoriale-i-giornali-stanno-diventando-i-nuovi-giocattoli-dei-miliardari\/","title":{"rendered":"EDITORIALE: I giornali stanno diventando i nuovi giocattoli dei miliardari"},"content":{"rendered":"<p>SAN SALVADOR, Sett (IPS) &#8211; Poche persone oggi sanno che quando le prime agenzie stampa furono create nel XIX secolo, l&rsquo;agenzia francese Havas e la britannica Reuters si sono spartite il mondo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1931\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1931\" class=\"size-full wp-image-1931\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Savio-small.jpg\" alt=\" IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1931\" class=\"wp-caption-text\"><br \/>IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>La spartizione segu&igrave; i confini dei due imperi coloniali. Cos&igrave;, l&rsquo;America Latina and&ograve; all&rsquo;Havas, mentre la Reuters si prese gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>La United Press International (UPI) fu la prima agenzia stampa a rompere il monopolio, sostenendo che l&rsquo;America non poteva essere vista attraverso gli occhi degli inglesi (una protesta molto simile a quella dei paesi del Terzo Mondo contro il monopolio dell&rsquo;informazione del Nord). La UPI &egrave; stata considerata per molti anni uno dei giganti dei mezzi di comunicazione mondiali. <\/p>\n<p>Fu quindi una sorpresa quando nel 1986 un milionario messicano, Mario V&aacute;zquez Ra&ntilde;a, compr&ograve; la UPI per 41 milioni di dollari, pronunciando la famosa frase: &ldquo;Avevo due jet Falcon. Ne ho venduto uno e ho comprato la UPI&rdquo;.<\/p>\n<p>Da allora, la concentrazione dei media nelle mani di pochi multimilionari si &egrave; andata sempre pi&ugrave; affermando a livello mondiale. I casi pi&ugrave; noti sono quelli di Rupert Murdoch e Silvio Berlusconi.<\/p>\n<p>Alcuni osservatori lo interpretano come una svolta a destra, voluta dalle classe abbienti. Non si tratta di una congiura. Semplicemente, 100 persone che hanno una Ferrari tendono ad avere una visione delle cose pi&ugrave; simile tra loro, rispetto, per esempio, a 100 persone che possiedono una Volkswagen.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti sono un ottimo osservatorio sul mondo dell&rsquo;informazione. &Egrave; proprio l&igrave; infatti che &egrave; stata coniata l&rsquo;espressione mezzi di comunicazione di massa, &ldquo;mass media&rdquo;, perch&eacute; la vendita dei giornali doveva essere il pi&ugrave; elevata possibile per essere redditizia . Mentre in Europa i giornali erano destinati ad una cerchia ristretta, non alle masse.<\/p>\n<p>Il celebre Times di Londra (ora nelle mani di Murdoch), per esempio, vendeva solo 50mila copie, tutte riservate all&#039;elite dell&#039;impero britannico. I giornali europei erano &#8220;colti&#8221;, con articoli lunghi e tantissime analisi, e si dava molta attenzione al linguaggio. In America invece i mezzi di comunicazione si orientarono nella direzione opposta, dando vita ai mass media.<\/p>\n<p>Di recente, un numero impressionante di prestigiosi giornali statunitensi sono stati acquistati da miliardari. Il caso pi&ugrave; celebre &egrave; quello del Washington Post che, assieme al New York Times, era considerato un&#039;autorit&agrave; tra i media.<\/p>\n<p>Per 80 anni il Post era stato di propriet&agrave; della stessa famiglia, i Grahams, prima di essere acquistato da Jeffery Bezos, il fondatore di Amazon.com, per 250 milioni di dollari: una cifra che rappresenta l&#039;un percento della sua ricchezza personale (Amazon.com ha una capitalizzazione di 135,2 miliardi di dollari). La vendita del Post includeva un pacchetto con diversi altri giornali locali, valutato 10 anni fa 5 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>&Egrave; il colpo di grazia per i quotidiani a gestione familiare. La famiglia Chandler un tempo possedeva il Los Angeles Times, la famiglia Copley il San Diego Tribune, i Cowles il Minneapolis Star Tribune, e i Bancrofts il Wall Street Journal; tutte famiglie che hanno difeso l&#039;indipendenza e l&#039;identit&agrave; dei loro giornali.<\/p>\n<p>Ma tutto questo sta cambiando, o &egrave; gi&agrave; cambiato. &Egrave; evidente la differenza tra il Wall Street Journal dei tempi dei Bancrofts e quello attuale, di propriet&agrave; dell&#039;onnipresente Murdoch. Adesso &egrave; praticamente allineato con Fox TV, un altro degli acquisti di Murdoch. Il Boston Globe &egrave; stato comprato da un altro miliardario, John Henry, per soli 70 milioni di dollari. Il New York Times aveva acquistato il Globe per 1,1 miliardi di dollari nel 1993. <\/p>\n<p>La domanda &egrave; fino a quando il New York Times rester&agrave; l&rsquo;ultimo caso emblematico di giornale familiare, da quattro generazioni propriet&agrave; dei Sulzberger, dal 1896. Non che sia in perdita, ma &egrave; come un pesce farfalla in un mondo di squali.<\/p>\n<p>Ha una capitalizzazione di 1,69 miliardi di dollari, contro i 56,66 miliardi della News Corporation di Murdoch, i 27 miliardi della famiglia Bloomberg, i 93,86 miliardi di Facebook e i 282,04 miliardi di Google. In altre parole, i soldi parlano chiaro e, in questo senso, la battaglia del futuro sar&agrave; online. <\/p>\n<p>La Alliance for Audited Media ha riferito un drastico calo delle vendite dei giornali. Il Newsweek &egrave; stato comprato nel 2010 per un dollaro, e alcune riviste, da Vogue a Vanity Fair, da People a Metropolitan, hanno seguito lo stesso cammino. Dall&rsquo;altra parte, sempre secondo la AAM, nella prima met&agrave; del 2013 le iscrizioni online hanno visto un&rsquo;impennata, dai 5,4 ai 10,2 milioni dello stesso periodo del 2012. <\/p>\n<p>Il New York Times ha avviato un&rsquo;aggressiva campagna di iscrizioni online e ha gi&agrave; raggiunto pi&ugrave; di 60mila iscritti. Sono sicuri che questo terr&agrave; in vita il giornale per un bel po&#039;, e hanno annunciato di non essere in vendita. Ma appare sempre pi&ugrave; chiaro che la linea che divideva produttori dei media e sistemi di distribuzione si fa sempre pi&ugrave; sottile.<\/p>\n<p>Google, Facebook, Microsoft e Yahoo stanno cercando pi&ugrave; notizie da trasmettere, e pi&ugrave; pubblicit&agrave;. Con l&#039;acquisto di YouTube e Zagat, Google &egrave; entrato a tutti gli effetti nel campo dei contenuti. Yahoo ha acquistato un nuovo sistema di micro-blogging &#8211; pagato 1,1 miliardi di dollari, pi&ugrave; del triplo il prezzo del Post e del Globe messi insieme &#8211; che oggi consente a 119 milioni di utenti di postare in modo rapido testi e immagini. La prova evidente di come i nomi prestigiosi siano in saldo.<\/p>\n<p>Ma i nuovi iscritti online rappresentano un cambiamento antropologico rispetto ai lettori vecchio stile. Sono menti inquiete, impazienti di cambiare pagina, tanto che i lunghi articoli e analisi saranno sempre pi&ugrave; brevi. Un processo che si accentuer&agrave; con l&rsquo;avanzare del cambio generazionale. <\/p>\n<p>Un importante studio condotto dall&rsquo;Universit&agrave; della Sorbona di Parigi sui ragazzi tra i 14 e i 16 anni, mostra che la durata della loro attenzione &egrave; molto pi&ugrave; breve di quella dei loro genitori (come qualsiasi docente oggi pu&ograve; confermare).<\/p>\n<p>E per tutti questi ragazzi sta scomparendo il confine tra il giornalismo professionale tradizionale e il cosiddetto giornalismo partecipativo, praticato da chiunque voglia pubblicare notizie e foto online.<\/p>\n<p>Perci&ograve;, un qualunque testo di pi&ugrave; di 850 parole (come questo breve articolo che supera le 1000 parole) &egrave; considerato troppo lungo per essere pubblicato&#8230; Sar&agrave; davvero il sintomo di un mondo pi&ugrave; informato e pi&ugrave; cosciente?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SAN SALVADOR, Sett (IPS) &#8211; Poche persone oggi sanno che quando le prime agenzie stampa furono create nel XIX secolo, l&rsquo;agenzia francese Havas e la britannica Reuters si sono spartite il mondo.<\/p>\n","protected":false},"author":408,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[12,14,1,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1797","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-comunicazione-nuove-tecnologie-e-media","category-cultura","category-headlines","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1797","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/408"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1797"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1797\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1797"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1797"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1797"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}