{"id":1764,"date":"2011-12-29T18:41:03","date_gmt":"2011-12-29T18:41:03","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/12\/29\/sviluppo-le-buone-intenzioni-degli-aiuti-umanitari\/"},"modified":"2011-12-29T18:41:03","modified_gmt":"2011-12-29T18:41:03","slug":"sviluppo-le-buone-intenzioni-degli-aiuti-umanitari","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/12\/29\/sviluppo-le-buone-intenzioni-degli-aiuti-umanitari\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: Le buone intenzioni degli aiuti umanitari"},"content":{"rendered":"<p>SEATTLE, USA, 29 dicembre 2011 (IPS) &#8211; Cercare di migliorare il mondo &egrave; una sfida che sembra impossibile, eppure molti sono disposti ad affrontarla con passione.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1860\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1860\" class=\"size-full wp-image-1860\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/106316-20111227.jpg\" alt=\"Miriam Gathigah\/IPS Miriam Gathigah\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1860\" class=\"wp-caption-text\">Miriam Gathigah\/IPS<br \/>Miriam Gathigah\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>Secondo uno studio del 2009 condotto dalla Stanford University, ogni 10-15 minuti nasce una nuova organizzazione no profit solo negli Stati Uniti. Il risultato &egrave; che esiste una grandissima variet&agrave; di programmi di aiuti, tanti quanti sono i colori dell&rsquo;arcobaleno.<\/p>\n<p>Quanto potr&agrave; essere difficile? Trova un problema e risolvilo.<\/p>\n<p>Problema: l&rsquo;oppressione delle donne in Afghanistan. Soluzione: Favorire l&rsquo;empowerrment femminile costruendo un centro commerciale riservato alle donne, perch&eacute; abbiano un reddito e acquisiscano esperienza nel commercio. <\/p>\n<p>Problema: milioni di Africani non hanno accesso all&rsquo;acqua potabile. Soluzione: installare in tutto il continente delle pompe azionate da una giostra cos&igrave; che i bambini possano distribuire acqua potabile mentre giocano.<\/p>\n<p>Problema: In Thailandia milioni di bambini sono orfani a causa dello tsunami. Soluzione: costruire degli orfanotrofi.<\/p>\n<p>Gli aiuti umanitari sono davvero cos&igrave; semplici? Il centro commerciale per le donne in Afghanistan <A href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2009\/08\/15\/business\/global\/15mall.html?pagewanted=1&amp;tntemail0=y&amp;emc=tnt\" target=\"_blank\">non ha mai preso piede<\/A>, e si &egrave; riempito di uomini che vendono e acquistano materiale per l&rsquo;edilizia.<\/p>\n<p>Le pompe per l&rsquo;acqua sono state oggetto di <A href=\"http:\/\/www.pbs.org\/frontlineworld\/stories\/southernafrica904\/flash\/pdf\/unicef_pp_report.pdf\" target=\"_blank\"> critiche da parte dell&rsquo;Unicef<\/A>, l&rsquo;agenzia delle Nazioni Unite per l&rsquo;infanzia, e l&rsquo;organizzazione umanitaria che se ne occupava ha deciso di sospendere il progetto.<\/p>\n<p>Nel caso della Thailandia, i due orfanotrofi costruiti sono rimasti vuoti perch&eacute; la maggioranza dei bambini sono stati adottati dai parenti o dal governo. A queste strutture venivano affidati molti figli di famiglie povere, che non riuscivano a dargli da mangiare e usavano gli orfanotrofi come un asilo nido. <\/p>\n<p>Che cosa &egrave; andato storto? Forse le intenzioni non sono state orientate nel modo giusto?<\/p>\n<p>Non secondo Sandra Schimmelpfennig, autrice del blog <A href=\"http:\/\/goodintents.org\/\" target=\"_blank\">Le buone intenzioni non bastano<\/A>. Esperta consulente di fundraising, &egrave; stata coordinatrice di un&rsquo;organizzazione umanitaria in Thailandia dopo lo tsunami del 2004 ed &egrave; stata testimone del fallimento degli orfanotrofi. Lei stessa afferma che l&rsquo;insuccesso di questo tipo di iniziative &egrave; molto comune.<\/p>\n<p>&ldquo;Un&rsquo;elevata percentuale (delle organizzazioni in Thailandia) non segue un modello ben studiato&rdquo;, spiega. &ldquo;La maggior parte &egrave; guidata da persone senza esperienza. Forse solo il 10 per cento cerca davvero di imparare dai propri errori&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo Schimmelpfennig, esistono diverse forme di cattiva gestione dei progetti, ma la maggior parte trascura le fasi essenziali, come la valutazione preventiva delle necessit&agrave;, la consultazione di esperti nelle comunit&agrave; locali, e la realizzazione di un onesto bilancio finale.<\/p>\n<p>Ma a volte l&rsquo;ambizione e l&rsquo;originalit&agrave; di un&rsquo;idea fanno s&igrave; che il progetto perda il contatto con la realt&agrave;.<\/p>\n<p>Un esempio &egrave; il fallimento del progetto Playpump International in Africa. L&rsquo;organizzazione prevedeva di installare 4mila pompe a carosello entro il 2010. L&rsquo;originalit&agrave; dell&rsquo;iniziativa attrasse finanziamenti di milioni di dollari dal governo statunitense e altri donatori, tra cui diversi personaggi famosi.<\/p>\n<p>Ma il progetto fall&igrave; a causa degli elevati costi delle pompe, la loro tendenza a rompersi, la difficolt&agrave; di utilizzo e la mancanza di dialogo con le comunit&agrave; locali, secondo il rapporto Unicef del 2007. Nel marzo 2010, Playpump International chiuse e don&ograve; i suoi beni.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il centro commerciale per le donne costruito a Kabul nel 2007, il prezzo elevato dei prodotti e la scelta della location in una zona di difficile accesso ne hanno ostacolato il funzionamento. Fondato dall&rsquo;organizzazione umanitaria tedesca GTZ e dall&rsquo;agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale, &egrave; stato in pratica abbandonato nel 2009.<\/p>\n<p>Altre iniziative come 1millionshirts.org, che puntava a raccogliere un milione di magliette destinate agli africani poveri, si sono rivelate fallimentari per la mancanza di una valutazione preventiva delle necessit&agrave;. I fondatori non erano mai stati in Africa o non avevano mai preso parte ad un progetto umanitario internazionale. L&rsquo;iniziativa fu duramente criticata e infine sospesa lo scorso anno.<\/p>\n<p>Questo tipo di progetti hanno in comune dei promotori definiti da Schimmelpfennig &ldquo;Whites in Shining Armor&#8221;, (bianchi in armatura brillante): stranieri che pensano di trovarsi in una posizione speciale per poter aiutare i meno fortunati e si precipitano a risolvere i problemi di altre comunit&agrave;, di cui in realt&agrave; non conoscono i veri bisogni e le circostanze specifiche. Nella realt&agrave; la situazione &egrave; molto pi&ugrave; complicata.<\/p>\n<p>Robert Bortner, fondatore e direttore della rete <A href=\"http:\/\/www.endruralpoverty.org\/\" target=\"_blank\">Community Empowerment Network<\/A> (CEN) ha un&rsquo;idea diversa degli aiuti. Per lui, non si tratta solo di soddisfare le necessit&agrave; concrete.<\/p>\n<p>&ldquo;Occorre identificare i bisogni alla radice&rdquo;, ha detto. &ldquo;Le persone sul campo conoscono i loro problemi molto meglio di noi, ma a volte non ne comprendono le cause&rdquo;.<\/p>\n<p>La CEN, con sede nello stato di Washington, lavora per lo sviluppo sostenibile nell&rsquo;Amazzonia brasiliana, prima di tutto facendo in modo che le comunit&agrave; locali stabiliscano le loro priorit&agrave;, e poi aiutandole a raggiungere gli obiettivi prefissati fornendo consulenza e formazione, e sostenendole nello sviluppo di un&rsquo;economia locale.<\/p>\n<p>Ma Bortner conosce bene la tendenza a voler aiutare le comunit&agrave; dando loro semplicemente delle &ldquo;cose&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; molto pi&ugrave; facile finanziare delle &lsquo;cose&rsquo;, piuttosto che qualcosa di sociale o psicologico. Per&ograve; bisogna essere onesti e vedere cosa funziona e cosa no&rdquo;.<\/p>\n<p>Ma molte organizzazioni sono reticenti di fronte a questo tipo di valutazioni: tendono a sottovalutare i fallimenti e preparano rapporti finali in cui risaltano solo gli aspetti positivi.<\/p>\n<p>&ldquo;Tutte le organizzazioni di aiuti temono la cattiva pubblicit&agrave;&rdquo;, spiega Schimmelpfennig. &ldquo;Visto che i donatori non possono vedere da vicino i risultati del lavoro che svolge la maggior parte di questi gruppi&rdquo;, le &ldquo;donazioni funzionano prevalentemente in base alla reputazione dell&rsquo;organizzazione e al modo di promuovere la sua attivit&agrave;. Se ammettono degli errori, questi vengono resi pubblici e i finanziatori cominciano a chiedersi se davvero vale la pena investire su di loro&rdquo;.<\/p>\n<p>Alcuni donatori, aggiunge, non controllano nemmeno le valutazioni, considerandole un inutile spreco di denaro.<\/p>\n<p>Ma ultimamente comincia a prendere piede una maggiore tendenza a voler identificare i fallimenti. Il sito internet <A href=\"http:\/\/www.admittingfailures.com\/\" target=\"_blank\"> admittingfailures.org<\/A>, creato da Ingegneri Senza Frontiere &#8211; Canada, permette agli utenti di cercare e apportare dati sui progetti di aiuti fallimentari. <\/p>\n<p>&ldquo;Nascondendo i nostri errori, siamo condannati a ripeterli e stiamo soffocando l&rsquo;innovazione&rdquo; si legge sul sito. &ldquo;Invece, ammettendo gli errori e condividendoli pubblicamente&#8230; contribuiamo ad una cultura dello sviluppo in cui l&rsquo;errore &egrave; considerato fondamentale per il successo&rdquo;.<\/p>\n<p>Prima di ideare un progetto umanitario, bisogna conoscere le persone che si stanno aiutando e le loro necessit&agrave; e creare partnersbhip con le comunit&agrave; locali, aggiunge Bortner.<\/p>\n<p>Shimmelpfennig raccomanda una <A href=\"http:\/\/goodintents.org\/aid-recipient-concerns\/how-to-determine-if-an-aid-project-is-a-good-idea\" target=\"_blank\">verifica specifica<\/A> per capire se un progetto pu&ograve; funzionare, attraverso la consultazione di blog di altre organizzazioni di aiuti, per vedere che cosa non ha funzionato. Consiglia anche di visitare il suo sito internet, dove &egrave; possibile trovare alcune idee su come cominciare col piede giusto. @ IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SEATTLE, USA, 29 dicembre 2011 (IPS) &#8211; Cercare di migliorare il mondo &egrave; una sfida che sembra impossibile, eppure molti sono disposti ad affrontarla con passione.<\/p>\n","protected":false},"author":511,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[38,13,1,25],"tags":[],"class_list":["post-1764","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sviluppo","category-cooperazione","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1764","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/511"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1764"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1764\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1764"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1764"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1764"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}