{"id":17,"date":"2003-10-17T15:33:50","date_gmt":"2003-10-17T15:33:50","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2003\/10\/17\/ambiente-un-affare-miliardario-e-crudele\/"},"modified":"2003-10-17T15:33:50","modified_gmt":"2003-10-17T15:33:50","slug":"ambiente-un-affare-miliardario-e-crudele","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2003\/10\/17\/ambiente-un-affare-miliardario-e-crudele\/","title":{"rendered":"AMBIENTE: Un affare miliardario e crudele"},"content":{"rendered":"<p>MILANO, 17 ott (IPS) &#8211; Almeno 110.000 uccelli esotici, provenienti soprattutto dall&#39;America Latina, rallegrano con i loro canti e colori le case delle famiglie italiane. Sono i sopravvissuti al crudele e lucrativo traffico d&#39;animali selvatici.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Qui, come nel resto d&#39;Europa, abbondano rettili, tartarughe e piccole scimmie usate per mascotte, e artigianato fatto con gusci di tartaruga, fanoni, piume d&#39;uccelli multicolore.<\/p>\n<p>Le foreste di Bolivia, Ecuador, Colombia e Brasile, come altri ecosistemi di America Centrale, Messico, Argentina e Paraguay, sono diventate la principale fonte dei traffici di diverse specie viventi verso l&#39;Unione Europea, primo importatore mondiale di pelli di rettili, pappagalli, boa e pitoni, e secondo per i primati.<\/p>\n<p>Sebbene il commercio legale di animali e piante sia regolato dalla Convenzione Internazionale sul Commercio di specie di fauna e flora selvatiche a rischio (CITES), si calcola che resti illegale un terzo delle vendite mondiali, per 25 miliardi di dollari l&#39;anno: un giro d&#39;affari inferiore solo al traffico di armi e droga.<\/p>\n<p>Massimiliano Rocco, direttore per l&#39;Italia di Traffic International, ha dichiarato a Tierram&eacute;rica (TA): &#8220;In Europa c&#39;&egrave; una fortissima domanda di animali selvatici. Il mercato varia secondo la moda e le abitudini di ciascun paese. L&#39;Italia ama e alleva gli uccelli ed &egrave; sempre stata interessata al loro commercio, cos&igrave; come la Spagna, l&#39;Olanda e il Belgio&#8221;.<\/p>\n<p>In Italia arrivano 35.000 esemplari l&#39;anno, tra cui tucani, pappagalli, iguane, coccodrilli, piccole scimmie, ragni e caimani. Uno su tre &egrave; di contrabbando, secondo alcune organizzazioni ambientaliste, che assicurano: il giro d&#39;affari genera un profitto di 5 miliardi di dollari l&#39;anno.<\/p>\n<p>In Spagna, la passione per le specie esotiche &egrave; tale che i collezionisti arrivano persino a pagare tra 500 e un milione di dollari per un guacamayo (ara dell&#39;America meridionale).<\/p>\n<p>Miguel Angel Valladares, portavoce del Fondo Mondiale per l&#39;ambiente (WWF-Adena) in Spagna, ha assicurato a TA che &#8220;il traffico illegale d&#39; animali provenienti da tutta l&#39;America Latina ha il suo accesso principale in Spagna, che poi li riesporta nel resto del continente&#8221;.<\/p>\n<p>In Brasile vengono catturati pi&ugrave; di 38 milioni di esemplari l&#39;anno, secondo la Rete nazionale di lotta al traffico di animali selvatici (RENCTAS). Ma il 90% di essi muore durante la caccia o il trasporto.<\/p>\n<p>Dei sopravvissuti, il 40% viene esportato (1,52 milioni), cio&egrave; &#8220;le specie pi&ugrave; rare e minacciate d&#39;estinzione&#8221;, ha spiegato a TA Dener Giovanini, coordinatore di RENCTAS.<\/p>\n<p>I cacciatori locali guadagnano molto poco. Un uccello merlo (Gnorimopsar chopi) si trova a 27 dollari nei mercati rionali del sud del Brasile ed &egrave; quotato 2500 dollari in Europa. Il guacamayo rosado (Ara macao) costa 15 dollari nelle foreste brasiliane e fino a duemila dollari in Italia.<\/p>\n<p>Tutto sta ad indicare che si tratta di un affare in auge. Tra il 1997 e il 2000, la polizia italiana ha effettuato migliaia di controlli, sequestrando 150.000 esemplari, vivi o morti, arrivati da America Latina, Africa ed Europa orientale.<\/p>\n<p>Nel 2002, in Messico sono state sequestrate oltre 206.828 specie di piante e animali; una quantit&agrave; 110 volte superiore a quella registrata nel 2001, secondo la Procura Federale di protezione dell&#39;ambiente.<\/p>\n<p>I trafficanti usano le stesse strade degli importatori per trasportare gli animali dall&#39;America Latina all&#39;Europa: voli diretti e navi transatlantiche. Falsificano certificati, fanno triangolazioni e mascherano la mercanzia, confondendola tra i carichi regolari per confondere le autorit&agrave; o spedendola in casse a doppiofondo.<\/p>\n<p>Ciro Troiano, della Lega Antivivisezione italiana (LAV), ha segnalato che &#8220;tra i canali del commercio legale ed illegale, il confine &egrave; fragile. In una stessa gabbia possono esserci specie con i certificati ed altre senza. Si trasportano, per esempio, le tartarughe insieme ai serpenti velenosi e alla dogana nessuno osa verificare il contenuto&#8221;.<\/p>\n<p>I viaggi da un continente all&#39;altro sono un calvario. Ogni quattro animali, tre non arrivano mai a destinazione.<\/p>\n<p>Tucani camuffati, con i becchi legati da nastro adesivo, pappagalli avvolti nei calzini, con un piccolo buco appena per respirare, uccelli narcotizzati o con gli occhi perforati perch&eacute; non cantino, non vedendo la luce del sole, sono solo alcuni passeggeri di questi voli della morte.<\/p>\n<p>Giovanni Guadagna, anch&#39;esso del LAV, ha sostenuto che &#8220;le compagnie aeree non rispettano le norme. Durante il trasporto muore tra il 30 e il 60% delle specie&#8221;.<\/p>\n<p>Il panorama si complica, dal momento che le mafie internazionali del contrabbando e del narcotraffico di America Latina, Asia ed Europa sono coinvolte nella vendita delle specie esotiche.<\/p>\n<p>Lo scorso agosto, la polizia italiana ha scoperto a Palermo, culla del crimine organizzato, un allevamento clandestino di cavalli da corsa, cani da combattimento, maiali di razza e 300 tartarughe d&#39;origine latinoamericana.<\/p>\n<p>In Brasile, una commissione parlamentare ha documentato il legame fra il traffico d&#39;animali, quello di droga e di pietre preziose, ha assicurato Giovanini, della RENCTAS.<\/p>\n<p>In Messico, diversi capi della droga sono rimasti coinvolti nel traffico delle specie. Diversi giardini zoologi proteggono ancora alcune delle 70 specie sequestrate nel 1993 dalla tenuta del narcotrafficante Joaqu&iacute;n &#8220;El Chapo&#8221; Guzm&aacute;n.<\/p>\n<p>Nella maggior parte dei paesi, il traffico delle specie viene giudicato un delitto. Le sanzioni variano da sei mesi a sei anni di reclusione in Messico, cinque anni in Spagna o due anni, che possono diventare dodici per associazione mafiosa, in Italia.<\/p>\n<p>In Brasile, secondo gli ambientalisti, la legislazione &egrave; blanda e non viene applicata. &#8220;Se qualcuno viene arrestato, paga una multa di 100 dollari ed esce. Le condanne sono pene alternative in un lavoro comunitario&#8221;, ha spiegato Giovanini.<\/p>\n<p>Nel 2002, in Messico sono state processate 17 persone e sono state pagate multe per 580.000 dollari.<\/p>\n<p>Oscar Moctezuma, direttore dell&#39;Ong Naturalia, ha dichiarato a TA che &#8220;il traffico di specie &egrave; relativamente tollerato dalla societ&agrave;, e questo spiega perch&eacute; il commercio illegale non sia perseguito quanto il narcotraffico o la vendita illegali d&#39;armi&#8221;.<\/p>\n<p>* Con contributi di Mario Osava (Brasile) e Diego Cevallos (Messico). Pubblicato per la prima volta il 30 agosto dalla rete latinoamericana di quotidiani dell&#39;America Latina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO, 17 ott (IPS) &#8211; Almeno 110.000 uccelli esotici, provenienti soprattutto dall&#39;America Latina, rallegrano con i loro canti e colori le case delle famiglie italiane. 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