{"id":1695,"date":"2010-07-15T12:54:39","date_gmt":"2010-07-15T12:54:39","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/07\/15\/portare-la-scienza-per-le-strade\/"},"modified":"2010-07-15T12:54:39","modified_gmt":"2010-07-15T12:54:39","slug":"portare-la-scienza-per-le-strade","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/07\/15\/portare-la-scienza-per-le-strade\/","title":{"rendered":"Portare la scienza per le strade"},"content":{"rendered":"<p>New York, 15 luglio 2010 (IPS) &#8211; Ottanta studenti muniti di block notes si sono lanciati, divisi in gruppi, nell&rsquo;esplorazione di mercati e negozi alimentari di New York, per scoprire quali prodotti si vendono nei loro quartieri. Un&rsquo;immagine simile viene da Dar es Salaam, in Tanzania, dove le studentesse imparano come coltivare funghi commestibili nei loro villaggi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Vivienne Cain, che partecipa al progetto &ldquo;Nutrition and Healthy Living&rdquo; della Harlem Children Society, ha preso nota dei prezzi, delle dimensioni, di come viene esposta e soprattutto della disponibilit&agrave; di frutta e verdura. Lo scopo della ricerca &egrave; confrontare questi dati con le caratteristiche demografiche, socio-economiche e con il tasso di disturbi legati all&rsquo;alimentazione degli abitanti di ogni quartiere di New York.<\/p>\n<p>I ragazzi hanno scoperto che il quartiere con i prodotti di qualit&agrave; pi&ugrave; scarsa &egrave; il Washington Heights di Manhattan, dove vive una vasta comunit&agrave; ispanica con un livello culturale mediamente basso.<\/p>\n<p>Appassionata di sociologia e antropologia Cain spera che gli studenti utilizzino i dati raccolti per approfondire la ricerca nei quartieri in cui l&rsquo;obesit&agrave; &egrave; particolarmente diffusa. In generale, circa un terzo dei cittadini americani &egrave; considerato obeso.<\/p>\n<p>&ldquo;Speriamo di poter diffondere la conoscenza del fenomeno obesit&agrave; l&agrave; dove non &egrave; diffusa una cultura dell&rsquo;alimentazione&rdquo; ha detto all&rsquo;IPS.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, in Tanzania va avanti il progetto della Harlem Children Society (HRC) incentrato sulla diffusione delle tecniche di coltivazione dei funghi e il loro potenziale impatto sull&rsquo;economia locale. Altri studenti sono coinvolti nella gestione dei problemi che maggiormente affliggono la comunit&agrave; locale come AIDS, alcolismo e agricoltura.<\/p>\n<p>Gli studenti, provenienti in genere da famiglie poco abbienti e scuole altrettanto povere sia dal punto di vista culturale che economico, ora si trovano impegnati in progetti di ricerca promossi in tutto il mondo da eminenti scienziati, ingegneri e matematici.<\/p>\n<p>I principali beneficiari dei progetti negli Stati Uniti sono ragazzi di origini afroamericane (il 40 percento) e ispaniche (il 26 percento), ma alcune iniziative coinvolgono anche alcuni nativi americani (il 16 percento).<\/p>\n<p>L&rsquo;HRC &egrave; un progetto scientifico che mira a scovare i talenti di aspiranti scienziati e a prepararli alla professione, concedendo loro la rara opportunit&agrave; di effettuare ricerche sul campo. L&rsquo;idea di &ldquo;addestrare&rdquo; in questo modo gli Einstein e Marie Curie del futuro &egrave; venuta a un genetista molecolare, il dottor Sat Bhattacharya, che ha avuto questa idea semplice ma innovativa prendendo per primo sotto la sua ala protettrice tre studenti.<\/p>\n<p>Il progetto pilota &egrave; partito a New York e oggi conta pi&ugrave; di 750 studenti. Il programma &egrave; attivo in 12 paesi e spazia nei cinque continenti; molti degli studenti, 350 circa, provengono da paesi come Messico, Honduras, Etiopia, India e Malesia.<\/p>\n<p>&ldquo;Inizialmente pensavo semplicemente di coinvolgere gli studenti dei quartieri vicini e pi&ugrave; disagiati&rdquo; ha detto Bhattacharya all&rsquo;IPS. &ldquo;Ma l&rsquo;idea si &egrave; sviluppata, &egrave; cresciuta, e oggi intorno ad essa si &egrave; creata una grande organizzazione&rdquo;.<\/p>\n<p>Shaveene, uno dei primi studenti coinvolti, ora studia infermieristica alla Columbia University. Circa il 20 percento degli studenti della HCS frequentano le scuole della Ivy League.<\/p>\n<p>Shaveene continua a pensare in grande, e sta progettando la creazione di un sistema che aiuti gli studenti della HCS ad accedere all&rsquo;educazione universitaria. <\/p>\n<p>&ldquo;C&rsquo;&egrave; un tasso di abbandono altissimo, specialmente tra gli ispanici, gli africani e i nativi: del 60 percento circa nei primi tre anni di universit&agrave;&rdquo; spiega.<\/p>\n<p>Bhattacharya immagina uno spazio in cui gli studenti abbiano l&rsquo;opportunit&agrave; di continuare la ricerca sul campo e spera di allargare il programma agli altri membri della comunit&agrave; e ai loro genitori.<\/p>\n<p>L&rsquo;idea &egrave; arrivata nelle scuole del Bronx, di Manhattan, del Queens, e di Brooklyn, dove i professori nominano o garantiscono per gli studenti pi&ugrave; inclini a dedicarsi alla scienza. Come Elena Feldman, una giovane studentessa delle medie, che ha la curiosit&agrave; scientifica nei geni. Ha saputo del programma dal fratello maggiore, che, dice lei, non l&rsquo;ha aiutata per niente a inseguire il suo sogno: studiare ingegneria meccanica al MIT (Massachusetts Institute of Technology).<\/p>\n<p>Lavorare gomito a gomito con gli scienziati migliori &egrave; stato il momento pi&ugrave; importante nell&rsquo;esperienza di Elena Feldman, che ha presentato insieme a loro un progetto col quale ha vinto il concorso indetto dalla Sigma Xi, una societ&agrave; di ricerca scientifica che annualmente discute i nuovi sviluppi di scienza e tecnologia.<\/p>\n<p>La settimana scorsa gli studenti hanno ricevuto l&rsquo;apprezzamento del Nobel Sidney Altman, un biologo molecolare che ha studiato l&rsquo;RNA, e hanno celebrato la cerimonia d&rsquo;investitura che ogni anno segna l&rsquo;inizio del programma. &ldquo;Non rinunciate mai a fare domande&#8230;. Perch&eacute; non esistono domande stupide&rdquo; ha insistito Altman.<\/p>\n<p>HCS vorrebbe aprirsi alla comunit&agrave;: il dottor Rani Roy, coordinatore del progetto nutrizionale, ha spiegato all&rsquo;IPS che &ldquo;La consapevolezza e l&rsquo;educazione alimentare dovrebbero entrare prima di tutto nelle case, e poi la comunit&agrave;, attraverso le fiere della scienza&rdquo;.<\/p>\n<p>Le strade di Harlem ogni anno a settembre sono piene di progetti per il festival e la fiera della scienza, in cui le famiglie degli studenti e i membri della comunit&agrave; possono vedere e partecipare ai lavori degli studenti. &ldquo;Anche i professori delle scuole vengono a vedere e a volte sono particolarmente interessati a uno studente e al suo lavoro&rdquo; spiega Feldman. Per far s&igrave; che il programma sia sostenibile nel lungo termine, Bhattacharya insiste sul fatto che &ldquo;gli studenti devono riuscire a restituire qualcosa alla comunit&agrave;&rdquo;. E aggiunge &ldquo;Per me vederli fare questo &egrave; la cosa pi&ugrave; gratificante&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>New York, 15 luglio 2010 (IPS) &#8211; Ottanta studenti muniti di block notes si sono lanciati, divisi in gruppi, nell&rsquo;esplorazione di mercati e negozi alimentari di New York, per scoprire quali prodotti si vendono nei loro quartieri. 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