{"id":1685,"date":"2010-05-13T17:27:30","date_gmt":"2010-05-13T17:27:30","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/05\/13\/messico-bambini-vittime-della-violenza-a-ciudad-jurez\/"},"modified":"2010-05-13T17:27:30","modified_gmt":"2010-05-13T17:27:30","slug":"messico-bambini-vittime-della-violenza-a-ciudad-jurez","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/05\/13\/messico-bambini-vittime-della-violenza-a-ciudad-jurez\/","title":{"rendered":"MESSICO: Bambini vittime della violenza a Ciudad Ju&aacute;rez"},"content":{"rendered":"<p>CIUDAD JU&Aacute;REZ, Messico, 13 maggio 2010 (IPS) &#8211; A Ciudad Ju&aacute;rez, la citt&agrave; pi&ugrave; violenta dell&rsquo;America Latina, la guerra messicana per il narcotraffico ha ucciso almeno 110 bambini negli ultimi tre anni e ne ha resi orfani pi&ugrave; di 10mila.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1586\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1586\" class=\"size-full wp-image-1586\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/95353-20100506.jpg\" alt=\"Daniela Pastrana\/IPS Daniela Pastrana\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1586\" class=\"wp-caption-text\">Daniela Pastrana\/IPS<br \/>Daniela Pastrana\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>Le organizzazioni della societ&agrave; civile stanno sollecitando le autorit&agrave; candidate alle imminenti elezioni affinch&eacute; si adoperino per aiutare questa parte vulnerabile della popolazione.<\/p>\n<p>Un senso di disperazione permea l&rsquo;aria di questa citt&agrave; di confine. Le strade deserte e le 100mila case abbandonate testimoniano la sconfitta di una societ&agrave; che negli ultimi vent&rsquo;anni &egrave; passata attraverso l&rsquo;orrore, l&rsquo;indignazione, la rabbia e lo sfinimento.<\/p>\n<p>Di notte vige una sorta di coprifuoco volontario che contrasta con quella che una volta era la animata vita notturna caratteristica di Ciudad Ju&aacute;rez. Perfino di giorno sono pochi quelli che camminano per strada e quasi tutti ci pensano due volte prima di rispondere alle telefonate provenienti da numeri sconosciuti. Un terzo dei negozi restano chiusi in questa citt&agrave; del nord del Messico che sorge al confine con El Paso, Texas.<\/p>\n<p>Verito ha sette anni. A dicembre le sue insegnanti hanno dovuto consegnare la tredicesima sullo stipendio, ricevuta prima di Natale, per pagare &ldquo;il pizzo&rdquo; a un gruppo organizzato di criminali perch&eacute; non facessero del male agli alunni.<\/p>\n<p>&ldquo;Dicono che hanno minacciato la preside di mettere delle bombe nella scuola, per questo hanno annullato le lezioni&rdquo;, racconta la bambina. <\/p>\n<p>Sa che alcune persone nella sua citt&agrave; rapiscono e uccidono i bambini. E sa che &ldquo;tutti&rdquo; gli adulti &ldquo;pagano i loro debiti&rdquo; ai cartelli della droga: &ldquo;Devono pagare&rdquo;, spiega la piccola e poi racconta il suo sogno di una citt&agrave; &ldquo;uguale a questa, ma senza violenza e senza notiziari&rdquo;.<\/p>\n<p>Il suo racconto fa parte di &ldquo;Un, dos, tres, por m&iacute; y por todos mis amigos&rdquo; (Un, due, tre, per me e per tutti i miei amici), un progetto che raccoglie in un libro e in un DVD le voci, i disegni e le fotografie dei bambini di Ciudad Ju&aacute;rez dai 4 agli 8 anni. A realizzarlo, tra il 2008 e il 2010, sono state alcune organizzazioni della societ&agrave; civile che partecipavano all&rsquo;iniziativa &#8220;Infancia en Movimiento&#8221;.<\/p>\n<p>Negli ultimi tre anni in questa citt&agrave; dello Stato del Chihuahua, la strategia del governo messicano contro il narcotraffico ha causato la morte di almeno 110 bambini, rimasti vittime del fuoco incrociato tra polizia federale, forze armate e cartelli della droga.<\/p>\n<p>Secondo le stime delle organizzazioni non governative, circa 10mila bambini hanno perso almeno un genitore nella guerra per la droga; il calcolo &egrave; stato fatto considerando che ognuna delle 5mila vittime uccise in et&agrave; riproduttiva aveva presumibilmente due figli, come nella media delle statistiche demografiche. Ma non ci sono dati ufficiali.<\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; terribile che non ci sia neanche una stima ufficiale del numero di bambini orfani di almeno un genitore&rdquo;, dichiara all&rsquo;IPS Lourdes Almada, segretaria esecutiva del Comitato per l&rsquo;infanzia del Consiglio dei cittadini per lo sviluppo sociale.<\/p>\n<p>&ldquo;I bambini che hanno subito violenza all&rsquo;interno della loro famiglia o della loro cerchia non ricevono l&rsquo;aiuto di nessuno&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Dal 1993, quando a Ciudad Ju&aacute;rez &egrave; cominciata un&rsquo;ondata di omicidi contro le donne impiegate nelle fabbriche locali, la citt&agrave; &egrave; diventata per tutti il simbolo della violenza di genere, che fino a oggi ha ucciso pi&ugrave; di mille donne, e di una radicata criminalit&agrave; organizzata.<\/p>\n<p>&ldquo;Ciudad Ju&aacute;rez &egrave; diversa dagli altri luoghi del Messico perch&eacute; qui i narcotrafficanti hanno oltrepassato ogni limite. &Egrave; molto difficile reagire alla violenza contro i bambini&rdquo;, ha dichiarato all&rsquo;IPS il regista cinematografico di Ciudad Ju&aacute;rez &Aacute;ngel Estrada, che ha diretto il documentario &ldquo;Escenarios de guerra&rdquo;. <\/p>\n<p>Il film, proiettato per la prima volta a Ciudad Ju&aacute;rez il 28 aprile, racconta l&rsquo;impossibilit&agrave; di fare teatro in una citt&agrave; cos&igrave; violenta.<\/p>\n<p>Nel 2005, la comunit&agrave; di Ciudad Ju&aacute;rez si &egrave; indignata per la morte di due bambine: Airis Estrella Enr&iacute;quez, di sette anni, il cui corpo &egrave; stato ritrovato sepolto nel cemento e Anah&iacute; Orozco, di dieci anni, stuprata e uccisa da un vicino che ne ha poi bruciato il corpo, mentre la madre della piccola era al lavoro in una &ldquo;maquiladora&rdquo;, una fabbrica che assembla prodotti destinati all&rsquo;esportazione.<\/p>\n<p>Nello stesso anno sono stati uccisi altri sei minori, ma non &egrave; stato stanziato alcun aiuto economico per la protezione dei bambini.<\/p>\n<p>Adesso i giornali locali riportano notizie come quella di un&rsquo;intera famiglia assassinata mentre partecipava alla veglia funebre di un adolescente ucciso a Parral, una citt&agrave; nel sud del Chihuahua. O l&rsquo;omicidio di 16 giovani compiuto a febbraio durante una festa nel quartiere di Villas de Salv&aacute;rcar, che ha fatto accorrere a Ciudad Ju&aacute;rez schiere di funzionari federali che sono stati a discutere per ore senza nessun risultato.<\/p>\n<p>&ldquo;Alla base di tutto questo ci sono decenni di abbandono e di disinteresse verso lo sviluppo umano e sociale&rdquo;, ha detto Almada. &ldquo;L&rsquo;esplosione di violenza che ha invaso Ciudad Ju&aacute;rez &egrave; il risultato di un modello economico che non tiene conto delle persone&rdquo;.<\/p>\n<p>Un&rsquo;altra forma di violenza della citt&agrave; &egrave; testimoniata dal fatto che nel 2008 e nel 2009, su una popolazione di circa un milione e 200mila abitanti, pi&ugrave; di 300mila persone hanno perso il lavoro, fosse esso diretto, indiretto o a termine.<\/p>\n<p>I licenziamenti sono stati particolarmente pesanti nelle maquiladoras, un&rsquo;istituzione per Ciudad Ju&aacute;rez e in cui lavorano principalmente le donne. Queste fabbriche, che godono di agevolazioni fiscali e di altri vantaggi, hanno tagliato 120mila posti di lavoro, per ognuno dei quali si stima una perdita di 1,5 impieghi nell&rsquo;economia informale.<\/p>\n<p>&ldquo;Ci&ograve; che accade a Ciudad Ju&aacute;rez &egrave; l&rsquo;espressione dell&rsquo;esclusione sociale&rdquo;, ha dichiarato all&rsquo;IPS Nashieli Ram&iacute;rez, a capo dell&rsquo;organizzazione sociale Ririki Intervenci&oacute;n Social e coordinatrice del progetto Infancia en Movimiento. &ldquo;Accadr&agrave; in tutto il mondo, non solo in Messico, con questa corsa all&rsquo;urbanizzazione che non pu&ograve; essere compresa se non attraverso la lente dell&rsquo;emarginazione e dell&rsquo;esclusione sociale, di cui tutti noi subiremo le conseguenze&rdquo;.<\/p>\n<p>E cos&igrave; andiamo avanti &ldquo;senza nessuna opportunit&agrave; per i giovani, con i bambini che non possono giocare per strada, con famiglie abbandonate e madri sole&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>&Egrave; una grande sfida. Ciudad Ju&aacute;rez &egrave; una delle citt&agrave; a pi&ugrave; alta percentuale di minori del Messico, un paese che nell&rsquo;insieme conta pi&ugrave; di 107 milioni di abitanti, eppure &egrave; qui che si registrano gli indicatori pi&ugrave; bassi in termini di assistenza e di protezione all&rsquo;infanzia. <\/p>\n<p>Il tasso di mortalit&agrave; infantile supera il 25 per mille bambini nati vivi, mentre a Cuba o in Costa Rica non va oltre il 10 per mille.<\/p>\n<p>Ciudad Ju&aacute;rez ha la pi&ugrave; alta percentuale di donne lavoratrici del Messico e un quarto delle madri lavoratrici lascia i propri figli incustoditi per tre o quattro ore al giorno.<\/p>\n<p>I bambini di Ciudad Ju&aacute;rez affermano con disinvoltura di essere stati testimoni di tre, quattro o cinque omicidi. Alicia, una bambina di sette anni, dice di non sentirsi al sicuro nei luoghi pubblici e Leonardo Irving, di otto anni, ha fatto un disegno che lo ritraeva &ldquo;in un hotel di narcotrafficanti con i rubinetti d&rsquo;oro&rdquo;.<\/p>\n<p>Per fronteggiare questa situazione, le organizzazioni che lavorano per il benessere dei bambini stanno lanciando una campagna chiamata &ldquo;Hazlo Por Ju&aacute;rez&rdquo; (Fallo per Ju&aacute;rez), finanziata dalla Fondazione Bernard van Leer e finalizzata a influenzare i programmi politici dei candidati a sindaco di Ciudad Ju&aacute;rez e dei candidati al governo dello stato del Chihuahua che si presenteranno alle prossime elezioni del 4 luglio.<\/p>\n<p>&ldquo;Daremo vita a un movimento sociale a Ju&aacute;rez e vogliamo che abbia risonanza in tutto il paese&rdquo;, ha detto Ram&iacute;rez.<\/p>\n<p>&ldquo;Non possiamo perdere un&rsquo;altra generazione. Dobbiamo aprire le porte a un futuro diverso&rdquo;, ha dichiarato Almada. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CIUDAD JU&Aacute;REZ, Messico, 13 maggio 2010 (IPS) &#8211; A Ciudad Ju&aacute;rez, la citt&agrave; pi&ugrave; violenta dell&rsquo;America Latina, la guerra messicana per il narcotraffico ha ucciso almeno 110 bambini negli ultimi tre anni e ne ha resi orfani pi&ugrave; di 10mila.<\/p>\n","protected":false},"author":416,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[5,11,15,16,1,27,25,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1685","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-america-latina","category-columnas","category-diritti-umani","category-donne-e-sviluppo","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1685","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/416"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1685"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1685\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}