{"id":1670,"date":"2009-12-18T17:56:02","date_gmt":"2009-12-18T17:56:02","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/12\/18\/intervista-lapartheid-economica-mondiale-impedisce-un-accordo-equo\/"},"modified":"2017-11-08T17:39:16","modified_gmt":"2017-11-08T17:39:16","slug":"intervista-lapartheid-economica-mondiale-impedisce-un-accordo-equo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/12\/18\/intervista-lapartheid-economica-mondiale-impedisce-un-accordo-equo\/","title":{"rendered":"INTERVISTA: L&#8217;apartheid economica mondiale impedisce un accordo equo"},"content":{"rendered":"<p>COPENHAGEN, 18 dicembre 2009 Terraviva COP15* (IPS) &#8211; &#8220;I cambiamenti climatici sono un&rsquo;opportunit&agrave; per affrontare tutte le questioni di uguaglianza e giustizia per cui lottiamo da sempre&rdquo;, ha detto Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International, in un&rsquo;intervista rilasciata a Copenhagen.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1528\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1528\" class=\"size-full wp-image-1528\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/kUMI-300x225.jpg\" alt=\"Claudia Ciobanu\/IPS Claudia Ciobanu\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1528\" class=\"wp-caption-text\">Claudia Ciobanu\/IPS<br \/>Claudia Ciobanu\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>&ldquo;Forse &egrave; questo il motivo per cui i paesi ricchi fanno tanta resistenza: sanno che prendere le decisioni giuste a Copenhagen li costringerebbe a condividere il potere economico, e dotarsi di un sistema commerciale pi&ugrave; equo, con tutti gli annessi e connessi, che altrimenti impedirebbero di gestire i cambiamenti climatici&rdquo;.<\/p>\n<p>D: Siamo ormai alla conclusione del vertice di Copenhagen, e abbiamo visto la riluttanza dei maggiori leader a impegnarsi con un trattato equo, ambizioso e vincolante. Perch&eacute;?<\/p>\n<p>KUMI NAIDOO: Penso che i paesi ricchi neghino tuttora la propria responsabilit&agrave;, anche se formalmente l&rsquo;hanno ammessa. Il punto &egrave; che vige un&rsquo;apartheid economica mondiale, e qui assistiamo a una sorta di apartheid climatica.<\/p>\n<p>Mi preme sottolineare che a fregarsene sono i governi dei paesi industrializzati. I cittadini, invece, si rendono conto di questa ingiustizia. Quindi, credo non solo che i governi dei paesi ricchi stiano tradendo gli abitanti dei paesi poveri, ma anche i propri cittadini; e la democrazia.<\/p>\n<p>D: Ma fanno leva sulle questioni connesse ai loro cittadini come scusa per non agire?<\/p>\n<p>KN: Certamente. Come &egrave; emerso sabato 12 dicembre, con tutte le manifestazioni organizzate nel mondo. Le manifestazioni di sabato hanno dimostrato che lo slancio entusiasta dei cittadini sta aumentando. La cosa pi&ugrave; importante, per me, &egrave; stato vedere che non erano i &ldquo;soliti sospetti&rdquo; (Greenpeace, Amici della Terra, WWF e altre organizzazioni ambientaliste), ma che c&rsquo;erano anche chiese, sindacati, e organizzazioni per lo sviluppo, che solitamente non si occupano di ambiente.<\/p>\n<p>D: Dunque l&rsquo;ambiente funge da catalizzatore di un movimento globale?<\/p>\n<p>KN: S&igrave;. Perch&eacute; la gente ne riconosce le interconnessioni. Come possiamo avere dei diritti umani se il pianeta &egrave; invivibile, come progredire se poi ci troviamo in situazioni che vanificano ogni progresso raggiunto? Pensiamo al Bangladesh, uno dei paesi pi&ugrave; poveri del mondo: grazie alla comunit&agrave; di Ong erano state apportate grandissime innovazioni, per&ograve; molti progressi sono stati cancellati con l&rsquo;aumento del livello dell&rsquo;oceano, che danneggia le forniture idriche e provoca penuria idrica.<\/p>\n<p>Oppure, pensiamo all&rsquo;uguaglianza di genere: in Africa, i cambiamenti climatici stanno gi&agrave; devastando l&rsquo;agricoltura, e noi stiamo ancora qui a chiederci chi sono i pi&ugrave; vulnerabili? Sono i piccoli agricoltori, molti dei quali sono donne.<\/p>\n<p>Una delle cose che i paesi ricchi ignorano &egrave; che i cambiamenti climatici hanno gi&agrave; causato dei conflitti, e la cosa si aggraver&agrave;, solo che le prossime guerre non saranno per il petrolio, ma per l&rsquo;acqua.<\/p>\n<p>&Egrave; il caso del genocidio in Darfur, comunemente ritenuto un conflitto etnico; dimentichiamo che il lago Ciad, che confina con il Darfur, era uno degli ultimi grandi bacini di mare interno del mondo, e che si &egrave; progressivamente prosciugato. La penuria idrica e la scarsit&agrave; di terra sono i principali moventi del tragico conflitto in Darfur.<\/p>\n<p>Gli USA spendono 30 miliardi di dollari all&rsquo;anno solo per la guerra in Afghanistan. Se davvero gli premono i soldi che noi chiediamo, perch&eacute; spendono in guerre, conflitti armati e risoluzione di conflitti, mentre potrebbero creare concrete possibilit&agrave; di vita per persone socialmente emarginate, che vivono in disperate condizioni di indigenza? Questi sono i temi da affrontare, per evitare guerre e conflitti.<\/p>\n<p>D: I cambiamenti climatici sono un grande capitolo della sicurezza internazionale &#8230;<\/p>\n<p>KN: S&igrave;. Tema grande e primario della sicurezza; lo sappiamo tutti, ma purtroppo il summit non ha dato sufficiente rilievo alla cosa.<\/p>\n<p>Alla fine dei conti, &egrave; una questione di volont&agrave; politica. Se in pochi mesi hanno mosso bilioni di euro per trarre d&rsquo;impaccio le banche, perch&eacute; non possono fare altrettanto per salvare delle vite e trasformare questa crisi in opportunit&agrave;? Davvero: siamo di fronte a una opportunit&agrave; reale.<\/p>\n<p>In Africa, non siamo neppure agli inizi, per quanto riguarda lo sfruttamento dell&rsquo;energia solare. Investire seriamente nel solare, potrebbe significare che tra 20 anni l&rsquo;Africa, e in particolare il Nord Africa, saranno esportatori netti di energia in Europa.<\/p>\n<p>Il mio pensiero qui va a tutti i paesi industrializzati, soprattutto quelli dell&rsquo;UE, e alla Germania, e in particolare agli USA, che sono stati patetici, specialmente quando abbiamo proposto una prospettiva di giustizia. I paesi in via di sviluppo sono meno responsabili della situazione in cui ci troviamo, ma sono quelli che pagano lo scotto pi&ugrave; alto, e lo fanno per primi. Ai paesi poveri era stato detto di mettere sul tavolo degli obiettivi; lo hanno fatto, in preparazione al summit di Copenhagen. India e Cina, per esempio, hanno varato &ndash; o stanno varando, normative nazionali, e si stanno muovendo nella direzione giusta, ma i paesi ricchi non hanno fatto la loro parte.<\/p>\n<p>Lo dico senza mezzi termini: senza un trattato equo, ambizioso e vincolante, condanniamo a morte i piccoli stati insulari e i paesi meno sviluppati.<\/p>\n<p>D: Allo stato attuale delle cose, i leader delle maggiori potenze mondiali sembrano firmare una condanna a morte.<\/p>\n<p>KN: Dovremmo ricordarci che due anni fa a Bali, in un momento simile del summit, il clima era ancora pi&ugrave; pessimista. Solo l&rsquo;ultimo giorno, nelle prime ore del mattino, la pressione morale della Papua Nuova Guinea ha costretto gli USA a accettare di impegnarsi.<\/p>\n<p>Parafrasando i popoli che dicono &ldquo;non &egrave; finita finch&eacute; la grassona non ha cantato&rdquo;, direi &ldquo;non &egrave; finita finch&eacute; lo smilzo di Washington DC non ha cantato&rdquo;. Non resta che vedere quando si muover&agrave; il presidente USA Barack Obama.<\/p>\n<p>D: Cosa pensa dell&rsquo;esclusione delle Ong dal centro del negoziato negli ultimi giorni della conferenza?<\/p>\n<p>KN: Ritengo l&rsquo;intervento contro le Ong un tradimento della democrazia, un tradimento della compattezza informale della societ&agrave; civile in seno alle Nazioni Unite. &Egrave; un gesto di estrema ingiustizia e crudelt&agrave;, soprattutto per le Ong pi&ugrave; piccole.<\/p>\n<p>Per le piccole, che hanno risparmiato denaro e si sono preparate tutto l&rsquo;anno per essere qui &ndash; essere estromesse senza tante cerimonie, in modo cos&igrave; brutale, senza dignit&agrave;, &egrave; davvero un grande tradimento. Fa molto male vedere come sono stati trattati alcuni piccoli gruppi della societ&agrave; civile presenti qui: persone la cui voce &egrave; autentica.<\/p>\n<p>Mi &egrave; gravoso, stare qui, all&rsquo;interno. Ho perfino pensato di andarmene. Ma per smuovere le cose, nel negoziato, dobbiamo usare tutte le nostre risorse, per quanto limitate (gli occhi di Naidoo, che proviene da un contesto di piccole Ong, si inumidiscono quando parla di queste cose).<\/p>\n<p>Non possiamo attribuire la colpa dell&rsquo;esclusione delle Ong al governo danese. Siamo in un contesto Onu e le Nazioni Unite dovrebbero sapere molto bene che il summit non si sarebbe tenuto senza le attivit&agrave; condotte dalla societ&agrave; civile negli ultimi decenni, che i capi di governo non sarebbero qui se non fosse per la pressione che abbiamo esercitato su di loro, in quasi tutti i paesi del mondo, nell&rsquo;ultimo anno, affinch&eacute; partecipassero al summit, perch&eacute; il tema &egrave; troppo importante per essere affidato a delegati junior. Infine, condurre i negoziati a porte chiuse, lontano dalla gente e dalla societ&agrave; civile, minerebbe comunque la legittimit&agrave; del summit.<\/p>\n<p>L&rsquo;Onu deve rendersi conto che seppure concordasse un trattato equo, ambizioso e vincolante, anche per un soffio, con un escamotage dell&rsquo;ultima ora, il vero cambiamento inizier&agrave; il giorno dopo. E star&agrave; tutto nella effettiva implementazione del trattato. Per il momento, possiamo anche fare a meno di una precisa formulazione giuridica, ma ci servono obiettivi precisi, chiari e ambiziosi, il denaro per raggiungerli, l&rsquo;accordo sulle azioni specifiche da intraprendere e la bozza del trattato, entro i prossimi due mesi.<\/p>\n<p>Chi pu&ograve; vincolare i governi alle proprie responsabilit&agrave; e chi &egrave; di complemento ai loro interventi, se non le Ong?<\/p>\n<p>Anche con il fallimento del CoP15, voglio dire a tutte le Ong, ai gruppi comunitari, ai movimenti sociali, alle Ong pi&ugrave; grandi, ai sindacati, e a tutti coloro che sono venuti qui, che devono rincuorarsi. Non sarebbero loro ad aver fallito. Ma le leadership politiche. Noi abbiamo creato uno slancio mondiale e dobbiamo consolidarlo, unirci ancora di pi&ugrave;, intervenire in modo pi&ugrave; aggressivo e continuare a lottare. &copy;IPS<\/p>\n<p>* About IPS-TerraViva at Copenhagen COP 15: http:\/\/www.ips.org\/TV\/copenhagen\/about\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COPENHAGEN, 18 dicembre 2009 Terraviva COP15* (IPS) &#8211; &#8220;I cambiamenti climatici sono un&rsquo;opportunit&agrave; per affrontare tutte le questioni di uguaglianza e giustizia per cui lottiamo da sempre&rdquo;, ha detto Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International, in un&rsquo;intervista rilasciata a&hellip; <a href=\"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/12\/18\/intervista-lapartheid-economica-mondiale-impedisce-un-accordo-equo\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":419,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[4,15,22,1,30,25,32,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1670","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente","category-diritti-umani","category-europa","category-headlines","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1670","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/419"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1670"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1670\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1876,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1670\/revisions\/1876"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1670"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1670"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1670"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}