{"id":1664,"date":"2009-12-01T18:11:27","date_gmt":"2009-12-01T18:11:27","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/12\/01\/media-le-storie-non-raccontate-di-violenza-sulle-donne\/"},"modified":"2009-12-01T18:11:27","modified_gmt":"2009-12-01T18:11:27","slug":"media-le-storie-non-raccontate-di-violenza-sulle-donne","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/12\/01\/media-le-storie-non-raccontate-di-violenza-sulle-donne\/","title":{"rendered":"MEDIA: Le storie non raccontate di violenza sulle donne"},"content":{"rendered":"<p>ROMA, 1 dicembre 2009 (IPS) &#8211; &ldquo;Non c&rsquo;&egrave; bisogno di andare lontano, &egrave; tutto intorno a noi&rdquo;, dice Robert Dijksterhuis, a capo della divisione Gender del Ministero degli Affari Esteri olandese, in una stanza gremita di donne. &ldquo;Una donna su tre nel mondo ha subito abusi di vario genere &#8211; il pi&ugrave; delle volte da parte di qualcuno che conosce&rdquo;, aggiunge, citando i numeri di UNFPA (Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione).<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1517\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1517\" class=\"size-full wp-image-1517\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Miren_s.jpg\" alt=\"Miren Gutierrez\/IPS Miren Gutierrez\/IPS\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1517\" class=\"wp-caption-text\">Miren Gutierrez\/IPS<br \/>Miren Gutierrez\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>Un vasto pubblico di donne -e uomini- impegnati ha partecipato alla conferenza indetta da IPS, sotto il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e del Comune di Roma, per parlare dell&rsquo;emergenza diffusa e del ruolo dei media.<\/p>\n<p>Il Fondo delle Nazioni Unite per le Donne (UNIFEM) afferma nel documento &ldquo;La violenza contro le donne nel mondo&rdquo; che pi&ugrave; del 70 per cento delle donne &egrave; vittima di violenza fisica o sessuale durante la propria vita, nella maggioranza dei casi perpetrata da mariti, partner o conoscenti. Per le donne in et&agrave; compresa tra i 15 e i 44 anni, gli atti di violenza causano pi&ugrave; morti e disabilit&agrave; di cancro, malaria, incidenti stradali e guerre sommati.<\/p>\n<p>La violenza contro le donne &egrave; dilagante.<\/p>\n<p>In Sudafrica, muore una donna ogni sei minuti per mano di una persona conosciuta dalla vittima; in Guatemala, ogni giorno vengono assassinate in media due donne. A San Paolo, in Brasile, ogni 15 secondi una donna viene assalita. Lo stupro &egrave; inoltre diffuso nei conflitti armati in Colombia, Darfur e Sudan.<\/p>\n<p>Ma questo fenomeno colpisce anche i paesi sviluppati, non solo contesti in via di sviluppo. Negli Stati Uniti, l&rsquo;ottantatr&eacute; per cento delle ragazze tra i 12 e i 16 anni ha subito molestie sessuali nelle scuole pubbliche, e un terzo delle donne assassinate ogni anno &egrave; ucciso per mano del proprio partner; nell&rsquo;Unione Europea, tra il 40 e il 50 per cento delle donne ha subito una qualche forma di proposta sessuale indesiderata, di contatto fisico o altre forme di molestia sessuale sul posto di lavoro.<\/p>\n<p>Nonostante questo, secondo UNFPA, la societ&agrave; civile, i mezzi di comunicazione e i politici hanno cominciato solo recentemente ad unire i propri sforzi per cambiare la percezione del fenomeno della violenza contro le donne, cercando di abbattere il muro di indifferenza che ha sempre caratterizzato il problema.<\/p>\n<p>E qui entrano in gioco i mezzi di comunicazione.<\/p>\n<p>Secondo il Sottosegretario degli Affari Esteri Vincenzo Scotti, &ldquo;la comunicazione pu&ograve; essere uno degli strumenti pi&ugrave; efficaci&rdquo; nella lotta contro questo tipo di violenza.<\/p>\n<p>Nel &ldquo;cambiare le norme culturali e sociali che sostengono la violenza&rdquo;, l&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; (OMS\/WHO) conferma che i media &ndash; che sono riusciti ad affrontare positivamente una serie di questioni legate alle salute &ndash; possono svolgere un ruolo importante nella lotta alla violenza.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo documenti come &ldquo;L&rsquo;influenza della violenza nei media sui giovani&rdquo;, pubblicato dall&rsquo;American Physiological Society, mostrano come le immagini di donne vittimizzate nei programmi riducano la percezione della violenza nella realt&agrave;.<\/p>\n<p> La situazione &egrave; resa ancora peggiore dalla sottorappresentanza delle donne nei mezzi di comunicazione e da una visione sbagliata del loro ruolo. Media Monitoring Africa &ndash; organizzazione che promuove un corretto uso del giornalismo &ndash; denuncia la scarsa presenza di donne all&rsquo;interno dei media e gli stereotipi con cui esse vengono rappresentate, spesso solo come vittime o come parenti di qualcuno. <\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;influenza delle donne nel giornalismo &egrave; uno dei problemi centrali nelle ricerche femministe sui media&rdquo;, si osserva nel rapporto di Monika Djerf-Pierre &ldquo;The Gender of Journalism&rdquo;.<\/p>\n<p>Gli studi di Djerf-Pierre dimostrano che, anche in nazioni come la Svezia (al quarto posto nel rapporto Global Gender Gap (GGG) pubblicato dal Forum Economico Mondiale), &ldquo;il giornalismo sia un ambito dominato dagli uomini&rdquo;. Gli studi dimostrano come oggi circa met&agrave; dei giornalisti svedesi siano donne, ma anche come tre quarti delle posizioni dirigenziali siano appannaggio maschile. E in altri paesi la situazione &egrave; peggiore.<\/p>\n<p>Secondo Dijksterhuis, la comunicazione pu&ograve; essere usata in una realt&agrave; in movimento con le nuove tecnologie, influenzando la realt&agrave;; bisogna creare contatti pi&ugrave; forti con le ONG, i mezzi di comunicazione e gli altri soggetti (un&rsquo;opinione espressa da molti relatori durante la conferenza); &egrave; inoltre necessario monitorare costantemente la situazione, poich&eacute; &ldquo;gran parte dell&rsquo;informazione &egrave; influenzata dagli uomini&rdquo;. <\/p>\n<p>I diritti dell&#039;informazione devono diventare parte di questo sforzo, ha affermato Jac SM Kee, coordinatrice del Gruppo di Pressione per i Diritti delle Donne dell&rsquo;Associazione per le Comunicazioni Progressiste. La sua associazione &egrave; impegnata nello sforzo di &ldquo;risanare le tecnologie applicate all&rsquo;informazione e comunicazione (ICTs) per fermare la violenza e incentivare il connubio tra i diritti della comunicazione e i diritti umani delle donne, specialmente per ci&ograve; che concerne la violenza contro le donne. <\/p>\n<p>Mona Azzalini, del Global Media Monitoring Project in Italia, ha parlato della pi&ugrave; grande ricerca mondiale sulla partecipazione delle donne nei mezzi di comunicazione, che verr&agrave; distribuita nel 2010.<\/p>\n<p>L&rsquo;iniziativa &ldquo;promuove un cambiamento nella rappresentazione femminile&rdquo; e crea &ldquo;una rete di gruppi di pressione&rdquo; che combatte la discriminazione e gli stereotipi nei media. L&rsquo;ultimo monitoraggio, svolto nel 2005, si concentrava su quattro aspetti: la rappresentazione della donna come soggetto dell&rsquo;informazione, i giornalisti, il contenuto delle notizie che presentavano stereotipi e discriminazioni, le pratiche giornalistiche.<\/p>\n<p>I risultati della ricerca del 2010 verranno confrontati con il rapporto del 2005, che mostra come solo il 21 per cento delle fonti sono donne &#8211; e molti esperti affermano che l&rsquo;ottantr&eacute; per cento &egrave; composto da uomini. Il punto di vista delle donne non compare da nessuna parte: in politica, solo il 14 per cento &egrave; composto da donne, e in economia solo il 20 per cento. Anche quando si parla di violenza contro le donne, la maggioranza delle voci (64 per cento) sono quelle degli uomini.<\/p>\n<p>E i mezzi di informazione come trattano l&rsquo;argomento?<\/p>\n<p>&ldquo;Vittima significa debolezza; debolezza signigica vuol dire violenza&#8230; e i mezzi di informazione amano la violenza&rdquo;, afferma Laila Al Shaikhli, anchorwoman di Al Jazeera, che parla delle difficolt&agrave; di ottenere una storia vera, quando le donne sono riluttanti a denunciare e perpetuano uno stigma sociale, quando loro stesse partecipano al ciclo della discriminazione, educando i figli con gli stessi paradigmi.<\/p>\n<p>Il risultato &egrave; la distorsione dell&rsquo;immagine femminile.<\/p>\n<p>In Italia, ad esempio, &ldquo;l&rsquo;80 per cento delle persone forma le proprie opinioni in base a ci&ograve; che la TV trasmette&rdquo;, ha affermato Emma Bonino, vice presidente del Senato. &ldquo;E io non sono soddisfatta dell&rsquo;immagine delle donne trasmessa dai mezzi di comunicazione. E&rsquo; un immagine umiliante&#8230;Le donne lavoratrici non esistono. Il ruolo dei media &egrave; importante in qualsiasi strategia per combattere la violenza. Non &egrave; marginale o complementare, &egrave; essenziale per formare l&rsquo;idea della donna&rdquo;.<\/p>\n<p>In Italia, Silvio Berlusconi controlla all&rsquo;incirca il 90 per cento dell&rsquo;audience televisiva attraverso l&rsquo;impero Mediaset e Rai. <\/p>\n<p>Thenjiwe Mtintso, ambasciatrice per il Sudafrica in Italia, ha parlato come attivista per le tematiche di genere ed ex giornalista durante l&rsquo;Apartheid, di cosa sia la notizia e la sua propriet&agrave;, e di chi la trasmette. Non le donne, ha affermato. E questo deve cambiare, se si vuole eliminare la violenza contro le donne. &copy;IPS <\/p>\n<p>*Miren Gutierrez is IPS Editor in Chief.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA, 1 dicembre 2009 (IPS) &#8211; &ldquo;Non c&rsquo;&egrave; bisogno di andare lontano, &egrave; tutto intorno a noi&rdquo;, dice Robert Dijksterhuis, a capo della divisione Gender del Ministero degli Affari Esteri olandese, in una stanza gremita di donne. &ldquo;Una donna su&hellip; <a href=\"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/12\/01\/media-le-storie-non-raccontate-di-violenza-sulle-donne\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":389,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,5,8,12,15,16,22,1,26,28,30,25,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1664","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-america-latina","category-asia-e-oceania","category-comunicazione-nuove-tecnologie-e-media","category-diritti-umani","category-donne-e-sviluppo","category-europa","category-headlines","category-iraq-e-asia-centrale","category-medioriente","category-nord-america","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1664","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/389"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1664"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1664\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1664"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1664"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1664"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}