{"id":1659,"date":"2009-04-21T16:10:52","date_gmt":"2009-04-21T16:10:52","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/?p=1659"},"modified":"2017-11-08T16:12:30","modified_gmt":"2017-11-08T16:12:30","slug":"ambiente-popoli-indigeni-chiedono-pi-voce-in-capitolo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/04\/21\/ambiente-popoli-indigeni-chiedono-pi-voce-in-capitolo\/","title":{"rendered":"AMBIENTE: Popoli indigeni chiedono pi&ugrave; voce in capitolo"},"content":{"rendered":"<p>ANCHORAGE, Alaska, 21 aprile 2009 (IPS) &#8211; Proprio mentre i popoli indigeni provenienti da tutto il mondo si ritrovano in questa citt&agrave; dell&rsquo;Alaska per chiedere pi&ugrave; voce in capitolo nei negoziati sul clima globale, il rapido riscaldamento dell&rsquo;Artico sta costringendo alcuni villaggi Inuit a trasferirsi altrove.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1428\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1428\" class=\"size-full wp-image-1428\" src=\"\/ipsnotizie\/http:\/\/www.ipsnews.net\/fotos\/Aborigen_islas_Carteret_Pap\u00faa_Nueva_Guinea_costa_erosionada.bmp\" alt=\"Indigenous Summit Indigenous Summit\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1428\" class=\"wp-caption-text\">Indigenous Summit<br \/>Indigenous Summit<\/p><\/div><\/div>\n<p>&ldquo;Abbiamo secoli di esperienza nell&rsquo;adattamento al clima, e i nostri stili di vita ancestrali hanno una bassissima impronta al carbonio&rdquo;, spiega Victoria Tauli-Corpuz, leader indigena delle Filippine e presidente del Forum permanente delle Nazioni Unite sulle questioni indigene.<\/p>\n<p>I gas a base di carbonio sono la principale causa dell&rsquo;effetto serra, che provoca i cambiamenti climatici. L&rsquo;eccessivo rilascio di questi gas, come anidride carbonica e metano, viene dalle attivit&agrave; umane: combustione dei combustibili fossili nell&rsquo;industria e nei trasporti, emissioni dalla produzione zootecnica e deforestazione. <\/p>\n<p>Circa 400 popolazioni indigene, compreso il presidente boliviano Evo Morales, e osservatori da 80 nazioni, si sono riuniti ad Anchorage, Alaska (20-24 aprile) per partecipare al Summit globale dei popoli indigeni sui cambiamenti climatici, sponsorizzato dalle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Verranno esaminati e discussi i modi in cui i saperi tradizionali possono essere utilizzati negli sforzi di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici. <\/p>\n<p>&ldquo;Le popolazioni indigene hanno contribuito meno degli altri al problema globale del cambio climatico, ma certamente saranno loro a subire il peso maggiore del suo impatto&rdquo;, spiega Patricia Cochran, presidente del Consiglio circumpolare articolo e del Summit di aprile.<\/p>\n<p>I popoli indigeni, sostiene, sono i massimi esperti quando si parla di clima: qualsiasi dialogo o negoziato sar&agrave; molto pi&ugrave; ricco e produttivo con la loro partecipazione. <\/p>\n<p>Eppure, ha aggiunto, sono loro in prima linea quando si tratta degli impatti del cambiamento climatico. <\/p>\n<p>Il villaggio di Newtok, circa 800 chilometri a est di Anchorage, &egrave; il primo di diversi villaggi che dovranno essere dislocati come conseguenza del cambiamento climatico. A causa dell&rsquo;aumento delle temperature medie, l&rsquo;intensificarsi del flusso dei fiumi e dello scioglimento del permafrost sta distruggendo case e infrastrutture, costringendo 320 residenti a trasferirsi verso un&rsquo;area di maggiore altitudine 15 chilometri ad ovest, con un costo previsto di decine di migliaia di dollari. <\/p>\n<p>Altri cinque insediamenti Inuit in Alaska dovranno essere urgentemente dislocati, come Shishmaref (popolazione 560) e Kivalina (377), dove il ghiaccio marino costiero non riesce pi&ugrave; a contenere le onde delle tempeste autunnali, comportando una grave erosione costiera. Decine di altri insediamenti simili sono considerati a rischio. <\/p>\n<p>Secondo il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), le regioni pi&ugrave; colpite &#8211; come Artico, Caraibi e Amazzonia &#8211; sono le aree del pianeta dove vive la maggior parte dei popoli indigeni, osserva Sam Johnston, dell&rsquo;Universit&agrave; delle Nazioni Unite di Tokyo (UNU), co-sponsor del Summit.<\/p>\n<p>Nel mondo, sono stati identificati almeno 5mila diversi gruppi indigeni in oltre 70 paesi, con una popolazione globale stimata tra 300 e 350 milioni di abitanti, che rappresenta circa il sei per cento degli abitanti dell&rsquo;intero pianeta. <\/p>\n<p>Proprio per il loro storico legame culturale e spirituale con la terra, gli oceani e il mondo animale, i popoli indigeni hanno molto da offrire, ha detto Johnston in un&rsquo;intervista.<\/p>\n<p>&ldquo;Il mondo deve prestare pi&ugrave; ascolto alle opinioni di queste comunit&agrave;, e alla saggezza dei loro saperi ancestrali&rdquo;, ha osservato. <\/p>\n<p>Principale obiettivo del Summit, contribuire a rafforzare la partecipazione delle comunit&agrave; indigene e esprimere messaggi e raccomandazioni alla Conferenza delle parti della Convenzione quadro dell&rsquo;Onu sui cambiamenti climatici (UNFCC) del prossimo dicembre a Copenaghen. <\/p>\n<p>Qui, i governi di tutto il mondo negozieranno un accordo post-Kyoto (che scade nel 2012) per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e per creare un fondo di adattamento di aiuto ai paesi poveri.<\/p>\n<p>Il vertice indigeno si concluder&agrave; ad Anchorage venerd&igrave;, con una dichiarazione e un piano d&rsquo;azione, e un appello ai governi del mondo perch&eacute; includano a pieno titolo i popoli indigeni nel futuro regime sui cambiamenti climatici post-Kyoto adottato a Copenaghen. <\/p>\n<p>Attualmente, le popolazioni indigene non hanno un ruolo formale nei colloqui sul clima, nonostante la partecipazione di alcuni loro rappresentanti nella delegazione boliviana in una serie di incontri preparatori all&rsquo;inizio di questo mese a Bonn, Germania.<\/p>\n<p>In teoria, questi popoli avrebbero un ruolo formale di consulenza, come hanno di fatto nella Convenzione Onu sulla biodiversit&agrave;, ha spiegato Tauli-Corpuz. <\/p>\n<p>&rdquo;Purtroppo, nessun governo ha voluto fare pressioni in tal senso per la UNFCCC&rdquo;, ha osservato.<\/p>\n<p>La &ldquo;Dichiarazione Anchorage&rdquo; sar&agrave; firmata dal presidente Evo Morales, che &egrave; di origine Aymara; da Miguel d&#039;Escoto Brockmann, presidente dell&rsquo;Assemblea generale delle Nazioni Unite; e dal parlamentare danese Juliane Henningsen, rappresentante della Groenlandia, ha segnalato Cochrane.<\/p>\n<p>Questioni come ridurre la deforestazione e promuovere il rimboschimento massiccio possono avere un impatto decisivo sui popoli indigeni, ed &egrave; vitale che i loro diritti vengano riconosciuti e rispettati in qualsiasi accordo finale sul clima, afferma Tauli-Corpuz.<\/p>\n<p>Ma le discussioni bilaterali, ha avvertito Johnston dell&rsquo;UNU, soprattutto tra Cina e Stati Uniti, cominciano a surriscaldarsi in vista dell&rsquo;incontro di Copenaghen, e questo rischia di compromettere la partecipazione dei popoli indigeni, che resterebbero confinati ai margini. <\/p>\n<p>(*Articolo pubblicato sui quotidiani latinoamericani della rete di Tierram&eacute;rica, servizio dell&rsquo;IPS sponsorizzato dai Programmi Onu per lo sviluppo e per l&rsquo;ambiente e dalla Banca mondiale).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANCHORAGE, Alaska, 21 aprile 2009 (IPS) &#8211; 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